{"id":113646,"date":"2022-12-31T15:20:12","date_gmt":"2022-12-31T14:20:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=113646"},"modified":"2022-12-31T16:12:16","modified_gmt":"2022-12-31T15:12:16","slug":"mostre-a-roma-ingresso-gratuito-macro-e-qualche-considerazione-sullarte-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=113646","title":{"rendered":"Mostre a Roma &#8211; ingresso gratuito &#8211; MACRO &#8211; e &#8230; qualche considerazione sull&#8217;arte contemporanea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Per fare cultura oggi dobbiamo\u00a0<strong>continuare a sperimentare e porci delle domande <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mai accettare supinamente le parole degli esperti che lodano tutti; senza mai dire una parola di &#8220;critica&#8221; personale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Prima di parlare della mostra, <strong>due parole sull&#8217;arte contemporanea.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019arte contemporanea \u00e8 una specie di patina o<strong> sostituto che fa credere che tutto vada bene<\/strong>, mentre <strong>la gente annaspa sotto i colpi di politiche choc, campagne militari choc, reality show, tagli di corrente, tagli di tutti i generi, GIF di gattini, gas lacrimogeni<\/strong>, la cui somma smantella completamente e resetta l\u2019apparato sensoriale e, potenzialmente,<strong> smantella e resetta anche le facolt\u00e0 umane di ragionamento e comprension<\/strong>e, <strong>provocando uno stato di choc e caos oppure di depressione iperattiva permanente<\/strong>\u201d (<strong>Steyerl<\/strong>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso la fine dell\u2019ultimo video di<strong> Hito Steyerl,<\/strong>\u00a0<em>SocialSim<\/em>\u00a0(2020), un poliziotto bianco, preannunciato da innumerevoli avatar generati al computer, afferma che <strong>sta \u201cpraticamente lavorando per [la propria] eliminazione\u201d.<\/strong> &#8230;<strong> l\u2019avatar scansionato del poliziotto \u00e8 migliore di lui &#8230; le persone non riescono a distinguerli;<\/strong> <strong>la versione in computer grafica (avatar) \u00e8<\/strong> sicuramente pi\u00f9 economica, pi\u00f9 facile da produrre e pi\u00f9 facile da controllare. Quindi<strong> migliore; per una societ\u00e0 che si basa solo sulle leggi dell&#8217;economia<\/strong> di mercato e non su regolamentazioni atte a proteggere la dignit\u00e0 del cittadino. &#8220;<\/p>\n<p><strong>Le parole di Tommaso Guariento<\/strong>, nato a Padova (1985), con dottorato in Studi Culturali all\u2019Universit\u00e0 di Palermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019estate del 2013 mi trovavo alla <strong>55ma Biennale di Venezia<\/strong> ed ho potuto osservare come<strong> molte delle opere presenti nei padiglioni nazionali e nel padiglione italiano avessero come oggetto di riflessione e <span style=\"text-decoration: underline;\">rappresentazione il denaro<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_113666\" aria-describedby=\"caption-attachment-113666\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MOSTRE-1200_MACRO_PERRONE_Assurdi_lucenti_e_schiuma_2022_stampa_a_getto_d_inchiostro_su_carta_fotografica_70_x_46_cm_Ph_Andrea_Rossetti_Co.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-113666\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MOSTRE-1200_MACRO_PERRONE_Assurdi_lucenti_e_schiuma_2022_stampa_a_getto_d_inchiostro_su_carta_fotografica_70_x_46_cm_Ph_Andrea_Rossetti_Co-300x225.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MOSTRE-1200_MACRO_PERRONE_Assurdi_lucenti_e_schiuma_2022_stampa_a_getto_d_inchiostro_su_carta_fotografica_70_x_46_cm_Ph_Andrea_Rossetti_Co-300x225.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MOSTRE-1200_MACRO_PERRONE_Assurdi_lucenti_e_schiuma_2022_stampa_a_getto_d_inchiostro_su_carta_fotografica_70_x_46_cm_Ph_Andrea_Rossetti_Co-400x300.gif 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-113666\" class=\"wp-caption-text\">MACRO_PERRONE_Assurdi_lucenti_e_schiuma_2022_stampa_a_getto_d_inchiostro_su_carta_fotografica_70_x_46_cm_Ph_Andrea_Rossetti_Co.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>situazione post-2008 e post-Occupy chiamava l\u2019arte contemporanea a prendere posizione rispetto alla visualizzazione di rapporti economici sempre pi\u00f9 immateriali, <span style=\"text-decoration: underline;\">sempre pi\u00f9 iniqui e sempre pi\u00f9 distruttiv<\/span>i&#8221;<\/strong>. Nel film\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Square_(2017_film)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>The Square<\/em><\/a> (\u00d6stlund 2017) il cerchio magico dell\u2019arte contemporanea \u00e8 rappresentato da uno spazio delimitato da un perimetro bianco che recita \u201c<strong>Il Quadrato \u00e8 un santuario di fiducia e amore. Al suo interno abbiamo tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri\u201d<\/strong>. Ironicamente, <strong>per rendere visibile al pubblico di massa il contenuto radicale dell\u2019opera, viene proposta una campagna pubblicitaria estremamente violenta,<\/strong> che contraddice punto per punto quanto asserito nella didascalia del Quadrato.\u00a0 Vedi : <a href=\"https:\/\/www.che-fare.com\/almanacco\/cultura\/arte\/odiare-larte-contemporanea\/\">https:\/\/www.che-fare.com\/almanacco\/cultura\/arte\/odiare-larte-contemporanea\/<\/a><\/p>\n<p>Cosa sosteneva\u00a0 il grande Philip Daverio a proposito dell&#8217;arte contemporanea.<\/p>\n<p><strong>&#8221; Anche i rifiuti sono entrati nella \u2018bulimia\u2019 del guadagno &#8230;&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>L&#8217;artista Guarienti a Daverio: \u201c<\/b>Un orinatoio in un autogrill \u00e8 un orinatoio, scelto da Duchamp e messo in un museo \u00e8 un opera d&#8217;arte .\u00a0 <strong>Questa rottura completa del concetto stesso di arte come ce lo spiega?<\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u00c8 naturale che dovesse succedere, perch\u00e8 nel momento in cui<strong> la rappresentazione vera e propria viene sostituita da altri meccanismi molto pi\u00f9 fedeli tutto si rimette in discussione.<\/strong> Per Duchamp era una presa in giro goliardica, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">per gli americani era l&#8217;inizio di una nuova lingua<\/span>\u201d<\/strong>. L&#8217;orinatoio \u201cFontana\u201d \u00e8 un classico esempio di <i>ready made,\u00a0<\/i><strong>un comune manufatto di uso quotidiano che assurge ad opera d&#8217;arte una volta prelevato dall&#8217;artista e posto in una situazione diversa da quella normale.<\/strong> \u201cPer le persone di allora era una provocazione,<strong> per gli americani una cosa alla quale credere, per gli artisti era la constatazione di una mutazione tipica della cultura della modernit\u00e0<\/strong>\u201d<\/p>\n<p>Qui sotto un esempio di <strong>come si descrive oggi l&#8217;arte contemporanea; a chi legge il guidizio personale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra di cui parliamo qui sotto \u00e8 definita da alcuni come: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221; &#8230; ai limiti dello strabismo creativo &#8230; ventaglio di linguaggi e discipline che rimandano di continuo a spostamenti di significato e improvvisazioni &#8230; &#8220;. &#8221; &#8230; \u00a0un artista legato alle qualit\u00e0 trasformative dei mezzi e delle tecniche&#8230; contenuto processuale di una pratica che respinge per sua stessa natura qualsiasi vocazione all\u2019univocit\u00e0 &#8230; &#8220;.<\/p>\n<p>____________________________________<\/p>\n<div class=\"date_default\">\n<h1 class=\"francois-one editor-title\">DIEGO PERRONE. PENDIO PIOVOSO FRUSTA LA LINGUA<\/h1>\n<p>LA MOSTRA<\/p>\n<p><strong>Sino\u00a0 al 19 Marzo 2023<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>ROMA &#8211; <\/strong><span style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">MACRO &#8211; Museo di Arte Contemporanea &#8211;<\/span><span style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">\u00a0Via Nizza 138<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0Marted\u00ec, mercoled\u00ec, gioved\u00ec e venerd\u00ec: 12.00 \u2013 19.00 Sabato e domenica: 10.00 \u2013 19.00 Luned\u00ec chiuso Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura<\/p>\n<div><\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span class=\"lato\">Biglietto :<\/span>\u00a0ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+39 06 696271<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"mailto:info@museomacro.it?subject=Richiesta%20informazioni.\">info@museomacro.it<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.museomacro.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.museomacro.it<\/a><\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La personale di Diego Perrone al MACRO \u00e8 un paesaggio organico, e a tratti vertiginoso, che unisce opere degli ultimi vent\u2019anni di produzione dell\u2019artista italiano con cinque nuovi lavori: due opere\/display, una distorsione dello spazio, un video e una serie fotografica. Formalmente sfuggente e a volte ipnotico, il lavoro dell\u2019artista amplifica ed esaspera immagini e gesti per esplorare gli estremi di un istante o della natura dei materiali che sceglie di utilizzare. Emerge cos\u00ec il suo tentativo di creare immagini dalle assenze, lavorando con gli archetipi e con la materia dei sogni. Il titolo della mostra,\u00a0<em>Pendio piovoso frusta la lingua<\/em>,<strong> offre uno sguardo sul modo in cui Perrone osserva il mondo.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra si articola senza soluzione di continuit\u00e0 in diverse costellazioni di lavori, ognuna delle quali \u00e8 raccontata da descrizioni scritte dall\u2019artista; alcune \u2014 come i disegni a biro rossa o le sculture in vetro \u2014 sono esposte per la prima volta su strutture di supporto di nuova concezione, destinate a essere lette come opere a s\u00e9 stanti. Una di queste,\u00a0<em>Snorkeller Tube<\/em>, \u00e8 stata realizzata grazie al supporto dell\u2019avviso pubblico PAC2020 \u2013 Piano per l\u2019Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura.<\/p>\n<p>Spinto dalla curiosit\u00e0 per i luoghi pi\u00f9 nascosti e per le profondit\u00e0 della psiche umana, Perrone \u00e8 disposto a scavare a fondo, anche per dissotterrare le proprie intenzioni. Il mondo in superficie appare e si percepisce in modo diverso da sottoterra, quanto sott\u2019acqua, attraverso l\u2019intricata rete di un disegno a biro rossa, o all\u2019interno di una stanza distorta. Spingendo i materiali al di l\u00e0 delle loro viscere, culturali e organiche, l\u2019artista costruisce un mondo parallelo che estrae elementi marginali e iconici da quello reale. <strong>Sovrappone e traccia linee tra linguaggi e discipline disparate, tra il naturale e l\u2019artificiale per deviare la comprensione del tempo e dello spazio dello spettatore.<\/strong>\u00a0<em>Con Pendio piovoso frusta la lingua<\/em>, Diego Perrone continua a esplorare i limiti dello strabismo creativo attraverso un\u2019opera d\u2019arte totale che si insinua perfettamente nei solchi di una visione turbata dagli sviluppi tecnologici degli ultimi trent\u2019anni, e dalle loro ripercussioni, ma che pone domande al di l\u00e0 dei confini temporali.<\/p>\n<p><strong>DIEGO PERRONE (Asti, 1970) \u00e8 un artista multimediale<\/strong> che vive e lavora tra Milano e Asti. Il lavoro di Perrone con la fotografia, il video e la scultura \u00e8 caratterizzato da una sperimentazione tecnica e materica e attinge, ampliandola, dalla storia dei movimenti artistici italiani del Novecento, giocando con i simboli della cultura popolare italiana. Sue mostre personali sono state allestite in diverse istituzioni e gallerie, tra cui la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2005), il Museo d\u2019Arte Moderna di Bologna (2007), la Fondazione Brodbeck di Catania (2010), Museion a Bolzano (2013), la Galleria Massimo De Carlo di Milano e Londra e Casey Kaplan di New York. Perrone ha partecipato a numerose mostre collettive, tra cui quelle al Museo Solomon R. Guggenheim di New York (2007), Palazzo Grassi a Venezia (2008), alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Torino, al Kunstmuseum St. Gallen in Svizzera e al Castello di Rivoli a Torino. Nel 2021 ha ricevuto il Premio ACACIA ospitato dal Museo Del Novecento di Milano e nel 2007 il Premio Fondazione Spinola Banna per L\u2019Arte. Le sue opere sono state esposte alla Biennale di Venezia (2003) e alla Biennale d\u2019Arte Contemporanea di Berlino (2006).<br \/>\nL\u2019opera\u00a0<em>Snorkeller Tube<\/em>\u00a0\u00e8 vincitrice dell\u2019avviso pubblico PAC2020 \u2013 Piano per l\u2019Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura, ed \u00e8 stata destinata alle collezioni di arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali.<\/p>\n<p>Progetto vincitore dell\u2019avviso pubblico PAC2020 \u2013 Piano per l\u2019Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura.<br \/>\nCon il sostegno di<br \/>\nCasey Kaplan, New York<br \/>\nMASSIMODECARLO<br \/>\nSilvia Fiorucci, Societ\u00e0 delle Api<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per fare cultura oggi dobbiamo\u00a0continuare a sperimentare e porci delle domande Mai accettare supinamente le parole degli esperti che lodano tutti; senza mai dire una<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":113665,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,15896],"tags":[26189,26187,26188],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113646"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=113646"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113646\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":113667,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113646\/revisions\/113667"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/113665"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=113646"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=113646"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=113646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}