{"id":108791,"date":"2022-08-05T17:02:46","date_gmt":"2022-08-05T15:02:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=108791"},"modified":"2022-08-06T12:51:40","modified_gmt":"2022-08-06T10:51:40","slug":"flaneur-e-donna-le-donne-vagabonde-dall-ottocento-a-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=108791","title":{"rendered":"Fl\u00e2neur e donna &#8211; le donne &#8220;vagabonde&#8221; dall&#8217; Ottocento a oggi"},"content":{"rendered":"<p><em>Fl\u00e2neur <\/em>cosa vuol dire ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl fl\u00e2neur &#8211; per Charles Baudelaire &#8211; \u00e8 il <b>gentiluomo che vaga per le vie cittadine, provando emozioni nell&#8217;osservare il paesaggio&#8221;.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi fu Charles Pierre\u00a0<em>Baudelaire<\/em> (Parigi, 9 aprile 1821 \u2013 Parigi, 31 agosto 1867) ? Egli fu un notissimo e importantissimo:\u00a0poeta, scrittore, critico letterario, critico d&#8217;arte, giornalista, filosofo, aforista, saggista e traduttore francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta completa alla domanda chi \u00e8 un <em>flaneur,<\/em> comprende molte sfumature differenti.<\/p>\n<p>Si trattava<strong> inizialmente di un dandy, annoiato dalla vita di societ\u00e0 e dalle sue regole<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essere un <em>flaneur<\/em> o una <em>flaneuse<\/em> pu\u00f2 significare <strong>ricercare nel mondo la propria strada,<\/strong> viaggiare per trovare un proprio equilibrio, ma anche molto altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto \u00e8 bene chiarire che il termine <em>fl\u00e2neur <\/em>nasce a Parigi; originariamente riferito solo agli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scrittori parlano del <em>flaneur<\/em> come di una <strong>persona errante, assorto nei suoi pensieri<\/strong> e lontano dal momento presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;inizio il <em>flaneur<\/em> \u00e8 un camminatore &#8220;seriale&#8221; in citt\u00e0, macina chilometri per trovare una sorta di quiete senza seguire un percorso preciso.<\/p>\n<p>Il <em>flaneur\u00a0<\/em> consuma le scarpe; rigorosamente fatte a mano e si nasconde nella folla.<\/p>\n<p>Dalla citt\u00e0 si passa al viaggio (siamo nell&#8217;Ottocento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono gli uomini i protagonisti<\/strong> dei primi viaggi fatti per il piacere di: <strong>viaggiare<\/strong>, stupirsi, curiosare, <strong>comprendere<\/strong>, <strong>fantasticare<\/strong>, staccarsi dalla monotona quotidianit\u00e0,<strong> dare un senso diverso alla propria vita<\/strong>\u00a0 ecc&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine nasce quindi al maschile, ma presto si scontra con le prime donne che vogliono staccarsi dalle consuetudini e\/o conoscere il mondo e se stesse fuori dalle consuetudini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Baudelaire ci parla anche della <em>Passante<\/em>;\u00a0 \u00a0alta, sottile, vestita di nero &#8220;Pass\u00f2 una donna&#8230; agile e nobile con gambe statuarie&#8221; . Questa <strong>donna che osava passeggiare in centro Parigi, senza accompagnator<\/strong>e (<em>chaperon<\/em>) !, era una donna che stava osando contravvenire alle regole della societ\u00e0 dell&#8217;epoca. Una donna che era gi\u00e0 emancipata, una donna che sfidava le usanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanti gli episodi che ci fanno capire il rapporto\u00a0 donne <em>flaneuse <\/em>e societ\u00e0 del momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cristina di Belgioioso,<\/strong> a met\u00e0 del XIX secolo, si lamentava dell&#8217;assenza di donne nelle vie di Atene, mentre a Costantinopoli denuncia che un sasso lo aveva colpita alla spalla; la colpevole era una donna anziana che inveiva contro i cristiani (passano i secoli, ma dopo momenti di emancipazioni e ottimismo; siamo ancora a quei tristi limiti ?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Geoge Sand<\/strong> aveva trovato la quadratura del cerchio; <strong>si vestiva da uomo<\/strong> e poteva andare ovunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Isabelle Eberhardt,<\/strong> si travestiva da cavaliere arabo e visitava tutto ci\u00f2 che voleva.<\/p>\n<p><strong>Isabelle Eberhard<\/strong> percorreva tranquilla le pericolose vie di Marsiglia;<strong> travestita da operaio<\/strong> e con i capelli cortissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Colette perlustrava,<\/strong> indefessa, Roma e si lamentava: &#8220;Sono piena fin qui di basiliche&#8221;, mentre parlava ai gatti del Foro Romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marina Cvetaeva si doleva della periferia parigina<\/strong>: &#8221; Non c&#8217;\u00e8 posto per passeggiare &#8230; Cos\u00ec andiamo su e gi\u00f9 lungo il canale putrido&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Virginia Woolf aveva come unico passatempo il camminare<\/strong>, ma inteso come occasione per meditare su frasi o espressioni per i suoi libri, oppure esercitarsi ad alta voce in francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cristina Campo amava avventurarsi<\/strong> nei quartieri pi\u00f9 ad alto rischio di Roma; per guardare da vicino il degrado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Banine arriva a Roma ottimista<\/strong> e, dopo avere visitato l&#8217;Oriente e i suoi paesaggi aspri, ne gusta l&#8217;abbondanza di verde lussureggiante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nancy Cunard<\/strong> ( \u00a0(10 marzo 1896 \u2013 17 marzo 1965, \u00e8 stata una scrittrice, poetessa e anarchica inglese), segnata dagli anni,<strong> camminava senza essere riconosciuta<\/strong> in citt\u00e0 e trattava taxisti e camerieri come vecchi amici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alexine Tinn\u00e9 si era imbarcata a Khartoum per raggiungere la sperduta<\/strong> trib\u00f9 dei Dinka, uomini che vivevano senza vestiti e lo scrittore White Baker le aveva dato della pazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anne France Deautheville ,<\/strong> prima donna a fare il giro del mondo in moto; i maschi per screditarla le davano della ninfomane (era il 1972).<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 il <em>flaneur<\/em> o la <em>flaneuse oggi ?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi considera il \u201cfare niente\u201d come salutare e terapeutico, ma trattasi di <strong>un &#8220;far niente&#8221; particolare;<\/strong> <strong>ci si sposta nei luoghi usuali o dall&#8217;altra parte del mondo<\/strong> e si guarda con <strong>occhi diversi se stessi e il mondo che ci circonda.<\/strong><\/p>\n<p>&#8221; <strong>Non perdo la strada, come fanno gli sciocchi o i turisti<\/strong>, piuttosto perdo me stesso, mi libero per qualche ora del peso del mio ingombrante io &#8220;.<em>\u00a0 Da: L&#8217;arte di vagabondare per Parigi<\/em>\u00a0:\u00a0<em>Castigliano<\/em>,\u00a0<em>Federico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una scrittrice della nostra epoca, Lauren Elkin, ci parla delle sue difficolt\u00e0 a <strong>camminare per Parigi; vittima di molestie e aggressioni fisiche<\/strong>.<\/p>\n<p>Il libro della Elkin sulle donne <strong><em>flaneuse; <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Fl\u00e2neuse. Donne che camminano per la citt\u00e0 a Parigi, New York, Tokyo, Venezia e Londra<\/em>,<\/strong> di Lauren Elkin, Einaudi,\u00a0 368 pp., 21 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Per essere trasgressive, <\/b>alle donne basta uscire dalla porta di casa. Il\u00a0<i>fl\u00e2neur<\/i>, il camminatore urbano, pu\u00f2 essere solo un uomo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua libert\u00e0, che ha affascinato autori come Poe o Baudelaire, \u00e8 declinabile solo al maschile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente di pi\u00fa sbagliato: da Parigi a Tokyo, da Londra a Venezia,\u00a0<i>Fl\u00e2neuse<\/i>\u00a0racconta la <strong>storia nascosta della conquista della strada da parte delle donne<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Virginia Woolf, Jean Rhys, Agn\u00e8s Varda<\/strong> e tante altre: <strong>ribelli<\/strong> che hanno<strong> fatto della loro indipendenza personale, artistica o collettiva una battaglia gentile<\/strong> in grado di parlare a tutte le donne, e non solo, di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u00abLa Susan Sontag della sua generazione\u00bb<\/i>\u00a0\u2013\u00a0Deborah Levy<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u00abCompratelo, leggetelo, parlatene. E portatelo con voi la prossima volta che camminate in citt\u00e0\u00bb<\/i>\u00a0\u2013\u00a0The National<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u00abErano anni che aspettavo che <strong>la storia delle donne camminatrici venisse incorporata alla letteratura critica<\/strong> sul\u00a0fl\u00e2neur: lo fa Lauren Elkin, in questo libro intelligente e bellissimo\u00bb<\/i>\u00a0\u2013\u00a0Vivian Gornick<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0<i>fl\u00e2neur<\/i>\u00a0\u00e8 l&#8217;eroe della modernit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">appena Napoleone III diede a Haussmann l&#8217;incarico di ridisegnare le strade di Parigi, <strong>gli uomini iniziarono a camminarci, attirando nel corso dei decenni l&#8217;attenzione di artisti e intellettuali come Baudelaire e Benjamin<\/strong>, che fecero del\u00a0<i>fl\u00e2neur<\/i>\u00a0una figura leggendaria, <strong>simbolo di libert\u00e0 e autodeterminazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le donne, in tutto questo, dov&#8217;erano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte dei dizionari francesi non riportava nemmeno il termine\u00a0<i>Fl\u00e2neuse<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Pantheon di Parigi \u00e8 dedicato agli uomini illustri,<\/strong> e coerentemente ospita <strong>sepolcri in larga maggioranza maschili<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell<strong>&#8216;ammodernamento ottocentesco di Madrid, solo una strada venne intitolata a una donna.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La parola \u00abpasseggiatrice\u00bb ancora oggi ci parla di prostitute, non di donne che camminano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lauren Elkin non ci sta:<\/strong> in\u00a0<i>Fl\u00e2neuse<\/i>\u00a0ricostruisce una <strong>genealogia letteraria, storica, culturale<\/strong> di donne che con le strade cittadine hanno intrattenuto un legame profondo, creativo ed emotivo, quello che Will Self definisce \u00abpsicogeografico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ed, <strong>dagli incamminabili sobborghi di New York, dove Elkin \u00e8 nata,<\/strong> ci spostiamo nella Parigi rivoluzionaria, in cui <strong>George Sand dismette vestiti, gonne e cappellini per destreggiarsi tra barricate<\/strong> e omnibus in stivali e redingote; e poi a <strong>Londra, sulle orme di Virginia Woolf che attraversa la citt\u00e0 alla ricerca di una matita<\/strong>, e di nuovo a Parigi, ma nel 1919, quando Proust vince il Goncourt, <strong>Sylvia Beach apre la sua celebre libreria, e Jean Rhys diventa una perfetta \u00abragazza della Rive gauche\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passeggiando, arriviamo a <strong>Venezia, dove Sophie Calle pedina il misterioso Henri B. per fotografarlo di nascosto<\/strong>, e poi a <strong>Tokyo, e ancora a Parigi, con la Cl\u00e9o di Agn\u00e8s Vard<\/strong>a, e infine si torna a casa, a <strong>New York, dove Elkin si perde.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, come dice Perec, <strong>lo spazio \u00e8 un dubbio: \u00abnon \u00e8 mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo\u00bb<\/strong>. Come hanno fatto le\u00a0<i>Fl\u00e2neuse<\/i>s nella storia, come fa Elkin in questo libro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fl\u00e2neur cosa vuol dire ? \u201cIl fl\u00e2neur &#8211; per Charles Baudelaire &#8211; \u00e8 il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, provando emozioni nell&#8217;osservare il<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,2120,1918],"tags":[25350,25351],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/108791"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=108791"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/108791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":108811,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/108791\/revisions\/108811"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=108791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=108791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=108791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}