{"id":101204,"date":"2021-11-02T16:42:19","date_gmt":"2021-11-02T15:42:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=101204"},"modified":"2021-11-03T17:54:03","modified_gmt":"2021-11-03T16:54:03","slug":"arte-e-drammi-delle-donne-a-firenze-contro-la-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=101204","title":{"rendered":"Arte e drammi delle donne a Firenze &#8211; Contro la violenza"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_101206\" aria-describedby=\"caption-attachment-101206\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1a.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-101206\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1a-300x133.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1a-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1a-1024x452.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1a-768x339.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1a-650x287.jpg 650w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1a.jpg 1100w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-101206\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1c.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-101207 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1c-300x226.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1c-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1c-768x579.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1c-398x300.jpg 398w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Pitti-donne-1c.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un dramma senza tempo &#8230; L\u2019arte antica si riflette nell\u2019attualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DALLO SFREGIO SEICENTESCO DEL BERNINI AI VOLTI INVISIBILI DELLE DONNE AGGREDITE CON L\u2019ACIDO: AGLI UFFIZI DIVENTA MOSTRA IL \u201cNO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esposto in Galleria il busto di Costanza Piccolomini Bonarelli, <strong>realizzato dal suo amante Gian Lorenzo Bernini, che per gelosia la fece poi sfregiare:<\/strong> il capolavoro, in prestito dal Museo Nazionale del Bargello, d\u00e0 voce a un dramma senza tempo <strong>dialogando con gli scatti di Ilaria Sagaria che raccontano poeticamente il dolore e la solitudine delle vittime<\/strong> degli attacchi con sostanze corrosive<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo straordinario <strong>busto di Costanza Piccolomini Bonarelli, scolpito nel marmo da Gian Lorenzo Bernini per omaggiare l\u2019amata, poi deturpata al volto<\/strong> in un accesso di gelosia; <strong>gli scatti contemporanei di Ilaria Sagaria dedicati alle donne sfigurate con l\u2019acido,<\/strong> dal volto invisibile, bendato, protagoniste del ciclo Il dolore non \u00e8 un privilegio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019arte antica si riflette nell\u2019attualit\u00e0<\/strong> \u2013 ricordando quanto la violenza di genere sia un dramma senza tempo \u2013 in Lo sfregio, esposizione al secondo piano della Galleria Uffizi (negli spazi tra le sale di Leonardo e Michelangelo). Organizzata simbolicamente nel mese in cui ricorre la Giornata Internazionale per l\u2019Eliminazione della Violenza contro le Donne, la mostra pone in dialogo le fotografie di Ilaria Sagaria con il capolavoro di Gian Lorenzo Bernini, in prestito dal Museo Nazionale del Bargello e restaurato da Maura Masini con un finanziamento delle Gallerie degli Uffizi.<br \/>\nNel busto in marmo (databile al 1637-1638) lo scultore ritrae la donna con naturalezza e intimit\u00e0:<strong> la camicia aperta, la pettinatura mossa, lo scatto del collo, la bocca socchiusa quasi a suggerire un dialogo.<\/strong> Nella tarda estate del 1638 Bernini, <strong>scoperto il legame di Costanza con il fratello Luigi, pazzo di gelosia, fa sfregiare il volto della donna.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bernini fu graziato e prosegu\u00ec la sua brillante carriera senza conseguenze,<\/strong> mentre <strong>Costanza venne reclusa in un monastero per quattro mesi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fece poi ritorno dal marito, Matteo Bonarelli, con il quale dette vita a un fiorente commercio di sculture: in lei oggi \u00e8 riconosciuto <strong>un emblema della capacit\u00e0 di riscatto<\/strong> che si ritrova oggi in tante vittime di violenza, alle quali le fotografie di Ilaria Sagaria, dedicate alle donne che hanno subito attacchi con acido, danno liricamente voce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ciclo di scatti Il dolore non \u00e8 un privilegio ricorda infatti come il crimine subito da Costanza si riattualizzi oggi nei casi ancora pi\u00f9 efferati degli attacchi con l\u2019acido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad essere preso di mira, esattamente come allora, \u00e8 i<strong>l volto delle vittime, investito da sostanze corrosive che bruciano la pelle ed erodono ossa e cartilagini, condannando ad un calvario fisico e psicologico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio per parlare di questo tema di stringente attualit\u00e0, alla presentazione della mostra hanno portato la loro testimonianza Filomena Lamberti, vittima di violenza con l\u2019acido e testimonial dell\u2019associazione Spaziodonna di Salerno, Petra Filistrucchi, vicepresidente del centro antiviolenza Artemisia di Firenze, Jaf Shah, direttore esecutivo di Acid Survivors Trust International.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019iniziativa hanno preso parte anche la direttrice dei Musei del Bargello Paola d\u2019Agostino, il consigliere d\u2019amministrazione degli Uffizi Valdo Spini, la curatrice della mostra Chiara Toti e la stessa fotografa Ilaria Sagaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista Ilaria Sagaria: \u201c<strong>La violenza tramite acido \u00e8 un fenomeno globale che non \u00e8 legato all\u2019etnia, alla religione e tantomeno alla posizione sociale e geografica<\/strong> \u2013 ha detto Sagaria &#8211; Nonostante siano stati registrati casi di aggressione anche ai danni di uomini, rimane una forma di violenza con un impatto maggiore sulle donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla brutalit\u00e0 fisica causata da un gesto inumano, c\u2019\u00e8 <strong>il trauma psicologico da affrontare: la perdita dell\u2019identit\u00e0, la depressione e l\u2019isolamento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo la fase di ospedalizzazione, sono costrette a passare lunghi periodi chiuse dentro casa<\/strong> e, anche quando potrebbero uscire all\u2019aperto, rifiutano di mostrarsi in pubblico e di affrontare lo sguardo degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mettono via gli specchi e le loro fotografie,<\/strong> eliminando qualsiasi cosa che possa mostrare quello che erano prima e quello che sono diventate in seguito, diventando cos\u00ec prigioniere di una casa privata di memoria e identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso le loro testimonianze, ho ricostruito un racconto, <strong>una mise-en-sc\u00e8ne fotografica che potesse restituire questi momenti senza spettacolarizzarne il dolore,<\/strong> concentrandomi sull\u2019aspetto psicologico e sul concetto di identit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: \u201cIn occasione della mostra, <strong>il busto di Costanza Piccolomini Bonarelli \u00e8 stato sottoposto a un restauro finanziato dalle Gallerie degli Uffizi: l\u2019opera cos\u00ec si pu\u00f2 di nuovo apprezzare appieno<\/strong>, grazie a questo simbolico atto di risarcimento, per\u00f2 contro i danni del tempo. In mostra la guardiamo non solo come un capolavoro di uno dei massimi scultori barocchi, ma siamo invitati a riflettere sull\u2019efferata violenza dei forti contro i deboli. E a meditare sul dolore inenarrabile della sopravvivenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ILARIA SAGARIA \u2013 BIOGRAFIA<br \/>\nIlaria Sagaria nasce a Palomonte (SA) nel 1989. La sua ricerca fotografica mira a restituire un immaginario complesso e stratificato del femminino, denso di simboli culturali, di rimandi e dettagli artistici con particolare attenzione ai significati sociali, politici e psicologici. Ha lavorato come fotografa in Italia e in Germania e attualmente anche come docente di fotografia e grafica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LO SFREGIO &#8211; ILARIA SAGARIA \/ GIAN LORENZO BERNINI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 novembre &#8211; 19 dicembre 2021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture, sale A36-A37<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curatela della mostra: Chiara Toti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Progetto dell\u2019allestimento: Antonio Godoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo a cura di Chiara Toti con contributi di Andrea Bacchi e Sarah McPhee, Giunti editore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un dramma senza tempo &#8230; L\u2019arte antica si riflette nell\u2019attualit\u00e0 DALLO SFREGIO SEICENTESCO DEL BERNINI AI VOLTI INVISIBILI DELLE DONNE AGGREDITE CON L\u2019ACIDO: AGLI UFFIZI<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":101208,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[24111],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/101204"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=101204"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/101204\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":101210,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/101204\/revisions\/101210"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/101208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=101204"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=101204"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=101204"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}