{"id":107237,"date":"2022-06-12T08:20:39","date_gmt":"2022-06-12T06:20:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=107237"},"modified":"2022-06-12T16:48:26","modified_gmt":"2022-06-12T14:48:26","slug":"il-riso-e-nato-in-cina-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=107237","title":{"rendered":"Il riso \u00e8 nato in Cina ? No"},"content":{"rendered":"<p><strong>La vera storia del riso e delle sue origini<\/strong> in breve<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La specie ancestrale del riso si chiama <em><strong>Oryza Perennis<\/strong> <\/em>ed era gi\u00e0 presente sulla terra <strong>quando i continenti erano ancora tutti uniti.<\/strong><\/p>\n<p>In poche parole; il riso esisteva, non coltivato, <strong>prima della deriva dei continenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Africa<\/strong>, principalmente presso il<strong> fiume Niger,<\/strong> \u00e8 ancora coltivata in piccola parte la specie <strong><em>Oryza Glaberrima<\/em><\/strong> (che deriva dall&#8217;<strong><em>Oryza Perennis); <\/em><\/strong>presumibilmente circa 2 000\u20133 000 anni fa nel delta interno del Niger nella parte superiore del corso <strong>oggi Mali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunemente si dice che <strong>la prima addomesticazione del riso sia di origine asiatica<\/strong>, ma le vere origini sono pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivista Nature Genetics ha pubblicato il sequenziamento completo del genoma del <strong>riso africano<\/strong> <em><strong>&#8220;Oryza glaberrrima&#8221;<\/strong><\/em> e di 94 individui del suo progenitore <em><strong>&#8220;Oryza barthi&#8221;<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>Prima precisazione: il riso africano non presenta la stessa origine di quello asiatico chiamato &#8220;Oryza sativa&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il riso africano \u00e8 una specie del tutto differente<\/strong> e fu addomesticato <strong>dopo quella del riso asiatico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coltivazione del riso africano &#8220;Oryza glaberrima&#8221;, fu importante per lo sviluppo dell&#8217;agricoltura in Africa occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riso africano, <strong><em>&#8220;Oryza glaberrima&#8221;, <\/em>fu anche il primo riso coltivato nelle Americhe; importato dai portoghesi,<\/strong> poi sostituito dal riso asiatico che garantiva maggiori rese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;analisi della sequenza del genoma di diversi risi africani e del <strong>loro progenitore &#8220;Oryza barthii&#8221;,<\/strong> ha permesso di conoscere meglio la storia evolutiva e di comprendere meglio i processi di addomesticamento e di selezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IN CINA E ASIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Cina il riso anticamente era chiamato: <em>taogu<\/em> e la sua pianta<strong> gengmi<\/strong>.<\/p>\n<p>La parola <strong><em>Daoyang<\/em><\/strong> \u00e8 ancora oggi utilizzata per in-dicare le giovani piante al momento del trapianto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Taue<\/strong> \u00e8 il termine che individua il trapianto. Quest&#8217; ultimo evento fu sempre <strong>festeggiato al ritmo dei tambur<\/strong>i e con la danza <strong>taueodori<\/strong><em>.<\/em><br \/>\nLa pannocchia del riso \u00e8 rappresentata con un ideogramma pronunciato <em>dao.<\/em><br \/>\nIl riso grezzo appena raccolto \u00e8 indicato con il termine h\u2019sien. Il riso decorticato o integrale \u00e8 chiamat<em>o kong<\/em> e il suo rivestimento o lolla \u00e8 denominato<strong> k\u2019ang.<\/strong><br \/>\nL\u2019ideogramma del riso raffinato(bianco) e non cotto suona nella fonetica cinese <strong><em>mi,<\/em><\/strong> mentre il riso cotto, in tavola, \u00e8 chiamato <strong><em>fan.<\/em><\/strong><br \/>\nIl termine per definire il riso ceroso <em>(waxi)<\/em> \u00e8 <strong><em>no<\/em><\/strong>, come nella nostra lingua la negazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La specie <em><strong>Oryza sativa,<\/strong> i<\/em>n Asia, \u00e8 stata protagonista sul piano agricolo, storico, artistico e letterario <strong>partendo dalle regioni poste ai piedi dell\u2019Himalaya,<\/strong> dalla Cina e dai Paesi del Sud-Est asiatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Cina si sono originate le qualit\u00e0 di riso tipo<strong><em> japonica,<\/em><\/strong> mentre nelle aree a sud della catena montuosa hymalayana, si sono sviluppate quelle tipo <strong><em>indica.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le trib\u00f9 cinesi stanziali presso i fiumi Huang He, il fiume giallo, e Yangtze, ora chiamato Chang Jiang, erano <strong>organizzate sotto il dominio di clan matriarcali,<\/strong> in contrasto con quelli degli uomini che prevalsero successivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fatto \u00e8 comune con la storia pacifica dell&#8217;antica<strong> Europa anch&#8217;essa di origini matriarcal<\/strong>i, poi conquistate dai guerrieri dell&#8217;est che avevano armi in metallo e cavalli.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 sotto tutto sulle origini matriarcali dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando alla Cina. Secondo la storia e la leggenda cinesi, in quell\u2019area e a quei tempi<strong> solo le donne avevano il diritto di coltivare il riso.<\/strong> Siamo nella preistoria,\u00a0 \u00a0periodo <strong><em>Xia<\/em><\/strong> (circa <strong>2100-1800 a.C.<\/strong>) e di quello<strong> Shang (circa 1600-1100 a.C.)<\/strong>,<strong> precedenti di molti secoli la prima dinastia imperiale cinese<em> Qin<\/em> (221-206 a.C.)<\/strong>. All&#8217;epoca prima della scoperta della scrittura, le trib\u00f9 stanziali sui fiumi Huang He e Yangtze iniziavano\u00a0 ad evolversi coltivando il riso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era il 1986 quando Wang Zaude, professore all\u2019universit\u00e0 di Pechino, pubblic\u00f2 i risultati delle sue ricerche archeologiche eseguite nel 1973.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel bacino inferiore dello Yangtze, <strong>fu provato che la risicoltura vi era praticata da 5000 o 6000 anni:<\/strong> era durante il Periodo Culturale Yangshao.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono recuperati\u00a0 vasi fabbricati a mano, ed arcaiche risaie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1996, nei pressi del delta dello Yangtze, fu scoperta un\u2019antichissima<strong> risaia di circa 4000 anni a.C.<\/strong>\u00a0 Furono reperiti molti grani di riso e scoperte le vestigia di un sistema irriguo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Pure a Pengloushan, nella regione Hunan,<\/strong> furono trovati in<strong> siti archeologici grani di riso grezzo<\/strong> contenuti in ciotole <strong>attribuibili agli anni 8200-7800 a.C.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sottospecie<strong><em> japonica<\/em><\/strong>, arrivata dopo le altre, ed <strong>\u00e8 la pi\u00f9 coltivata e produttiva.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019<strong>Indonesia<\/strong> \u00e8 conosciuta una terza sottospecie ormai quasi scomparsa denominata<strong><em> javanica<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IN EUROPA e IN ASIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tragediografo greco <strong>Sofocle (497-406 a.C.)<\/strong> indic\u00f2 con il nome <em>orinda<\/em> un cereale che cresceva lungo le sponde del fiume Indo.<br \/>\n<strong><em>Orinda<\/em><\/strong> \u00e8 ancora oggi il nome usato da alcune popolazioni indiane per il riso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel persiano riso si chiamava <strong><em>birinj,<\/em><\/strong> nella lingua Tamil dell\u2019India meridionale ancora oggi \u00e8<strong><em> aribi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I popoli dell\u2019<strong>antica Illiria <\/strong>(regione corrispondente alla parte occidentale della penisola balcanica, verso la costa sud-orientale del Mare Adriatico) usavano diversi nomi come<em><strong>: oriz, tragos, thophe,siligo, bromos, olyra.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli antichi <strong>Egizi usavano<em> lyra<\/em><\/strong> per indicare il riso, mentre per gli <em><strong>Arabi usavano le parole: eruz, uruz, aros e arruzz.<\/strong><\/em><br \/>\nIl nome riso si rif\u00e0 al <strong>latino <em>oryza (o oriza)<\/em><\/strong><em>,<\/em> <strong>utilizzato da Linneo per la denominazione di queste piante.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il vocabolo italiano riso<\/strong>, quello <strong>francese riz, il tedesco <em>Reis<\/em><\/strong> e <strong>l\u2019inglese <em>rice<\/em><\/strong> derivano tutti dal latino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome spagnolo e portoghese<strong><em> arroz<\/em><\/strong>, viene dai nomi arabi <strong>ararruz e aros.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel greco moderno il nome del <strong>riso crudo \u00e8<em> rizi<\/em><\/strong><em>,<\/em> dal greco antico, mentre<strong> dopo cottura si chiama <em>pil\u00e1fi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>IN ITALIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;arrivo in Italia, e nell&#8217;Occidente, del riso si deve agli <strong>scambi culturali, commerciali ed anche agli scontri scoppiati nelle guerre<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il riso part\u00ec dal Catai alla Persia<\/strong>, attravers\u00f2 il <strong>mondo ellenico e arabo sino a noi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo storico latino Plinio<\/strong> scrive che il riso \u00e8 conosciuto dagli Italici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scrittore latino Orazio e il medico greco Dioscoride ci informano che questo costoso prodotto, fu utilizzato a scopi medicamentosi; per <strong>risolvere\u00a0 i problemi intestinali come la dissenteria, le intossicazioni,<\/strong> ma anche come prodotto di bellezza della pelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riso \u00e8 <strong>presente in modo definitivo in Europa dall\u2019inizio del VIII<\/strong> secolo<strong> attraverso la Spagna,<\/strong> per l\u2019invasione degli <strong>arabi,<\/strong> che poi lo introdussero<strong> in Sicilia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Medioevo, il <strong>riso fu\u00a0 considerato nel centro-nord della penisola\u00a0 come una delle molte spezie<\/strong> che giungevano dall\u2019Oriente con le navi arabe, genovesi e veneziane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli speziali vendevano anche il riso, insieme alle spezie o prodotti esotici d\u2019importazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong>\u201c<em>Liber de coquina<\/em>\u201d<\/strong> era consigliato il riso sfarinato nel <em>biancomangiare;<\/em> soprattutto per rendere densa la vivanda. Il <em>biancomangiare<\/em> era una preparazione\u00a0 basata sulle presunte qualit\u00e0 salutari\u00a0 del colore bianco, simbolo di purezza e ascetismo. Un\u00a0 cibo destinato alle classi nobiliari, presentato con: petto di pollo, latte, mandorle, riso, zucchero, lardo, zenzero bianco, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima prova della coltivazione del riso in Italia \u00e8 a Firenze ed \u00e8 <strong>datato 1468; sotto la signoria dei Medici,<\/strong> un signore di nome Leonardo Colto dei Colti, fece richiese di poter coltivare il riso. Lo scritto fa presupporre che la coltivazione del cereale fosse gi\u00e0 conosciuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, <strong>gli storici parlano di un\u2019origine \u201cmilanese\u201d; alla fine XV secolo la coltivazione risicola si diffuse\u00a0 al nord Italia,\u00a0<\/strong> in Lombardia e Piemonte, nell\u2019area dell\u2019attuale vercellese, dove le <strong>prime risaie furono impiantate da Ludovico il Moro e di suo fratello Galeazzo Sforza<\/strong>, che immaginarono di poter sfruttare le frequenti inondazioni del Po per questa coltivazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel Cinquecento il riso entr\u00f2 insieme al mais,<\/strong> da poco importato\u00a0 dalle Americhe, nel gruppo di nuovi cibi usati per risolvere\u00a0 la fame dei <strong>poverissimi contadini.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong>XVII secolo la coltivazione del riso fu accusato dai medici di portare la malaria<\/strong> (ma la vera colpevole era la zanzara che infestava le paludi), cosi i coltivatori furono obbligati a tenere le risaie a sei miglia dai centri abitati o rischiare\u00a0 multe e prigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riso torn\u00f2 di nuovo in auge nel Settecento,\u00a0come risposta alle gravi difficolt\u00e0 alimentari popolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOMANDE SUL FUTURO DELL&#8217;UOMO LEGATE ANCHE AL RISO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la pubblicazione su Nature Genetics dello studio del sequenziamento del <strong>genoma di &#8220;Oryza glaberrima&#8221;<\/strong> scopriamo anche come potremmo, forse, risolvere il problema di &#8220;sfamare il mondo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La popolazione del pianeta<strong> raggiunger\u00e0 i nove miliardi di persone nel 2050.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risolvere il problema della fame nel mondo<\/strong> \u00e8 stato sino ad oggi<strong> un fallimento; la fame \u00e8 di molto aumentata<\/strong> e <strong>non diminuita;<\/strong> <strong>alla faccia delle promesse ,<\/strong> scritte e orali, anche di Bill Gates e delle varie fondazioni che ci chiedono soldi tutti i giorni in TV e sui giornali o attraverso i media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma la soluzione sarebbe semplice<\/strong>, <strong>senza alcuna spesa;<\/strong> basta che <strong>chi mangia troppo non lo faccia pi\u00f9<\/strong> ed ecco che avremo a disposizioni <strong>cibo a sufficienza per tutti;<\/strong> senza <strong>modificazioni genetiche (che comunque comportano dei rischi,<\/strong> alla faccia di quanto ci raccontano i ricchissimi interessi che stanno dietro a queste scoperte scientifiche; sino ad oggi, sempre a danno dei pi\u00f9 poveri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare l<strong><em> &#8216;Oryza glaberrima&#8217;<\/em><\/strong> africana<strong> possiede, di suo senza modificazioni genetiche,<\/strong> un&#8217; elevata <strong>resistenza alla siccit\u00e0, all&#8217; elevata acidit\u00e0 del suolo, alla tossicit\u00e0 da ferro e a quella da alluminio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">i prodotti <strong>modificati geneticamente generano semi sterili;<\/strong> i pi\u00f9 poveri contadini del mondo devono fare <strong>debiti per pagare i semi nuovi<\/strong> per le coltivazioni, <strong>si indebitano<\/strong> con le banche e fanno tutti una brutta fine (<strong>ricattati in vari modi, rappresentano i nuovi schiavi, figli e figlie compresi<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A solo beneficio delle gradi imprese intercontinentali<\/strong>, alcuni scienziati ritengono urgente, una nuova <strong>&#8216;green revolution&#8217; (che nulla ha da spartire con la parola green come verde inteso salutare e naturale)<\/strong> in grado di selezionare vegetali (modificandoli geneticamente) che offrano rese due o tre volte superiori alle attuali e che necessitano di meno acqua, di meno fertilizzanti (sino ad ora i fertilizzanti nelle culture intensive sono necessari comunque, dopo pochi anni, perch\u00e9 <strong>il terreno diventa povero idem per i pesticidi<\/strong> che non serviranno per gli insetti che consociamo, ma <strong>favoriscono mutazioni degli insetti e richiederanno , nel tempo, pesticidi anche pi\u00f9 potenti degli attuali)<\/strong>.<\/p>\n<p>LE ORIGINI MATRIARCALI DELL&#8217;EUROPA<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"KsEMvVBCHd\"><p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=8229\">LE ORIGINI DELLA CULTURA EUROPEA. Secondo Marija Gimbutas.<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;LE ORIGINI DELLA CULTURA EUROPEA. 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