{"id":114111,"date":"2023-01-12T18:26:39","date_gmt":"2023-01-12T17:26:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=114111"},"modified":"2023-01-12T18:47:19","modified_gmt":"2023-01-12T17:47:19","slug":"in-mostra-a-pollenzo-bra-cuneo-otobong-nkanga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=114111","title":{"rendered":"In mostra a Pollenzo &#8211; Bra (Cuneo) &#8211; Otobong Nkanga"},"content":{"rendered":"<p>Inagura marted\u00ec 4 gennaio 2023<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Otobong Nkanga<\/strong><br \/>\n<strong>Of Grounds, Guts and Stones \/ Sulle terre, le trippe e le pietre<\/strong>, 2022-2023<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Mostre-Castello-Rivoli.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-114114 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Mostre-Castello-Rivoli.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Mostre-Castello-Rivoli.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Mostre-Castello-Rivoli-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto : cliccare per ingrandire &#8212; Otobong Nkanga<br \/>\nOf Grounds, Guts and Stones \/ Sulle terre, le trippe e le pietre, 2022-2023<br \/>\nCourtesy l\u2019artista e Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea, Rivoli-Torino<\/p>\n<p><strong>Castello di Rivoli<\/strong><br \/>\nPiazza Mafalda di Savoia<br \/>\n<strong>10098 Rivoli &#8211; Torino<\/strong><br \/>\nInfo: +39 0119565222<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marted\u00ec 24 gennaio 2023, ore 11<\/strong><br \/>\nPiazza Vittorio Emanuele II, <strong>Pollenzo &#8211; Bra (Cuneo)<\/strong><br \/>\nPrato dell\u2019Agenzia di Pollenzo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marted\u00ec 24 gennaio 2023 a Pollenzo (Bra) sar\u00e0 presentata la nuova opera di Otobong Nkanga<\/strong> Of Grounds, Guts and Stones \/ Sulle terre, le trippe e le pietre, 2022-2023. Per il progetto di arte pubblica, l\u2019artista ha ideato una nuova opera scultorea formata da una sequenza di sedute in marmo, tubi in metallo e fioriere che ospitano piante aromatiche locali e stagionali. L\u2019insieme disegna un paesaggio caratterizzato da linee curve e forme organiche, alludendo a potenziali contenitori di cibo ed esaltando i prodotti della terra. La ricerca artistica di Nkanga affronta temi urgenti legati alla crisi ecologica, allo sfruttamento delle risorse e alla sostenibilit\u00e0, in linea con la filosofia di Slow Food, l\u2019associazione internazionale no-profit nata a Bra nel 1986 dall\u2019intuizione di Carlo Petrini, il cui intento \u00e8 ridare il giusto valore al cibo nel rispetto di chi produce, in armonia con l\u2019ambiente e gli ecosistemi, preservando i saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Il rapporto con il continente africano e la Nigeria, da cui l\u2019artista proviene, rappresenta un punto nodale nella costruzione di un futuro sostenibile. L\u2019empatica relazione di Nkanga con la terra e l\u2019ambiente produce in chi vive le sue opere una inedita cosmogonia per il futuro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mostre-800-Castello-di-Rivoli-To-k.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-114116 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mostre-800-Castello-di-Rivoli-To-k-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mostre-800-Castello-di-Rivoli-To-k-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mostre-800-Castello-di-Rivoli-To-k-542x300.jpg 542w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mostre-800-Castello-di-Rivoli-To-k.jpg 591w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto : Otobong Nkanga, studio per Of Grounds, Gusts and Stones \u2013 Pollenzo, 2022-2023<br \/>\nDisegno digitale. Basi in pietra disegnate da Linda Schuster.<br \/>\nComposto e disegnato da Otobong Nkanga<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giunto al quarto e ultimo appuntamento, A CIELO APERTO<\/strong>, progetto di committenza di arte pubblica <strong>della Fondazione CRC<\/strong> nel trentennale delle attivit\u00e0 della Fondazione realizzato in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, <strong>si conclude con la presentazione della nuova installazione Of Grounds, Guts and Stones \/ Sulle terre, le trippe e le pietre, 2022-2023, di Otobong Nkanga. Curata da Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli,<\/strong> \u00e8 realizzata con il supporto scientifico dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e di Slow Food.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019opera, ospitata nel prato antistante l\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche<\/strong> e a pochi passi dall\u2019Agenzia di Pollenzo e dalla Banca del Vino, sar\u00e0 inaugurata marted\u00ec 24 gennaio 2023 alle ore 11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In dialogo con la filosofia di Slow Food e con il <strong>concetto di rigenerazione di Terra Madre Salone del Gusto, Otobong Nkanga ha sviluppato un nuovo progetto di arte pubblica per la citt\u00e0 di Bra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ponendo <strong>grande attenzione al territorio del Piemonte, Nkanga ha ideato Of Grounds, Guts and Stones, opera scultorea formata da una sequenza di sedute in marmo, tubi in metallo e fioriere che ospitano piante aromatiche locali e stagionali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le piante includono specie quali Viburnum tinus, Juniperus communis, Lavanda nana hidcote, Helleborus niger \u2013 Helleborus x hybridus \u2018Pink\u2019, Punica granatum \u2018Nana\u2019, Cornus alba elegantissima (rosso) \u2013 Cornus stolonifera flaviramea (giallo), Erica darleyensis, Helichrysum, Cineraria maritima, Hypericum (eretto) e Iberis sempervirens, suggerite da Alberto Arossa di Slow Food Italia e provenienti dai VIVAI VERBENE di Ferrero &amp; Demagistris in Bene Vagienna (CN). Le piante selezionate si adattano al clima del territorio, caratterizzato da inverni potenzialmente molto freddi ed estati molto calde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzich\u00e9 proporre una scultura tradizionale <strong>per una piazza da vivere in maniera passiva da parte del pubblico, l\u2019artista ha quindi voluto creare un luogo in cui la comunit\u00e0 locale e gli studenti possano ritrovarsi, e dove piante autoctone e minerali sono accordati in relazioni poetiche.<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca artistica di <strong>Nkanga affronta temi urgenti legati alla crisi ecologica, allo sfruttamento delle risorse e alla sostenibilit\u00e0, dando valore al cibo nel rispetto di chi produce<\/strong>, in armonia con l\u2019ambiente e gli ecosistemi, e preservando i saperi custoditi da territori e tradizioni locali.<strong> Il rapporto con il continente africano e la Nigeria, da cui l\u2019artista proviene<\/strong>, rappresenta un punto nodale nella costruzione di un futuro sostenibile.<\/p>\n<p><strong>L\u2019empatica relazione di Nkanga con la terra e l\u2019ambiente produce in chi vive le sue opere una inedita cosmogonia per il futuro.<\/strong><\/p>\n<p>Per l\u2019artista, invece di soffermarsi su quanto separa o divide<strong>, \u00e8 meglio cercare e insistere su quanto, come esseri umani, ci unisce gli uni agli altri e ci lega al pianeta che ci ospita.<\/strong><\/p>\n<p>Offrendo <strong>un luogo dedicato all\u2019incontro e al riposo, l\u2019opera di Nkanga esalta il valore dell\u2019orticultura come pratica di rigenerazione<\/strong> in cui la mescolanza tra piante autoctone diventa metafora di felice coabitazione tra i viventi \u2013 sia umani sia vegetali \u2013 all\u2019insegna di un mondo pi\u00f9 equo e sostenibile. Situato nel prato dell\u2019Agenzia di Pollenzo,<strong> il progetto di Nkanga valorizza la ricca storia del sito sabaudo ottocentesco, fattoria modello e luogo originariamente volto alla sperimentazione in campo vitivinicolo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente della Fondazione CRC, Ezio Raviola, dichiara \u201cCon l\u2019inaugurazione della quarta e ultima tappa del progetto \u2018A cielo aperto\u2019, che la Fondazione ha promosso per celebrare i 30 anni di attivit\u00e0, si conclude un\u2019iniziativa culturale unica, che ha lasciato un segno tangibile e di grande valore sul territorio provinciale, grazie al posizionamento delle opere di quattro artisti particolarmente significativi della scena internazionale. Siamo lieti che quest\u2019ultima tappa sia occasione per consolidare i rapporti di collaborazione con Slow Food e con l\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche e impreziosire con questa opera una zona caratterizzata da una forte identit\u00e0 comunitaria. Un ringraziamento speciale va al Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, per la curatela scientifica e la collaborazione garantita per questo importante progetto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Direttore del Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Carolyn Christov-Bakargiev, afferma \u201cdopo due anni e mezzo di pandemia, \u00e8 ora di uscire all\u2019aria aperta. Un progetto come questo, fortemente voluto dalla Fondazione CRC, ci ricorda come l\u2019arte abbia effetti curativi e benefici sul pubblico e ci chiama anche alla nostra responsabilit\u00e0 verso l\u2019ambiente, cos\u00ec ricco di stimoli estetici e cos\u00ec aperto ad accogliere le opere d\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLe enormi sfide che caratterizzano l\u2019epoca che stiamo vivendo\u201d, afferma Edward Mukiibi, Presidente di Slow Food, \u201ctoccano ogni singola entit\u00e0 vivente sul Pianeta, umani e non umani ugualmente, e chiamano a una azione di collaborazione. Anche l\u2019arte contemporanea \u00e8 chiamata a fare la sua parte, mettendo a disposizione la straordinaria capacit\u00e0 degli artisti come Otobong Nkanga di leggere i tempi che viviamo, immaginare il futuro e trasformare pensieri e visioni in forme espressive di forte impatto. La rigenerazione di cui parla Slow Food trova una grande spinta nell\u2019opera degli artisti contemporanei e gli artisti camminano a fianco delle comunit\u00e0 di Terra Madre\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otobong Nkanga, primo schizzo per Of Grounds, Guts and Stones \/ Sulle terre, le trippe e le pietre, 2022-2023. Courtesy l&#8217;artista e Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea, Rivoli-Torino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otobong Nkanga, progetto per Of Grounds, Guts and Stones \/ Sulle terre, le trippe e le pietre, 2022-2023. Courtesy l&#8217;artista e Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea, Rivoli-Torino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otobong Nkanga, studio per Of Grounds, Gusts and Stones, 2022-2023<br \/>\nDisegno digitale. Base in pietra disegnata da Linda Schuster.<br \/>\nComposto e disegnato da Otobong Nkanga<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A CIELO APERTO. 4 opere d\u2019Arte Contemporanea per i 30 anni della Fondazione CRC \u00e8 un progetto articolato in 4 commissioni di arte pubblica affidate a 4 importanti artisti internazionali che vengono progressivamente collocate in 4 luoghi d\u2019elezione \u2013 Grinzane Cavour (Alba), Cuneo, Mondov\u00ec e Pollenzo (Bra) \u2013 del territorio cuneese in cui opera la Fondazione CRC. Il progetto fa parte del programma La generazione delle idee, realizzato dalla Fondazione CRC per celebrare i suoi 30 anni di vita, ed \u00e8 pensato per essere fruito dalla collettivit\u00e0 in una dimensione di rinnovata libert\u00e0 e all\u2019aria aperta, in antitesi con le limitazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni di attivit\u00e0 culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019appuntamento conclusivo del progetto segue le inaugurazioni delle opere The presence of absence pavilion, 2019-2022, di Olafur Eliasson al Castello di Grinzane Cavour, Il Terzo Paradiso dei Talenti, 2022, di Michelangelo Pistoletto a Cuneo e A Song A Part, 2022, di Susan Philipsz a Mondov\u00ec, che si sono susseguite nei mesi scorsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa intende stabilire un nuovo equilibrio tra comunit\u00e0 locali, storia, vita artistica internazionale e natura, con particolare attenzione ai temi dell\u2019ecologia che nella contemporaneit\u00e0 si articolano in un\u2019attenzione a rallentare il cambiamento climatico, a ricercare una produzione alimentare di qualit\u00e0 e sostenibile, nonch\u00e9 nella memoria culturale che costituisce l\u2019identit\u00e0 dei luoghi. Il connubio arte e territorio del progetto A CIELO APERTO valorizza la cultura gastronomica e in particolare enologica, in relazione alla cultura raffinata e sperimentale dell\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, che vede coinvolti 4 artisti di fama internazionale, intende mettere a confronto differenti ambiti culturali e generazionali. Le opere di Olafur Eliasson (Copenhagen, 1967), Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), Susan Philipsz (Glasgow, 1965) e Otobong Nkanga (Kano, 1974) sono state acquisite dalla Fondazione CRC e sono collocate presso il Castello di Grinzane Cavour (Alba), Cuneo, Mondov\u00ec e Pollenzo (Bra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente della Fondazione CRC, Ezio Raviola, dichiara \u201cIl progetto A CIELO APERTO non solo rinnova la lunga e proficua collaborazione costruita negli anni con il Castello di Rivoli, ma ci offre l\u2019opportunit\u00e0 di portare in provincia di Cuneo le opere di quattro straordinari artisti di fama internazionale. Un\u2019operazione culturale unica, promossa per celebrare i 30 anni di vita della nostra istituzione, che lascer\u00e0 un segno in quattro luoghi emblematici per la storia della Fondazione CRC\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Direttore del Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Carolyn Christov-Bakargiev, afferma \u201cdopo due anni e mezzo di pandemia, \u00e8 ora di uscire all\u2019aria aperta. Un progetto come questo, fortemente voluto dalla Fondazione CRC, ci ricorda come l\u2019arte abbia effetti curativi e benefici sul pubblico e ci chiama anche alla nostra responsabilit\u00e0 verso l\u2019ambiente, cos\u00ec ricco di stimoli estetici e cos\u00ec aperto ad accogliere le opere d\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione CRC ringrazia il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea per la curatela scientifica e la realizzazione tecnica del progetto nonch\u00e9 il suo Dipartimento Educazione per la collaborazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Opera realizzata con il supporto scientifico dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e di Slow Food<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CARTELLA STAMPA DIGITALE E IMMAGINI<br \/>\nLe opere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otobong Nkanga<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otobong Nkanga, studio per Of Grounds, Gusts and Stones I, 2022-2023<br \/>\nDisegno digitale. Basi in pietra disegnate da Linda Schuster.<br \/>\nComposto e disegnato da Otobong Nkanga<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marted\u00ec 24 gennaio 2023 a Pollenzo (Bra) sar\u00e0 presentata la nuova opera di Otobong Nkanga<\/strong> Of Grounds, Guts and Stones \/ Sulle terre, le trippe e le pietre, 2022-2023. Per il progetto di arte pubblica, l\u2019artista ha ideato una nuova opera scultorea formata da una sequenza di sedute in marmo, tubi in metallo e fioriere che ospitano piante aromatiche locali e stagionali. L\u2019insieme disegna un paesaggio caratterizzato da linee curve e forme organiche, alludendo a potenziali contenitori di cibo ed esaltando i prodotti della terra. La <strong>ricerca artistica di Nkanga affronta temi urgenti legati alla crisi ecologica, allo sfruttamento delle risorse e alla sostenibilit\u00e0,<\/strong> in linea con la filosofia di Slow Food, l\u2019associazione internazionale no-profit nata a Bra nel 1986 dall\u2019intuizione di Carlo Petrini, il cui intento \u00e8 ridare il giusto valore al cibo nel rispetto di chi produce, in armonia con l\u2019ambiente e gli ecosistemi, preservando i saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Il rapporto con il continente africano e la Nigeria, da cui l\u2019artista proviene, rappresenta un punto nodale nella costruzione di un futuro sostenibile. L\u2019empatica relazione di Nkanga con la terra e l\u2019ambiente produce in chi vive le sue opere una inedita cosmogonia per il futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A CIELO APERTO si sviluppa in quattro fasi, la prima delle quali ha preso avvio sabato 25 giugno 2022 con la presentazione dell\u2019opera The presence of absence pavilion, 2019-2022, di Olafur Eliasson allestita presso il Castello di Grinzane Cavour (Alba).<br \/>\nL\u2019opera di Eliasson, che consiste in una scultura formata da un parallelepipedo in bronzo scavato all\u2019interno a rappresentare il vuoto prodotto dallo scioglimento di un ghiacciaio, chiaro riferimento alla crisi ecologica e al riscaldamento del pianeta, \u00e8 stata realizzata dalla fusione di un blocco di ghiaccio proveniente dal fiordo di Nuup Kangerlua, al largo della costa della Groenlandia, formatosi nel corso di milioni di anni, con strati di neve compressa. La scultura rimanda allo scioglimento della calotta glaciale in Groenlandia che, a causa del riscaldamento globale, perde ogni minuto decine di migliaia di blocchi simili. In The presence of absence pavilion il ghiaccio ormai sciolto \u00e8 presente solo come assenza o come ricordo. L\u2019opera sar\u00e0 collocata sul prato al lato del Castello di Grinzane Cavour, non lontano dalla vigna appartenente alla Fondazione CRC, creando un dialogo tra l\u2019azione di erosione dell\u2019acqua sulle colline che ha creato la valle, e lo scioglimento dei ghiacciai.<br \/>\nThe presence of absence pavilion rievoca sia la mostra dell\u2019artista Your waste of time tenuta nel 2006 presso neugerriemschneider, in cui blocchi di ghiaccio islandesi sono stati esposti nello spazio espositivo raffreddato, sia l\u2019opera di arte pubblica Ice Watch, in cui dodici immensi blocchi di ghiaccio raccolti da un fiordo fuori Nuuk, in Groenlandia, sono stati posizionati a forma di orologio in spazi pubblici a Copenaghen, Parigi e Londra tra il 2014 e il 2019, e sono rimasti per diversi giorni a sciogliersi lentamente. Le opere di Eliasson sono create per riproporre la potenza degli elementi naturali nonch\u00e9 produrre fenomeni percettivi ed estetici di grande qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michelangelo Pistoletto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venerd\u00ec 14 ottobre 2022 si \u00e8 tenuta a Cuneo la presentazione della nuova opera Il Terzo Paradiso dei Talenti, 2022, di Michelangelo Pistoletto. Aperta allo scambio, l\u2019arte di Pistoletto \u00e8 l\u2019incontro e il dialogo di pi\u00f9 voci, un\u2019estetica fondata sulla relazione e sulla partecipazione grazie alla capacit\u00e0 di uscire dai confini dell\u2019opera per riportare l\u2019arte alla vita sociale e la vita nell\u2019arte. L\u2019opera monumentale rappresenta il simbolo del Terzo Paradiso e promuove l\u2019idea di partecipazione della comunit\u00e0, talento dei giovani e lavoro collettivo. \u00c8 stata realizzata con il contributo delle comunit\u00e0 locali e in particolare attraverso la combinazione di 122 disegni realizzati da bambini e raccolti dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea in sinergia con diversi attori della Citt\u00e0 di Cuneo tra i quali l\u2019Ambasciata del Terzo Paradiso.<\/p>\n<p>A partire dagli anni duemila il Terzo Paradiso \u00e8 un insieme di opere e azioni, talvolta temporanee e sempre condivise che esprimono l\u2019ulteriore evoluzione della responsabilit\u00e0 dell\u2019artista nei confronti della societ\u00e0. Tra i due cerchi contigui del segno matematico dell\u2019infinito, che indicano i due poli opposti di natura e artificio, l\u2019artista ha inserito un terzo cerchio centrale che rappresenta il grembo generativo di una nuova umanit\u00e0, ideale superamento del conflitto distruttivo che caratterizza il presente antiecologico. Nel 2003, Pistoletto teorizza nel Manifesto omonimo, \u201cIl Terzo Paradiso \u00e8 la terza fase dell\u2019umanit\u00e0, che si realizza nella connessione equilibrata tra l\u2019artificio e la natura. Terzo Paradiso significa il passaggio a uno stadio inedito della civilt\u00e0 planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. A tale fine occorre innanzi tutto riformare i principi e i comportamenti etici che guidano la vita comune. Il Terzo Paradiso \u00e8 il grande mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilit\u00e0 nella visione globale\u201d. Dal 2004 il Terzo Paradiso viene annunciato pubblicamente da Pistoletto come prossima fase del suo lavoro diventando una grande opera collettiva e partecipata. Tra il 2018 e il 2020, grazie allo sviluppo di una rete internazionale di Ambasciate e di Forum, l\u2019attivit\u00e0 del Terzo Paradiso si \u00e8 ulteriormente intensificata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Susan Philipsz<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sabato 5 novembre 2022 presso il Museo Civico della Stampa Ex Collegio delle Orfane, gi\u00e0 sede dei padri Carmelitani Scalzi a Mondov\u00ec, \u00e8 stata presentata A Song A Part \/ Un canto una parte, 2022, una nuova installazione sonora appositamente creata da Susan Philipsz, tra i pi\u00f9 importanti artisti internazionali che creano opere d\u2019arte sonore. Concepita per il progetto di arte pubblica A CIELO APERTO della Fondazione CRC, l\u2019installazione \u00e8 realizzata tramite l\u2019uso della voce dell\u2019artista ed \u00e8 collocata all\u2019ingresso del Museo Civico della Stampa, verso il giardino e le aree esterne dell\u2019Ex Collegio, rivolta all\u2019affascinante scenario delle Alpi.<\/p>\n<p>A Song A Part \/ Un canto una parte trae ispirazione dal Primo Libro de Madrigali, 1568, di Maddalena Casulana (1544-1590), la prima compositrice donna ad aver fatto stampare un intero libro della propria musica nella storia. Nel XV e XVI secolo la musica polifonica era scritta a mano o stampata in quaderni, con ciascuna parte che appariva separatamente. La parte Canto, cio\u00e8 Soprano, del libro dei madrigali di Casulana, usato da Philipsz nella sua opera, \u00e8 stata scoperta dalla musicologa Laurie Stras nella Biblioteca Civica di Cuneo, non lontano da Mondov\u00ec. Essa contiene la famosa citazione proto-femminista scritta da Casulana per Isabella de\u2019 Medici, nobildonna di Firenze e mecenate della compositrice:<\/p>\n<p>mostrare al mondo (..in questa profession delle musica) il vano error de gl\u2019huomini, che degli alti doni dell\u2019intelletto tanto si credono patroni che par loro ch\u2019alle Donne non possono medesimamente esser communi.<\/p>\n<p>In A Song A Part, Philipsz rievoca la storia del convento orfanotrofio femminile che oggi ospita il Museo della Stampa e si riferisce al periodo della nascita della stampa tipografica \u2013 rivoluzione tecnologica risalente al 1455 \u2013 e in particolare alla figura di Antonio Mathias, stampatore fiammingo originario di Anversa che si trasfer\u00ec a Mondov\u00ec da Genova per sfuggire alla peste. Nel 1472 fond\u00f2 a Mondov\u00ec, in collaborazione con Baldassarre Cordero, la prima tipografia del Piemonte e una delle prime in Italia.<\/p>\n<p>Philipsz ha scelto di cantare due canzoni dalla parte Canto, cio\u00e8 Soprano, del Primo Libro de Madrigali ritrovata a Cuneo, e le ha registrate in modo che le parole diventassero toni astratti. Queste registrazioni separate vengono riprodotte da due altoparlanti, allestiti all\u2019ingresso del museo. Le canzoni suonano simultaneamente in modo che si fondano e si sovrappongano creando dissonanza e armonia. Attraverso la sua installazione, Philipsz allude malinconicamente alla scomparsa della tipografia tradizionale in favore di quella digitale e anche alla storia delle donne che, come Maddalena Casulana, hanno dovuto lottare per accedere al mondo dell\u2019arte.<br \/>\nBiografie artisti<\/p>\n<p>Otobong Nkanga (Kano, Nigeria, 1974, attualmente vive e lavora ad Anversa, Belgio) \u00e8 considerata una delle artiste pi\u00f9 interessanti del panorama contemporaneo. Ha studiato presso l\u2019Universit\u00e0 Obafemi Awolowo di Ile-Ife, in Nigeria, l\u2019\u00c9cole Nationale Sup\u00e9rieure des Beaux-Arts di Parigi, la Rijksakademie van beeldendekunsten di Amsterdam, DasArts Amsterdam ed \u00e8 stata premiata con una residenza al DAAD di Berlino. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni di numerose istituzioni internazionali tra cui Centre Pompidou, Parigi; Tate Modern, Londra; Stedelijk Museum, Amsterdam; Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli\u2013Torino e ha esposto in mostre e biennali in tutto il mondo, cos\u00ec come si sono tenute sue mostre personali al Museum of Contemporary Art (MCA) di Chicago (2018), alla Tate Modern e Tate St. Ives, Regno Unito. Nel 2015 le \u00e8 stato assegnato l\u20198\u00b0 Yanghyun Art Prize e nel 2017 il Belgian Art Prize. Il progetto di Nkanga Carved to Flow, \u00e8 stato presentato lo stesso anno a documenta 14, Kassel &#8211; Atene. Le sue mostre personali pi\u00f9 recenti si sono svolte presso Zeitz Mocaa, Citt\u00e0 del Capo e Tate St. Ives, Regno Unito (2019-2020) e Middlesbrough Institute of Modern Art (MIMA), Regno Unito (2020-2021). Nel 2019 Nkanga \u00e8 stata artista residente al Gropius Bau a Berlino dove ha sviluppato ulteriormente il progetto Carved to Flow, culminato nella mostra personale There\u2019s No Such Thing as Solid Ground nel 2020. Nel 2019 l\u2019artista ha ricevuto una Menzione Speciale alla 58a Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia; le \u00e8 stato assegnato il Premio per la migliore installazione permanente alla 14 Biennale di Sharjah (con Emeka Ogboh); ha vinto il prestigioso Peter-Weiss-Preis ed \u00e8 stata inoltre insignita del Flemish Cultural Award for Visual Arts &#8211; Ultima. Sempre nel 2019 l\u2019artista \u00e8 stata la prima destinataria del Lise Wilhelmsen Art Award Programme e nell\u2019autunno del 2020 ha presentato la personale Uncertain Where the Next Wind Blows all\u2019Henie Onstad Kunstsenter di H\u00f8vikodden, Norvegia. Nel giugno 2021 l\u2019artista ha presentato al Centre d\u2019art contemporain di Villa Arson a Nizza la retrospettiva When Looking Across the Sea, Do You Dream? organizzata in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, dove fino al 3 luglio 2022 si \u00e8 tenuta la personale Otobong Nkanga. Corde che si arricciano attorno alle montagne.<\/p>\n<p>Olafur Eliasson (Copenhagen, 1967, vive e lavora a Berlino) dalla met\u00e0 degli anni Novanta ha realizzato numerose e importanti mostre e progetti in tutto il mondo. Nel 1999, l\u2019artista espone al Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea. Nel 2003 ha rappresentato la Danimarca alla 50a Biennale di Venezia. Pi\u00f9 tardi nello stesso anno, ha installato The weather project nella Turbine Hall di Tate Modern, a Londra. Take your time: Olafur Eliasson, la mostra antologica organizzata da SFMOMA \u2013 San Francisco Museum of Modern Art nel 2007, \u00e8 stata presentata fino al 2010 in vari luoghi, tra cui il MoMA \u2013 Museum of Modern Art di New York. Innen Stadt Au\u00dfen (Inner City Out), organizzata al Martin-Gropius-Bau nel 2010, ha presentato interventi dell\u2019artista nella citt\u00e0 di Berlino e nel museo. Nel 2011 Seu corpo da obra ha coinvolto tre istituzioni intorno a San Paolo \u2013 SESC Pompeia, SESC Belenzinho e Pinacoteca do Estado de S\u00e3o Paulo, e si \u00e8 diffusa nella citt\u00e0 stessa. Nel 2014, con il progetto Riverbed l\u2019artista ha riempito un\u2019intera ala del Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca con pietre e acqua, emulando un fiume in un paesaggio roccioso. Lo stesso anno, Contact \u00e8 stata la mostra inaugurale della Fondation Louis Vuitton a Parigi. Verklighetsmaskiner (Reality machines), tenuta al Moderna Museet di Stoccolma nel 2015, \u00e8 stata la mostra di un artista vivente pi\u00f9 visitata del museo. Nel 2016 Eliasson ha creato una serie di interventi per il palazzo e i giardini di Versailles e ha allestito due mostre su larga scala: Nothingness is not nothing at all, al Long Museum, Shanghai e The Parliament of possibilities, al Leeum, Samsung Museum of Art, Seoul. Green light, un laboratorio artistico, creato in collaborazione con TBA21 (Thyssen-Bornemisza Art Contemporary), offre una risposta alle sfide degli spostamenti di massa e della migrazione. Ospitato da TBA21 a Vienna nel 2016, il progetto ha fatto parte di Viva Arte Viva, la 57a Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2013 La Biennale di Venezia, nel 2017. L\u2019installazione site-specific Reality projector \u00e8 stata inaugurata alla Marciano Art Foundation, Los Angeles, nel marzo 2018, contestualmente alla personale The unspeakable openness of things al Red Brick Art Museum di Pechino. Nel 2019 \u00e8 stata inaugurata alla Tate Modern di Londra la retrospettiva In real life, presentata l\u2019anno successivo al Guggenheim di Bilbao. Nel 2020 sono state inaugurate le mostre Olafur Eliasson: Symbiotic seeing alla Kunsthaus Z\u00fcrich e Sometimes the river is the bridge al Museum of Contemporary Art di Tokyo. Nel 2021 l\u2019artista ha presentato Life alla Fondazione Beyeler, Basilea. Eliasson \u00e8 inoltre autore di numerosi progetti installati negli spazi pubblici. Nell\u2019autunno 2022, \u00e8 presente in Italia con una mostra a Palazzo Strozzi di Firenze e nuovamente al Castello di Rivoli che custodisce numerose sue opere in Collezione permanente.<\/p>\n<p>Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) inizia a esporre nel 1955 e nel 1960 tiene la sua prima personale alla Galleria Galatea di Torino. La sua prima produzione pittorica \u00e8 caratterizzata da una ricerca sull\u2019autoritratto. Nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei Quadri specchianti, grazie ai quali raggiunge in breve tempo riconoscimento e successo internazionali che lo portano a realizzare, gi\u00e0 nel corso degli anni Sessanta, mostre personali in prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dell\u2019Arte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto \u00e8 animatore e protagonista. Tra il 1975 e il 1976 realizza nella Galleria Stein di Torino un ciclo di dodici mostre consecutive, Le Stanze. Nel 1978 tiene una mostra nel corso della quale presenta due fondamentali direzioni della sua futura ricerca e produzione artistica: Divisione e moltiplicazione dello specchio e L\u2019arte assume la religione. Nel corso degli anni Novanta, con Progetto Arte e con la creazione a Biella di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e dell\u2019Universit\u00e0 delle Idee, mette l\u2019arte in relazione attiva con i diversi ambiti del tessuto sociale al fine di ispirare e produrre una trasformazione responsabile della societ\u00e0. Nel 2003 \u00e8 insignito del Leone d\u2019Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l\u2019Universit\u00e0 di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche e in tale occasione l\u2019artista annuncia quella che costituisce la fase pi\u00f9 recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts. Nel 2010 \u00e8 autore del saggio Il Terzo Paradiso, pubblicato in italiano, inglese, francese e tedesco. Nel 2012 si fa promotore del Rebirth-day, prima giornata universale della rinascita, festeggiata ogni anno il 21 dicembre con iniziative realizzate in diversi luoghi del mondo. Nel 2013 il Museo del Louvre di Parigi ospita la personale Michelangelo Pistoletto. Anne\u00e9e 1 \u2013 Le Paradis sur Terre e lo stesso anno riceve a Tokyo il Praemium Imperiale per la pittura. Nel maggio del 2015 la Universidad de las Artes de L\u2019Avana gli conferisce la laurea honoris causa. Nello stesso anno realizza un\u2019opera di grandi dimensioni, intitolata Rebirth, collocata nel parco del Palazzo delle Nazioni di Ginevra sede dell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite. Tra il 2018 e il 2020 \u00e8 ulteriormente intensificata l\u2019attivit\u00e0 del Terzo Paradiso, grazie allo sviluppo di una rete internazionale di Ambasciate e di Forum. In questi stessi anni \u00e8 inoltre particolarmente attivo in vari paesi dell\u2019America Latina con mostre personali e diverse iniziative legate al Terzo Paradiso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan Philipsz (Glasgow, 1965) si \u00e8 formata come scultrice, dopo aver conseguito il BFA in scultura presso il Duncan of Jordanstone College of Art nel 1993, e il MFA presso l\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Ulster, Belfast, nel 1994. Philipsz si considera tuttora una scultrice oggi, sebbene i suoi materiali sono il tempo e lo spazio piuttosto che il marmo o il gesso. Il suo unico strumento ora \u00e8 la voce umana. Utilizzando sistemi di amplificazione in luoghi come la stazione degli autobus Greyhound di San Antonio o sotto i ponti di Glasgow e Munster, in Germania, Philipsz trasmette registrazioni di se stessa che canta canzoni popolari o pop a cappella. Nel novembre 2010 ha dichiarato all\u2019Observer come il passaggio da scultrice a cantante avesse un senso: \u201cSi tratta di come gli effetti emotivi e psicologici del suono possono aumentare la consapevolezza dello spazio in cui ci si trova. [\u2026] Sembrava una progressione molto naturale passare dalla scultura al suono\u201d. Philipsz ha realizzato il suo primo lavoro sonoro a Belfast nel 1994. Intitolato Safe, era l\u2019interpretazione di una ninna nanna dell\u2019opera Hansel e Gretel, suonata gi\u00f9 per un camino in un\u2019ex casa di riposo. Ma il momento di svolta di Philipsz \u00e8 arrivato nel 2000 quando \u00e8 stata invitata a contribuire con un pezzo alla mostra internazionale Manifesta 3, a Lubiana, in Slovenia. Per l\u2019occasione l\u2019artista ha registrato una versione del vecchio inno socialista The Internationale e l\u2019ha suonata sotto una passerella pubblica. Cantata con voce neutra da Philipsz, \u00e8 diventato ambiguo se la canzone fosse intesa come un invito all\u2019azione o una nostalgia per il passato, prima che la Slovenia si separasse dalla nazione comunista della Jugoslavia nel 1991. Il suo lavoro \u00e8 stato presentato in mostre personali presso ICA, Institute of Contemporary Arts, Londra (2008); Wexner Center for the Arts, Ohio State University, Columbus (2009); Museo di Arte Contemporanea, Chicago (2010); e IHME Project 2010, Pro Arte Foundation, Helsinki (2010). Ha inoltre creato le commissioni Carried by Winds, Radcliffe Observatory, Modern Art Oxford, Oxford (2008-2009); Appear to Me (Hazte ver), Monastero di Silo, Burgos (2009); Lowlands, Glasgow International (2010). Il suo lavoro \u00e8 stato presentato in numerose mostre collettive tra le quali si ricordano quelle presso Carnegie International, Carnegie Museum of Art, Pittsburgh (2008); Walker Arts Center, Minneapolis (2009); Haunted: Contemporary Photography\/Video\/Performance, Solomon R. Guggenheim Museum, New York (2010), a cui Philipsz ha contribuito con un\u2019opera commissionata appositamente per la mostra, cos\u00ec come quella presso la Tate Britain, Londra (2010). Nel 2010 ha vinto il Turner Prize. Nel 2012 partecipa a dOCUMENTA (13) a Kassel; successivamente espone al Museum of Modern Art e Carnegie Museum of Art, Pittsburgh (2013), Hamburger Bahnhof, Berlino (2014); Tate Britain, Londra (2015); Kunsthaus Bregenz, (2016); Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea (2019); Kunstmuseum Bonn (2021).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inagura marted\u00ec 4 gennaio 2023 Otobong Nkanga Of Grounds, Guts and Stones \/ Sulle terre, le trippe e le pietre, 2022-2023 Foto : cliccare per<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":114115,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[26257,26258],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/114111"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=114111"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/114111\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":114120,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/114111\/revisions\/114120"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/114115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=114111"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=114111"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=114111"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}