{"id":111333,"date":"2022-11-02T18:33:38","date_gmt":"2022-11-02T17:33:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=111333"},"modified":"2022-11-04T20:24:27","modified_gmt":"2022-11-04T19:24:27","slug":"mostre-a-torino-orizzonti-tremanti-castello-di-rivoli-museo-darte-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=111333","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; Orizzonti tremanti &#8211; Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_111336\" aria-describedby=\"caption-attachment-111336\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Castello-di-Rivoli-1200-To-ph-nov-3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-111336\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Castello-di-Rivoli-1200-To-ph-nov-3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Castello-di-Rivoli-1200-To-ph-nov-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Castello-di-Rivoli-1200-To-ph-nov-3-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Castello-di-Rivoli-1200-To-ph-nov-3-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Castello-di-Rivoli-1200-To-ph-nov-3-449x300.jpg 449w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Castello-di-Rivoli-1200-To-ph-nov-3.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-111336\" class=\"wp-caption-text\">cliccare per ingrandire &#8212; Esperimenti di luce<br \/>Foto: Tegan Emerson. Courtesy Studio Olafur Eliasson<\/figcaption><\/figure>\n<p>MOSTRE DA NON PERDERE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Olafur Eliasson &#8211; Orizzonti tremanti\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<br \/>\nA cura di Marcella Beccaria<br \/>\n3 Novembre 2022 \u2013 26 Marzo 2023<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 3 novembre 2022 al 26 marzo 2023<\/strong> il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea presenta la mostra <strong>Olafur Eliasson<\/strong>: Orizzonti tremanti a cura di Marcella Beccaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista<strong> trasforma la Manica Lunga del Castello di Rivoli presentando una nuova serie di sei opere d\u2019arte immersive simili a dispositivi ottici<\/strong> dalla struttura a cuneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno di ciascuna installazione si vedono complesse <strong>forme fluide in movimento<\/strong> che attraversano uno spazio panoramico a 360 gradi, che appare pi\u00f9 ampio di quanto fisicamente possibile. Si tratta di<strong> illusioni ottiche prodotte grazie a specchi e proiezioni di luce.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla fine degli anni novanta, la pratica di Eliasson ha coniugato la memoria dell\u2019incontro con la natura alle ampie diramazioni della scienza e del pensiero ecologico,<\/strong> proponendo opere che invitano alla partecipazione attiva di chi le incontra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orizzonti tremanti presenta <strong>nuovi lavori che derivano dalle sperimentazioni condotte dall\u2019artista<\/strong> nel suo studio a Berlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eliasson si \u00e8 <strong>ispirato a strumenti scientifici di misurazione,<\/strong> considerando il ruolo ambivalente che essi hanno avuto nel corso della storia. Prodotte nel corso dell\u2019ultimo anno, le nuove opere in mostra propongono <strong>una pi\u00f9 stretta relazione tra corpo e mente,<\/strong> sottolineando il valore dell\u2019esperienza soggettiva e sensoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Manica Lunga del Castello il percorso espositivo si apre con<strong> Navigation star for utopia (Stella di navigazione per l\u2019utopia, 2022), opera luminosa sospesa<\/strong> che accoglie i visitatori. <strong>I suoi fasci di luce colorata attraversano l\u2019ambiente e disegnano effetti luminosi, q<\/strong>uasi suggerendo l\u2019idea di uno strumento di orientamento del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segue la serie di opere che l\u2019artista ha creato per lo spazio della Manica Lunga: Your curious kaleidorama (Il tuo caleidorama curioso), Your power kaleidorama (Il tuo caleidorama potente), Your self-reflective kaleidorama (Il tuo caleidorama autoriflessivo), Your hesitant kaleidorama (Il tuo caleidorama esitante), Your memory of the kaleidorama (La tua memoria del caleidorama) e Your living kaleidorama (Il tuo caleidorama vivente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascuna \u00e8 <strong>montata a parete e orientata con una diversa angolazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> I visitatori accedono alle strutture entrando dal basso o vi si affacciano direttamente per vedere proiezioni luminose di linee, forme e motivi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste sono <strong>generate in tempo reale utilizzando fasci di luce elettrica che si riflettono in bacini d\u2019acqua oppure che attraversano un sistema di lenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eliasson chiama queste opere<strong> kaleidoramas,<\/strong> <strong>combinando le parole caleidoscopio e panorama.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn un certo senso \u2013 afferma Eliasson \u2013 sono entrambi: usano<strong> l\u2019effetto specchio del caleidoscopio per evocare spazi panoramici o paesaggistici che sembrano pi\u00f9 grandi del luogo fisico<\/strong> in cui vengono mostrati, ambiente nel quale puoi stare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aprono nuovi orizzonti grazie alle loro superfici specchianti, spalancando spazi in cui si incontrano<strong> onde, linee dell\u2019orizzonte, riflessi, bande di luce diffratte nei colori dello spettro visibile, e le ombre moltiplicate,<\/strong> la tua e quella degli altri visitatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stando all\u2019interno di questi caleidorama, ti potresti sentire come di fronte al tempo mentre si svolge. \u00c8 un\u2019opportunit\u00e0 per riconsiderare il tuo senso della proporzione e del tempo, <strong>come quando si vedono le immagini del telescopio per lo spazio profondo che provengono dai limiti della nostra immaginazione<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutti <strong>i caleidorama, il pubblico osserva schemi complessi di forme in movimento<\/strong> che interagiscono per creare un ambiente visivo e spaziale in continua evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le composizioni visive si intensificano e si attenuano in frequenza e ritmo<\/strong> \u2013 producendo onde lievi, ma anche tremori violenti \u2013 secondo il comportamento dell\u2019acqua o l\u2019influenza di strumenti ottici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il percorso espositivo culmina in Your non-human friend and navigator<\/strong> (Il tuo amico e navigatore non umano, 2022), articolata in <strong>parti sospese e altre allestite a pavimento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nuova opera \u00e8 prodotta <strong>utilizzando due pezzi di driftwood, tronchi trasportati dal mare, logorati dall\u2019azione degli elementi.<\/strong> Eliasson li ha raccolti sulle <strong>spiagge dell\u2019Islanda,<\/strong> dove spesso approdano i resti di legname dopo aver percorso molti chilometri da paesi lontani. La presenza di una calamita orienta la parte sospesa dell\u2019opera lungo l\u2019asse nord-sud, mentre le sottili velature di acquerello applicate sul legno posato a pavimento rievocano l\u2019azione dell\u2019acqua e delle correnti marine che lo hanno sospinto per migliaia di chilometri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019opera di Olafur Eliasson \u2013 afferma il Direttore del Museo Carolyn Christov-Bakargiev \u2013 <strong>contiene echi dell\u2019Arte povera,<\/strong> in particolare di Giuseppe Penone, Pier Paolo Calzolari, Giovanni Anselmo e Marisa Merz. Attraverso la sua arte, il<strong> pensiero processuale ed ecologico degli anni sessanta<\/strong> si collega alla visione contemporanea mediante uno sviluppo organico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAttraverso Orizzonti tremanti \u2013 dichiara il Capo Curatore e curatore della mostra Marcella Beccaria \u2013 Olafur Eliasson ci invita ad aprire il nostro sguardo oltre i confini del visibile, <strong>dalla vertigine dello spazio profondo all\u2019emozione dell\u2019incontro con noi stessi e i nostri paesaggi interiori.<\/strong> Coinvolgendo corpo e mente, le sue opere contribuiscono a rendere percepibile il ruolo di ciascuno nella produzione della realt\u00e0 e nella costruzione di questo instabile presente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione di Orizzonti tremanti, <strong>una speciale sala di lettura dedicata a Olafur Eliasson \u00e8 aperta al pubblico negli spazi della Biblioteca e del CRRI del Castello di Rivoli.<\/strong> La sala raccoglie una selezione di quasi cento cataloghi monografici che coprono la produzione dell\u2019artista, a partire dalle primissime mostre personali negli anni novanta fino al presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Olafur Eliasson ha esposto al Castello di Rivoli gi\u00e0 nel 1999<\/strong> in occasione della sua prima mostra museale fuori dalla nativa Scandinavia, e nel 2008 durante la seconda Triennale di Torino, quando ha realizzato The sun has no money. Le opere di entrambe le mostre fanno parte delle Collezioni del Castello di Rivoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione di Orizzonti tremanti, l\u2019installazione Your circumspection disclosed (La tua circospezione svelata), 1999, \u00e8 allestita nel mezzanino della Manica Lunga, sala per la quale \u00e8 stata originariamente ideata dall\u2019artista. Nel corso della mostra, The sun has no money (Il sole non ha soldi), 2008, sar\u00e0 ri-allestita nella sala a volta del XVIII secolo per la quale era stata inizialmente progettata da Eliasson.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 realizzata <strong>in concomitanza con la mostra dell\u2019artista presentata a Palazzo Strozzi a Firenze.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nota dello Studio Olafur Eliasson \u2013 <strong>Lo Studio Olafur Eliasson si impegna al raggiungimento della sostenibilit\u00e0 e della neutralit\u00e0 carbonica<\/strong> in tutti gli aspetti della produzione artistica e delle proprie attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Studio \u00e8 <strong>consapevole che la neutralit\u00e0 carbonica inizia con la riduzione delle emissioni,<\/strong> mentre la compensazione delle emissioni \u00e8 l\u2019ultima risorsa. Il rapporto completo sulle emissioni di carbonio relativo a Olafur Eliasson: Orizzonti tremanti al Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea sar\u00e0 disponibile dopo la chiusura della mostra. I risultati finali e i progetti di compensazione saranno pubblicati su www.castellodirivoli.org e www.olafureliasson.net<\/p>\n<p><strong>Il progetto \u00e8 vincitore del PAC2021<\/strong> &#8211; Piano per l\u2019Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOSTRE DA NON PERDERE Olafur Eliasson &#8211; Orizzonti tremanti\u00a0 Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea A cura di Marcella Beccaria 3 Novembre 2022 \u2013 26<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,358,15896],"tags":[25842,25844,25843],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/111333"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=111333"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/111333\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":111338,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/111333\/revisions\/111338"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=111333"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=111333"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=111333"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}