{"id":111341,"date":"2022-11-02T05:55:55","date_gmt":"2022-11-02T04:55:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=111341"},"modified":"2022-11-03T09:02:28","modified_gmt":"2022-11-03T08:02:28","slug":"mostre-a-milano-onelove-norma-jeane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=111341","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; #OneLove  Norma Jeane"},"content":{"rendered":"<p>MUDEC presenta l\u2019opera<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>#OneLove<\/strong><\/p>\n<p>Norma Jeane<\/p>\n<p>Dal 17 novembre 2022 al 12 marzo 2023<\/p>\n<p>MUDEC &#8211; all\u2019interno dello <strong>Spazio delle Culture Khaled al-Asaad<\/strong> &#8211; <strong>via Tortona 56 Milano<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All\u2019interno della rinnovata visione del Mudec,<\/strong> sempre pi\u00f9 incentrata su <strong>tematiche antropologiche e culturali contemporanee,<\/strong> e grazie alla collaborazione fra l\u2019Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali, Arte nello Spazio Pubblico, 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE e con il supporto di Fondazione Deloitte, viene presentato al pubblico il progetto #OneLove dell\u2019artista Norma Jeane. L\u2019installazione, a cura di Katya Inozemtseva, sar\u00e0 allestita dal 17 novembre 2022 al 12 marzo 2023 all\u2019interno dello Spazio delle Culture Khaled al-Asaad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>#OneLove \u00e8 un parallelepipedo di plastilina<\/strong> che evoca la <strong>bandiera arcobaleno;<\/strong> al suo interno nasconde per\u00f2 un\u2019intersezione bianca e nera, a<strong> voler riconoscere e celebrare la complessit\u00e0 dell&#8217;essere umano<\/strong>. \u00c8 un\u2019opera collettiva e in fieri, che muta nel tempo e nello spazio grazie alla <strong>fruizione continua del pubblico che vi interagisce modellando e rimodellando il materiale<\/strong> di cui \u00e8 composta, per tutta la durata dell\u2019installazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualsiasi simbolo (bandiera, stemma\u2026) per sua natura afferma di essere immediatamente riconoscibile e immutabile, ma <strong>Norma Jeane nel progetto #OneLove permette al simbolo di trasformarsi in un territorio di gioco ed interazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La plastilina, un materiale quasi infantile e malleabile, si oppone all&#8217;idea di prudenza nei confronti del simbolo: <strong>ogni visitatore \u00e8 libero di scolpire qualsiasi cosa, mescolare i colori<\/strong>, consapevole che chiunque, successivamente, potr\u00e0 distruggere o rimodellare ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il simbolo diventa piattaforma di interazione fisica, ne assottiglia il potere rappresentativo, e quindi politico, ritornando alla persona, al suo corpo, al gesto individuale, ricodificando infine ogni comunicazione. L&#8217;arena politica e l&#8217;intonazione del manifesto lasciano il posto a un parco giochi e a un invito a partecipare: andiamo a giocare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA BANDIERA ARCOBALENO E IL \u2018SIMBOLO\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1978 Harvey Milk commission\u00f2 il disegno di una bandiera per il gaypride al suo amico Gilbert Baker. Gilbert <strong>si ispir\u00f2 alle strisce della bandiera americana trasformandola in un arcobaleno di colori, a ciascuno dei quali attribu\u00ec un valore simbolico:<\/strong> rosa caldo per il sesso, rosso per la vita, arancione per la guarigione, giallo per la luce del sole, verde per la natura, turchese per la magia, blu per l&#8217;armonia e viola per lo spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo quel debutto di successo<strong>, Baker rimosse due colori dal design per rendere pi\u00f9 facile la produzione di massa, eliminando il rosa e il turchese<\/strong> e stabilendo cos\u00ec l&#8217;attuale configurazione a sei tonalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel corso del tempo, e con l\u2019affermarsi sulla scena internazionale del movimento LGBTQ<\/strong>, ogni comunit\u00e0 definita dall\u2019orientamento sessuale sent\u00ec l\u2019esigenza di rappresentarsi in modo simbolico con la creazione di bandiere sempre pi\u00f9 specifiche.<strong> La corsa alla progressiva e minuziosa categorizzazione coinvolse perfino i detrattori del movimento<\/strong> che a loro volta decisero di rappresentare la propria concezione binaria della sessualit\u00e0 con una bandiera composta da cinque strisce bianche e nere alternate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da un lato questa battaglia di simboli ha permesso a tante sensibilit\u00e0 diverse di riconoscersi in corrispondenti comunit\u00e0 di valori e condizione,<strong> dall\u2019altro ha dato luogo a un aumento della conflittualit\u00e0 tra gli attivisti e chi ritiene che la correttezza politica attuata sulla base di categorie sempre pi\u00f9 precise e ideologiche renda il discorso pubblico difficile,<\/strong> <strong>metta a rischio la libert\u00e0 di espressione individuale<\/strong> e non riconosca la complessit\u00e0 del corpo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nessuna fazione \u00e8 esente da pregiudizi ideologici, naturalmente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">#OneLove non \u00e8 una dichiarazione politica o ideologica ma una pratica condivisa. La collezione dei colori utilizzati per costruire simboli identitari si scioglie nella molteplicit\u00e0 virtualmente infinita delle sfumature attraverso il gioco, privo di regole o di restrizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec l\u2019artista Norma Jeane racconta la sua opera: \u201c#OneLove \u00e8 un terreno di gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio come in una sabbiera si pu\u00f2 fare tutto e il contrario di tutto senza farsi troppo male. S\u00ec,<strong> perch\u00e9 avere a che fare con i simboli pu\u00f2 essere pericoloso.<\/strong> Di fronte a un emblema o a una bandiera bisogna mostrare prudenza (se non riverenza). #OneLove \u00e8 un arcobaleno di colori che contiene il bianco e il nero delle scelte nette. O di qua o di l\u00e0. Oppure dappertutto. <strong>Ogni colore prende forma e significato nelle mani e negli occhi di chi ci gioca e nel mescolarsi sempre pi\u00f9 con gli altri colori,<\/strong> moltiplicando all\u2019infinito le sfumature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fai e disfa, niente \u00e8 definitivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La materia \u00e8 dolce e morbida e ogni forma non fa in tempo a essere riconosciuta,<\/strong> a suscitare un pensiero o un\u2019emozione, che subito diventa tutt\u2019altra cosa nelle mani di chi segue. \u00c8 il flusso sinuoso e ribollente delle cose vive. Siamo \u2018noi\u2019, quando usciamo dall\u2019angolo (retto) e ci sentiamo liberi di cambiare le cose per vedere come poi va a finire. Gioco pesante, doppio gioco, gioco di prestigio, gioco da ragazzi. Let\u2019s get together and feel alright!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marina Pugliese &#8211; dal febbraio 2022 di nuovo alla guida del Mudec dopo 7 anni \u2013 sottolinea l\u2019importanza di ospitare un\u2019opera come questa al Mudec e a questo riguardo afferma: &#8220;Tornando a dirigere il Mudec intendo riannodare idealmente i fili con la missione del museo, inteso come spazio dove le collezioni etnografiche funzionano da volano per aprire il dibattito a temi di cultura contemporanea in senso interdisciplinare. In questo senso \u00e8 dirimente avere una figura curatoriale di rilievo, strutturata sui temi del post-colonialismo e del post-umanesimo. Ho quindi il piacere di annunciare \u2013 prosegue la Direttrice &#8211; che per i progetti di arte contemporanea abbiamo incaricato Katya Inozemtseva quale curatrice aggiunta di arte contemporanea per il Museo delle Culture. La Inozemtseva, gi\u00e0 capo curatrice di Garage a Mosca, ha lasciato la Russia in concomitanza con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e rappresenta la figura ideale per parlare &#8211; con taglio critico &#8211; delle complesse questioni diasporiche e intersezionali tipiche della cultura e della societ\u00e0 attuale.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">#OneLove_Talks<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <strong>parallelo alla fruizione dell\u2019opera sono previsti tre incontri di approfondimento con artisti, scrittori, attivisti,<\/strong> che permettono al pubblico di conoscere meglio le tematiche sottese al lavoro di Norma Jeane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Collective Bodies \u2013 corpo artistico collettivo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">29 novembre 2022, ore 18:30<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto #OneLove offre l&#8217;opportunit\u00e0 di <strong>riflettere sulla natura del labor artistico collettivo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le strategie di Norma Jeane per nascondere la propria identit\u00e0 sono lontane sia dalla posizione egoistica modernista di <strong>&#8220;lascio che le opere parlino per me&#8221; sia dall&#8217;anonimato di principio<\/strong>, ad esempio, degli street artist. Norma Jeane stabilisce nuovi principi per il funzionamento del sistema dell&#8217;arte, che comprende grandi infrastrutture e molti \u201cattori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pratica di Norma Jeane esiste nella logica di &#8220;corpo artistico collettivo&#8221;. <strong>Parleremo delle opzioni della collettivit\u00e0 nel lavoro artistico con ruangrupa, un collettivo indonesiano di artisti e curatori della XV edizione di documenta<\/strong>. Cosa significa far parte di un tale corpo collettivo, <strong>come stanno cambiando le istituzioni dell&#8217;arte contemporanea in questo senso e quali sono le prospettive di questi cambiamenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Include me Out<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15 dicembre, ore 18:00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo incontro organizza <strong>il dialogo fra loro personalit\u00e0 molto differenti<\/strong> sul tema dell\u2019esclusione, in tutti i suoi ambiti, dovuta alla continua volont\u00e0 di ridefinire termini e\/o modalit\u00e0 di inclusione. L&#8217;inclusione come punto di riferimento della produzione culturale contemporanea appare sempre pi\u00f9 problematica. Con la moderazione dal giornalista e direttore artistico Carlo Antonelli, intervengono nel talk il giornalista, editore e direttore creativo Jordan Anderson, l\u2019attivista e scrittrice Porpora Marcasciano, Sofia Righetti atleta e attivista per i diritti delle persone con disabilit\u00e0 e l\u2019autrice Nadeesha Uyangoda, che da tempo si occupa di identit\u00e0, razza e migrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bandiera Bianca<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gennaio 2023, ore 18:00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il terzo incontro sul tema della bandiera, del vessillo, della bandiera bianca<\/strong> affronta la questione degli artisti in contesti di<strong> regime, guerra, soprusi: qual \u00e8 il loro ruolo?<\/strong> Deve l\u2019arte avere sempre un risvolto sociale, politico per poter esistere nei momenti di crisi? <strong>Quanto questo imbriglia gli artisti?<\/strong> Ne parliamo con alcuni artisti iracheni, iraniani e ucraini. Modera Katia Inozemtseva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per informazioni su #OneLove_Talks: www.mudec.it | Infoline 02\/54917 (lun-ven 10.00-17.00)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli incontri sono a ingresso libero, fino a esaurimento posti disponibili.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi \u00e8 Norma Jeane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Norma Jeane \u00e8 l\u2019alter ego di un* artista che non vuole essere identificat*. La sua biografia si riassume in &#8220;nat* a Los Angeles nelle prime ore del mattino del 5 giugno 1962&#8221;, momento in cui Marilyn Monroe mor\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista all\u2019opposto della donna di cui porta il nome proprio, la pi\u00f9 fotografata della storia, fa il contrario e opta per una totale assenza fisica. Un*artista senza corpo, senza genere, senza una biografia, che non appare mai in pubblico. In ogni suo progetto Norma Jeane concepisce e coordina opere collaborative, installazioni e performing art che sono l&#8217;antitesi della celebrit\u00e0 e del glamour (parte integrante dell&#8217;immagine di Marilyn), optando invece per lavori che hanno un forte messaggio sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi \u00e8 Katya Inozemtseva<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nata a Mosca nel 1983,<\/strong> gi\u00e0 nel corso degli studi &#8211; laurea in filologia e master in studi filologici nel 2004 e 2007 all\u2019Universit\u00e0 di Stato di Mosca &#8211; Katya Inozemtseva ha lavorato per il Dipartimento di Programmi Sperimentali del Centro Nazionale di Arte Contemporanea di Mosca 2003-2004, ed \u00e8 stata curatrice alla Gary Tatintsian Gallery (2004 -2005). <strong>Dal 2006 al 2011 \u00e8 stata curatrice e quindi vicedirettrice della Proun Gallery di Mosca.<\/strong> Dal 2011 al 2014 capo curatrice e quindi vicedirettrice del Multimedia Art Museum. D<strong>al 2014 \u00e8 stata curatrice di Garage, dove nel 2020 \u00e8 stata nominata capo curatrice. Nel 2013 ha vinto il Kariatida Prize.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MUDEC presenta l\u2019opera &nbsp; #OneLove Norma Jeane Dal 17 novembre 2022 al 12 marzo 2023 MUDEC &#8211; all\u2019interno dello Spazio delle Culture Khaled al-Asaad &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":111342,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[25846],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/111341"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=111341"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/111341\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":111345,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/111341\/revisions\/111345"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/111342"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=111341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=111341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=111341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}