{"id":108937,"date":"2022-08-11T19:50:30","date_gmt":"2022-08-11T17:50:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=108937"},"modified":"2022-08-11T19:50:30","modified_gmt":"2022-08-11T17:50:30","slug":"mostre-a-venezia-vernissage-7-settembre-scala-contarini-del-bovolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=108937","title":{"rendered":"Mostre a Venezia &#8211;  vernissage 7 settembre Scala Contarini del Bovolo"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_108940\" aria-describedby=\"caption-attachment-108940\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MOSTRE-1200-Miresi-Locchio-1992-olio-su-tela-100-x-80-cm-miresi_occhio.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-108940\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MOSTRE-1200-Miresi-Locchio-1992-olio-su-tela-100-x-80-cm-miresi_occhio-300x237.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MOSTRE-1200-Miresi-Locchio-1992-olio-su-tela-100-x-80-cm-miresi_occhio-300x237.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MOSTRE-1200-Miresi-Locchio-1992-olio-su-tela-100-x-80-cm-miresi_occhio-1024x808.gif 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MOSTRE-1200-Miresi-Locchio-1992-olio-su-tela-100-x-80-cm-miresi_occhio-768x606.gif 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MOSTRE-1200-Miresi-Locchio-1992-olio-su-tela-100-x-80-cm-miresi_occhio-380x300.gif 380w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-108940\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sull&#8217;immagine per ingrandirla &#8212; Miresi-L&#8217;occhio-1992-olio-su-tela-100-x-80-cm-<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scala Contarini del Bovolo\u00a0&#8211; Venezia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8 settembre \u2013 27 novembre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orario di apertura: tutti i giorni, dalle 10:00 alle 18:00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vernissage: 7 settembre alle ore 18.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A distanza di cinque anni <strong>Miresi e Maurizio Radici ritornano a Venezia con la mostra \u00c0 rebours,<\/strong> un progetto a quattro mani presso le sale espositive del <strong>complesso monumentale della Scala Contarini del Bovolo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curata da Paolo De Grandis e Carlotta Scarpa e organizzata da PDG Arte Communications, la mostra trae spunto dalla<strong> traduzione del titolo nell\u2019accezione di \u201ca ritroso\u201d e \u201ccontrocorrente\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 proprio su questa ambivalenza che viene costruito il percorso espositivo mettendo in relazione le opere di Miresi e Radici in bilico tra scelte figurative cupe ma fortemente suggestive fino ad <strong>esperimenti astratti dove le cromie esplodono in tutto il loro vigore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere di <strong>Miresi e Radici dialogano per assonanza e contrasto nell\u2019intento di creare una narrazione<\/strong> che possa offrire una nuova chiave di lettura alla loro vasta produzione artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nella <strong>sala Tintoretto<\/strong> le opere si sovrappongono con <strong>differenti scelte tematiche e stilistiche<\/strong> nella seconda sala <strong>Maurizio Radici<\/strong> ha tratto <strong>diretta ispirazione dalle cromie di Miresi<\/strong> per realizzare un ciclo di opere site specific in perfetta forma armonica con esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Miresi ripercorre un ipotetico viaggio a ritroso<\/strong> sia esso colto da una peculiarit\u00e0 temporale quanto dalla presenza della memoria dell\u2019artista che conferisce ai ricordi uno stato di immanenza. La scelta narrativa e tematica si articola in due filoni, il primo s<strong>egue gli inizi figurativi a cavallo tra anni \u201880 e \u201890 con il ciclo Auditorium.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste opere <strong>emergono i dettagli di un occhio o di un orecchio fino alla definizione di un delicato profilo infantile<\/strong> laddove la superficie pittorica di volta in volta vive di una mobilit\u00e0 timbrica per cui le forme oscillano in bilico tra slanci curvilinei e grafismi pi\u00f9 severi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Campeggia <strong>al centro della mostra<\/strong> l\u2019imponente <strong>trittico Inquisito\/inquisitore un\u2019opera storica<\/strong> e rivisitata pi\u00f9 volte dall\u2019artista ma che appare sempre<strong> come specchio di una bruciante attualit\u00e0.<\/strong> Questo dipinto \u00e8 stato realizzato in 7 varianti dal 1993 ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa da contrappunto il <strong>secondo filone con la serie S\/Paesaggio caratterizzata da una resa stilistica astratta dove i colori irrompono<\/strong> sulla tela sia in forme stilizzate che di derivazione informale. In particolare, il dipinto monumentale<strong> S\/Paesaggio xyz ritrae una veduta di una montagna calata<\/strong> per\u00f2 in una fissit\u00e0 temporale dove il <strong>colore sembra galleggiare<\/strong> sulla tela in una tensione espressiva volutamente dilatata dalle dimensioni imponenti del quadro come se l\u2019artista volesse dare una connotazione spaziale illimitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La poetica di Maurizio Radici si nutre invece di figure, animali, segni,<\/strong> ombre primigenie, matrici di immagini generate dal <strong>colore fermo o da improvvisi bagliori<\/strong> che l\u2019artista accende attraverso l\u2019uso vigoroso della pennellata. Ed \u00e8 proprio in questa narrazione continua che Radici riscopre nell\u2019atto pittorico alcuni codici semantici in cui il mito,<strong> il sogno e il tempo presente si coniugano<\/strong> e insieme si aprono ad una serie infinita di interrogazioni. Le tele di Radici sollecitano lo sguardo attraverso<strong> figure mitologiche<\/strong> dove i segni ed i simboli, animati a volte <strong>da un grafismo rapidissimo,<\/strong> divengono le cesure entro cui tratta i suoi <strong>mondi invisibili<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il suo \u00e8 un fare arte che va controcorrente:<\/strong> indaga la figura umana colta in composizioni energiche che tendono verso espressioni astratte e vorticose, fissa invece in una stasi formale la rappresentazione di animali ed <strong>interroga il mito e la memoria come un fatto tutto da attraversare.<\/strong> Nella narrazione pittorica di Maurizio Radici si coglie un<strong> meraviglioso insieme di intuizioni filosofiche, religiose e morali<\/strong> che danno voce alle nostre umane inquietudini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Miresi vive e lavora tra Garda e Berlino. La sua attivit\u00e0 artistica prende forma e continuit\u00e0 metodologica agli inizi degli anni Ottanta, nel momento di revange della cultura pittorica aniconica. In particolare i<strong>ntorno al gruppo dei nuovi pittori astratti curati da Giorgio Cortenova,<\/strong> il quale, mediante le loro opere, traccia un panorama della giovane astrazione, controcorrente in quegli anni di trionfante figurativit\u00e0. E Miresi si pone in luce, fin da subito, come protagonista di quelle<strong> nuove ricerche che rifiutano le teorie postmoderne<\/strong>. In tale ambito ha anche esposto alla XI Quadriennale di Roma (1986), a cura di Giuseppe Gatt. Dalla seconda met\u00e0 degli anni Novanta l\u2019artista inizia a lavorare e a vivere a Berlino. Da questo periodo la sua arte si dirige verso temi iconici al cui interno il suo linguaggio si espande in una serrata dialettica spazio-superficie; problematica che, iniziata con le esperienze astratte, trova oggi al suo interno la rivelazione dell\u2019immagine di forme quotidiane e<strong> identificabili tramite la fotografia nel rapporto segnico continuo proprio con la pittura.<\/strong> Dal 2010 Miresi, infatti, sviluppa la sua <strong>passione per la fotografia in un mix con la pittura,<\/strong> lavorando sempre pi\u00f9 sul tentativo d\u2019individuare una nuova icona contemporanea nell\u2019utilizzo di diversi media. Miresi ha esposto in molte gallerie e musei statali italiani ed europei. Fra questi ricordiamo: Les Chances de l&#8217;Art, Bolzano (1994); Investitions Bank Berlin, Berlin (1998); WFP, Berlin (1998); Galleria Maria Skelling, Kopenaghen (2010); ACIT, Palazzo Albrizzi, Venezia (2014); OPEN 17, International Exhibition of Sculptures and installations, Isola di San Servolo, Venezia (2014); Deutsch-Russisches Museum, Berlin-Karlshorst (2015); Kunstdetektor Ateliertouren, Berlin (2016); OPEN 20, Esposizione Internazionale di Sculture e Installazioni, Venezia (2017); XVI Mostra Internazionale di Architettura, Arsenale di Venezia (2018); Sguardi e Architetture, Galleria d\u2019Arte Moderna e Musei Capitolini alla Centrale Montemartini, Roma (2020).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maurizio Radici \u00e8 nato a Palazzolo sull\u2019Oglio nel 1958<\/strong>. Si diploma in grafica e architettura e negli anni \u201880 frequenta l\u2019Accademia di Carrara e delle Belle Arti di Bergamo, avendo l\u2019opportunit\u00e0 di essere seguito da noti maestri italiani, tra cui Italo Ghilardi. Sin da piccolo respira un clima <strong>particolarmente attento all\u2019arte e alle tecniche pittoriche e sicuramente il padre, che era un chimico colorista molto affermato,<\/strong> trasmette al figlio la conoscenza della materia negli aspetti pi\u00f9 specifici e ricercati. Radici \u00e8 un artista che ha fatto dell\u2019arte pittorica il suo lavoro a tempo pieno<strong>. Sin da ragazzo si \u00e8 dedicato alla pittura e alla scultura e ha maturato una grande esperienza nella grafica pubblicitaria<\/strong> come direttore artistico. Ha realizzato mostre in musei e gallerie italiane e internazionali: Todi, Venezia, Milano, Stoccarda, New York, Bergamo, Rimini, Macerata, Ancona, Bologna, Brescia, Napoli, Genova, Cagliari, Venezia, Londra, Amsterdam, Roma, Collinas, Gambettola (Cesena Forl\u00ec).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scala Contarini del Bovolo\u00a0&#8211; Venezia 8 settembre \u2013 27 novembre Orario di apertura: tutti i giorni, dalle 10:00 alle 18:00 Vernissage: 7 settembre alle ore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":108939,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,9411,358,15896],"tags":[25383,25384],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/108937"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=108937"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/108937\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":108942,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/108937\/revisions\/108942"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/108939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=108937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=108937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=108937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}