{"id":113754,"date":"2023-01-02T17:42:00","date_gmt":"2023-01-02T16:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=113754"},"modified":"2023-01-05T15:51:55","modified_gmt":"2023-01-05T14:51:55","slug":"capolavori-a-firenze-francesco-hayez-alle-gallerie-degli-uffizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=113754","title":{"rendered":"Capolavori a Firenze &#8211; Francesco Hayez alle Gallerie degli Uffizi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">ALLE GALLERIE DEGLI UFFIZI UN CAPOLAVORO DELLA PITTURA RISORGIMENTALE: ACQUISTATO IL \u2018RITRATTO DEL COLONNELLO ARESE LUCINI IN CARCERE\u2019 DI FRANCESCO HAYEZ<\/p>\n<figure id=\"attachment_113759\" aria-describedby=\"caption-attachment-113759\" style=\"width: 232px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Hayez-1200-Uffizi-direttore-3.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium 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style=\"text-align: justify;\">Francesco Hayez (Venezia 1791 \u2013 Milano 1882)<br \/>\nRitratto del conte colonnello Francesco Teodoro Arese Lucini in carcere<br \/>\n1828<br \/>\ncm. 151&#215;116<br \/>\nolio su tela<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Hayez1200-uffzi-ritratto-Italia-j.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-113760 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Hayez1200-uffzi-ritratto-Italia-j-240x300.gif\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Hayez1200-uffzi-ritratto-Italia-j-240x300.gif 240w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Hayez1200-uffzi-ritratto-Italia-j-818x1024.gif 818w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Hayez1200-uffzi-ritratto-Italia-j-768x961.gif 768w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tenuta \u00e8 di foggia militare, ma del tipo \u201ccomodo\u201d, la cravatta \u00e8 perfettamente annodata sotto il colletto inamidato della camicia,<strong> lo sguardo \u00e8 diretto con franchezza all\u2019osservatore.<\/strong> Ma rimane tutto <strong>lo squallore del carcere, dalle scabre mura della cella, il giaciglio sfatto<\/strong>, la cassa usata come sedile, i ceppi che stringono le caviglie, sottolineano la durissima condizione del prigioniero: cos\u00ec il grande pittore lombardo Francesco Hayez sul finire degli anni Venti dell\u2019Ottocento ritrae il conte Francesco Teodoro Arese Lucini (Milano 1778-1836)<strong>, militare napoleonico poi coinvolto nei moti risorgimentali, in un dipinto divenuto celeberrimo sia per la sua originalissima storia, sia per la sua intrinseca potenza espressiva.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 1\u00b0gennaio, il ritratto \u00e8 visibile all\u2019inizio del percorso degli Uffizi, in cima allo scalone lorenese.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un \u201ctour\u201d in vari comuni toscani, sar\u00e0 permanentemente esposto nella Galleria d\u2019arte moderna di Palazzo Pitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acquisizione del Ritratto del conte colonnello Francesco Teodoro Arese Lucini in carcere di Hayez <strong>consente cos\u00ec alle Gallerie degli Uffizi di arricchire il proprio patrimonio con un\u2019opera fondamentale,<\/strong> non solo per il suo valore pittorico, ma anche per il suo<strong> forte significato storico e politico<\/strong> in relazione ai moti risorgimentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo dipinto emerge infatti la capacit\u00e0 di<strong> Hayez, tra i maggiori interpreti del Romanticismo italiano e internazionale, di esprimere, insieme, le speranze e le delusioni del Risorgimento italiano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019olio su tela si caratterizza per la sua carica rivoluzionaria: <strong>fu lo stesso Arese Lucini, \u201cnobile gentiluomo\u201d, come lo defin\u00ec Hayez, che, da membro dell\u2019aristocrazia, volle rompere le ingessate convenzioni della ritrattistica scegliendo di farsi raffigurare in catene<\/strong> (anche se al momento in cui il dipinto venne eseguito la pena si era effettivamente gi\u00e0 conclusa). Si tratt\u00f2, in tutta probabilit\u00e0, di un <strong>tentativo di riscatto sociale<\/strong>, che il conte volle affidare al geniale tocco del pittore lombardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ex colonnello napoleonico<strong>, il conte Arese aveva partecipato ai moti risorgimentali del 1820-21 finendo sotto processo e subendo due anni pi\u00f9 tardi una condanna a morte.<\/strong> La pena capitale fu per\u00f2 <strong>convertita in tre anni di detenzione<\/strong> <strong>nel lugubre penitenziario austriaco dello Spielberg (lo stesso in cui Silvio Pellico scrisse il suo celebre diario, Le mie Prigioni)<\/strong>, sui monti di Brno, dopo che, durante il processo, il conte colonnello aveva riferito alla corte tutto quello che sapeva degli altri accusati, giustificandosi con la propria presunta incapacit\u00e0 a mentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu anche <strong>facendosi ritrarre in veste di \u2018martire carcerario\u2019 dall\u2019Hayez, che l\u2019Arese-Lucini riusc\u00ec, con grande efficacia comunicativa,<\/strong> a mostrare all\u2019opinione pubblica un\u2019immagine delle sue condizioni di prigionia, tale da dissolvere tutte le ombre e i dubbi sul proprio comportamento processuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il protagonista del dipinto<strong> fu un appassionato collezionista e generoso mecenate.<\/strong> Nel corso della sua vita, infatti, <strong>Arese Lucini ebbe modo di acquistare altri capolavori di Hayez, come la prima versione perduta del Il Conte di Carmagnola mentre sta per essere condotto al supplizio<\/strong>, raccomanda la sua famiglia all\u2019amico Gonzaga, ultima scena della tragedia di Alessandro Manzoni, esposto a Brera nel 1821, e nel 1832 il Ritratto di Carlo Prayer nel personaggio di Alp (Il rinnegato veneto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cArese, condannato per aver partecipato ai falliti moti anti-austriaci del 1820-21, <strong>rivel\u00f2 i nomi dei cospiratori e di Federico Confalonieri, professando un\u2019impossibilit\u00e0 di mentire che certo lo salv\u00f2 dalla condanna a morte<\/strong>, ma non da anni di carcere durissimo che minarono gravemente la sua salute. Il dipinto riassume mirabilmente la vicenda e le ragioni del conte, ma soprattutto offre a Francesco Hayez, il pi\u00f9 grande pittore del Romanticismo italiano<strong>, la possibilit\u00e0 di misurarsi con la psicologia del personaggio e di offrire una delle prove pi\u00f9 alte della sua produzione pittorica<\/strong>. Le Gallerie degli Uffizi si arricchiscono cos\u00ec di un capolavoro riprodotto nei pi\u00f9 importanti testi sull\u2019Ottocento\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALLE GALLERIE DEGLI UFFIZI UN CAPOLAVORO DELLA PITTURA RISORGIMENTALE: ACQUISTATO IL \u2018RITRATTO DEL COLONNELLO ARESE LUCINI IN CARCERE\u2019 DI FRANCESCO HAYEZ Il dipinto ritrae il<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":113763,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,4418,358,15896],"tags":[26198,26197],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113754"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=113754"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113754\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":113762,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113754\/revisions\/113762"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/113763"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=113754"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=113754"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=113754"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}