{"id":100492,"date":"2021-10-16T11:19:16","date_gmt":"2021-10-16T09:19:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=100492"},"modified":"2021-10-16T11:19:34","modified_gmt":"2021-10-16T09:19:34","slug":"arte-fotografica-a-bergamo-festival-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=100492","title":{"rendered":"Arte fotografica a Bergamo &#8211; Festival fotografia"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_100494\" aria-describedby=\"caption-attachment-100494\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/knm.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-100494\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/knm-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/knm-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/knm-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/knm.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-100494\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9 Silvia Alessi | Silvia Alessi, Il Piccolo Pamir Afghano<\/figcaption><\/figure>\n<h3 class=\"francois-one editor-title\" style=\"text-align: justify;\">FOTOGRAFICA. FESTIVAL DI FOTOGRAFIA BERGAMO &#8211; FUORI DAL CENTRO<\/h3>\n<div class=\"date_default\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 02 Ottobre 2021 al 01 Novembre 2021<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>BERGAMO &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Monastero del Carmine \/ Daste<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">Sedi varie<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span> venerd\u00ec, sabato e domenica dalle 10 alle 20. Apertura speciale luned\u00ec 1 novembre, ultimo giorno di Festival<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.fotograficafestival.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.fotograficafestival.it<\/a><\/p>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong>La periferia avvolge l\u2019anima<\/strong> di chi \u00e8 costretto ai confini delle citt\u00e0 ma \u00e8 anche linfa creativa e impulso vitale di coloro che ne vedono <strong>un\u2019opportunit\u00e0 per progettare, per condividere, per migliorarsi. <\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">E proprio la periferia, in tutte le sue poliedriche forme, \u00e8 il cuore pulsante dell\u2019edizione in arrivo di\u00a0<strong>Fotografica &#8211; Festival di Fotografia Bergamo<\/strong>, manifestazione che avr\u00e0 luogo a\u00a0<strong>Bergamo dal 2 ottobre all\u20191 novembre<\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">Una\u00a0<strong>terza edizione che vuole essere non solo un evento culturale, ma anche un punto di partenza per una riflessione collettiva<\/strong>, mantenendo salda la sinergia con il territorio e con gli Enti e le Istituzioni, negli anni sempre pi\u00f9 presenti ed attivi a riguardo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Una presa di coscienza della situazione economica<\/strong> e sociale che interessa i contesti ai margini, un\u2019interessante testimonianza di come vengano vissute oggi le periferie.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u00a0<em>fil rouge<\/em>\u00a0tematico che interesser\u00e0 due luoghi simbolo della citt\u00e0 di Bergamo:\u00a0<strong>l\u2019ex-centrale elettrica Daste e Spalenga,<\/strong>\u00a0oggi\u00a0<strong>Daste<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Imponente e solitaria testimonianza dell\u2019economia manifatturiera del secolo scorso Daste \u00e8 divenuta, a seguito di <strong>un importante intervento di riqualificazione,<\/strong> sede di prestigio per lo<strong> sviluppo culturale e ricreativo<\/strong> con sale di proiezioni, spazi per il coworking, attivit\u00e0 istituzionali e<strong> laboratori didattici di arti:<\/strong> uno spazio di socialit\u00e0 e aggregazione, oltre che innovativo motore di trasformazione urbana, sociale e culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il\u00a0<strong>Monastero del Carmine a Bergamo Alta<\/strong>,\u00a0un bene culturale pubblico di grande interesse storico ed artistico che dal 1996 \u00e8 sede del\u00a0<strong>TTB Teatro tascabile di Bergamo \u2013 Accademia delle Forme Sceniche<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Tascabile nel 2018 ha sottoscritto con il Comune di Bergamo il primo Partenariato Speciale Pubblico Privato in Italia per il recupero e <strong>la valorizzazione in chiave culturale del Monastero rendendone possibile l&#8217;utilizzo per manifestazioni culturali<\/strong> come, per l\u2019appunto, Festival Fotografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE MOSTRE DELL\u2019EDIZIONE 2021<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cBERGAMO\u201d &#8211; Gabriele Basilico &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Dove: c\/o Daste<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo cornice ma grande protagonista, \u201c<strong>Bergamo<\/strong>\u201d \u00e8 la mostra di punta del festival.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scatti del grande fotografo\u00a0<strong>Gabriele Basilico<\/strong>\u00a0sono <strong>un viaggio nella citt\u00e0 minuziosamente documentato,<\/strong> che mette in relazione<strong> architetture e spazi, contraddizioni ed assonanze<\/strong> grazie ad uno studio capillare ed un occhio meticoloso. Ne rimangono preziose foto, risultato di una verifica ottenuta in seguito al \u2018gesto fondamentale del fotografo: il guardare\u2019, come aveva lui stesso dichiarato in un\u2019intervista del 1998.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>BROKEN SONGLINES\u201d &#8211; Monika Bulaj-\u00a0<\/strong><strong>c\/o Monastero del Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Broken songlines\u201d<\/strong>\u00a0\u00e8 il progetto di\u00a0<strong>Monika Bulaj<\/strong>: le sue fotografie immortalano le<strong> ultime oasi d\u2019incontro tra fedi,<\/strong> zone franche <strong>assediate dai fanatismi armati, patrie perdute dei fuggiaschi di ogg<\/strong>i.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luoghi dove <strong>gli dei parlano spesso la stessa lingua franca,<\/strong> e dove, dietro ai monoteismi, appaiono segni, presenze, gesti, danze, sguardi. Un cammino che la <strong>fotografa realizza con i nomadi,<\/strong> minoranze in fuga, pellegrini, ricercando il bello anche nei luoghi pi\u00f9 tremendi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cMALACARNE: KIDS COME FIRST\u201d<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<strong>Francesco Faraci &#8211;\u00a0<\/strong><strong>c\/o Monastero del Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono un itinerario <strong>nel cuore di Palermo<\/strong> le immagini realizzate da\u00a0<strong>Francesco Faraci \u201cMalacarne: Kids come first\u201d<\/strong>. Gli scatti, racchiusi in un libro, raccontano tre anni di attivit\u00e0 del fotografo nelle viscere del capoluogo siciliano. <strong>I bambini vengono prima di tutto,<\/strong> anche in quelle realt\u00e0 <strong>percepite ai margini della societ\u00e0,<\/strong> dove sono in vigore <strong>leggi non scritt<\/strong>e che, a volte, si \u00e8 costretti a conoscere e ad assimilare come vere e proprie regole <strong>dello stare al mondo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cBARACCOPOLIS\u201d &#8211; Sergio Ramazzotti<\/strong><strong>&#8211;\u00a0<\/strong><strong>c\/o Monastero del Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In \u201c<strong>Baraccopolis<\/strong>\u201d,\u00a0<strong>Sergio Ramazzotti<\/strong>\u00a0offre uno sguardo che arriva dritto come <strong>un pugno allo stomaco<\/strong> su un fenomeno che interessa l\u2019esistenza di un essere umano su sei. <strong>Periferia estrema della citt\u00e0, della societ\u00e0 e della dignit\u00e0 umana, le baraccopoli<\/strong> interessano da vicino anche il nostro Paese.<br \/>\nCantine, roulotte, automobili e baracche: non luoghi che sorgono al confine dei contesti urbani, al confine della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cL\u2019ALTRA FACCIA\u201d TRA VERDELLINO, ZINGONIA E CISERANO &#8211; Giovanni Diffidenti-\u00a0<\/strong><strong>c\/o Monastero del Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u201cL\u2019altra faccia\u201d Tra Verdellino, Zingonia e Ciserano\u00a0<\/strong>\u00e8 il progetto fotografico di Giovanni Diffidenti che narra l\u2019attivit\u00e0 di Sguazzi Onlus, \u201cA Beautiful Wave\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immagini catturano il lavoro di recupero dell\u2019associazione su questo territorio tra il 2018 e il 2019 e <strong>portano a conoscenza del processo che ha coinvolto le Torri di Ciserano,<\/strong> documentando come erano appena <strong>prima e durante l\u2019abbattimento.<\/strong> Sono le <strong>storie di ragazze e ragazzi che vivono, interagiscono,<\/strong> vogliono confrontarsi e mettersi in gioco l\u2019uno con \u201cl\u2019altro\u201d.<strong> Gli altri sono la ragazza senegalese che gioca a basket<\/strong> con il ragazzo pakistano o l\u2019istruttore bosniaco che insegna parkour al giovane italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>IL PICCOLO PAMIR AFGHANO<\/strong>\u201d &#8211;\u00a0<strong>Silvia Alessi-\u00a0<\/strong><strong>c\/o Monastero del Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora,\u00a0<strong>Silvia Alessi<\/strong>\u00a0ritrae la quotidianit\u00e0 delle popolazioni che abitano una delle<strong> periferie del mondo poste tra i 3 e i 4 mila metri sul livello del mare<\/strong>: \u201c<strong>Il Piccolo Pamir Afghano<\/strong>\u201d \u00e8 una raccolta di immagini che immortalano il Corridoio Wakhan, una lunga striscia di terra larga pochi chilometri nell\u2019Afghanistan nordorientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Corridoio \u00e8 divenuto vicolo cieco in seguito alla chiusura di tutte le frontiere,<\/strong> pattugliate a vista, rendendone impossibile l\u2019uscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cMiRelLa\u201d &#8211; Fausto Podavini-\u00a0<\/strong><strong>c\/o Monastero del Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mirella e Luigi sono uniti da 43 anni, dei quali gli ultimi sei hanno lottato contro <strong>la malattia degenerativa di Luigi, l\u2019Alzheimer<\/strong>, che offusca i ricordi e cambia le persone inesorabilmente.<br \/>\n<strong>\u201c<\/strong><strong>MiRelLa<\/strong><strong>\u201d di Fausto Podavini<\/strong>\u00a0\u00e8 un racconto lungo quattro anni, <strong>iniziato come uno studio sulla malattia, diventato presto narrazione di vita quotidiana.<\/strong> Una storia senza confini, racconto emotivo ed intenso di una sorta di periferia dell\u2019anima: <strong>un\u00a0<em>non luogo<\/em>\u00a0che colpisce le persone indipendentemente dal sesso, dal ceto sociale,<\/strong> dal paese di provenienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cPRIGIONIERI\u201d &#8211; Valerio Bispuri\u00a0<\/strong><strong>&#8211;\u00a0<\/strong><strong>c\/o Monastero del Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I \u201c<strong>Prigionieri<\/strong>\u201d di\u00a0<strong>Valerio Bispuri<\/strong>\u00a0sono <strong>i detenuti delle carceri italiane: gli invisibili<\/strong> che vivono in un luogo non luogo, da sempre ai margini della societ\u00e0. Dopo aver concluso \u201cEncerrados\u201d, viaggio fotografico durato dieci anni attraverso 74 carceri del Sud America, Bispuri nel 2014 decide di continuare a <strong>esplorare il mondo dei detenuti nelle carceri italiane.<\/strong> \u201cPrigionieri\u201d, \u201cEncerrados\u201d e \u201cPaco\u201d formano la trilogia della libert\u00e0 perduta. Una narrazione del quotidiano che esplora le condizioni di vita quotidiana dei detenuti e capire difficolt\u00e0, bisogni, emozioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cDIAGNOSIS\u201d &#8211; Emile Ducke &#8211;\u00a0<\/strong><strong>c\/o Monastero del Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Emile Ducke<\/strong>\u00a0ci porta a bordo di un <strong>convoglio ospedaliero che viaggia in citt\u00e0 remote della Siberia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Diagnosis<\/strong>\u201d \u00e8 il <strong>racconto fotografico del treno di San Luca, che per due settimane, dieci volte l\u2019anno, attraversa l\u2019entroterra russo, per offrire l\u2019assistenza sanitaria<\/strong> mancante a chi abita in quelle terre remote, lontane, fredde. Questo lavoro \u00e8 stato premiato nella categoria Short Story del World Report Award|Documenting Humanity, il concorso internazionale del Festival della Fotografia Etica di Lodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cPHYSIS\u201d di Cristian Rota<\/strong><strong>c\/o Monastero del Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, la \u201c<strong>Physis<\/strong>\u201d che si incontra in questo progetto di\u00a0<strong>Cristian Rota<\/strong>\u00a0\u00e8 quella di <strong>\u201cterre lontane\u201d alla periferia del mondo, vissute come \u201cluogo salvifico\u201d<\/strong> che riduce a nulla il nostro antropocentrismo di fronte ad una Natura che \u00e8 potenza creatrice e distruttrice, che opera incurante dell\u2019uomo mortale. Da vedere per comprenderne la profondit\u00e0 e la bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 tutto. Fotografica \u00e8 anche\u00a0<strong>Workshop ed eventi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Workshop<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cRaccontare Per Immagini\u201d\u00a0<\/strong>\u00e8 il<strong>\u00a0workshop<\/strong>\u00a0tenuto da\u00a0<strong>Fausto Podavini<\/strong>\u00a0(fotografo romano specializzato in reportage a sfondo sociale) dedicato a tutti coloro che intendono migliorare la fase realizzativa e progettuale di lavori fotografici a medio-lungo termine. O anche a chi semplicemente vuole iniziare a vedere la fotografia come racconto fotografico.<br \/>\nL\u2019evento \u00e8 organizzato i<strong>n collaborazione con NessunoPress.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Proiezione Docufilm \u201cBaraccopolis\u201d\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un essere umano su sei, nel mondo, vive in una baraccopoli. Nel nostro paese sono migliaia. Sono tutti cittadini italiani, ma nemmeno l\u2019Istat sa con precisione quanti: tutto ci\u00f2 che ci dice \u00e8 che almeno 53 mila persone in Italia vivono <strong>nei cosiddetti \u201calloggi di altro tipo\u201d, ossia diversi dalle case: le cantine, le roulotte, le automobili, e soprattutto le baracche<\/strong>. Se questi dati sono cos\u00ec vaghi c\u2019\u00e8 un motivo. Una baraccopoli \u00e8 un non-luogo che sorge sempre al confine. Al confine con la citt\u00e0 degna di questo nome, con la civilt\u00e0, con le strutture che forniscono i servizi di base, spesso al confine con la realt\u00e0. E per chi \u00e8 relegato l\u00ec dentro, anche se ha la carta d\u2019identit\u00e0 italiana, di solito quel confine \u00e8 invalicabile.<br \/>\nBaraccopolis, il\u00a0docufilm\u00a0di\u00a0<strong>Sergio Ramazzotti e Andrea\u00a0Monzani<\/strong>\u00a0(prodotto da\u00a0Parallelozero\u00a0per Sky Atlantic), ci porta oltre quel confine,\u00a0in una specie di viaggio conradiano che,\u00a0giorno dopo giorno, arriva fino al cuore oscuro\u00a0dello spaventoso\u00a0mondo degli slum italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Eventi<\/strong><br \/>\n<strong><em>in collaborazione con Molte Fedi sotto lo stesso cielo, rassegna culturale delle ACLI di Bergamo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mondi e storie dietro le immagini<\/strong>, con Mario Calabresi, giornalista e scrittore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Broken Songlines<\/strong>, spettacolo teatrale con Monika Bulaj (fotografa, reporter e documentarista)<br \/>\n<strong>27 ottobre 2021 &#8211;\u00a0<\/strong>Ore 20:45 c\/o Cinema Conca Verde \u2013 Bergamo<br \/>\nMonika Bulaj ha viaggiato con la macchina fotografica tra i confini spirituali, nei crocevia dei regni dimenticati, dove scintillano le fedi e le tradizioni dei pi\u00f9 deboli e indifesi, con la loro resistenza fragile e inerme, la loro capacit\u00e0 al dialogo e all&#8217;incontro. In cammino con i nomadi, minoranze in fuga, pellegrini, anche nei luoghi pi\u00f9 tremendi ha cercato il bello: la solidariet\u00e0 nella guerra, la coabitazione tra fedi laddove si mettono bombe, le crepe nella teoria del cosiddetto scontro di civilt\u00e0, dove gli dei sembrano in guerra tra di loro, evocati da presidenti, terroristi e banditi. Al centro della sua ricerca \u00e8\u00a0<strong>il corpo, che contiene il segreto della memoria collettiva<\/strong>: nell&#8217;arcaicit\u00e0 dei gesti si legge la saggezza arcana del popolo, la ricerca della liberazione attraverso l&#8217;uso sapiente dei sensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conferenza \u201c<\/strong><strong>Periferia a memoria\u201d &#8211; a cura di Museo delle storie di Bergamo<\/strong><br \/>\n<strong>9 ottobre 2021<\/strong>\u00a0&#8211; ore 17:00 &#8211; 18:30 c\/o Convento di San Francesco, Piazza Mercato del Fieno 6\/a, Citt\u00e0 Alta, Bergamo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un incontro dedicato alla costruzione della memoria per immagini sulle periferie, un invito a guardare con maggiore attenzione. A partire dalla mostra \u201cLa Malpensata manda a dire\u201d del 1979, realizzata con l\u2019obiettivo di raccontare le vicende del quartiere grazie alla raccolta di materiale fotografico dei suoi abitanti, un percorso alla ricerca delle tracce delle periferie nell\u2019Archivio fotografico Sestini. \u201cSpicchi di storia quotidiana\u201d, come scriveva Giovanni Mimmo Boninelli, a cui \u00e8 dedicato l\u2019incontro, in merito alla possibilit\u00e0 di uno sguardo di attenzione e cura alle periferie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FOTOGRAFICA. 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