{"id":111122,"date":"2022-10-23T16:43:46","date_gmt":"2022-10-23T14:43:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=111122"},"modified":"2022-10-23T17:03:41","modified_gmt":"2022-10-23T15:03:41","slug":"mostre-a-milano-palazzo-reale-bosch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=111122","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; Palazzo Reale &#8211; Bosch"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_111126\" aria-describedby=\"caption-attachment-111126\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Mostre-1200-Bosch-Lisbona_particolare_1.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-111126\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Mostre-1200-Bosch-Lisbona_particolare_1-300x225.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Mostre-1200-Bosch-Lisbona_particolare_1-300x225.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Mostre-1200-Bosch-Lisbona_particolare_1-400x300.gif 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-111126\" class=\"wp-caption-text\"><strong>cliccare sull&#8217;immagine per ingrandirla<\/strong> &#8212;Jheronymus Bosch, Trittico delle Tentazioni di sant\u2019Antonio (particolare), 1500 circa, olio su tavola. Lisbona, Museu Nacional de Arte Antiga \u00a9 DGPC\/Lu\u00edsa Oliveira<\/figcaption><\/figure>\n<p>Mostra da non perdere !<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un centinaio di opere<\/strong> d\u2019arte\u00a0tra <strong>dipinti, sculture, arazzi, incisioni, bronzetti e volumi antichi, inclusi una trentina di oggetti rari e preziosi<\/strong> provenienti da wunderkammern.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221; &#8230; un\u2019esposizione preziosa dal taglio assolutamente originale,<strong> in grado di raccontare ai visitatori un Rinascimento diverso rispetto a quello che ha visto i propri fasti in Italia tra il Quattro e il Cinquecento, creando orizzonti nuovi di conoscenza e bellezza \u201d.<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"francois-one editor-title\" style=\"text-align: justify;\">BOSCH E UN ALTRO RINASCIMENTO<\/h2>\n<div class=\"date_default\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 09 Novembre 2022 al 12 Marzo 2023<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>MILANO &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Palazzo Reale &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Piazza Duomo 12<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0da marted\u00ec a domenica 10:00-19:30; gioved\u00ec chiusura alle 22:30. Ultimo ingresso un&#8217;ora prima. Luned\u00ec chiuso<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Curatori:<\/span> Bernard Aikema, Fernando Checa Cremades, Claudio Salsi.<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span class=\"lato\">Biglietto:<\/span>\u00a0Intero \u20ac 15,<\/strong> Ridotto \u20ac 13<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+39 02 54912<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.palazzorealemilano.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.palazzorealemilano.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">Jheronimus Bosch<\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">\u00a0(<strong>1453 \u2013 1516<\/strong>) \u00e8 noto in tu<\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">tto il mondo per il suo linguaggio fatto di <strong>visioni oniriche e mondi curiosi, incendi, creature mostruose e figure fantastiche<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><strong>LA TESI DELLA MOSTRA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto possa apparire strano, <strong>la fama di Bosch non inizi\u00f2 nelle Fiandre,<\/strong> dove l\u2019artista era nato,<strong> ma in Europa meridionale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u2018fenomeno Bosch\u2019 ebbe infatti origine<strong> nel mondo mediterraneo, precisamente nella Spagna e nell\u2019Italia del Cinquecento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A quel tempo per\u00f2 i<\/strong>n Italia dominava il classicismo rinascimentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sar\u00e0 proprio qui che<strong> il linguaggio fantastico e onirico di Bosch e dei suoi seguaci, protagonisti di un \u2018altro Rinascimento\u2019, troveranno il terreno pi\u00f9 fertile e maturo<\/strong> per crescere e diventare modello figurativo e culturale per quel tempo e per molte delle generazioni di artisti successive, anche a distanza di secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, viene <strong>proposto il raffronto tra i quattro arazzi boschiani dell\u2019Escorial e un cartone per il quinto arazzo andato perduto<\/strong> e riconosciuto nelle collezioni delle Gallerie degli Uffizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito, \u00e8 opportuno sottolineare<strong> l\u2019immensa importanza in termini artistici ed economici dell\u2019arazzo nella cultura del Cinquecento europeo:<\/strong> era un vero e proprio<strong> status symbol dell\u2019\u00e9lite. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 <strong>poter ammirare, grazie ai prestiti dell\u2019Escorial e delle Gallerie degli Uffizi, l\u2019intero ciclo degli arazzi boschiani \u00e8 un\u2019occasione irripetibile:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">infatti, <strong>i quattro arazzi dell\u2019Escorial non sono mai stati esposti insieme fuori dalla loro sede<\/strong>, e il confronto con il cartone dell\u2019Elefante, per il quinto arazzo della serie, ora perduto, risulta totalmente inedito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso si propone di illustrare lo<strong> strepitoso successo del linguaggio artistico di Jheronimus Bosch nell\u2019Europa meridionale e addirittura oltre oceano,<\/strong> nel periodo compreso tra il Cinquecento e gli inizi del Seicento, con particolare riferimento alle tendenze del collezionismo dell\u2019epoca, soprattutto in Italia e in Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cos\u00ec a Venezia l\u2019unicit\u00e0 espressiva di Bosch venne prontamente colta<\/strong> da uno dei maggiori collezionisti del tempo, il letterato e cardinale Domenico Grimani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 grazie <strong>al suo gusto lungimirante e alla collezione Grimani, custodita nelle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia, se oggi in Italia possiamo vantare ben tre opere di Bosch,<\/strong> tra le quali il Trittico degli Eremiti, ora esposto nelle sale di Palazzo Reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stesso si pu\u00f2 dire della Spagna<\/strong>, dove, dal XVI secolo fino ad oggi, <strong>si trova la gran parte delle opere principali di Bosch, fra il Museo del Prado e il Monastero dell\u2019Escorial.<\/strong> Non a caso sono autori spagnoli i primi e pi\u00f9 impegnati critici di Bosch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era questa in modo particolare l\u2019area geografica e culturale in cui le opere dell\u2019artista e dei suoi seguaci furono richieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potremmo affermare a questo proposito che<strong> il linguaggio boschiano, nei decenni successivi alla morte del Maestro, stava alla base di un\u2019operazione imprenditoriale senza precedenti a livello europeo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti <strong>la fortuna del linguaggio boschiano \u00e8 all\u2019origine di un vero e proprio \u2018Rinascimento alternativo\u2019,<\/strong> che risulta poco riconosciuto anche nella letteratura specialistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 una mostra anche \u2018di confronti\u2019?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u2018moda\u2019 delle immagini \u2018alla Bosch\u2019, affermatasi in Spagna e in Italia e successivamente nel resto d\u2019Europa, si rifletteva in una serie di spettacolari opere d\u2019arte realizzate in <strong>molteplici tecniche e di varie provenienze, tra cui si distingue lo strepitoso ciclo dei quattro arazzi dell\u2019Escorial e l\u2019arazzo con l\u2019elefante<\/strong> del pittore francese Antoine Caron.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte queste opere <strong>attestano la diffusione mediterranea di motivi visionari e onirici,<\/strong> ispirati all\u2019immaginario <strong>dell\u2019artista fiammingo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Queste creazioni, a loro volta, stimolarono un nutrito numero di pittori e incisori di spicco<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare le stampe che diffondevano il linguaggio boschiano, tra cui <strong>emerge l\u2019opera di Pieter Bruegel il Vecchio (il pi\u00f9 importante seguace di Bosch)<\/strong> presente in mostra con una decina di incisioni derivate da sue composizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le incisioni contribuirono in maniera decisiva <strong>alla diffusione del gusto per le immagini di incendi notturni, scene di stregoneria, visioni oniriche e magiche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo confermano opere come lo Stregozzo di Marcantonio Raimondi o Agostino Veneziano, il Mostro marino di Albrecht D\u00fcrer e il capolavoro letterario \u2013 editoriale di Aldo Manuzio, la Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna e anche l\u2019Allegoria della vita umana di Giorgio Ghisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La proliferazione di oggetti rari, bizzarri e preziosi che caratterizza la moda delle collezioni eclettiche<\/strong> tipiche del<strong> gusto internazionale cinquecentesco<\/strong> viene evocata <strong>nell\u2019ultima sala, allestita come una originale Wunderkammer,<\/strong> grazie alla collaborazione del Museo di Storia Naturale di Milano e delle Raccolte del Castello Sforzesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza studiata e calcolata di una trentina di oggetti da <strong>\u2018camera delle meraviglie\u2019<\/strong> riporta a un confronto immediato e diretto con la<strong> rappresentazione caotica e irrealistica di uno dei capolavori pi\u00f9 impegnativi di Bosch:<\/strong> Il giardino delle delizie, presente in mostra nella doppia versione di un dipinto coevo e di un arazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente<strong> famose erano le Wunderkammern degli ultimi sovrani Asburgo e in particolare di Rodolfo II d\u2019Asburgo,<\/strong> il cui ritratto, il famoso Vertumno dipinto dall\u2019artista milanese Arcimboldo (un eccezionale prestito del\u00a0Castello di Skokloster, Svezia), \u00e8 presente in mostra all\u2019interno della <strong>wunderkammer riprodotta e rappresenta in pieno l\u2019eclettismo tipico di questo gusto collezionistico<\/strong><\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Aperta al pubblico fino al 12 marzo 2023,<strong>\u00a0\u201cBosch e un altro Rinascimento\u201d<\/strong>\u00a0\u00e8 promossa dal Comune di Milano-Cultura, <strong>Palazzo Reale e Castello Sforzesco<\/strong>,\u00a0realizzata da\u00a024 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE\u00a0e curata da Bernard Aikema, gi\u00e0 professore di Storia dell\u2019Arte Moderna presso l\u2019Universit\u00e0 di Verona, Fernando Checa Cremades, professore di Storia dell\u2019Arte all\u2019Universit\u00e0 Complutense di Madrid e gi\u00e0 direttore del Museo del Prado e Claudio Salsi, direttore Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Musei Storici e docente di storia dell\u2019incisione presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo presenta <strong>un centinaio di opere d\u2019arte\u00a0tra dipinti, sculture, arazzi, incisioni, bronzetti e volumi antichi, inclusi una trentina di oggetti rari e preziosi provenienti da wunderkammern.<\/strong><\/p>\n<p>In questo ricchissimo corpus spiccano alcuni dei pi\u00f9 celebri capolavori di Bosch e opere derivate da soggetti del Maestro \u2013 <strong>mai presentate insieme prima d\u2019ora in un\u2019unica mostra.<\/strong><\/p>\n<p>Bosch \u00e8 infatti <strong>autore di pochissime opere universalmente a lui attribuite e conservate nei musei di tutto il mondo.<\/strong><\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 <strong>cos\u00ec rari e preziosi, difficilmente i capolavori di questo artista lasciano i musei<\/strong> cui appartengono, e ancora pi\u00f9 raramente si ha la possibilit\u00e0 di vederli riuniti in un\u2019unica esposizione.<\/p>\n<p><strong>Proprio per la fragilit\u00e0 e la peculiarit\u00e0 dello stato di conservazione<\/strong>, alcune opere dovranno rientrare nelle loro sedi museali prima della chiusura della mostra. Si tratta delle opere del Museo L\u00e0zaro Galdiano di Madrid e delle due opere prestate dalle Gallerie degli Uffizi.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione di Palazzo Reale non \u00e8 una monografica convenzionale, ma <strong>mette in dialogo capolavori tradizionalmente attribuiti al Maestro con importanti opere di altri maestri fiamminghi, italiani e spagnoli,<\/strong> in un confronto che ha l\u2019intento di spiegare al visitatore quanto <strong>l\u2019\u2018altro\u2019 Rinascimento \u2013 non solo italiano<\/strong> e non solo boschiano \u2013 negli anni coevi o immediatamente successivi <strong>influenzer\u00e0 grandi artisti come Tiziano, Raffaello, Gerolamo Savoldo, Dosso Dossi, El Greco e molti altri.<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso un lavoro di ricerca durato cinque anni, la mobilitazione di una rete di cooperazione culturale internazionale senza precedenti tra governi, ambasciate, musei, istituti culturali e collezionisti, \u00e8 nata una mostra unica per la potenza del racconto di un\u2019intera epoca artistica e per l\u2019importanza e la variet\u00e0 dei confronti presenti in mostra.<\/p>\n<p>In particolare, grazie alla collaborazione tra istituzioni italiane, come l\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Portogallo, e istituzioni come l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Lisbona e il Museu Nacional de Arte Antiga, a Palazzo Reale sar\u00e0 possibile ammirare il monumentale Trittico delle Tentazioni di Sant\u2019Antonio, opera che ha lasciato il Portogallo solo un paio di volte nel corso del Novecento e giunge ora in Italia per la prima volta. Al Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona viene prestata in cambio la \u2018nostra\u2019 Pala Trivulzio (nota anche come Madonna in gloria e Santi) di Andrea Mantegna, che fa parte delle Raccolte artistiche del Castello Sforzesco.<\/p>\n<p>Altro importante prestito, frutto di uno scambio con la citt\u00e0 di Bruges, <strong>\u00e8 l\u2019opera monumentale del Maestro, proveniente dal\u00a0Groeningemuseum\u00a0di Bruges, il Trittico del Giudizio Finale,<\/strong> che originariamente faceva parte della collezione del cardinale veneziano Marino Grimani.<\/p>\n<p>Fondamentali per il <strong>progetto espositivo il prestito del Museo del Prado dell\u2019opera di Bosch, Le tentazioni di Sant\u2019Antonio, e i capolavori del Museo L\u00e1zaro Galdiano,<\/strong> che ha concesso la preziosa tavola del Maestro San Giovanni Battista.<\/p>\n<p>E ancora, sempre di Bosch,<strong> il Trittico degli Eremiti delle Gallerie dell\u2019Academia di Venezia,<\/strong> proveniente dalla collezione del cardinale Domenico Grimani, collezionista fra i pi\u00f9 importanti del suo tempo e tra i pochissimi proprietari delle opere di Bosch in Italia.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 anche attraverso lo scambio di opere d\u2019arte che l\u2019arte e la cultura svolgono il loro ruolo di vettori di crescita e di strumenti di relazione tra le citt\u00e0 e le nazioni, portando avanti il processo di arricchimento di un Paese \u2013 ha affermato l\u2019assessore alla Cultura Tommaso Sacchi \u2013. Il progetto di questa mostra \u00e8 il frutto di un processo di cooperazione internazionale durato cinque anni, che ha prodotto un\u2019esposizione preziosa dal taglio assolutamente originale,<strong> in grado di raccontare ai visitatori un Rinascimento diverso rispetto a quello che ha visto i propri fasti in Italia tra il Quattro e il Cinquecento, creando orizzonti nuovi di conoscenza e bellezza\u201d.<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra da non perdere ! 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