{"id":110730,"date":"2022-10-13T19:19:03","date_gmt":"2022-10-13T17:19:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=110730"},"modified":"2022-10-14T17:10:28","modified_gmt":"2022-10-14T15:10:28","slug":"cultura-a-parma-anemos-festival-della-creativita-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=110730","title":{"rendered":"Cultura a Parma &#8211; \u00e1nemos &#8211; Festival della creativit\u00e0 contemporanea"},"content":{"rendered":"<h4>Ingresso gratuito<\/h4>\n<figure id=\"attachment_110742\" aria-describedby=\"caption-attachment-110742\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/mostre-1200-anemos-tresoldi-parma.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-110742\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/mostre-1200-anemos-tresoldi-parma-300x263.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/mostre-1200-anemos-tresoldi-parma-300x263.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/mostre-1200-anemos-tresoldi-parma-342x300.gif 342w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-110742\" class=\"wp-caption-text\">cliccare per ingrandire<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La tecnologia \u00e8 entrata a gamba tesa nell&#8217;arte,<\/strong> come la multimedialit\u00e0, ed ora coinvolge il visitatore dandogli gli elementi tecnologici per poter &#8220;sentirsi protagonista o almeno partecipare personalmente&#8221; all&#8217;opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contemporaneo \u00e8 ormai sempre pi\u00f9 un miscuglio di frutti tecnologici, fusioni di specialisti e, sempre per essere up-to date, <strong>la parola natura; coniugata pi\u00f9 o meno opportunamente. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente le differenze le fanno i critici, con le loro capacit\u00e0 di affabulazione, e i vari artisti con le loro, pi\u00f9 o meno, reali capacit\u00e0.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\">\u00e1nemos<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;ambito della VI edizione di Parma 360 fino al 30 ottobre a Palazzo del Governatore, con ingresso gratuito, il progetto corale frutto della collaborazione tra Edoardo Tresoldi, Studio Azzurro e Max Magaldi.<\/p>\n<div class=\"informazioni_evento\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"span5\" style=\"text-align: justify;\">Dal 10 settembre 2022 ore 10:30 <strong>al 30 ottobre 2022 ore 19:30<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"informazioni_evento\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Palazzo del Governatore<\/strong> &#8211; p.zza Garibaldi 19\/l &#8211; Parma<\/p>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"span5\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ideata appositamente per PARMA 360 festival e presentata a\u00a0<strong>Palazzo del Governatore<\/strong>\u00a0\u00e8 l\u2019opera poli-autoriale\u00a0<strong><em>\u00e1nemos\u00a0<\/em><\/strong>di\u00a0<strong>Edoardo Tresoldi, Studio Azzurro e Max Magaldi<\/strong>.\u00a0<strong><em>\u00e1nemos<\/em><\/strong>\u00a0\u00e8 un <strong>progetto che unisce linguaggi differenti: i tre artisti hanno concepito un solo organismo; <\/strong>\u00a0attraverso la <strong>dimensione scultorea di Tresoldi,<\/strong> <strong>le proiezioni video di Studio Azzurro e la sonorizzazione di Max Magaldi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme narrano\u00a0 il <strong>soffio leggero dell\u2019evolversi di una giornata<\/strong>\u00a0<strong>nel suo passaggio e paesaggio<\/strong>\u00a0&#8211; il suo\u00a0<em>anemos<\/em>o &#8211; reale e virtuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019architettura di Tresoldi detta gli spazi dell\u2019installazione, l&#8217;opera di Studio Azzurro, nata come <strong><em>Cieli d\u2019Italia<\/em><\/strong>,\u00a0 simula ad \u201cocchi in su\u201d un viaggio lungo un\u2019Italia immaginaria, mostra il\u00a0 mutare del cielo nell\u2019arco di una giornata, dall\u2019alba alla notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 accompagnato dall&#8217;\u2019ecosistema sonoro ideato da Max Magaldi, composto da variazioni di suoni e pause.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni visitatore ha il proprio device, per poter aggiungere e amplificare a piacere gli elementi sonori nello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u00e1nemos<\/em><\/strong>\u00a0si configura come un\u00a0<strong>ambiente contemplativo<\/strong>, un percorso<strong> di ascolto e di scoperta<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019installazione sar\u00e0 accompagnata da due\u00a0<strong><em>percorsi paralleli<\/em><\/strong>: la\u00a0<strong>mostra fotografica di Vito Frangione<\/strong>, un\u2019esplorazione del lavoro di Tresoldi con un testo critico di Bianca Felicori, e i <strong>block notes di Studio Azzurro che raccontano i<\/strong> processi delle loro visioni artistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Palazzo del Governatore &#8211; Piazza Giuseppe Garibaldi, 19<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Edoardo Tresoldi | Studio Azzurro | Max Magaldi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00e1nemos<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Percorsi paralleli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mostra fotografica di Vito Frangione<\/em>, testo critico di Bianca Felicori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Block-notes di Studio Azzurro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Orari:<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>mercoled\u00ec e gioved\u00ec 10.30 \u2013 13 e 15.30 \u2013 19.30; venerd\u00ec, sabato, domenica e festivi 10.30 \u2013 19.30; luned\u00ec e marted\u00ec chiuso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Info:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.parma360festival.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.parma360festival.it<\/a>;\u00a0<a href=\"mailto:info@parma360festival.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@parma360festival.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIOGRAFIE ARTISTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Edoardo Tresoldi<\/em><\/strong>\u00a0indaga le poetiche del dialogo tra uomo e paesaggio utilizzando il linguaggio architettonico come strumento espressivo e chiave di lettura dello spazio. L\u2019artista gioca con la trasparenza della rete metallica per trascendere la dimensione spazio-temporale e narrare un dialogo tra Arte e Mondo, una sintesi visiva che si rivela nella dissolvenza dei limiti fisici delle sue opere. Dopo gli studi artistici si trasferisce a Roma dove lavora nel campo della scultura, della scenografia e del cinema, ambiti che gli forniscono una visione eterogenea delle arti. Nei contrasti del paesaggio contemporaneo lo scultore riconosce il suo Genius Loci di appartenenza e individua nella contaminazione il principio fondante del suo lavoro. Dal 2013 realizza installazioni in spazi pubblici, contesti archeologici, festival e mostre in tutto il mondo. Nel 2016 realizza, in collaborazione con il MiC, l\u2019intervento autoriale nello scavo archeologico della Basilica paleocristiana di Siponto, convergenza unica tra arte contemporanea e archeologia. Nel 2018 realizza Etherea per il Coachella Music and Arts Festival negli Stati Uniti. Nel 2019 presenta Simbiosi per il prestigioso contesto di Arte Sella e fonda STUDIO STUDIO STUDIO, laboratorio interdisciplinare a sostegno di artisti, progetti di arte pubblica e produzioni di arte contemporanea. Nel 2020 inaugura l\u2019installazione permanente Opera a Reggio Calabria e, insieme a YAC &#8211; Young Architects Competitions, fonda il progetto didattico TRAC &#8211; Tresoldi Academy.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"www.edoardotresoldi.com\" href=\"http:\/\/www.edoardotresoldi.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.edoardotresoldi.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anima di\u00a0<em><strong>Studio Azzurro<\/strong><\/em>\u00a0\u00e8 unica seppur contenuta in corpi differenti. \u00c8 un\u2019anima formata da molte persone che negli anni, per brevi o lunghi periodi, hanno contribuito con i propri pensieri e le proprie sensibilit\u00e0 a costruire un\u2019atmosfera creativa unitaria, mantenendo una rotta e una coerenza di significati in un\u2019attivit\u00e0 molto articolata. Nel 1982 Fabio Cirifino, Paolo Rosa (1949-2013) e Leonardo Sangiorgi danno vita a un\u2019esperienza che nel corso degli anni esplora le possibilit\u00e0 poetiche ed espressive dei nuovi linguaggi tecnologici. A loro si aggiunge, dal 1995 al 2011, Stefano Roveda, esperto di sistemi interattivi. Attraverso la realizzazione di videoambienti, ambienti sensibili, percorsi museali, performance teatrali e film, disegnano un percorso artistico trasversale alle tradizionali discipline e formano un gruppo di lavoro aperto a differenti contributi e importanti collaborazioni. \u00c8 cos\u00ec che Studio Azzurro prende la forma di un laboratorio di ricerca artistica spesso paragonato a una bottega rinascimentale. La ricerca artistica, all\u2019inizio, si orienta verso la realizzazione di videoambientazioni, in cui viene sperimentata l\u2019integrazione tra immagine elettronica e ambiente fisico, perseguendo l\u2019intento di rendere centrale lo spettatore e i percorsi percettivi in cui \u00e8 iscritto. I videoambienti sono macchine narrative basate su uno scenario fortemente connotato, su sequenze videoregistrate di piccoli accadimenti reiterati e su una composizione di monitor, che favorisce la dissoluzione dei limiti dello schermo. Alcune opere degli anni Ottanta (Luci d\u2019inganni 1982, Il Nuotatore 1984, Vedute 1985), in cui ricorrono gli elementi della figura umana e della natura, vengono progettate in funzione del contesto spaziale e sociale che dovr\u00e0 accoglierle. Con gli anni Novanta la ricerca si apre anche alla \u201csensibilizzazione\u201d dei sistemi di ripresa tipici del controllo e dell\u2019ambito militare (camere termiche e all\u2019infrarosso, camere a raggi X), che cos\u00ec utilizzati permettono di rendere manifesti aspetti del mondo non percepibili per i sensi dell\u2019uomo (Il viaggio 1992, Il giardino delle cose 1992). Nel 1995 si delinea un nuovo e fondamentale interesse per le questioni dell\u2019interattivit\u00e0 e del multimediale, con la realizzazione di una serie di lavori definiti ambienti sensibili. Si tratta di ambienti che hanno la capacit\u00e0 di reagire alle sollecitazioni di chi li pratica, in cui la tecnologia si fonde con la narrazione e con lo spazio. La narrazione stessa deriva dalle scelte dei singoli e dalla presenza di pi\u00f9 persone che interagiscono con i dispositivi non visibili, grazie a interfacce naturali che rispondono alle interazioni senza l\u2019uso di protesi tecnologiche, ma attraverso l\u2019utilizzo di modalit\u00e0 comunicative comuni: toccare (Tavoli 1995), calpestare (Coro 1995), emettere suoni (Totale della battaglia 1996), emettere un soffio (Il soffio sull\u2019angelo 1997), tambureggiare insieme (Tamburi a Sud 2001), attraversare soglie (Dove va tutta sta gente? 2000). Un particolare ruolo assume negli anni l\u2019attenzione al Mar Mediterraneo, tessitura di genti, venti e culture. Dal 2002 \u00e8 in corso un lungo viaggio lungo le sue sponde (Meditazioni Mediterraneo e Rivelazioni Mediterraneo), in cerca di quello che ci accomuna e che ha fatto di questo mare la culla di una straordinaria civilt\u00e0 che oggi sembra perdere le proprie coordinate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Max Magaldi<\/em><\/strong>\u00a0(1982) ha suonato come batterista in tutta Europa con diversi progetti musicali. A partire dal 2018 sperimenta azioni performative digitali che intrecciano musica, arte contemporanea e hackeraggio sui social network e sviluppa il concetto di murales sonoro: una sonorizzazione site-specific dello spazio pubblico che chiunque pu\u00f2 ascoltare attraverso il proprio device. Crea in seguito il progetto theDrama con cui realizza, lavorando sul tema dei migranti, un murales sonoro per i porti petroliferi europei e uno per il cimitero dei giubbotti salvagente sull\u2019isola di Lesbo. Nel 2019 realizza performance musicali per l\u2019installazione Simbiosi di Edoardo Tresoldi e Merci, mostra dell\u2019artista spagnolo Gonzalo Borondo. Collabora con STUDIO STUDIO STUDIO per la realizzazione di Gharfa, installazione esperienziale a Riyadh, attraverso la progettazione di una de-composizione sonora che permette al visitatore di creare il suo personale \u201cmix\u201d audio. Nel 2020, durante il periodo di iperconnessione digitale causata dalla pandemia, inizia a lavorare a theVices\/Devices, una serie di 7 installazioni multimediali che riflette su come i vizi capitali siano stati attualizzati dalla capillare diffusione dei device elettronici. Vainglory, in scena al Teatro Petrella di Longiano (FC) nel 2021, \u00e8 la prima di questo ciclo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"www.maxmagaldi.com\" href=\"http:\/\/www.maxmagaldi.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.maxmagaldi.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ingresso gratuito &nbsp; La tecnologia \u00e8 entrata a gamba tesa nell&#8217;arte, come la multimedialit\u00e0, ed ora coinvolge il visitatore dandogli gli elementi tecnologici per poter<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":110763,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,358,15896],"tags":[25738,25737,25736],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/110730"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=110730"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/110730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":110743,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/110730\/revisions\/110743"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/110763"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=110730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=110730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=110730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}