{"id":105954,"date":"2026-04-10T16:21:41","date_gmt":"2026-04-10T14:21:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=105954"},"modified":"2026-04-10T16:38:58","modified_gmt":"2026-04-10T14:38:58","slug":"storia-della-cucina-caterina-de-medici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=105954","title":{"rendered":"Storia della cucina &#8211; Caterina de Medici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inutile dire che ci sia del campanilismo tra Italia e Francia<\/strong>, soprattutto quando si parla di cucina e creazione di ricette famose.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 si perde nella leggenda ed entrambi i Paesi vorrebbero accaparrarsi i vari primati.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come sempre, forse, la verit\u00e0 sta nel mezzo<\/strong>; non \u00e8 vero che la cucina francese debba tutto alle innovazioni portate in Francia da Caterina de Medici, negli anni del Rinascimento italiano, ma sar\u00e0 anche vero che molte innovazioni e\/o vecchie e nuove ricette, potrebbero essere state ri-portate in Francia o portate come innovazione; magari riviste e corrette.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Insomma i primati non sono da una sola parte,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">ma l&#8217;incontro di una donna speciale come Caterina de Medici e la Francia (per matrimonio)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>aiut\u00f2 l&#8217;evoluzione della cucina medioevale a quella pi\u00f9 evoluta del Rinascimento<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Chi fu Caterina de Medici ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caterina Maria Romula di Lorenzo de\u2019 Medici (Firenze 13 aprile <strong>1519 \u2013 Blois 5 gennaio 1589<\/strong>), fu\u00a0 moglie del re Enrico II d\u2019Orleans, dal 1547 al 1559 e reggente 1560 al 1563. Gener\u00f2 ben tre re di Francia: Francesco II, Carlo IX ed Enrico III.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caterina arriv\u00f2 alla corte di Francia <strong>a soli 14 anni, ma gi\u00e0 coltissima,<\/strong>\u00a0abile organizzatrice di banchetti e capace di cucinare lei stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo viaggio matrimoniale verso la Francia, port\u00f2 con s\u00e9 anche<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>moltissimi inservienti, stoviglie, ricette, cuochi ed anche un gelataio.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti sostengono che i francesi debbano, tra l&#8217;altro,\u00a0 al suo arrivo in Francia l&#8217;uso della zuppa di cipolle,\u00a0 del papero all&#8217; arancia (diventato poi anatra) e della salsa colla (diventata poi besciamella); poich\u00e9 la Francia sarebbe stata ancora a livello medievale come cucina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri preferiscono sottolineare come<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la corte di Francia avesse gi\u00e0 in uso raffinatezze come la zuppa di cipolle e altro<\/strong> e che la stessa Firenze avrebbe preso dalla Francia e rifatto a proprio gusto.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Ne consegue che Caterina, avrebbe solo riportato in Francia quello che era gi\u00e0 stato copiato<\/span><\/strong>, e forse modificato un poco, dalla corte rinascimentale di Firenze.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque siano andate le cose, <strong>Caterina import\u00f2 qualche cambiamento come l&#8217;uso della forchetta e delle tovaglie lussuose.<\/strong> Allora,\u00a0 a tavola dei nobili francesi si usava solo il coltello e tessuti poveri per coprire le tavole o il semplice legno cos\u00ec com&#8217;era.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sicuramente Caterina import\u00f2 il suo piatto preferito, il cibreo,<\/strong> piatto forse assimilato alla cucina francese come<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u201c<em><span class=\"glossary-tooltip glossary-term-6787\" tabindex=\"0\"><span class=\"glossary-link\"><a class=\"glossary-only-link\" href=\"https:\/\/www.unprincipeincucina.com\/glossary\/vol-au-vent\/\">vol-au-vent<\/a><\/span><\/span>\u00a0\u00e0 la financi\u00e8re<\/em>\u201c e composto da abbondanti\u00a0 cipolle\u00a0 con barbigli e creste di gallo;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">oggi solo con fegatini e cuoricini di pollo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jean-Paul Aron, ci parla di leggende culinarie nel suo libro <i>Le mangeur du <strong>XIX si\u00e8cle <\/strong><\/i><strong>(Il cibo nel secolo XIX;<\/strong> <strong>quindi secoli pi\u00f9 rispetto al Rinascimento di Caterina).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i> <\/i>Tra le tante,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la cucina francese fiorita nel Milleseicento sarebbe stata originata da quella fiorentina importata da Caterina de Medici, una leggenda<\/strong> oggetto anche di un pi\u00f9 recente libro a pi\u00f9 mani di Pascal Briost e Florent Quellier (<strong><i>La table de la Renaissance. Le myte italien<\/i>\u00a0\u2013 Presses Universitarires de Rennes 2018<\/strong>).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 star\u00e0 forse nel mezzo, ma \u00e8 anche divertente indagare.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 considerare come una <em>summa<\/em> delle conoscenze culinarie che precedono il Rinascimento il <em>De honesta voluptate et valetitudine<\/em>\u00a0di\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bartolomeo_Sacchi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bartolomeo Sacchi<\/a> (<strong>1421-1481), pi\u00f9 noto come Platina<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">l libro del Platina, cominciato nel 1467, non \u00e8 un ricettario,\u00a0 ma<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un trattato su come e cosa mangiare e su cosa mangiare, secondo informazioni scientifiche sulle norme per conservare la salute.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Le Grand d\u2019Aussy nella sua <i>Histoire de la vie priv\u00e9e des Fran\u00e7ais\u00a0<\/i>(1782)<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">non\u00a0 prendono neppure in considerazione la cucina di Caterina.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il\u00a0 divulgatore francese Nicolas Camille Flammarion <strong>(1842<\/strong> \u2013 1925),<strong> i cuochi italiani sono all\u2019origine della cucina frances<\/strong>e e\u00a0 i cuochi francesi come La Varenne, De Masseliert, Valet, De la Chapelle, Car\u00eame, Ecoffier <strong>si sarebbero ispirati alla cucina italiana<\/strong> per poi\u00a0 surclassare i loro iniziatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jean Orieux, in un libro postumo dedicato a Caterina <strong>(<i>Catherine de M\u00e8decis ou la Reine noire\u00a0<\/i>\u2013 Flammarion, 1986),<\/strong> sostiene che <strong>i fiorentini hanno riformato l\u2019antica cucina francese<\/strong> di tradizione medievale e ad essi si deve la cucina francese moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il cuoco Antonin Car\u00eame, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>nel 1822,<\/strong><\/span> aveva scritto che <strong>i &#8220;cucinieri&#8221; della seconda met\u00e0 del Settecento apprezzarono<\/strong> e conobbero<strong> il gusto della cucina italiana che Caterina de\u2019 Medici aveva introdotto alla corte di Francia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono molte ricette la cui preparazione viene definita in francese<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>\u00e0 la florentine<\/em><\/strong>\u201c: sono a base di spinaci e salsa colla o funghi champignons de Paris. Il piatto viene poi gratinato, sfruttando la crosticina che si forma sulla salsa colla\/besciamella con aggiunta di\u00a0 formaggio grattugiato.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco alcuni piatti, ancora oggi, seguiti dalla dicitura\u00a0 <strong><em>\u00e0 la florentine <\/em><\/strong>in Francia:<strong> flan, beignets, cromesquis, oeufs, foie de veau saut\u00e9, c\u00f4telettes de saumon, fond d\u2019artichaut, cannellonis.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricette che si dicono provenire da Caterina sono numerose, tra le tante ricordiamo anche quella del suo\u00a0 pasticciere, tale Pantanelli, che invent\u00f2 questo impasto che, una volta cotto, prese il nome di choux (cavolo), perch\u00e9 ricordava la forma del cavolo.<br \/>\nE cos\u00ec viene\u00a0 chiamato ancora oggi;<strong> gli choux sono cotti al forno, tipo i beignets,<\/strong> per\u00a0una preparazione sia salata che dolce.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>A Caterina si deve anche l&#8217;importazione in Francia del sorbetto\/gelato<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avrebbe portano con s\u00e9 anche<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il suo gelataio Ruggeri<\/strong> (allevatore di polli e pasticciere dilettante), che poi fugg\u00ec dalla corte perch\u00e9 stressato dagli agguati tesigli per avere le ricette delle varianti del \u00a0<strong>\u201cghiaccio all\u2019acqua inzuccherata e profumata\u201d.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre a Caterina si deve<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">la crema di uova emulsionata e calda che piacque moltissimo ai francesi che la chiamano \u201c<strong><em>sabayon<\/em><\/strong>\u201c.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Nascerebbero dall&#8217;idea dello zabaglione<\/strong> tutte le salse emulsionate calde della cucina francese, a base di burro e uova: <strong>olandese, bearnaise, maltese e molte altre.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Altro merito di Caterina sarebbe stata l&#8217;introduzione della panna montata addolcita con miele o zucchero<\/strong>: Fran\u00e7ois Vatel, successivamente,\u00a0 ne cambi\u00f2 il nome in cr\u00e8me chantilly in onore al Principe di Cond\u00e9.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Caterina anche avrebbe portato in Francia infine il <strong>pane bianco o\u00a0<i>pan de la Reine.<\/i><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco un esempio di pranzo di gala, dato <strong>in onore di Caterina dalla citt\u00e0 di Parigi nel 1549<\/strong>. Le pietanze dovevano essere divisibili per tre, il numero perfetto della superstiziosa regina; che adorava anche i carciofi cotti nel vino:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u201c33 arrosti di capriolo,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">33 lepri,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">6 maiali, \u00f9<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">66 galline da brodo,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">66 fagiani,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">3 staia di fagioli,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">3 staia di piselli e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">12 dozzine di carciofi\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inutile dire che ci sia del campanilismo tra Italia e Francia, soprattutto quando si parla di cucina e creazione di ricette famose. La realt\u00e0 si<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":105700,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,53],"tags":[24763],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/105954"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=105954"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/105954\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":159724,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/105954\/revisions\/159724"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/105700"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=105954"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=105954"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=105954"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}