{"id":105274,"date":"2022-04-19T21:08:59","date_gmt":"2022-04-19T19:08:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=105274"},"modified":"2022-04-20T16:42:19","modified_gmt":"2022-04-20T14:42:19","slug":"mostre-a-lugano-marcel-broodthaers-poesie-industriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=105274","title":{"rendered":"Mostre a Lugano &#8211; Marcel Broodthaers  Poesie industriali"},"content":{"rendered":"<h3>Marcel Broodthaers<\/h3>\n<h3>Poesie industriali<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 maggio \u2013 13 novembre 2022<\/strong><\/p>\n<p><strong>Museo d\u2019arte della Svizzera italiana, Lugano<\/strong><\/p>\n<p><strong>MASI | LAC<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>masilugano.ch<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_105278\" aria-describedby=\"caption-attachment-105278\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata700-2022-04-14-alle-15.11.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-105278\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata700-2022-04-14-alle-15.11-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata700-2022-04-14-alle-15.11-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata700-2022-04-14-alle-15.11-768x582.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata700-2022-04-14-alle-15.11-396x300.jpg 396w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata700-2022-04-14-alle-15.11.jpg 930w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-105278\" class=\"wp-caption-text\">Marcel Broodthaers Porte A 1969<br \/>Plastica termoformata e verniciata Succession Marcel Broodthaers \/ 2022, ProLitteris, Zurich<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marcel Broodthaers (Saint-Gilles, 1924 \u2013 Colonia, 1976) \u00e8 <strong>una delle personalit\u00e0 artistiche pi\u00f9 complesse e poliedriche del Novecento.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_105280\" aria-describedby=\"caption-attachment-105280\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-1000-04-14-alle-15.09.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-105280\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-1000-04-14-alle-15.09-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-1000-04-14-alle-15.09-300x209.jpg 300w, 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da sociologo,<\/strong> Broodthaers<strong> ha esplorato criticamente non solo il rapporto tra arte, linguaggio e comunicazione,<\/strong> ma anche i meccanismi, compresi quelli economici, che ruotano intorno ai musei e all&#8217;arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il MASI Lugano dedica a questo maestro del Novecento \u201cMarcel Broodthaers \u2013 Poesie industriali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In<strong> una mostra senza precedenti,<\/strong> ospitata nella sede espositiva del LAC, sono presentati i principali motivi delle celebri serie di placche create da Broodthaers tra il 1968 e il 1972.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Ispirandosi ai materiali, all&#8217;estetica<\/strong> e ai metodi di produzione <strong>dei cartelli stradali,<\/strong> l&#8217;artista realizz\u00f2 infatti una serie di insegne in plastica con <strong>enigmatiche combinazioni di parole, lettere, segni e forme, chiamate Poesie industriali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante l&#8217;apparente somiglianza con i cartelli stradali, le placche non comunicano per\u00f2 un messaggio chiaro, ma giocano a disorientare chi le osserva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la produzione delle <strong>Poesie industriali ed il modo in cui sono concepite e presentate,<\/strong> Broodthaers riesce inoltre a sottolineare l&#8217;ambivalenza tra oggetto industriale riproducibile e opera d&#8217;arte originale e unica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;esposizione, elaborata dal museo WIELS di Bruxelles<\/strong> e in stretta collaborazione con gli eredi di Marcel Broodthaers, <strong>include 72 placche,<\/strong> con diverse versioni e variazioni meno conosciute. La mostra presenta anche prototipi unici, oltre a un nutrito gruppo di disegni o schizzi preparatori per le placche, tre film, un\u2019opera audio Intervista al gatto, il tutto in relazione a una selezione di \u2018Lettere aperte\u2019 dell&#8217;artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 organizzata in collaborazione con WIELS, Bruxelles. A cura di Dirk Snauwaert e Charlotte Friling, presentazione al MASI Lugano a cura di Francesca Benini in collaborazione con Maria Gilissen Broodthaers, Marie-Puck Broodthaers e Succession Marcel Broodthaers.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il percorso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 articolata in un percorso fluido, che <strong>tocca i diversi temi, momenti e ossessioni dell&#8217;universo artistico di Marcel Broodthaers:<\/strong> dalle prime Poesie industriali al progetto del suo personale Mus\u00e9e d&#8217;Art<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Moderne, D\u00e9partement des Aigles<strong>, dal cinema ai riferimenti a Magritte e Mallarm\u00e9, fino agli esperimenti al confine tra parola scritta e arti visive.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le prime placche create da Broodthaers<\/strong> nascono nella primavera del &#8217;68 e <strong>riflettono appieno il clima socio politico dell&#8217;epoca<\/strong>, segnato dai movimenti di contestazione. In questo senso, Acad\u00e9mie I e Acad\u00e9mie II, primo soggetto della serie di 36 placche, porta un titolo volutamente incongruo e provocatorio rispetto a un periodo caratterizzato dall&#8217;anti-accademismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Creare rebus, contraddizioni e ossimori<\/strong>, giocando con il linguaggio e la percezione \u00e8 una costante nelle opere di Broodthaers. Le due placche Multiple (Multipli\u00e9) illimit\u00e9 e Multiple (Multipli\u00e9) inimitableriportano al tema della riproducibilit\u00e0 dell&#8217;arte attraverso il multiplo, creando vertigini concettuali fin nel titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche svelare il funzionamento e le dinamiche del museo senza quasi mai esporre opere d\u2019arte<\/strong> suona come un gioco contraddittorio, che Broodthaers mette in atto in uno dei suoi progetti pi\u00f9 noti, il Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne, D\u00e9partement des Aigles, istituito nel settembre del &#8217;68. Si tratta di un museo fittizio, situato presso l\u2019abitazione di Broodthaers a Bruxelles, di cui si autoproclama direttore e curatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diverse opere in mostra sono legate a questo progetto, tra cui Museum, enfants non admis,<\/strong> in cui l\u2019avvertimento in rosso \u201cenfants non admis\u201d si ispira al linguaggio della segnaletica stradale o delle regole e istruzioni rivolte agli utenti delle istituzioni pubbliche. La placca Mus\u00e9e d&#8217;Art Moderne, Les Aigles, Section XIXe si\u00e8cle (Les Portes) \u2013 unico soggetto realizzato in questo grande formato \u2013 ha le proporzioni di una vera porta e presenta invece il museo come promessa di rifugio da una fittizia pioggia battente. Chez votre fournisseur (Le Vinaigre des Aigles) riporta a una poesia dell&#8217;artista e alla figura dell\u2019aquila, soggetto ricorrente nella sua opera visiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molte placche e lettere aperte sono legate a Ren\u00e9 Magritte, che Broodthaers<\/strong> considerava un modello di riferimento. L&#8217;antitesi tra oggetto reale e la sua \u201ctraduzione\u201d in parole o immagini, al centro della ricerca magrittiana, \u00e8 ripresa da Broodthaers anche nel film La Pipe (Gestalt, Abbildung, Figur, Bild), in cui <strong>gli oggetti appaiono e scompaiono dietro una nuvola di fumo,<\/strong> a sottolineare quanto sia ambigua e \u201cfumosa\u201d la rappresentazione di un oggetto attraverso le immagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> La pipa torna come soggetto anche dell&#8217;opera sonora Intervista al gatto del 1970,<\/strong> in cui l&#8217;artista interroga il felino sull&#8217;arte contemporanea (che il pubblico pu\u00f2 ascoltare in mostra attraverso delle cuffie in loco o con il proprio cellulare tramite QR code).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Portare la poesia,<\/strong> il linguaggio e la scrittura nelle arti visive \u00e8 un altro tema cardine che attraversa l&#8217;opera di Broodthaers. In questo campo, il poeta Stephan\u00e9 Mallarm\u00e9 \u00e8 per lui un riferimento costante, per aver aperto la poesia alla musicalit\u00e0, allo spazio e al ritmo e averle conferito \u201cqualit\u00e0 visive\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diverse opere legate<\/strong> a queste ricerche si concentrano sui segni di punteggiatura, come L&#8217;Alphabet e Mod\u00e8le : la virgule, in cui<strong> la virgola \u00e8 protagonista come espressione di una pausa,<\/strong> contropartita del silenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le parole raccolte nella placca Soci\u00e9t\u00e9 si <strong>rifanno alla poesia associativa e simbolista:<\/strong> per quanto evocative e suggestive, non formano infatti un significato chiaro, ma sembrano associate in base alla loro sonorit\u00e0 e al loro effetto tipografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mirano invece a produrre un certo disorientamento le frecce che puntano in direzioni opposte in Museum &#8211; Mus\u00e9e, Section Cin\u00e9ma, in riferimento alla <strong>sezione omonima del suo museo, inaugurata nel gennaio 1971 a D\u00fcsseldorf<\/strong>. Il progetto del museo, e con esso la produzione delle Poesie industriali, terminer\u00e0 nel 1972, con il riconoscimento ufficiale alla documenta 5 di Kassel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da allora, le Poesie industriali continuano a testimoniare il contributo di Broodthaers<\/strong> all&#8217;estetica contemporanea: le sue manipolazioni giocose e poetiche del linguaggio con i diversi livelli di percezione e lettura sanno ancora andare controcorrente rispetto ai segni universali, standardizzati e banalmente univoci della nostra epoca, segnata dalla tecnologia e dall&#8217;informatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il catalogo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della mostra viene pubblicato un catalogo \u201cMarcel Broodthaers. Lettere aperte e conversazioni\u201d, a cura di Francesca Benini. Il volume contiene le traduzioni in italiano di alcune lettere aperte e conversazioni con Marcel Broodthaers, in coedizione Casagrande e MASI Lugano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Evento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domenica, 01 maggio, alle ore 11:00,<\/strong> si svolger\u00e0 all&#8217;interno della sala espositiva presso il LAC una conversazione in francese con Maria Gilissen Broodthaers e Charlotte Friling, Curatrice della mostra presso il museo WIELS, Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per partecipare, prenotarsi al seguente link<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/shop.luganolac.ch\/webshop\/webticket\/bestseatselect?eventId=5170\">https:\/\/shop.luganolac.ch\/webshop\/webticket\/bestseatselect?eventId=5170<\/a><\/p>\n<p>MASI | LAC<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piazza Bernardino Luini 6, 6900 Lugano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.masilugano.ch<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marcel Broodthaers Poesie industriali &nbsp; 01 maggio \u2013 13 novembre 2022 Museo d\u2019arte della Svizzera italiana, Lugano MASI | LAC &nbsp; masilugano.ch &nbsp; Marcel Broodthaers<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":105279,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,358,15896],"tags":[24670],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/105274"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=105274"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/105274\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":105282,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/105274\/revisions\/105282"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/105279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=105274"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=105274"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=105274"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}