{"id":106992,"date":"2022-06-03T18:42:58","date_gmt":"2022-06-03T16:42:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=106992"},"modified":"2022-06-04T14:34:27","modified_gmt":"2022-06-04T12:34:27","slug":"mostre-a-lugano-ch-musec-roberto-ciaccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=106992","title":{"rendered":"Mostre a Lugano CH &#8211; MUSEC &#8211; Roberto Ciaccio"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_106995\" aria-describedby=\"caption-attachment-106995\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Mostre-1200-Lugano-.-Rame-ferro-\u00a92022-Archivio-Roberto-Ciaccio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-106995\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Mostre-1200-Lugano-.-Rame-ferro-\u00a92022-Archivio-Roberto-Ciaccio-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Mostre-1200-Lugano-.-Rame-ferro-\u00a92022-Archivio-Roberto-Ciaccio-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Mostre-1200-Lugano-.-Rame-ferro-\u00a92022-Archivio-Roberto-Ciaccio-708x1024.jpg 708w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Mostre-1200-Lugano-.-Rame-ferro-\u00a92022-Archivio-Roberto-Ciaccio-768x1110.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Mostre-1200-Lugano-.-Rame-ferro-\u00a92022-Archivio-Roberto-Ciaccio.jpg 830w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-106995\" class=\"wp-caption-text\">cliccare per ingrandire &#8212; Rame,-ferro-\u00a92022-Archivio-Roberto-Ciaccio<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ARTE CONTEMPORANEA AL MUSEC<br \/>\nROBERTO CIACCIO. IL DONO DELL\u2019 ORIGINE<br \/>\n09.06.2022 \u2013 26.02.2023<\/p>\n<p><strong>musec<\/strong><br \/>\nVilla Malpensata, via Giuseppe Mazzini 5, CH-6900 Lugano<br \/>\nTel. +41 (0)58 866 6960, e-mail info@musec.ch, www.musec.ch<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il MUSEC<\/strong> prosegue la sua <strong>indagine sulle origini della creativit\u00e0<\/strong> con un progetto dedicato a Roberto Ciaccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema dell\u2019origine attraversa l\u2019intera traiettoria dell\u2019artista italiano scomparso nel 2014, in <strong>un dialogo ideale con il pensiero filosofico di Heidegger.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Ciaccio, l\u2019indagine sul mistero dell\u2019origine si lega all\u2019esplorazione delle possibilit\u00e0 dell\u2019arte monocroma: <strong>una monocromia soltanto apparente<\/strong>, data dalla sovrapposizione di continui passaggi di colore, <strong>in cui la figura si cela e si rivela oltre l\u2019immagine.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione curata da Silvia Ciaccio con la collaborazione di Nora Segreto, e allestita nello Spazio Cielo di Villa Malpensata (sede del MUSEC), traccia il percorso di Roberto Ciaccio alla ricerca dell\u2019origine dell\u2019opera d\u2019arte e lo fa con una quarantina di opere, realizzate tra il 1990 e il 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di <strong>imponenti lastre di ferro e di rame inchiostrate, lavorate con processi di acidificazione e ossidazione<\/strong>, e di grandi calcografie su carta. Dei \u00abquasi luoghi\u00bb, dove l\u2019artista ha raccolto le tracce del tempo, dei suoi pensieri e delle sue esperienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Paolo Campione, direttore del MUSEC, ha avuto modo di conoscere e frequentare l\u2019artista dalla met\u00e0 degli anni \u201990. Nel suo testo in apertura del catalogo dell\u2019esposizione scrive: \u00ab[Il tema] che pi\u00f9 di ogni altro sentivo ogni volta nelle corde di Roberto era l\u2019origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quante volte ne abbiamo parlato! Singolare o plurale, causale o modale, spaziale o temporale, l\u2019origine era sempre al centro dei suoi pensieri, come una questione che pi\u00f9 esaminava pi\u00f9 gli mostrava aspetti nuovi e pi\u00f9 profondi da esplorare. Un vero percorso senza fine\u00bb. E ancora: \u00abL\u2019approccio di Roberto alle questioni della creativit\u00e0 era un esempio paradigmatico dell\u2019\u201dartista-intellettuale\u201d che elabora un percorso di studio e di riflessione interiore prima di dedicarsi a rappresentare l\u2019universo generato dalla sua esperienza spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un percorso che [\u2026] permetteva di mettere a fuoco alcuni dei <strong>temi portanti della riflessione estetica che l\u2019arte contemporanea aveva ereditato dalle avanguardie\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel ricco ventaglio di ricerche ed <strong>esperienze dell\u2019arte del Novecento troviamo la monocromia,<\/strong> di cui il saggio in catalogo di Silvia Ciaccio propone un\u2019analisi serrata. Eccone un estratto: \u00abL\u2019apparente monocromia di Ciaccio si impone agli occhi dei fruitori come la presenza di un\u2019assenza, l\u2019ultima soglia dalla quale riemerge, affiora<br \/>\ne scompare nuovamente un revenant, il fantasma della figura. I grandi monoprint di Ciaccio sono immagini <strong>cromatiche pulsanti nelle quali una figura sfuggente compare e si dilegua<\/strong> al di l\u00e0 della soglia.<br \/>\n[\u2026] La pittura monocroma nega qualsiasi forma di disegno, annulla qualsiasi possibile relazione tra colori diversi, non ha alcun soggetto se non il colore stesso. Una tela monocroma che non contiene nulla realmente, contiene tutto potenzialmente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre che con la monocromia, l\u2019incontro determinante per l\u2019arte di Roberto Ciaccio \u00e8 stato quello con il pensiero del filosofo tedesco Martin Heidegger. Il suo linguaggio, filosofico e al tempo stesso poetico, ha trovato armonica consonanza con le immagini di Ciaccio:<br \/>\nda un lato i temi heideggeriani dell\u2019apparizione\/illuminazione e del nascondimento e, dall\u2019altro, le immagini dotate di aura e attraversate dalla costante tensione tra luce e oscurit\u00e0. Oltre l\u2019immagine la figura, il pensiero, l\u2019origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca di Roberto Ciaccio si apparenta a un percorso di meditazione. Le lastre di metallo, i fogli di carta, i materiali di lavoro offrono la loro memoria nel presente; il loro \u00e8 un tempo sospeso nella dimensione dell\u2019enigma e della fissit\u00e0 del divenire; offrono la loro memoria nell\u2019apertura del processo costante del pensiero e del<br \/>\nsentire. La contemporaneit\u00e0 \u00e8 il tempo che protegge e offre la sua memoria. Le opere di Ciaccio focalizzano esperienze spaziali, percettive e cromatiche rigorosamente essenzializzate, e per questo motivo, altamente concettuali.<\/p>\n<p>ROBERTO CIACCIO<br \/>\n<strong>Il dono dell\u2019origine<\/strong><br \/>\n9.06.2022 \u2013 26.02.2023<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lugano (Svizzera), MUSEC | Museo delle Culture<br \/>\nVilla Malpensata, Riva Caccia 5\/ Via Giuseppe Mazzini 5-entrata dal giardino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ARTE CONTEMPORANEA AL MUSEC ROBERTO CIACCIO. 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