{"id":103865,"date":"2022-02-23T17:33:22","date_gmt":"2022-02-23T16:33:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=103865"},"modified":"2022-02-23T17:33:22","modified_gmt":"2022-02-23T16:33:22","slug":"mostre-a-milano-hangarbicocca-metaspore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=103865","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; HangarBicocca &#8211; &#8221; Metaspore &#8220;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ingresso gratuito con prenotazione<\/p>\n<h1 class=\"francois-one editor-title\">ANICKA YI. METASPORE<\/h1>\n<div class=\"date_default\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 23 Febbraio 2022 al 24 Luglio 2022<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>MILANO &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Pirelli HangarBicocca &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Via Chiese 2<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0gioved\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica 10.30-20.30<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Fiammetta Griccioli e Vicente Todol\u00ed<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Biglietto:<\/span>\u00a0ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+39 02 6611 1573<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"mailto:info@hangarbicocca.org?subject=Richiesta%20informazioni.\">info@hangarbicocca.org<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"http:\/\/pirellihangarbicocca.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/pirellihangarbicocca.org<\/a><\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pirelli HangarBicocca presenta dal 24 febbraio al 24 luglio 2022\u00a0<em>\u201cMetaspore\u201d<\/em>,\u00a0mostra personale di\u00a0<strong>Anicka Yi<\/strong>, <strong>una delle figure pi\u00f9 innovative e interessanti nel panorama contemporaneo.<\/strong><\/p>\n<p>Nella sua pratica Yi <strong>combina linguaggi e tematiche provenienti da ambiti differenti: dalla filosofia alla biologia, dalla politica alla fantascienza.<\/strong><\/p>\n<p>Il percorso espositivo prevede <strong>oltre venti installazioni, creazioni multiformi che scardinano i confini tra scienza e arte, tra organico e sintetico, tra umano e non umano,<\/strong> indagando i concetti di metamorfosi, interdipendenza, ecosistema e simbiosi.<\/p>\n<p><strong>La mostra stimola\u00a0l\u2019esperienza sensoriale e percettiva dei visitatori, attraverso odori, forme mutanti ed elementi biologici disorientanti.<\/strong><\/p>\n<p>Ne sono esempio gli <strong>ecosistemi microbici<\/strong> dalle <strong>molteplici colorazioni\u00a0<\/strong>dell\u2019opera\u00a0<em>Biologizing the Machine<\/em>\u00a0<em>(spillover zoonotica)<\/em>, 2021,<strong> racchiusa in grandi teche di vetro<\/strong> e nata dalla collaborazione con il dipartimento di\u00a0Scienze dell\u2019Ambiente e\u00a0della Terra (DISAT)\u00a0dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca.<\/p>\n<p><strong>Testimonianza del\u00a0dialogo tra arte e scienza<\/strong> proposto da Anicka Yi, l\u2019opera muta e reagisce all\u2019ambiente circostante, plasmando l\u2019esperienza dei visitatori.<\/p>\n<p><strong>La mostra<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cMetaspore\u201d<\/em>, a cura di Fiammetta Griccioli e Vicente Todol\u00ed, riunisce oltre venti opere di Anicka Yi (Seul, 1<strong>971<\/strong>; vive e lavora a New York) realizzate negli ultimi dieci anni e\u00a0approfondisce <strong>l\u2019approccio poliedrico dell\u2019artista\u00a0coreano-americana, caratterizzato dalla commistione di materiali deperibili e industriali<\/strong> in assemblaggi che sfidano l\u2019aspetto immutabile della scultura e dell\u2019installazione.<\/p>\n<p>La mostra, la pi\u00f9 completa mai presentata, \u00e8 concepita come un percorso sinestetico e immersivo, partendo <strong>dai primi progetti del 2010, che si distinguono per una ricerca su materiali tattili e olfattivi, per giungere alle installazioni realizzate\u00a0dall\u2019artista\u00a0in seguito, insieme al team del suo studio, e con il supporto di figure professionali differenti, quali architetti, scienziati, profumieri,<\/strong> con cui Anicka Yi ha co-creato progetti legati alle innovazioni nei campi della tecnologia e della scienza.<\/p>\n<p>Il titolo, <strong>\u201cMetaspore\u201d, prende ispirazione dal mondo biologico:<\/strong> le spore sono le <strong>unit\u00e0 cellulari che riproducono e danno origine a nuove entit\u00e0 viventi senza la necessit\u00e0 di una riproduzione sessuale,<\/strong> da qui il legame simbolico e concettuale con <strong>la mostra di Pirelli HangarBicocca, che si trasforma e muta autonomamente nel corso del tempo.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione inoltre apre\u00a0un nuovo capitolo nel lavoro di Anicka Yi: <strong>la scelta di approfondire opere del passato si pone come un momento riflessivo e immaginativo per futuri sviluppi ed evoluzioni della sua pratica.<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto espositivo \u00e8 incentrato, da un lato,<strong>\u00a0sulla dimensione olfattiva,<\/strong> presentando una serie di lavori connotati dall\u2019uso di\u00a0fragranze,\u00a0e, dall\u2019altro, sull\u2019<strong>analisi di processi biologici quali la decomposizione e la metamorfosi.<\/strong><\/p>\n<p>Il visitatore pu\u00f2 accedere allo spazio espositivo attraverso un <strong>lungo corridoio,<\/strong>\u00a0originariamente realizzato per la personale dell\u2019artista alla Kunsthalle di Basilea nel 2015.<\/p>\n<p>Su ogni lato della struttura \u00e8 collocata una serie di <strong>sculture di sapone alla glicerina e di batteri\u00a0\u2013 racchiusi ed enfatizzati all\u2019interno di vetrine illuminate<\/strong> come a preservare oggetti\u00a0preziosi.<\/p>\n<p>Attraversando questo diorama di suggestioni contrastanti, come quelle<strong> legate alle idee di igiene e contaminazione,<\/strong> si \u00e8 poi immersi in un ambiente scuro contraddistinto\u00a0da una luce soffusa emanata dalle installazioni in mostra e da un\u2019atmosfera sospesa e\u00a0avveniristica.<\/p>\n<p>Lungo il percorso, lo spettatore \u00e8 messo a confronto con numerosi <strong>altri lavori che invitano alla riflessione sui concetti di corpo, interdipendenza, ecosistema e simbiosi.<\/strong><\/p>\n<p>Tra questi, in occasione della mostra, \u00e8 stata realizzata una versione rinnovata e ampliata di\u00a0<strong><em>Biologizing the Machine (terra incognita)<\/em>, presentata alla 58. Biennale di Venezia nel 2019 e qui commissionata<\/strong> e prodotta specificamente per Pirelli HangarBicocca.<\/p>\n<p>Proseguendo <strong>la sua ricerca pluriennale sui batteri, Anicka Yi<\/strong> e il suo studio hanno collaborato con il dipartimento di\u00a0Scienze dell\u2019Ambiente e della Terra (DISAT) dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca per dar vita\u00a0alla riproposizione dell\u2019opera; dal\u00a0nuovo titolo\u00a0<strong>Biologizing the Machine (spillover zoonotica), 2021, e in un display completamente riconfigurato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sette grandi teche in vetro ospitano una coltura di Winogradsky<\/strong> (dal nome del microbiologo russo che ha inventato questo dispositivo per lo sviluppo di microrganismi), un ecosistema di <strong>batteri del suolo, cianobatteri e alghe, creato\u00a0localmente.<\/strong><\/p>\n<p>Attraversando <strong>cicli di crescita, stasi e decadimento,<\/strong> l\u2019opera contrappone\u00a0regole e caos e si trasforma nel tempo reagendo all\u2019ambiente circostante: gli organismi\u00a0assumono infatti diverse colorazioni che generano dipinti sospesi che mutano durante il periodo di mostra.<\/p>\n<p>All\u2019interno del percorso espositivo,\u00a0viene presentato\u00a0<em>Auras, Orgasms and Nervous Peaches<\/em>,\u00a02011, realizzato per la prima personale dell\u2019artista alla galleria\u00a047 Canal di New\u00a0York.<\/p>\n<p>L\u2019opera appare<strong> come una stanza vuota e asettica senza soffitto mentre i muri esterni trasudano olio d\u2019oliva, innescando un\u00a0cortocircuito fra interno ed esterno, evocando i fluidi che penetrano e fuoriescono dai nostri corpi.<\/strong><\/p>\n<p>Similmente, in un altro lavoro esposto,\u00a0<em>Skype Sweater<\/em>,\u00a02010\/2017,\u00a0<strong>Yi esamina il corpo nei suoi aspetti organici e politici, utilizzando materiali iconici del suo lessico visivo quali l\u2019aria, il gel e gli oggetti fritti in tempura.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019installazione mette in questione lo sfruttamento dei corpi, la loro relazione con\u00a0la dimensione animale e lo stile di vita consumistico e capitalista, utilizzando tecniche culinarie e richiamando\u00a0all\u2019ingrediente base della cosmetica: la glicerina.<\/p>\n<p>Un\u2019estetica<strong>\u00a0fantascientifica pervade queste e numerose altre opere presenti in mostra,<\/strong> come\u00a0<em>Shameplex<\/em>, 2015, composta da sette <strong>contenitori in plexiglass<\/strong> riempiti con un gel ultrasuoni\u00a0verde all\u2019interno del quale sono conficcati degli spilli, che a contatto con la sostanza glutinosa arruginiscono.<\/p>\n<p>Al contempo la<strong> dimensione fantascientifica si esprime anche attraverso l\u2019indagine\u00a0dell\u2019artista sulle paure contemporanee legate all\u2019igiene e\u00a0alla contaminazione.<\/strong> Le stesse erano protagoniste di \u201cYou can call me F\u201d,\u00a0mostra del 2015 presso The Kitchen, New York, i cui lavori principali sono esposti in Pirelli HangarBicocca\u00a0per la prima volta insieme da allora.<\/p>\n<p><strong> Realizzate all\u2019epoca in un clima di\u00a0tensione attorno\u00a0all\u2019epidemia dell\u2019ebola<\/strong>, le cinque installazioni disposte al centro dello spazio espositivo dello Shed somigliano a \u2018padiglioni da quarantena\u2019 \u2013\u00a0strutture composte da pareti trasparenti in PVC, ognuno delle quali reca dipinte sulla superficie esterna forme geometriche e astratte che richiamano i segnali di pericolo biologico.<\/p>\n<p><strong>Anicka Yi\u00a0<\/strong>\u00e8 emersa come<strong> una delle figure pi\u00f9 radicali della scena artistica degli ultimi anni 2000, grazie a una ricerca che, situandosi alla soglia fra arte e scienza,<\/strong> partecipa al dibattito attuale sulla <strong>ridefinizione delle categorie tra umano e macchina, naturale e sintetico<\/strong>.<\/p>\n<p>La sua opera d\u00e0 origine a narrazioni che <strong>intrecciano quesiti filosofici a immaginari fantascientifici,<\/strong> e crea connessioni tra biologia e letteratura, tra vita e racconto,con un approccio che viene definito \u2018bio-fiction\u2019. \u201cVoglio fondere scrittura e vita \u2013\u00a0la concezione che ogni entit\u00e0 vivente abbia le proprie narrazioni, contesti, prospettive, storie\u00a0\u2013\u00a0con lo studio della vita, che ora include l\u2019accoglienza di prospettive non umane\u201d (Anicka\u00a0Yi in Ross Simonini,\u00a0In the Studio: Anicka Yi, Art in America, 2017).<\/p>\n<p>Nella sua pratica Yi combina <strong>un\u2019acuta sensibilit\u00e0 per il linguaggio dell\u2019immagine in\u00a0movimento con le potenzialit\u00e0 di sostanze organiche e biologiche come gel, glicerina, lievito o altri microgranismi,<\/strong> realizzando sculture ibride e installazioni che si articolano spesso in complessi \u2018eco-sistemi\u2019. Questo \u00e8 il caso, ad esempio, di\u00a0<em>Le Pain Symbiotique<\/em>, realizzata in occasione della Biennale di Taipei nel 2014 ed esposta anche nella mostra\u00a0di Pirelli HangarBicocca.<\/p>\n<p>L\u2019opera si compone di una <strong>struttura trasparente e gonfiabile\u00a0attraverso cui i visitatori possono scorgere un paesaggio caratterizzato da materiali commestibili inframmezzati da proiezioni di batteri al microscopio.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019artista <strong>predilige sensi quali l\u2019olfatto, il tatto e il gusto, largamente trascurati<\/strong> nell\u2019ambito\u00a0delle culture visive. Perseguendo un approccio di ricerca sinestetico, Yi riflette sulle funzioni fondamentali\u00a0di elementi legati all\u2019invisibile e all\u2019effimero,<strong> come aria, odori e batteri,<\/strong> e sul modo in cui condizionano la nostra vita quotidiana, mettendone in luce, non solo gli aspetti scientifico-percettivi, ma anche la dimensione sociopolitica.<\/p>\n<p>I profumi e le fragranze diventano opere scultoree autonome che occupano e definiscono\u00a0lo spazio mentre attraversano i nostri corpi, sottoforma di molecole impercettibili.<\/p>\n<p>L\u2019artista \u00e8 affascinata soprattutto dal modo in cui l\u2019olfatto e l\u2019odore possono alterare e manipolare\u00a0la nostra percezione ambientale e permetterci di distinguere l\u2019alterit\u00e0, sottolineando come la sensazione di disagio legata all\u2019odore \u00e8 intrinsecamente connessa alla paura dell\u2019Altro.<\/p>\n<p>In\u00a0<em>Immigrant Caucus<\/em>,\u00a02017\u00a0\u2013\u00a0parte della mostra in Pirelli HangarBicocca\u00a0\u2013\u00a0<strong>contenitori a\u00a0pressione emanano un profumo concepito dall\u2019artista ibridando le componenti chimiche\u00a0del sudore di donne asiatico-americane alle emissioni delle formiche carpentiere<\/strong>.\u00a0L<\/p>\n<p>\u2019accostamento delle due componenti olfattive si configura <strong>come un commento politico sulle minoranze asiatico-americane e sull\u2019invisibilit\u00e0 del loro lavoro.<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni, l\u2019artista ha strutturato una pratica di studio nutrita, insieme, dai campi della\u00a0filosofia e della scienza, approcciando inoltre le aree della microbiologia, della biologia\u00a0sintetica e dell\u2019intelligenza artificiale e lavorando a stretto contatto con professionisti\u00a0scienziati specializzati.<\/p>\n<p>La sua<strong> indagine filosofica e la sua prassi artistica sono inoltre state influenzate dalle teorie di pensatori e accademici<\/strong> quali Donna Haraway (1944), Lynn Margulis (1938\u00a0\u2013\u00a02011), Karen Barad (1956) o Eduardo Viveiros de Castro (1951), per citarne alcuni, che hanno contestato l\u2019eccezionalismo umano, proponendo un modello di\u00a0relazione simbiotica con animali e vegetali e conducendo ricerche su forme di coscienza e intelligenza alternative.<\/p>\n<p>Queste collaborazioni e studi sono risultati centrali per lo sviluppo del complesso ed elaborato ecosistema che Yi ha realizzato in occasione della commissione per la Turbine Hall della Tate Modern a Londra,\u00a0<em>In Love With The World<\/em>, 2021\u00a0(aperta fino al 6 febbraio\u00a02022). L\u2019artista ha riconfigurato il monumentale\u00a0spazio industriale con <strong>una serie di\u00a0\u201cscentscapes\u201d,\u00a0paesaggi odorosi, dove fragranze, create appositamente, evocano\u00a0specifici periodi temporali, dall\u2019era Precambriana a quella industriale.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ambiente \u00e8 inoltre\u00a0popolato da particolari macchine, chiamate\u00a0<strong>aerobes, simili a cefalopodi e funghi, che fluttuano influenzate da elementi esterni come cambiamenti di temperatura e odori.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Combinando tecnologia e biologia, arte e scienza, l\u2019artista riflette su come le macchine e l\u2019intelligenza artificiale possano essere re-immaginate, evolversi e diventare indipendentidall\u2019essere umano entrando in comunicazione con piante, animali e microrganismi.<\/p>\n<p><strong>Catalogo<\/strong><br \/>\n\u201cMetaspore\u201d \u00e8 accompagnata dalla pi\u00f9 esaustiva monografia sull\u2019artista pubblicata da\u00a0Pirelli HangarBicocca con Marsilio Editori. Include i contributi di Giovanni Aloi, storico\u00a0dell\u2019arte, Rachel Lee, docente di inglese e\u00a0gender studies, e una conversazione tra Merlin Sheldrake, autore e biologo, e Yi, insieme a un testo edito dai curatori del progetto. Il catalogo presenta inoltre schede dettagliate sulle opere esposte in Pirelli HangarBicocca, la completa cronologia visiva delle mostre personali di Anicka Yi e un glossario inedito dei suoi pi\u00f9 rilevanti riferimenti concettuali, ideato in collaborazione con\u00a0l\u2019artista stessa.<\/p>\n<p><strong>Mostre personali<\/strong>\u00a0di Anicka Yi sono state realizzate in numerose istituzioni di rilievo internazionale, tra le quali Hyundai Commission, Turbine Hall, Tate Modern, Londra (2021); Solomon R. Guggenheim Museum, New York (2017); Fridericianum, Kassel (2016); Kunsthalle Basel, MIT List Visual Arts Center, Cambridge, Massachusetts, The Kitchen, New York (2015); Cleveland Museum of Art\u00a0(2014). L\u2019artista ha partecipato adiverse mostre collettive, tra cui la Biennale di Venezia (2019); Whitney Biennial, New York (2017); Okayama Art Summit, Gwangju Biennale (2016); Taipei Biennial (2014); Biennale de Lyon (2013).<br \/>\nAnicka Yi \u00e8 vincitrice di importanti premi, quali The Louis Comfort Tiffany Foundation Award (2011); e il Guggenheim Hugo Boss Prize (2016). Nel 2019 ha realizzato \u201cBiography Fragrance\u201d, una linea di tre fragranze in edizione\u00a0limitata in collaborazione con Barnab\u00e9 Fillion.<br \/>\n<strong>Il programma espositivo<\/strong><br \/>\n\u201cMetaspore\u201d \u00e8 parte del programma artistico 2022-2023, concepito dal Direttore Artistico Vicente Todol\u00ed assieme al dipartimento curatoriale: Roberta Tenconi, Curatrice; Lucia Aspesi, Assistente Curatrice; Fiammetta Griccioli, Assistente Curatrice.<br \/>\nIl programma prosegue, nello spazio delle Navate, con le mostre di\u00a0Steve McQueen\u00a0(dal 31 marzo al 31 luglio 2022);\u00a0Bruce Nauman\u00a0(dal 15 settembre 2022 al 26 febbraio 2023);\u00a0Ann Veronica Janssens\u00a0(dal 6 aprile al 30 luglio 2023); e\u00a0James Lee Byars\u00a0(da ottobre 2023 a marzo 2024). Nello spazio dello Shed:\u00a0Dineo Seshee Bopape\u00a0(dal 6 ottobre 2022 al 29 gennaio 2023);\u00a0Gian Maria Tosatti\u00a0(dal 23 febbraio al 16 luglio 2023); e\u00a0Thao Nguyen Phan\u00a0(da settembre 2023 a febbraio 2024).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ingresso gratuito con prenotazione ANICKA YI. 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