{"id":10765,"date":"2019-04-17T18:16:20","date_gmt":"2019-04-17T16:16:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=10765"},"modified":"2023-10-17T07:52:17","modified_gmt":"2023-10-17T05:52:17","slug":"intolleranze-non-stiamo-esagerando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=10765","title":{"rendered":"INTOLLERANZE; NON STIAMO ESAGERANDO?"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Magari ti senti meglio perch\u00e9 una dieta ristretta e severa comunque ha un effetto disintossicante &#8230;<\/strong><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Basti pensare che il latte, se non ingerito regolarmente, da dei problemi di digestione &#8230; a chiunque<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Latte di mandorle, anche il pi\u00f9 buono &#8230; <span style=\"text-decoration: underline;\">solo il 3%<\/span> della materia dichiarata: come mandorle ecc.. pagando l&#8217;acqua (con 3 grammi di mandorle) 3 euro al litro !!! E&#8217; una bella vittoria del marketing e sconfitta del nostro borsellino.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una singolare ipotesi<\/strong> eziologica \u00e8 quella formulata dalla <b>Dottoressa Edi Salvadori, psicopedagogista e counselor<\/b> \u00e8 che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<b>dietro al rifiuto di un cibo da parte dell\u2019organismo <span style=\"text-decoration: underline;\">ci sia una emozione<\/span> non riconosciuta e riconducibile all\u2019alimento stesso.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;articolo \u00e8 scritto dalla giornalista G.Seregni iscritta all&#8217;UGIS: Unione Giornalisti Italiani Scientifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sovrabbondanza di cibo, medicine e inquinamento ci ha reso tutti pi\u00f9 fragili?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; sempre pi\u00f9 frequente ascoltare amici che <strong>dichiarano di avere scoperto di essere intolleranti a qualcosa: al glutine, al lattosio ecc&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le allergie vere e proprie, poi, sono diventate quasi \u00a0pane quotidiano per i bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene naturale ricordare che<strong> quaranta anni fa era assai raro<\/strong> incontrare persone che dichiarassero allergie, quindi <strong>qualcosa \u00e8 cambiato, o siamo cambiati noi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo con il precisare che <strong>gli effetti di una dieta sono soggetti ad \u00a0un enorme quantitativo di variabili che influiscono sulla nostra salute<\/strong>; per esempio: i nostri geni, lo stile di vita ecc&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Isolare le variabili dovute solo ad un certo tipo di cibo richiederebbe una ricerca tra un enorme quantitativo di persone e decenni di ricerca.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al momento questo non \u00e8 stato fatto<\/strong>, quindi le deduzioni relative alla nostra dieta si possono sempre definire approssimative. <strong>Si va per tentativi ed errori; <\/strong>tentativi anche fatti di statistiche secondom criteri scientifici, ma per ora parziali e discutibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All&#8217;inizio ti tolgono il pomodoro, poi il latte, poi gli agrum<\/strong>i (\u00e8 solo un esempio) e poi <strong>magari ti senti meglio perch\u00e9 una dieta ristretta e severa comunque ha un effetto disintossicante<\/strong> e pu\u00f2 fare anche molto bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peccato che pu\u00f2 anche fare male, <strong>se al persona curata \u00e8 carente di qualche sostanza la quale viene ancora pi\u00f9 ridotta a causa di queste dite a volte troppo limitative.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DA RICORDARE <\/strong>(quasi mai i medici ne sono al corrente, leggono i dati su giornali di categoria e questo a loro basta; oppure ricevono informazioni durante i congressi, ma non hanno mai tempo o interesse, per approfondire la logica e su quali dati si basano le ricerche)<strong> : le diete propinate si basano, al massimo, su studi su cavie da laboratorio che vivono solo due anni \u00a0e hanno diete ultraregolate, non paragonabili a quelle umane.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ovviamente non si devono confondere le intolleranze<\/strong> <strong>con le vere e proprie allergie,<\/strong> queste ultime vere e proprie reazioni immunitarie (anche gravi sintomi cutanei, respiratori o digestivi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito varrebbe la pena di leggere anche l&#8217;articolo al link:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=20285\">http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=20285<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le intolleranze, al contrario non hanno una chiara reazione immunitaria, ma solo impossibilit\u00e0 di digestione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Basti pensare che il latte, se non ingerito regolarmente, da dei problemi di digestione<\/strong> che , una volta, si risolvevano <strong>semplicemente riabituando il corpo a produrre quanto necessario per la sua normale \u00a0digestione; ovvero aggiungendo ogni giorno un cucchiaino in pi\u00f9 di latte ad una tazza di te<\/strong>. Semplice ed efficace. Oggi, invece, si vende del latte speciale per la gioia di chi lo produce! Con <strong>solo il 3% della materia dichiarata: come mandorle e cc.. pagando l&#8217;acqua 3 euro al litro !!!!!!!!!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PER LE INTOLLERANZE ALIMENTARI I TEST ATTENDIBILI SONO POCHISSIMI E RIGUARDANO SOLO GLUTINE E LATTOSIO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I TEST, PER ALTRI ALIMENTI OLTRE IL LATTOSIO E IL GLUTINE, PROPOSTI DA FARMACIE E AMBULATORI NON SONO ACCETTATI DA TUTTA LA COMUNITA&#8217; SCIENTIFICA COME VALIDI, MA SOLO DA UNA PARTE DI ESSA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I test &#8220;alternativi&#8221; poi, portano solo a diete che causano gravi carenze.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque i test vanno sempre interpretati alla luce della storia del paziente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo riportato le opinioni del prof. Lorenzo Maria Donini, docente di Fisiologia della Nutrizione Universit\u00e0 La Sapienza Roma e della prof.ssa Elisabetta Bernardi, nutrizionista, docente all&#8217;Universit\u00e0 di Bari, autrice della trasmissione Rai<em> Superquark<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0Trend in crescita esponenziale per diverse cause: i dati dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-align: justify;\">Un trend in crescita esponenziale per diverse cause: i dati dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 riferiscono che <strong>il 7,5-8% dei bambini e il 2% della popolazione adulta soffrono di \u2018reazioni avverse ad uno o pi\u00f9 cibi\u2019<\/strong> che si manifesta con s<strong>intomi esclusivamente gastrointestinali<\/strong>: dolori addominali, crampi, diarrea, vomito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">OPINIONI DIVERSE:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario delle allergie classiche, nelle reazioni avverse<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<b>non c\u2019\u00e8 coinvolgimento del sistema immunitario e rilascio di istamina e la terapia si basa principalmente sull\u2019eliminazione dell\u2019alimento dalla dieta<\/b>. Nonostante<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">-solo un terzo delle intolleranze sia diagnosticato con il Test della Provocazione Orale, considerato il Gold Standard per la conferma della diagnosi,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"> &#8211;<b>gran parte della popolazione ritiene di essere \u2018intollerante\u2019<\/b> a qualche alimento, <b>condizione a cui attribuisce ad esempio un malessere generale, sintomi aspecifici e l\u2019incapacit\u00e0 a perdere peso<\/b>. Inoltre sotto a questo grande capitolo vengono introdotti\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-anche le <b>avversioni<\/b> ad alcuni cibi<b> legati ai gusti personali e i condizionamenti psicologici.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una singolare ipotesi eziologica \u00e8 quella formulata dalla <b>Dottoressa Edi Salvadori, psicopedagogista e counselor<\/b> \u00e8 che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<b>dietro al rifiuto di un cibo da parte dell\u2019organismo ci sia una emozione non riconosciuta e riconducibile all\u2019alimento stesso. <\/b>Ne consegue che alla<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<b>rimozione del blocco emotivo, <\/b>il sintomo scompaia. Approccio particolarmente utile quando l\u2019intolleranza riguardi alimenti difficili da eliminare completamente come le uova, il latte ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNella mia esperienza professionale\u201d sostiene la Dott.ssa Salvadori \u201cmi sono accorta che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><b>-l<\/b><b>e intolleranze alimentari nascono, essenzialmente, dalla nostra incapacit\u00e0 di ascoltarci, di ascoltare i nostri desideri pi\u00f9 profondi, di dare fiducia alla saggezza antica del nostro corpo\u201d<\/b>.<\/span> Ecco quali sono le pi\u00f9 comuni e le relative\u00a0 correlazioni sintomatiche:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Mela = Senso di colpa.<\/span> La correlazione nasce dalla simbologia che associa questo frutto al peccato. Le persone che si sentono in colpa perch\u00e9 hanno atteggiamenti arroganti nei confronti delle persone con cui hanno un legame affettivo pi\u00f9 profondo e scagliano su di loro la rabbia inespressa possono sviluppare questa intolleranza che si manifesta con gonfiore a livello addominale o crampi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Latte = Legame figura materna.<\/span> E\u2019 una intolleranza legata alla presenza di una madre ansiosa (per paura del distacco, perch\u00e9 ha vissuto un aborto, ha subito violenze, per proteggere la prole)\u00a0 o una assente, (perch\u00e9 presa dai suoi problemi lavorativi, esistenziali, dai suoi disagi relazionali). Le persone che si sentono un peso per la madre sviluppano insicurezza e spesso intolleranza verso l\u2019alimento che li ha nutriti, perch\u00e9 si carica di stati emotivi che l\u2019organismo non riesce pi\u00f9 a \u201cdigerire\u201d. Disturbi digestivi, senso di gonfiore o peso diventano i compagni di vita di queste persone. <b>L\u2019intestino \u00e8\u00a0 correlato al secondo chakra che, a sua volta, \u00e8 correlato alla relazione con la figura materna<\/b>, per cui una sua distorsione genera un blocco energetico che pu\u00f2 provocare la sintomatologia. L\u2019 intolleranza al latte, che compare in et\u00e0 adulta, pu\u00f2 esprimere <i>un conflitto irrisolto<\/i><b>, che si muove tra il bisogno di fusione e quello di autonomia<\/b><i>, oppure \u00e8 l\u2019effetto di una madre ambivalente, o dal comportamento opprimente. Quando si presenta in un neonato, potrebbe essere l\u2019espressione della relazione con una madre depressa, che non riesce ad accudire il figlio. <\/i>Trovarsi nella condizione di dover eliminare il latte dalla propria dieta vuol dire \u201cstare alla larga\u201d dagli zuccheri che compongono il latte e che simbolicamente, possiamo associare al bisogno di dolcezza\/affetto. Chi non \u2018digerisce\u2019 il latte presenta quindi un\u2019ambivalenza fra il bisogno di ricevere dolcezza, amore, affetto, e l\u2019impossibilit\u00e0 di accettarla, accoglierla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Glutine = <\/span><b><span style=\"color: #ff0000;\">Difficolt\u00e0 di intessere relazioni stabili e paura dell\u2019invischiamento, soprattutto nel contesto familiare.<\/span> Solitamente i soggetti che\u00a0 sviluppano questa intolleranza sono persone vissute all\u2019interno di contesti familiari particolarmente \u201cfagocitanti\u201d, dove non \u00e8 stato facile rivendicare la propria individualit\u00e0.<\/b> Potremmo vedere questa intolleranza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<b>come il grido di quelle parti bambine che hanno <\/b><b>bisogno di essere viste, di essere al centro dell\u2019attenzione, <\/b>solo che noi dobbiamo recuperare la percezione che prima di essere importanti per gli altri lo dobbiamo essere per noi stessi, in modo da non essere prevaricati. La paura di un coinvolgimento eccessivo pu\u00f2 generare la difficolt\u00e0 di intessere delle relazioni stabili e profonde, facendoci vivere come delle \u201capi\u201d che vanno di fiore in fiore. I sintomi fisici sono a livello gastrico ed intestinale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Prezzemolo = Difficolt\u00e0 di porre dei confini<\/span>. Questa intolleranza pu\u00f2 insorgere in quelle persone particolarmente disponibili, gentili, responsabili, sempre pronte a mettere da parte il proprio sentire, al punto tale che non pongono dei confini per cui si lasciano invadere continuamente. Questa intolleranza deve indurre la persona a riflettere che \u00e8 arrivato il momento di scrollarsi di dosso delle responsabilit\u00e0 eccessive di cui si sta caricando, per eccesso di disponibilit\u00e0, iniziando a dire dei NO. Alla base di questa intolleranza c\u2019\u00e8 una bassa autostima e il desiderio di compiacere gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Carne = Stile di vita frenetico e caotico.<\/span> Fare tante cose contemporaneamente, non riuscire a stare fermi e quando lo si fa sentirsi in ansia, con un forte stato di angoscia,\u00a0 ci pu\u00f2 portare a prestare attenzione verso il fare e non il sentire. L\u2019azione ci impedisce di pensare, di ascoltare il disagio che c\u2019\u00e8 dentro di noi. Quando il corpo non regge pi\u00f9 questo meccanismo, in quanto emerge un forte stato di stress e di stanchezza, anche come conseguenza di un sovraccarico energetico del fegato. Questa intolleranza pu\u00f2 essere l\u2019espressione di persone che non si concedono nemmeno il tempo per nutrirsi, proprio perch\u00e9 la carne necessita di tempi pi\u00f9 lunghi per la masticazione e l\u2019assimilazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cioccolato fondente = Vita sessuale vissuta come senso del dovere e non del piacere, Cioccolato al latte = Bisogno di coccole, di affetto, di dolcezze. Il cioccolato, simbolicamente, rappresenta uno dei piaceri della vita , ma quando questa \u00e8 costellata di dovere non \u00e8 facile lasciarsi andare nemmeno nell\u2019intimit\u00e0, cos\u00ec come potremmo non concederci di esternare il nostro bisogno di essere amati. Si tende a compensare ci\u00f2 che manca con questo alimento, fino al giorno in cui non sar\u00e0 pi\u00f9 sufficiente e il nostro corpo lo esprime con l\u2019intolleranza. L&#8217;intolleranza alla cioccolata e quella alla caffeina insorgono in persone particolarmente rigide con se stesse, con un grande senso del dovere e con una forte responsabilit\u00e0. Soggetti che pensano che ci\u00f2 che ottengono deve essere sempre il frutto di grandi sacrifici, e se ottengono qualcosa facilmente non se lo godono Per assurdo gli unici momenti che si concedono potrebbero essere proprio le pause caff\u00e8 ma l\u2019estrema rigidit\u00e0 della personalit\u00e0 genera l\u2019intolleranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Magari ti senti meglio perch\u00e9 una dieta ristretta e severa comunque ha un effetto disintossicante &#8230; Basti pensare che il latte, se non ingerito regolarmente,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9350,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[27,34,26],"tags":[3128,3129,3127,3130,3131],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10765"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10765"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10765\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":124981,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10765\/revisions\/124981"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}