{"id":11218,"date":"2018-04-27T00:15:53","date_gmt":"2018-04-26T22:15:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=11218"},"modified":"2018-04-27T21:11:43","modified_gmt":"2018-04-27T19:11:43","slug":"la-notizia-che-non-fa-notizia-indifferenti-a-certe-notizie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=11218","title":{"rendered":"Fatti veri parliamone con coraggio &#8211; 7 MILIARDI  e GUERRE DI RELIGIONE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">I fatti veri <strong>che non si vogliono affrontare<\/strong> &#8211; 7 MILIARDI e <strong>GUERRE DI RELIGIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">SE TUTTA L&#8217;AFRICA VIENE DA NOI PER VIVERE MEGLIO E\/O SOPRAVVIVERE COSA SUCCEDERA&#8217; ?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dobbiamo anche ritrovare la capacit\u00e0 di convivere con gli altri, con chi \u00e8 diverso da noi &#8230; ma se simo di fronte a chi non riconosce le nostre leggi ? Cosa fare?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La tolleranza pu\u00f2 funzionare a lungo in queste situazioni ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Fatti veri &#8211; opinioni contrarie e pericoli sicuri<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>TRA LE TANTE NOTIZIE SCEGLIAMO SOLO UN ESEMPIO, tanto per capire cosa sta succedendo e perch\u00e9 dobbiamo decidere se vogliamo accettare e siamo pronti all&#8217;invasione di popolazioni disperate o che solo sperano di \u00a0arricchirsi e vivere meglio:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Oltre un milione le persone costrette alla fuga dalla spirale di violenze e rappresaglie tra musulmani e cristiani che da mesi attraversano la Repubblica Centrafricana.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PARTIAMO DA UNA BUONA NOTIZIA &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0EURONEWS CI RIPORTA UNA BELLA NOTIZIA, NELLA TRAGEDIA DEL CENTROAFRICA, ALCUNI CRISTIANI HANNO SOCCORSO\u00a0 E AIUTATO I MUSSULMANI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo voluto iniziare l&#8217;articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-riportando una notizia di buon auspicio e di speranza: i nemici in campo si aiutano a vicenda,<\/strong> speriamo che il mutuo soccorso dilaghi pi\u00f9 della piaga della lotta violenta.. . ma non ci crediamo molto !<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Oltre un milione le persone costrette alla fuga dalla spirale di violenze e rappresaglie tra musulmani e cristiani che da mesi attraversano la Repubblica Centrafricana.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211;<strong>La tragedia delle violenze disumane in corso in Centroafrica non avremmo mai voluto riportarla, ma ci sembra corretto parlare anche dei gravissimi problemi che, in un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato, ci riguardano da vicino e comunque \u00e8 corretto scrivere anche di\u00a0 fatti assai spiacevoli.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<span style=\"color: #ff0000;\">Premesso che<strong> siamo per la convivenza pacifica di tutti i popoli e di tutte le religioni.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Premesso che <strong><span style=\"color: #ff0000;\">non volgiamo fomentare alcun odio razziale n\u00e9 religioso,<\/span> perch\u00e9 siamo convinti che dall&#8217;odio e dalla guerra possano nascere solo gravi mali per tutto il mondo, ecco i fatti:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il giornalista Pietro Veronese, sul Venerd\u00ec del 10 aprile, riporta che nella Repubblica Centroafricana<strong> le <span style=\"color: #ff0000;\">milizie cristiane<\/span> stanno dando la caccia ai mussulmani con efferati omicidi per le vie di Bangui.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le testimonianze di\u00a0 Human Rights Watch sul sito: <a href=\"http:\/\/www.hrw.org\">www.hrw.org<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0In Centroafrica c&#8217;\u00e8 un contingente internazionale, ma non adeguato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli europei hanno promesso aiuti, ma non sono ancora arrivati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0RIPORTIAMO I POCHI ARTICOLI CHE SIAMO RIUSCITI A REPERIRE SULL&#8217;ARGOMENTO, PER DARVI LA POSSIBILITA&#8217; DI CAPIRE UN POCO MEGLIO LA SITUAZIONE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RIPORTIAMO DA EURONEWS, <a href=\"http:\/\/it.euronews.com\/2014\/04\/22\/in-fuga-dai-cristiani-accolti-dai-cristiani-luci-e-ombre-in-centrafrica\/:\">http:\/\/it.euronews.com\/2014\/04\/22\/in-fuga-dai-cristiani-accolti-dai-cristiani-luci-e-ombre-in-centrafrica\/:<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0-&#8220;I<strong>n fuga dai cristiani, accolti dai cristiani. Storie di persecuzione e solidariet\u00e0 si intrecciano,<\/strong> nel groviglio di violenze e instabilit\u00e0 della Repubblica Centrafricana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle stesse ore in cui un imponente dispositivo militare francese provvede a evacuare un centinaio di musulmani dalla capitale <a href=\"http:\/\/it.euronews.com\/tag\/bangui\/\">Bangui<\/a>, dall\u2019ovest del Paese<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-arriva la testimonianza di una comunit\u00e0 cristiana, che agli stessi musulmani ha offerto rifugio, trasformando la propria chiesa in centro d\u2019accoglienza.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte di loro era <strong>diretta al vicino Camerun, ma la stagione delle piogge ha reso le strade impraticabili, di fatto intrappolandoli nella citt\u00e0 di Carnot.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il risultato \u00e8 un laboratorio di convivenza, che si erige a modello per il Paese.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Molti la chiamano guerra di <a href=\"http:\/\/it.euronews.com\/tag\/religione\/\">religione<\/a> \u2013 dice il parroco Beni Bikowo -. La nostra esperienza ci insegna per\u00f2 che all\u2019arrivo dei musulmani, i primi ad offrir loro tetto e assistenza sono stati proprio i cristiani\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211;<span style=\"color: #ff0000;\">Oltre un milione le persone costrette alla fuga dalla spirale di violenze e rappresaglie tra musulmani e cristiani che da mesi attraversano la Repubblica Centrafricana.<\/span><\/strong> Cifre \u2013 e modalit\u00e0 \u2013 che hanno indotto le Nazioni Unite a mettere in guardia dallo spettro di una \u201cpulizia etnica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte all\u2019impotenza finora dimostrata dai contingenti di Unione Africana e Francia, le stesse Nazioni Unite hanno promesso l\u2019invio di 12.000 caschi blu entro settembre&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Copyright \u00a9 2014 <\/i><b><i>euronews<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b><i>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>UNA RADIO PER CONCILIARE.<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Da <a href=\"http:\/\/it.radiovaticana.va\/news\/2014\/04\/23\/centrafrica:_be-oko,_la_radio_che_parla_a_cristiani_e_musulmani\/it1-793046\">http:\/\/it.radiovaticana.va\/news\/2014\/04\/23\/centrafrica:_be-oko,_la_radio_che_parla_a_cristiani_e_musulmani\/it1-793046<\/a><\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Un\u2019emittente che favorisca la riconciliazione tra cristiani e musulmani: \u00e8 il proposito di Radio Be-Oko (Un cuore solo, in lingua sango) i cui microfoni a Bambari, nel centro del Paese, danno voce alla speranza e alla volont\u00e0 di pace. Organizzati in locali allestiti in vecchi container &#8211; riferisce l&#8217;agenzia Misna &#8211; i giornalisti dell\u2019emittente hanno a disposizione pochi mezzi: qualche computer, microfoni recuperati qui e l\u00e0, vecchie apparecchiature per la trasmissione e registrazione. Ma tanto basta per lanciare nell\u2019etere messaggi di riappacificazione, tolleranza e convivenza pacifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0In un momento in cui il Centrafrica \u2013 teatro di un colpo di Stato lo scorso anno e oggi alle prese con gravi violenze intercomunitarie e interreligiose \u2013 <strong>vacilla sull\u2019orlo del baratro, Radio Be-Oko raccoglie una sfida difficile.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u201cI ribelli Seleka hanno portato via tutto\u201d racconta uno dei giornalisti, \u201c e la radio non \u00e8 stata risparmiata. Hanno rubato e devastato, portando via lettori, computer e altro materiale necessario al buon funzionamento dell\u2019emittente\u201d. Originariamente cattolica, la radio \u00e8 diventata multiconfessionale per volont\u00e0 del vescovo locale, mons. Eduard Mathos che ha chiesto a turno ai leader delle diverse confessioni religiose di prendere il microfono per evitare che le violenze in corso in altre parti del Paese si diffondano anche nella zona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Insieme, le tre comunit\u00e0, cattolica, musulmana e protestante, mettono a disposizione il carburante per i generatori che forniscono energia alla radio, unica emittente della citt\u00e0 e del circondario, che trasmette solo due ore al giorno, tra le 17.30 e le 19.30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Anche a Bambari, citt\u00e0 mista dove le comunit\u00e0 hanno vissuto finora in armonia, diversamente dalla capitale Bangui e da altre zone del Centrafrica, gli echi delle violenze cominciano a farsi sentire. <strong>Gli Anti-Balaka, milizie di autodifesa sorte in contrapposizione ai musulmani di Seleka, hanno causato le prime vittime a Grimari, circa 80 chilometri di distanza, seminando il panico tra la popolazione di fede islamica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Nonostante continui a professare appelli alla calma, anche il presidente della comunit\u00e0 islamica della citt\u00e0 avverte: <strong>\u201cSe attaccati, i nostri si difenderanno \u2013 ha detto \u2013 ci sono machete in tutti i negozi, armarsi non sar\u00e0 difficile\u201d.<\/strong> &#8221; (R.P.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testo proveniente dalla pagina <a href=\"http:\/\/it.radiovaticana.va\/news\/2014\/04\/23\/centrafrica:_be-oko,_la_radio_che_parla_a_cristiani_e_musulmani\/it1-793046\">http:\/\/it.radiovaticana.va\/news\/2014\/04\/23\/centrafrica:_be-oko,_la_radio_che_parla_a_cristiani_e_musulmani\/it1-793046<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">dal sito Radio Vaticana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NOTIZIA\u00a0 DA:\u00a0 <a href=\"http:\/\/vaticaninsider.lastampa.it\/nel-mondo\/dettaglio-articolo\/articolo\/repubblica-centrafricana-central-african-republic-republica-centroafricana-33596\/\">http:\/\/vaticaninsider.lastampa.it\/nel-mondo\/dettaglio-articolo\/articolo\/repubblica-centrafricana-central-african-republic-republica-centroafricana-33596\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>&#8220;Il Centro Giovani Don Bosco di Damala \u00e8 il pi\u00f9 affollato del Paese. I rifugiati dormono anche nelle classi della scuola. Alle 4 si alzano, puliscono e lasciano le aule agli studenti<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>DAVIDE DEMICHELIS<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ROMA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Centro Don Bosco di Damala-Bangui, la Veglia pasquale del Sabato \u00e8 iniziata alle 15. Bisognava finire presto, tutti i giorni alle 18 c\u2019\u00e8 il coprifuoco. Prima che scenda il sole, la citt\u00e0 si deve fermare. Al rito\u00a0 hanno partecipato migliaia di fedeli, la gran parte di loro comunque non se\u00a0 n\u2019\u00e8 andata, anche dopo la celebrazione. Tutte queste persone infatti vivono nel Centro, da cinque mesi ormai. <span style=\"color: #ff0000;\">Sono pi\u00f9 di 15mila. Sono gli sfollati, fuggiti dalle loro case e dai villaggi.<\/span><\/p>\n<p>Fra le decine di parrocchie e istituti religiosi che accolgono migliaia di centrafricani, cristiani e musulmani, il Centro Don Bosco di Damala \u00e8 il pi\u00f9 affollato. \u00c8 arrivato a ospitare fino a 40mila persone. Solo l\u2019aeroporto lo batte, intorno alla pista sono accampate 70mila persone. Si sentono pi\u00f9 sicure, grazie al presidio dei militari francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuest\u2019anno, per noi, la Pasqua ha un significato particolare\u201d riflette don Ewita Drole Eleuterio, responsabile del Centro Don Bosco di Damala: \u201cLa passione di Cristo, ferito e umiliato, qui la viviamo tutti i giorni\u201d. Ogni giorno infatti arrivano feriti da arma da fuoco, che hanno bisogno di cure, e poi uomini, donne e bambini ridotti alla fame o minori abbandonati. Il Centro Giovani Don Bosco fino a novembre scorso ospitava due scuole, un liceo e una professionale, oltre che un internato per i ragazzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 5 dicembre \u00e8 cambiato tutto: migliaia di persone sono andate a cercare rifugio nelle parrocchie, considerate luoghi sicuri. Il grande spazio di cui dispongono i salesiani, otto ettari di terreno, ha attirato un gran numero di persone. \u00c8 stata una sorta di invasione pacifica: gli sfollati dormono e vivono nelle classi, nelle case e in tutti gli spazi disponibili. Per quelli che non trovano pi\u00f9 spazio sotto i tetti, ci sono le tende. <span style=\"color: #ff0000;\">Hanno 104 latrine, 8 buche per smaltire i rifiuti e 48 pompe per l\u2019acqua. L\u2019attivit\u00e0 scolastica \u00e8 stata sospesa, per due mesi. Da febbraio per\u00f2, anche gli studenti hanno potuto tornare a scuola.<\/span> Da due mesi infatti, chi dorme nelle classi si sveglia molto presto, fra le 4 e le 5, pulisce, sistema i banchi e lascia l\u2019aula a disposizione degli studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNelle ultime settimane circa 6mila persone sono tornate nelle loro abitazioni, la situazione \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 calma, in alcuni quartieri di Bangui\u201d. Don Ewita ricorda la preoccupazione dei primi giorni: \u201cNon sapevamo come fare, dove metterli cosa dare loro da mangiare! All\u2019inizio li abbiamo nutriti con tutto quello che avevamo. Poi sono arrivati aiuti anche dal \u2018Programma Alimentare\u2019 delle Nazioni Unite. Ora si procurano il cibo anche da soli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo le Nazioni Unite un centrafricano su quattro \u00e8 sfollato. Il conflitto, iniziato un anno e mezzo fa, ha causato la morte di migliaia di persone<\/strong>. Il Paese non ha ancora ritrovato la via della pace, in attesa dei caschi blu, che arriveranno non prima di settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAbbandonare le armi per\u00f2 non basta &#8211; ammonisce don Ewita \u2013 <span style=\"color: #ff0000;\">dobbiamo anche ritrovare la capacit\u00e0 di convivere con gli altri, con chi \u00e8 diverso da noi.<\/span> Non importa il gruppo etnico, la nazionalit\u00e0 o il credo religioso. Per passare dalla morte alla vita, dobbiamo tornare a credere che possiamo ancora vivere tutti insieme, cos\u00ec come abbiamo sempre fatto\u201d. \u00c8 cos\u00ec che il parroco ha spiegato ai fedeli il significato della Pasqua, oggi, nella Repubblica Centrafricana,&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fatti veri che non si vogliono affrontare &#8211; 7 MILIARDI e GUERRE DI RELIGIONE SE TUTTA L&#8217;AFRICA VIENE DA NOI PER VIVERE MEGLIO E\/O<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8299,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25],"tags":[14623,14621,14622,3311,3310,3315,3317,14625,3316,14624,3314,3313,3312],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11218"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11218"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11218\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55917,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11218\/revisions\/55917"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8299"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}