{"id":105844,"date":"2022-05-06T19:36:53","date_gmt":"2022-05-06T17:36:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=105844"},"modified":"2022-05-06T19:43:17","modified_gmt":"2022-05-06T17:43:17","slug":"storia-della-cucina-prima-di-caterina-de-medici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=105844","title":{"rendered":"Storia della cucina &#8211; prima di Caterina de Medici"},"content":{"rendered":"<p><strong>La cultura alimentare medioevale<\/strong><\/p>\n<p><strong>I pellegrini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella cultura medioevale, furono considerati <strong>poveri i seguenti ingredienti: gli ortaggi, le umili erbe e radici dell&#8217;orto; perch\u00e9<\/strong> cibo dei contadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre gli <strong>alimenti di lusso furono: la selvaggina, le carni, i pesci e la frutta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dotazione alimentare del comune pellegrino in viaggio a piedi fu di: un<strong> pane asciutto, anche molto duro <\/strong>(fatto di \u00a0<strong>cereali poveri<\/strong> e scuri come la segale, il miglio, la spelta), da utilizzare dopo averlo<strong> bagnato nell&#8217;acqua o nel vino<\/strong> (un vino molto acido diverso da quello cui noi siamo abituati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversamente, nella sacca dei pellegrini che <strong>viaggiavano a cavallo, si trovava il pane bianco di frumento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri cibi a lunga conservazione, da affiancare al pane per i pi\u00f9 ricchi furono: salumi, formaggi e carni secche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per bere si usava soprattutto\u00a0 il vino, preferito all&#8217;acqua (o mescolato all&#8217;acqua) anche <strong>per motivi di igiene e di salubrit\u00e0<\/strong>: l&#8217;acqua non sempre era potabile, e quando lo era non lo rimaneva a lungo in viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viandante alloggiava per la notte e mangiava nella taverna con l&#8217;osteria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa si serviva in osteria ? Oltre che pane e formaggio\/salumi, sempre pronti, c&#8217;erano i piatti\u00a0 da riscaldare all&#8217;istante, o anche da servire freddi, come: <strong>minestroni di verdure e legumi, stufati e intingoli dall&#8217;impronta totalmente popolare.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco la ricetta un libro di cucina italiano del Trecento, tratta dall&#8217; &#8220;Anonimo toscano&#8221; pubblicato poi dall&#8217;erudito bolognese Francesco Zambrini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8220;De la gelatina di pesci senza oglio&#8221;:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Metti a bullire vino con aceto, e mettivi dentro a cocere i pesci bene lavati; e, cotti, cavali e poni in un altro vaso. E in lo detto<strong> vino e aceto metti cipolle tagliate per traverso,<\/strong> e f\u00e0 tanto bullire, che torni alla terza parte: poi <strong>mettivi dentro zaffarano, comino e pepe,<\/strong> e g<strong>etta tutto sopr&#8217;al pesce cotto,<\/strong> e lassa freddare&#8221;. La ricetta \u00e8 simile allo &#8220;scapece&#8221; che assomiglia al carpione; metodo antico per conservare il pesce anche per pi\u00f9 di un giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro ricettario medievale italiano \u00e8 quello scritto nel XV secolo da Giovanni Bockenheym,\u00a0 cuoco di origine tedesca. E&#8217; bene sapere che<strong> la cucina tedesca era di gran moda nel Medioevo,<\/strong> Giovanni Bockenheym lavorava alla corte di papa Martino V. In questo ricettario, intitolato Registrum coquine e scritto fra il 1431 e il 1435, Bockenheym <strong>include una minestra di fave<\/strong> ;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Prendi le <strong>fave<\/strong>, lavale bene in acqua calda e lasciale cos\u00ec tutta una notte. Poi falle bollire in acqua fresca, <strong>tritale bene e aggiungi vino bianco<\/strong>. Condisci con <strong>cipolla, olio di oliva o burro, e un po&#8217; di zafferan<\/strong>o&#8221;. Questo cibo era considerato buono per &#8220;&#8230; i chierici vaganti e per i pellegrini&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ospitalit\u00e0 gratuita<\/strong> per i pellegrini medioevali da parte dei monaci e preti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">i <strong>xenodochia<\/strong>, come li chiamano i documenti medievali, sono siti di <strong>assistenza e di ospitalit\u00e0<\/strong> gestiti soprattutto da monasteri o qualche volta da chiese e cattedrali. Di questi <strong>erano costellate l&#8217;Italia e l&#8217;Europa.<\/strong><\/p>\n<p>Non mancava mai la differenziazione per classi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla\u00a0 mensa dell&#8217;abate, sedevano gli ospiti pi\u00f9 importanti e prestigiosi;<\/strong> ed era separata e diversa dalla mensa comune dei monaci.<strong> I cibi provenivano da due cucine diverse.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Infatti, <\/strong>la\u00a0 societ\u00e0\u00a0 medievale\u00a0 concepiva <strong>l&#8217;alimentazione come segno per eccellenza della diversit\u00e0 e del privilegio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia ci ha lasciato molte lagnanze sul \u00a0 <strong>vino:<\/strong> talvolta fu definito come:<strong> &#8220;guasto, inacidito, ammuffito&#8221;, <\/strong>ma questo era solo per le mense povere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_____<\/p>\n<p><strong>La cultura culinaria francese nel 1300<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Guillaume Tirel<\/b>, noto come <i>Taillevent<\/i> (Tagliavento \u00a0per il gran naso con il quale sembrava tagliare anche il vento), nacque a Pont-Audemer nel 1310 e mor\u00ec a Saint-Germain-en-Laye nel 1395.<\/p>\n<p>Tirel \u00e8 \u00a0il <strong>primo cuoco francese di professione di cui si conservi memoria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fu cuoco al servizio di diversi re francesi<\/strong> tra cui: Filippo, VI Carlo V e Carlo VI ed \u00e8 considerato <strong>l&#8217;autore del famoso libro di cucina Le Viandier.<\/strong> In Italia \u00e8 praticamente impossibile trovare questo libro, mentre non \u00e8 difficile trovarlo in Francia; in francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu assunto nel 1326 come sguattero per girare gli enormi spiedi delle cucine di corte della regina francese Giovanna d\u2019Evreux.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre, dopo vent&#8217;anni, lo ritroviamo come di<strong> cuoco di Re Filippo VI.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto Carlo V il saggio, Guillaume Tirel divenne \u201csergente d&#8217;arme\u201d,\u00a0 forse, per via di un finissimo olfatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suoi grandi privilegi furono;<strong> portare i piatti alla tavola reale<\/strong> ed il diritto ad uno scanno di riguardo presso il camino in cucina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1381 ricevette direttamente <strong>da Carlo VI la nomina di Maestro di cucina.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo manoscritto \u201cLe Viandier\u201d, fu redatto in forma poetica forse nel 1380.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande fu il successo di questo primo libro di cucina francese, tanto che\u00a0 venne poi tradotto in quasi tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sonio quarantasei le ricette, i cui tempi sono scadenzati dal tempo di un numero precisato di <em>Pater\u00a0 Noster <\/em>un vezzo comune\u00a0 per l&#8217;epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricette vanno dalla crema fritta allo spezzatino, dal biancobrodo di Germania alle diverse salse, raccontandoci un raffinato ventaglio di <strong>preparazioni insolite per l&#8217;epoca medioevale.<\/strong><\/p>\n<p>Ricetta del maiale farcito:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221; Sia scottato, e ben lavato, e messo allo spiedo, la farcia sia fatta con la stessa carne del coscio con <strong>rossi d&#8217;uova, formaggio, delle castagne cotte, pelate, e di buone polveri di spezie;<\/strong> e mettete tutto nel coscio del maialino e cucite il taglio, e mettete ad arrostire, in una lastra girandolo, con aceto e strutto bollente; e mangiate &#8220;.<\/p>\n<p>______<\/p>\n<p><strong>Nel 1500 nasce il galateo e arrivano le raffinatezze del Rinascimento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dopo il Rinascimento nobili o meno, tutti mangiavano con le mani, aiutandosi a volte con coltello o cucchiaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I poveri dividevano su una fetta di pane duro, usata come piatto, il poco e povero cibo disponibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Monsignor Giovanni della Casa, a met\u00e0 del \u2019500<\/strong>, nel suo Galateo apostrof\u00f2 coloro che riducevano i tovaglioli in modo \u201cche le pezze degli agiamenti (le latrine, ndr) son pi\u00f9 nette\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 a fine del 1400,\u00a0 <strong>Leonardo da Vinci<\/strong> <strong>condann\u00f2 i peggiori comportamenti tenuti a tavola<\/strong> dai suoi contemporanei:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNessun ospite dovrebbe <strong>mettere spiacevoli bocconi mezzo masticati nel piatto del vicino<\/strong>, <strong>nascondere il cibo in borsa o negli stivali<\/strong> e mangiarselo poi. N\u00e9 <strong>sputare davanti a s\u00e9, leccare il vicino<\/strong>. E <strong>se deve vomitare che lasci la tavola<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Poi vennero la corte di Francia e Caterina de Medici &#8230; ma sar\u00e0 per un&#8217;altra puntata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cultura alimentare medioevale I pellegrini Nella cultura medioevale, furono considerati poveri i seguenti ingredienti: gli ortaggi, le umili erbe e radici dell&#8217;orto; perch\u00e9 cibo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":91911,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,53],"tags":[24749],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/105844"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=105844"}],"version-history":[{"count":22,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/105844\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":105866,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/105844\/revisions\/105866"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/91911"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=105844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=105844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=105844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}