{"id":102922,"date":"2022-01-06T10:13:42","date_gmt":"2022-01-06T09:13:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=102922"},"modified":"2022-01-06T16:46:23","modified_gmt":"2022-01-06T15:46:23","slug":"mostre-a-pisa-keith-haring-palazzo-blu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=102922","title":{"rendered":"Mostre a Pisa &#8211; Keith Haring &#8211; Palazzo Blu"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Haring-palazzo-Reale-2017-8uj.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-42568\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Haring-palazzo-Reale-2017-8uj-298x300.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Haring-palazzo-Reale-2017-8uj-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Haring-palazzo-Reale-2017-8uj-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Haring-palazzo-Reale-2017-8uj.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/OLANDA-ARTE-AMSTERDAM-6._Keith_Haring.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-24015 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/OLANDA-ARTE-AMSTERDAM-6._Keith_Haring-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/a><\/p>\n<p>RETROSPETTIVA DOPO TRENT&#8217;ANNI DALLA REALIZZAZIONE DELLO STORICO MURALE<\/p>\n<p><strong>Keith Haring &#8211; Artista statunitense<\/strong>\u00a0universalmente riconosciuto tra i padri della street-art<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Haring crea un \u201c<strong>codice Haring<\/strong>\u201d ben riconoscibile da tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi <strong>pupazzetti<\/strong> sono ben riconoscibili\u00a0 e divertenti e <strong>rimangono facilmente in memoria anche a chi non ha familiarit\u00e0 con l&#8217;arte:<\/strong> il classico <strong>messaggio &#8220;facile&#8221;<\/strong> come tutta l&#8217;arte contemporanea che gli USA hanno imposto all&#8217;Europa si dalla fine della Seconda Guerra Mondiale (come teneva a precisare il <strong>grande critico d&#8217;arte Philppe Daverio<\/strong>).<\/p>\n<div class=\"date_default\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 12 Novembre 2021 al 17 Aprile 2022<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>PISA <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Palazzo Blu <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Lungarno Gambacorti 9<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Orari:<\/span>\u00a0dal luned\u00ec al venerd\u00ec 10-19; sabato, domenica e festivi 10-20. La biglietteria chiude un\u2019ora prima della chiusura. Da venerd\u00ec 12 a domenica 14 novembre la mostra resta aperta fino alle ore 22 con biglietto ridotto. La prenotazione \u00e8 fortemente consigliata ma non obbligatoria<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Curatore:<\/span>\u00a0Kaoru Yanase<\/p>\n<div><\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Biglietto:<\/span>\u00a0Intero <strong>\u20ac 12<\/strong>, Ridotto \u20ac 10 (gruppi, over 65, giovani dai 18 ai 25 anni e convenzionati), Ridotto universitari \u20ac 5 (Studenti Universit\u00e0 di Pisa, Scuola Normale Superiore, ogni gioved\u00ec), Giovani \u20ac 6 (valido dai 6 ai 17 anni), Scuole \u20ac 5, Gratuito 0-6 anni non compiuti e disabili. Prevendita individuali e gruppi \u20ac 2, Prevendita scuole \u20ac 1<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Tel.<\/span>+39 02 92897755<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"mailto:info@palazzoblu.it?subject=Richiesta%20informazioni.\">info@palazzoblu.it<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.palazzoblu.it\/mostraharing\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.palazzoblu.it\/mostraharing<\/a><\/p>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cL\u2019arte \u00e8 vita. La vita \u00e8 arte. L\u2019importanza di entrambi \u00e8 <strong>esagerata e fraintesa<\/strong>\u201d<\/em><br \/>\nKeith Haring, Diari<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra\u00a0<strong>\u201cKeith Haring\u201d, a Palazzo Blu di Pisa, dal 12 novembre 2021 al 17 aprile 2022,\u00a0<\/strong>realizzata dalla\u00a0<strong><em>Fondazione Pisa<\/em><\/strong>\u00a0in collaborazione con\u00a0<strong><em>MondoMostre<\/em><\/strong>\u00a0e con la straordinaria partecipazione della\u00a0<strong><em>Nakamura Keith Haring Collection<\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em>a cura di Kaoru Yanase,\u00a0<\/em><\/strong><em>Chief Curator della Nakamura Keith Haring Collection<\/em>, rende omaggio <strong>all\u2019artista statunitense<\/strong>, universalmente riconosciuto tra i padri della street-art,\u00a0\u00a0che proprio a Pisa ha soggiornato nel 1989, per dipingere\u00a0su una parete del convento di S. Antonio, il celeberrimo murale \u2018<strong>Tuttomondo<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto nacque da un incontro casuale tra l&#8217;artista e il giovane studente Piergiorgio Castellani avvenuto a New York nel 1987. <strong>Castellani propose ad Haring di realizzare qualcosa di grande in Italia<\/strong> e l&#8217;artista accett\u00f2, fu cos\u00ec che prese forma il \u201c<em>Keith Haring Italian Project\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0monumentale dipinto,\u00a0che <strong>occupa una superficie di 180 metri quadri,\u00a0<\/strong>\u00e8\u00a0divenuto <strong>negli anni una delle grandi attrazioni della citt\u00e0 di Pisa,<\/strong> custode di una delle ultime grandi opere dell\u2019artista:\u00a0un inno alla gioia che tutt&#8217;oggi \u00e8 considerato il suo testamento artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra\u00a0presenta\u00a0<strong>per la prima volta in Europa una<\/strong><strong>\u00a0ricca selezione di opere,\u00a0oltre 170,\u00a0<\/strong>provenienti dalla\u00a0Nakamura Keith Haring Collection, la collezione personale di Kazuo Nakamura, che si trova nel museo dedicato all&#8217;artista, in Giappone. Fanno parte della collezione, e sono in mostra a Pisa, opere che vanno dai primi lavori di Haring fino agli ultimi, molte serie complete quali\u00a0<em>Apocalypse<\/em>\u00a0(1988),\u00a0<em>Flowers<\/em>, (1990) e svariati altri disegni, sculture nonch\u00e9 grandi opere su tela come\u00a0<em>Untitled<\/em>\u00a0(1985).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ampiamente riconosciuto per le sue opere d&#8217;arte dai colori vivaci e giubilanti,\u00a0i lavori di Haring sono\u00a0familiari e <strong>noti anche a chi non conosce la sua breve parabola artistica perch\u00e9 i suoi omini stilizzati e in movimento, i suoi cuori, i suoi cani e i suoi segni in generale<\/strong> fanno parte del bagaglio di immagini pubbliche e non solo, in tutto il mondo, e sono proprio queste ad averlo reso un simbolo della cultura e dell\u2019arte pop degli anni Ottanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esposizione\u00a0ripercorre l\u2019intera carriera artistica di Haring<\/strong> e l\u2019ampia gamma di tecniche espressive da lui indagate \u2013 pittura, disegno, scultura, video, murales, arte pubblica e commerciale \u2013 iniziando dai disegni in metropolitana,<em>Subway Drawings<\/em><strong><em>,\u00a0<\/em><\/strong><em>1981-1983 (gesso bianco\/carta\/pannelli di legno)<\/em>\u00a0che restano tra i suoi lavori pi\u00f9 noti e acclamati, fino al portfolio delle diciassette serigrafie dal titolo\u00a0<em>The Bluprint Drawings,<\/em>la sua ultima serie su carta che riproduce le prime e pi\u00f9 pure narrazioni visive nate nel 1981, pubblicata nel 1990, un mese prima della sua morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso di mostra, allestito nelle sale di Palazzo Blu dagli architetti di\u00a0Panstudio, si divide in nove sezioni: dal\u00a0<strong>PRINCIPIO<\/strong>, prima sezione, in cui si raccontano gli inizi e la vita nella citt\u00e0 di\u00a0New York, dove Haring si trasferisce nel 1978 per studiare alla School of Visual Arts. In quel periodo fa\u00a0<em>coming out<\/em>.\u00a0Inizia\u00a0con semplici segni grafici a disegnare bambini, animali, cuori, televisori, angeli, piramidi e omini, con il gesso bianco, sopra i pannelli pubblicitari inutilizzati delle stazioni metropolitane di New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le foto dei suoi lavori iniziano a circolare e il suo stile diventa subito molto riconoscibile perch\u00e9<strong> crea un linguaggio che si legge a colpo d\u2019occhio,<\/strong> il \u201c<strong>codice Haring<\/strong>\u201d. E la sua fama presso il pubblico cresce rapidamente.<\/p>\n<p>La sezione\u00a0<strong>OLTRE I LIMITI,\u00a0<\/strong>ci porta dentro i\u00a0colori fluorescenti che brillano sotto la luce nera\u00a0dell\u2019artista, attraverso una serie di cinque serigrafie,\u00a0<em>Untitled (Fertility Suite)<\/em>, pubblicata dalla Tony Shafrazi Gallery nel 1983, in cui Haring da spazio alle sue icone, simboli di vitalit\u00e0 e fertilit\u00e0, sempre in movimento, forse agitate.<\/p>\n<p>Subito dopo\u00a0<strong>LE STORIE<\/strong>, in cui \u00e8 esposta l\u2019opera\u00a0<em>The Story of Red + Blue, 1989<\/em>, una serie di litografie realizzata espressamente per i bambini divenuta cos\u00ec nota da essere\u00a0usata\u00a0per diversi concorsi di\u00a0<em>storytelling<\/em>\u00a0e inserita nei programmi educativi\u00a0in molte scuole americane.<\/p>\n<p><strong>HARING A PISA<\/strong>, racconta\u00a0l&#8217;avventura pisana di Keith Haring, l\u2019amicizia dopo l\u2019incontro fortuito con Piergiorgio Castellani, e il lavoro corale per la realizzazione del murale \u201cTuttomondo\u201d su una parete del Convento di Sant\u2019Antonio: la Chiesa che mise a disposizione la superficie da dipingere, il Comune e la Provincia che coordinarono il progetto, gli studenti dell&#8217;universit\u00e0 che aiutarono l&#8217;artista come assistenti.<\/p>\n<p>Si passa poi alla\u00a0<strong>MUSICA<\/strong>;\u00a0ovunque Haring lavori, sulla strada o nel suo atelier, c\u2019\u00e8 sempre. Le sue opere incarnano il suono delle strade di New York e dei locali pi\u00f9 cool. Collabora alla creazione di un gran numero di cover, una delle pi\u00f9 note \u00e8 per un album di David Bowie del 1983 che raffigura due omini stretti in un radioso abbraccio. Insieme alla musica la sezione\u00a0<strong>MESSAGGIO<\/strong>:\u00a0l\u2019obiettivo di Haring \u00e8 raggiungere il maggior numero di persone possibile e i\u00a0<em>poster\u00a0<\/em>sono uno strumento in grado di stabilire una connessione immediata col pubblico. Il\u00a0<em>Poster for Nuclear Disarmament<\/em>, del 1982, \u00e8 senza parole, ma invoca visivamente la fine dell\u2019energia nucleare. Da allora Haring realizza oltre cento poster per pubblicizzare le proprie esposizioni, concerti, prodotti o per\u00a0sensibilizzare le persone ai temi che ha particolarmente a cuore: la\u00a0prevenzione dell\u2019AIDS, i diritti dei\u00a0<em>gay<\/em>, l\u2019<em>apartheid<\/em>, il razzismo, l\u2019uso delle droghe, la guerra, la violenza e la salvaguardia ambientale.<\/p>\n<p>In\u00a0<strong>SIMBOLI E ICONE,<\/strong>\u00a0troviamo\u00a0<em>Radiant Baby, Dog, Angel, Winged Man, Three-Eyed Face, la\u00a0<\/em>serie pubblicata nel 1990, che include i personaggi pi\u00f9 iconici della sua intera opera. Come si legge nei diari,\u00a0<em>The Radiant Baby<\/em>simboleggia l\u2019innocenza, la purezza, la bont\u00e0 e il potenziale di ognuno.<\/p>\n<p><strong>DISTOPIA RIVELATA\u00a0<\/strong>\u00e8 una sezione dedicata a una fase di maturazione e consapevolezza di Haring. Come si nota in\u00a0<em>Apocalipse<\/em>, 1988, la materia della sua arte si fa pi\u00f9 profonda e complessa. Come omosessuale che convive con l\u2019AIDS, la politica e la paura diventano i temi dominanti dei suoi lavori. In collaborazione con lo scrittore\u00a0<em>beat<\/em>William Burroughs lavora a questa serie, offrendo un assaggio del suo inferno personale: ogni immagine realizzata con la tecnica del collage, riprende la poesia, e utilizza pubblicit\u00e0, referenze di storia dell\u2019arte e teologia cattolica per amplificare le scene di caos.<\/p>\n<p><strong>ENERGIA PRIMORDIALE<\/strong>: piramidi affollate di omini, animali, soli, maschere, il\u00a0<em>body painting<\/em>\u00a0e i\u00a0<em>totem<\/em>. L\u2019opera di Keith Haring diventa uno spazio fra arte vernacolare e arte accademica, fra creazione e appropriazione. I suoi lavori celano poteri misteriosi di provenienza non occidentale, ispirati all\u2019arte azteca, eskimo, africana e afroamericana, nonch\u00e9 a simboli antichi e mitologici.<\/p>\n<p><strong>LA FINE DELL\u2019INIZIO<\/strong>, chiude la mostra con le immagini che meglio raffigurano il linguaggio iconico di Haring:\u00a0piramidi, dischi volanti, cani, serpenti e bambini che si mescolano a figure erranti ed extraterrestri. Nel 1990, poco prima di morire, Haring pubblica la sua ultima edizione su carta,\u00a0<em>The Blueprint Drawings.\u00a0<\/em><em>\u00abQ<\/em><em>uesti 17 disegni sono nati in poche settimane fra dicembre 1980 e gennaio<\/em><em>\u00a01981. Gli originali li ho realizzati su pergamena con inchiostro Sumi perch\u00e9 avevo intenzione di riprodurre tutti i disegni in cianografia. Li portavo regolarmente al cianografo locale, dove mi divertivo a cercare di spiegarne il contenuto agli addetti ai macchinari. Nel giro di qualche settimana, in negozio, tutti avevano grande familiarit\u00e0 con i miei disegni. (\u2026) Quelle stampe sono una perfetta capsula del tempo dei miei inizi a New York City\u00bb,\u00a0<\/em>Keith Haring New York City 4 gennaio 1990.<\/p>\n<p>Keith Haring ha vissuto gli sconvolgimenti della New York degli anni &#8217;80 quando l&#8217;economia americana\u00a0era in crisi e la citt\u00e0 era preda di violenza, droga,\u00a0discriminazione e povert\u00e0.<br \/>\nHaring si \u00e8 sempre impegnato attraverso le sue opere a sensibilizzare il pubblico su temi quali\u00a0l\u2019energia nucleare, gli aspetti negativi dell\u2019era tecnologica, la salvaguardia dell\u2019ambiente, il razzismo dilagante, l\u2019uso delle droghe e la prevenzione contro l\u2019AIDS. Sin dall\u2019inizio della sua carriera Haring trova il modo di fondere ci\u00f2 che \u00e8 inequivocabilmente riconosciuto come\u00a0arte con la vita di tutti i giorni.<\/p>\n<p>E con il soggetto del bambino, individua il mezzo pi\u00f9 efficace per assicurarsi l\u2019immortalit\u00e0. Nessuno sa quanti bambini abbia disegnato. Due giorni prima di morire, troppo debole anche per parlare, prende un pennarello e tenta ripetutamente di disegnare qualcosa, poi finalmente ci riesce: \u00e8 il bambino radiante. Un neonato che sprigiona raggi di potere ricevuto dall\u2019universo; che possiede un\u2019energia infinita; che gattona incessantemente, senza fermarsi mai, verso ogni dove, sfidando ogni pericolo. E dopo la morte di Keith, nel corso degli anni Novanta fino al caos dei giorni nostri, questa immagine iconica continua a trasmettere il suo messaggio di gioia. Il bambino radiante rappresenta Keith Haring stesso.<\/p>\n<p>In occasione della mostra,\u00a0la Fondazione BLU Palazzo d\u2019Arte e Cultura propone un interessante\u00a0<strong>programma di incontri<\/strong>\u00a0che si svolgeranno presso l\u2019Auditorium, in via\u00a0Pietro Toselli 27 di Pisa, durante il corso della mostra.<\/p>\n<p>Il ciclo di appuntamenti indagher\u00e0 alcuni aspetti del movimento della Pop-Art e il periodo storico, artistico, culturale a esso collegato, con giornalisti, critici d&#8217;arte, autori e professori di storia dell\u2019arte che potranno dare pi\u00f9 ampio respiro ai temi che la mostra offre.<\/p>\n<p><strong>Il Programma:\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>1\u00b0\u00a0incontro ore 17.30, gioved\u00ec 16 dicembre 2021<br \/>\n<strong><em>\u201cTuttomondo, dietro le scene\u201d\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Con\u00a0<\/em><\/strong><strong>Piergiorgio Castellani<em>, Lorenzo Bani, Andrea De Gioia, i protagonisti dell\u2019avventura pisana di Keith Haring nel 1989. \u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>2\u00b0\u00a0incontro ore 17.30, gioved\u00ec 27 gennaio 2021<br \/>\n<strong><em>\u201cFrancesco Barbieri &amp; Arnaldo Testi\u201d\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Una conversazione sulla New York di Keith Haring e sul resto della scena\u201d\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Con Arnaldo Testi, professore di Storia degli Stati Uniti presso l&#8217;Universit\u00e0 di Pisa e Francesco Barbieri,\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>artista e studioso del post-graffitismo.<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>3\u00b0 incontro ore 17.30, venerd\u00ec 18 febbraio 2022<br \/>\n<strong><em>\u201cColoriamo tutti i muri. Case, vicoli e palazzi\u201d.\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Vita, opere e curiosit\u00e0 di Keith Haring\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Con\u00a0<\/em><\/strong><strong>Marco Carminati<em>,\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>storico dell\u2019arte, scrittore e giornalista responsabile delle pagine d\u2019arte de La Domenica de IlSole24Ore.\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>4\u00b0 incontro ore 17.30, 24 o 31 marzo 2022<br \/>\n<strong><em>\u201cCosa rester\u00e0 di questi anni \u201980? L\u2019arte di Keith Haring nell\u2019epoca dell\u2019innocenza\u201d\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Con Luca Beatrice, critico d&#8217;arte, curatore e accademico italiano.\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RETROSPETTIVA DOPO TRENT&#8217;ANNI DALLA REALIZZAZIONE DELLO STORICO MURALE Keith Haring &#8211; Artista statunitense\u00a0universalmente riconosciuto tra i padri della street-art Haring crea un \u201ccodice Haring\u201d ben<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":102935,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,358,15896],"tags":[24330],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/102922"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=102922"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/102922\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":102928,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/102922\/revisions\/102928"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/102935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=102922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=102922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=102922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}