{"id":104922,"date":"2022-04-04T18:48:15","date_gmt":"2022-04-04T16:48:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=104922"},"modified":"2022-04-05T16:33:00","modified_gmt":"2022-04-05T14:33:00","slug":"mostre-a-brescia-arsenale-di-iseo-plot-hunters","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=104922","title":{"rendered":"Mostre a Brescia &#8211; Arsenale di Iseo &#8211; PLOT HUNTERS"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_104925\" aria-describedby=\"caption-attachment-104925\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Mostre-1100-DUFF_MOUTHFUL_Copia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-104925\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Mostre-1100-DUFF_MOUTHFUL_Copia-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Mostre-1100-DUFF_MOUTHFUL_Copia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Mostre-1100-DUFF_MOUTHFUL_Copia-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Mostre-1100-DUFF_MOUTHFUL_Copia-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Mostre-1100-DUFF_MOUTHFUL_Copia-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Mostre-1100-DUFF_MOUTHFUL_Copia-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Mostre-1100-DUFF_MOUTHFUL_Copia.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-104925\" class=\"wp-caption-text\">cliccare per ingrandire l&#8217;immagine -DUFF_MOUTHFUL<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PLOT HUNTERS.<\/strong> Maurizio Donzelli, Arthur Duff, Antonio Marchetti Lamera<br \/>\nA cura di Ilaria Bignotti in collaborazione con Camilla Remondina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione l&#8217;Arsenale di Iseo (BS)<br \/>\n26 marzo &#8211; 22 maggio 2022<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All&#8217; Arsenale di Iseo (BS)<\/strong> prosegue, fino al 22 maggio 2022, &#8220;PLOT HUNTERS. Maurizio Donzelli, Arthur Duff, Antonio Marchetti Lamera&#8221;, mostra curata da Ilaria Bignotti in collaborazione con Camilla Remondina, con il patrocinio del Comune di Iseo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un progetto che pone a confronto la ricerca visuale di tre artisti mid-career, Maurizio Donzelli, Arthur Duff e Antonio Marchetti Lamera, attraverso il dialogo tra opere pittoriche e installazioni recenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur nelle differenti declinazioni dei loro linguaggi, i tre artisti sono in un certo <strong>senso accomunati da un&#8217;affinit\u00e0 nei contenuti espressivi:<\/strong> le loro opere infatti corrono sul perimetro dell&#8217;ambivalenza <strong>e fanno emergere, sulla superficie della trama pittorica<\/strong> (Donzelli e Marchetti Lamera) o <strong>dell&#8217;intreccio ricamato e luminoso<\/strong> (Duff), possibili immagini che a loro volta <strong>evocano paesaggi antropizzati ed urbani, paradisi fitomorfi, visioni oniriche e racconti dichiarati con ago e filo o sussurrati<\/strong> come un messaggio tra le ombre e i reticoli della materia pittorica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il problema del limite<\/strong> &#8211; da intendersi nella massima complessit\u00e0 etimologica del termine come confine e soglia, punto di arrivo e per questo possibile rampa di <strong>sconfinamento immaginifico e mentale<\/strong> &#8211; \u00e8 altrettanto cruciale e condiviso.<\/p>\n<p>Maurizio Donzelli lo indaga da <strong>decenni attraverso opere che lavorano sull&#8217;ambiguit\u00e0 tra figura e sfondo, latenza e affondo dell&#8217;icona,<\/strong> in un tripudio di pittura, materiali riflettenti e rilucenti, sofisticati &#8220;Mirrors&#8221; e pregiati arazzi. Senza porre alcun limite ai bacini di ispirazione e ai paradigmi iconici di riferimento, <strong>Donzelli porta alla luce uno straordinario apparato di visioni che conducono il riguardante in un percorso di avvicinamento alle pi\u00f9 remote istanze della percezione,<\/strong> in un processo di condivisione empatica tra immaginazione, senso e conoscenza. Un artista crossover che non ha mai voluto identificare la propria indagine in correnti stabilite, ma fautore di una continua ricerca che intreccia studi filosofici ed iconografici a indagini storiche e sensibilit\u00e0 antropologica per esplorare il potenziale dell&#8217;immagine, tesa tra analogia, trasformazione e trasfigurazione. Ci\u00f2 che accomuna l&#8217;intera indagine dell&#8217;artista e la rende al contempo leggibile a pi\u00f9 livelli di profondit\u00e0 \u00e8 allora proprio il suo essere atto concettuale che si fa segno, colore, forma instabile e mutevole perch\u00e9 in costante relazione con lo sguardo di chi la accoglie e rielabora in base alla propria sensibilit\u00e0. In questo composito atlante di immagini i &#8220;Drawings&#8221; e gli &#8220;Arazzi&#8221;, i &#8220;Mirrors&#8221; e i recenti &#8220;Monocromi&#8221;, fino alle opere su tela e resina ed alle ultime sperimentazioni che vedono la sofisticata stampa fine art su Chromalux, mettono in evidenza la crucialit\u00e0 del pensiero che \u00e8 retrostante al processo costitutivo dell&#8217;opera, riportando cos\u00ec al centro della riflessione il principio del fare, ovvero, dell&#8217;atto creativo che non si conclude con la restituzione dell&#8217;opera al mondo ma continua nella reciprocit\u00e0 tra questa e lo spettatore, in un farsi e disfarsi dell&#8217;immagine che non \u00e8 labirintico gioco, ma cosciente richiamo al vedere e sentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Marchetti Lamera <strong>indaga in modo ossessivo il rapporto che intercorre tra la sua modalit\u00e0 percettiva delle trame architettoniche urbane senza alcun pregiudizio nei confronti della tipologia di spazi e costruzioni ma, anzi, perseguendo unicamente il suo desiderio e rispondendo cos\u00ec alla fascinazione estetica<\/strong> &#8211; da qui la sua vicinanza teorica con il principio della leggerezza di Italo Calvino. L&#8217;approccio passa dall&#8217;occhio all&#8217;obiettivo al pennello &#8211; o ad analoghi strumenti di restituzione visuale: Marchetti Lamera seleziona, vagabondando nelle citt\u00e0, porzioni visuali antropizzate, le fotografa producendo cos\u00ec un ricchissimo atlante in continua evoluzione, per poi campionare ulteriormente frammenti di ombre e di nervature architettoniche che costituiscono i &#8220;cadavres exquis&#8221; &#8211; la citazione surrealista \u00e8 puntuale e rievoca il principio della fl\u00e2nerie urbana che caratterizza l&#8217;artista &#8211; di un&#8217;ulteriore elaborazione che si dilunga e diluisce tra acrilici cangianti, tele e carte che diventano anche installazioni complesse, come la recente &#8220;Teatro d&#8217;ombra&#8221;, presentata nel contesto della Ex chiesetta di Polignano a Mare. L&#8217;ombra, compagna e alter ego dell&#8217;architettura e dell&#8217;uomo, \u00e8 irriducibilmente presente nell&#8217;opera di Marchetti Lamera, si diluisce e distende, contorce e raref\u00e0, tessendo una trama evocativa di racconti che dalla dimensione urbana trascendono in quella metafisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stridono e imperversano i reticoli e i ricami di Arthur Duff,<strong> ora nella luminosa eclatanza dell&#8217;installazione di luce e corda che si arriccia e srotola lungo la parete, ora nella stratificata veemenza dei tessuti ricamati,<\/strong> dove la parola o la frase diventano attivatori di un magma di significati che dalla dimensione intima ed individuale trascorrono in quella pubblica e contemporanea. Divagazione, concentrazione, condensazione, restituzione: il processo creativo di Arthur Duff scaturisce da un labirintico meditare che si traduce in caleidoscopi di immagini tra loro interconnesse, lasciando che queste si contaminino e distinguano in un andirivieni che dal profondo si decanta in superficie e si definisce sul supporto, di volta in volta individuato dall&#8217;artista quale pi\u00f9 consono medium, in una processualit\u00e0 stratificata e meditata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di queste <strong>trame, di questi intrecci materici e visuali si connota il progetto espositivo che sin dal titolo evidenzia proprio la polisemia del percorso<\/strong> che suggerisce una lettura stratificata delle opere in mostra, le quali necessitano dello sguardo unico e insostituibile dello spettatore, chiedendogli di colmare con la sua esperienza visuale e il suo substrato di immagini e visioni il tracciato narrativo e il tragitto iconografico tra i fili pittorici, impalpabili, luminosi e narranti che scorrono, affondano ed emergono tra gli ambienti dell&#8217;Arsenale.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 visitabile presso la Fondazione l&#8217;Arsenale di Iseo (Vicolo Malinconia, 2)<strong> il gioved\u00ec e il venerd\u00ec ore 15.00-18.00, sabato, domenica e festivi ore 10.30-12.30 e 15.00.18.00.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ingresso \u00e8 gratuito<\/strong> e consentito ai soli visitatori muniti di mascherina e Green Pass rafforzato. Per ulteriori informazioni: segreteria.arsenaleiseo@gmail.com e www.fondazionearsenale.it.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ingresso gratuito PLOT HUNTERS. Maurizio Donzelli, Arthur Duff, Antonio Marchetti Lamera A cura di Ilaria Bignotti in collaborazione con Camilla Remondina Fondazione l&#8217;Arsenale di Iseo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":104924,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,358,15896],"tags":[24617],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104922"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=104922"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104922\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":104926,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104922\/revisions\/104926"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/104924"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=104922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=104922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=104922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}