{"id":11603,"date":"2014-05-09T00:00:31","date_gmt":"2014-05-08T22:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=11603"},"modified":"2014-05-10T17:41:00","modified_gmt":"2014-05-10T15:41:00","slug":"mostre-darte-rosetta-leins-pinacoteca-cantonale-g-zustrancate-mendrisio-ch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=11603","title":{"rendered":"Mostre d&#8217;arte: Rosetta Leins; Pinacoteca cantonale G.Z\u00fcst,Rancate-Mendrisio, CH."},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><em>Rosetta Leins (1905-1966);\u00a0<\/em>pittrice ticinese.<\/h2>\n<p><b>A cura di Simona Ostinelli.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst &#8211; Rancate (Mendrisio) &#8211; Svizzera<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>11 maggio \u2013 17 agosto 2014<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/24_Inverno-1961-a-Losone-San-Giorgio_1961_Museo-Cantonale-d-Arte_Lugano_Deposito-del-Canton-Ticino.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11616\" alt=\"24_Inverno 1961 a Losone San Giorgio_1961_Museo Cantonale d Arte_Lugano_Deposito del Canton Ticino\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/24_Inverno-1961-a-Losone-San-Giorgio_1961_Museo-Cantonale-d-Arte_Lugano_Deposito-del-Canton-Ticino.jpg\" width=\"450\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/24_Inverno-1961-a-Losone-San-Giorgio_1961_Museo-Cantonale-d-Arte_Lugano_Deposito-del-Canton-Ticino.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/24_Inverno-1961-a-Losone-San-Giorgio_1961_Museo-Cantonale-d-Arte_Lugano_Deposito-del-Canton-Ticino-300x152.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>In contemporanea rimarr\u00e0 aperta, fino al 17 agosto, la mostra\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>DA NON PERDERE: <\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>-LA FRAGILE BELLEZZA. Ceramiche italiane d\u2019arte tra Liberty e Informale. Vedi al link:\u00a0http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=10569<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/ROSETTA-LEINS_350-Pinacoteca-Zuest-2014_Flyer-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11612\" alt=\"Layout 1\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/ROSETTA-LEINS_350-Pinacoteca-Zuest-2014_Flyer-1.jpg\" width=\"350\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/ROSETTA-LEINS_350-Pinacoteca-Zuest-2014_Flyer-1.jpg 350w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/ROSETTA-LEINS_350-Pinacoteca-Zuest-2014_Flyer-1-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>LA MOSTRA<\/b> <b>\u2013<\/b> Rosetta Leins (1905-1966) \u00e8 stata <b>a lungo considerata come una delle migliori pittrici svizzere<\/b>, fra le poche, nel Canton Ticino, in grado di reggere il confronto con le colleghe confederate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/56_I-Re-Magi-nel-Ticino_1950_J.-e-P.-Caccia-Cadenazzo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11615\" alt=\"56_I Re Magi nel Ticino_1950_J. e P. Caccia, Cadenazzo\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/56_I-Re-Magi-nel-Ticino_1950_J.-e-P.-Caccia-Cadenazzo.jpg\" width=\"450\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/56_I-Re-Magi-nel-Ticino_1950_J.-e-P.-Caccia-Cadenazzo.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/56_I-Re-Magi-nel-Ticino_1950_J.-e-P.-Caccia-Cadenazzo-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/56_I-Re-Magi-nel-Ticino_1950_J.-e-P.-Caccia-Cadenazzo-431x300.jpg 431w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/ARTE-CH-450-Sala-dei-matrimoni-in-Palazzo-Civico-a-Lugano_Affreschi-di-Rosetta-Leins-e-arredi-di-Mario-Chiattone-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11613\" alt=\"ARTE CH 450 Sala dei matrimoni in Palazzo Civico a Lugano_Affreschi di Rosetta Leins e arredi di Mario Chiattone-1\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/ARTE-CH-450-Sala-dei-matrimoni-in-Palazzo-Civico-a-Lugano_Affreschi-di-Rosetta-Leins-e-arredi-di-Mario-Chiattone-1.jpg\" width=\"450\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/ARTE-CH-450-Sala-dei-matrimoni-in-Palazzo-Civico-a-Lugano_Affreschi-di-Rosetta-Leins-e-arredi-di-Mario-Chiattone-1.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/ARTE-CH-450-Sala-dei-matrimoni-in-Palazzo-Civico-a-Lugano_Affreschi-di-Rosetta-Leins-e-arredi-di-Mario-Chiattone-1-300x196.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il suo nome resiste solo nella memoria di chi l\u2019ha conosciuta e nelle case di alcuni consapevoli collezionisti. La mostra \u00e8 il <b>primo contributo per la riscoperta dell\u2019artista<\/b> e mette in luce le tappe pi\u00f9 importanti del suo percorso individuando, al contempo, le principali commissioni pubbliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>APPUNTI PER UNA BIOGRAFIA \u2013<\/b>\u00a0<b> <\/b>Rosa Amalia Leins, detta Rosetta, nasce a Bellinzona il 5 giugno 1905. Il padre, originario di Stoccarda, si stabilisce a Bellinzona alla fine dell\u2019Ottocento e fonda poi con Carlo Vescovi la Tipografia Commerciale. Dopo le scuole dell\u2019obbligo e un apprendistato nella tipografia di famiglia, Rosetta inizia il suo percorso artistico compiendo <b>studi privati<\/b>, nell\u2019iniziale diffidenza dei genitori. Fra il 1931 e il 1932 Rosetta compie un <b>viaggio di studio a Parigi <\/b>rimanendo colpita dal postimpressionismo francese, da Gauguin, Utrillo, e Matisse. Al ritorno nel Ticino si stabilisce ad <b>Ascona<\/b>, <b>attratta dagli stimoli culturali e dalle personalit\u00e0 internazionali<\/b> che il borgo pu\u00f2 offrire. Fra queste, gli artisti che gravitano attorno al Caff\u00e9 Centrale, al Verbano e alla Locanda Svizzera. Nel gruppo vi sono Sch\u00fcrch, Kohler, Epper, Pauli, M\u00fcller e L\u00fcssi. Nonostante la miseria e le difficolt\u00e0, sono anni intensi, spensierati. Con tutta probabilit\u00e0 \u00e8 L\u00fcssi a introdurre Rosetta nel mondo dell\u2019arte e a incoraggiarla a presentarsi alle <b>esposizioni, che a partire dalla met\u00e0 degli anni Trenta si susseguono a ritmo serrato in spazi pubblici e privati, sia nel Ticino che oltralpe<\/b>. In particolare la frequentazione delle gallerie zurighesi apre a Rosetta le porte del collezionismo privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>PAESAGGI E NATURE MORTE \u2013 <\/b>Rosetta Leins \u00e8 <b>fra le interpreti pi\u00f9 felici del paesaggio ticinese<\/b>, e in particolare dei territori ispirati al retroterra di Ascona, con incursioni nel Luganese e nel Mendrisiotto. Ne esce il ritratto di <b>un\u2019artista molto legata alla sua terra<\/b>, che osserva il cambio delle stagioni e si sorprende davanti alle cose umili: i covoni, il muretto a secco, i casolari, le colline placide. I primi paesaggi pervenuti sono dell\u2019inizio degli anni Trenta e nascono sotto l\u2019influenza della pittura francese per guardare poi anche alla pittura figurativa contemporanea d\u2019oltralpe, da Ernst Morgenthaler a Oskar Ernst, che Rosetta vede nelle mostre confederate. Con gli anni la pittura di paese si incontra con quella di figura, per arrivare a dipinti luminosi e intensi, quasi un \u201cperiodo bianco\u201d, in cui il manto nevoso diventa pretesto per un\u2019esplosione cromatica. Fra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta Rosetta prende la strada della sperimentazione, irrigidendo le forme e pervenendo a inedite sintesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NATURA MORTA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Un altro genere al quale Rosetta si dedica con frequenza \u00e8 quello della <b>natura morta<\/b>, che fra gli anni Trenta e Quaranta \u00e8 oggetto di una generale rivalutazione. Negli anni Rosetta attua un processo di sintesi: elimina progressivamente gli oggetti e si concentra sul soggetto. Le opere migliori sono quelle in cui i fiori diventano protagonisti assoluti, valorizzando le qualit\u00e0 di colorista di Rosetta. <b>Proprio la natura morta con fiori e frutti diventa uno dei soggetti pi\u00f9 frequenti nel catalogo dell\u2019artista, che a partire dagli anni Cinquanta vi si dedica con soluzioni ardite<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>LA SALA DEI MATRIMONI DI LUGANO \u2013<\/b> Fra il 1937 e il 1939, al pari di altri artisti della sua generazione, Rosetta Leins compie un<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-viaggio in Toscana<\/b> <strong>per approfondire la tecnica dell\u2019affresco.<\/strong> Possiamo quindi immaginare che l\u2019incontro con la scuola dei primitivi toscani, Giotto e Masaccio, Piero della Francesca e Paolo Uccello, abbia rappresentato un vero colpo di fulmine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Nel 1939 la Citt\u00e0 di Lugano bandisce un concorso <\/b>per la decorazione della Sala dei matrimoni nel Palazzo Comunale in collaborazione con la Confederazione e Rosetta ottiene l\u2019incarico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Nella relazione della <strong>giuria, composta tra gli altri da Augusto Giacometti e Aldo Patocchi,<\/strong> il progetto viene lodato per la bella unit\u00e0 di composizione, sposata ad una felice colorazione e ad un\u2019indovinata scelta del soggetto. Il grande affresco si presenta come un <b>racconto dedicato alla famiglia e al lavoro<\/b> e, nella monumentalit\u00e0 delle immagini, risente del clima novecentista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Gli affreschi, ai quali \u00e8 legata la celebrit\u00e0 di Rosetta, vengono inaugurati nel <b>1943<\/b> e sono realizzati su <b>tre pareti: la prima dedicata alla musica agreste, la seconda alla famiglia e la terza al lavoro<\/b>. In <b>mostra l\u2019opera \u00e8 documentata grazie all\u2019esposizione, per la prima volta, di quattro grandi bozzetti preparatori<\/b> di propriet\u00e0 del Municipio di Ascona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>LE ALTRE COMMISSIONI PUBBLICHE \u2013 <\/b>Molto diversi da quelli luganesi sono invece gli affreschi eseguiti nel <b>1945<\/b> per la <b>Cappella del cimitero di Losone<\/b>, che raffigurano la Deposizione e la Resurrezione di Ges\u00f9. A soli due anni dagli affreschi luganesi, Rosetta <b>dimentica infatti l\u2019influenza dei primitivi per uno stile pi\u00f9 realista <\/b>che lascia spazio alla <b>piena espressivit\u00e0 <\/b>delle figure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <b>1953<\/b> le viene commissionato nel <b>cimitero di Fehraltdorf<\/b> un grande affresco intitolato L\u2019angelo consolante, il dolore, il lavoro. In confronto agli affreschi di Losone, quello di Fehraltdorf ha una tavolozza pi\u00f9 chiara e luminosa e stilisticamente preannuncia una <b>timida apertura al neocubismo<\/b> che prender\u00e0 pi\u00f9 forza negli anni successivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel novembre del <b>1955<\/b> il Cantone apre un concorso per la <b>decorazione del Nuovo Palazzo del Governo a Bellinzona<\/b>. Il bozzetto di Rosetta, intitolato L\u2019uomo e il lavoro, vince il primo premio per la composizione figurativa del <b>primo piano dello scalone<\/b> centrale: l\u2019artista vi raffigura un seminatore e quattro operai intenti a lavorare in un cantiere, un omaggio alla storia agricola del Cantone e alla sua tradizione in ambito edile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di nuovo Ascona \u00e8 palcoscenico per alcune importanti opere di Rosetta. La Cappella della <b>Casa per anziani Belsoggiorno <\/b>ospita infatti sue quattro grandi tele: raffigurano I Re Magi, arrivo e sorpresa (1957), la Predica di San Francesco agli uccelli (1958), Deposizione (1959) e Cristo davanti a Ponzio Pilato (1959). Le opere attestano un\u2019evoluzione stilistica verso una geometrizzazione delle forme, un\u2019adesione al neocubismo attraverso modulazioni che investono forme e colori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La pesca miracolosa (1963), <\/b>insieme a due altri dipinti minori, viene invece commissionata a Rosetta da Walther Weibel, corrispondente in Ticino per la \u201cNeue Z\u00fcrcher Zeitung\u201d, per la sala da pranzo del <b>nuovo ricovero Casa Berno, sul Monte Verit\u00e0<\/b>. Il dipinto, di grandi dimensioni, colpisce per l\u2019accesa luminosit\u00e0, che si irradia dal paese retrostante fino ad abbracciare tutta la composizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>NOTE INFORMATIVE<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>Mostra e catalogo a cura di\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simona Ostinelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>Coordinamento scientifico e organizzativo<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mariangela Agliati Ruggia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandra Brambilla<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>Segreteria mostra<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anna Bonacina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emily Caroselli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>Allestimento e disegno al tratto<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Mondo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>Ufficio stampa\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pinacoteca Z\u00fcst \u2013 Rancate (Mendrisio), Canton Ticino, Svizzera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel. +41 (0)91 816.47.91<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0HYPERLINK &#8220;mailto:decs-pinacoteca.zuest@ti.ch&#8221;decs-pinacoteca.zuest@ti.ch;\u00a0 HYPERLINK &#8220;http:\/\/www.ti.ch\/zuest&#8221;www.ti.ch\/zuest<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>in collaborazione con\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studio ESSECI \u2013 Sergio Campagnolo \u2013 Padova, Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel. +39 049.663.499<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0HYPERLINK &#8220;mailto:info@studioesseci.net&#8221;info@studioesseci.net;\u00a0 HYPERLINK &#8220;http:\/\/www.studioesseci.net\/&#8221;www.studioesseci.net<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>PINACOTECA CANTONALE GIOVANNI Z\u00dcST\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CH 6862 Rancate (Mendrisio), Canton Ticino, Svizzera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel. +41 (0)91 816.47.91<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fax +41 (0)91 816.47.99<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E-mail: decs-pinacoteca.zuest@ti.ch<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Web:\u00a0 HYPERLINK &#8220;http:\/\/www.ti.ch\/zuest&#8221;www.ti.ch\/zuest<\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><b>Orari e biglietti di ingresso<\/b><\/p>\n<p>Maggio e giugno:<\/p>\n<p>da marted\u00ec a domenica 9-12 \/ 14-17.<\/p>\n<p>Luglio e agosto:<\/p>\n<p>da marted\u00ec a domenica 14-18.<\/p>\n<p>Chiuso: luned\u00ec. Aperto: tutti i festivi.<\/p>\n<p>Intero: CHF 10.-\/\u20ac 8,30<\/p>\n<p>Ridotto (pensionati, studenti, gruppi): CHF 7.-\/\u20ac 5,80<\/p>\n<p>Gratuito per le scuole ticinesi.<\/p>\n<p>Visite guidate su prenotazione, anche fuori orario.<\/p>\n<p><b>COME RAGGIUNGERE LA PINACOTECA Z\u00dcST<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rancate si trova a pochi chilometri dai valichi di Chiasso, Bizzarone (Como) e del Gaggiolo (Varese), presso Mendrisio, facilmente raggiungibile con l\u2019ausilio della segnaletica. Per chi proviene dall\u2019autostrada Milano-Lugano l\u2019uscita \u00e8 Mendrisio: alla prima rotonda si gira a destra e mantenendo sempre la destra si giunge dopo poco pi\u00f9 di un chilometro nel centro di Rancate. La Pinacoteca \u00e8 all\u2019inizio della piazza della chiesa parrocchiale, sulla sinistra della strada. Rancate \u00e8 raggiungibile anche in treno, linea Milano-Como-Lugano, stazione di Mendrisio, e poi con la navetta \u201cCitt\u00e0Bus\u201d\u00a0 linea 3 \u2013 corse ogni mezzora \u2013\u00a0 o a piedi, in 10 minuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0DIPARTIMENTO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DELL&#8217;EDUCAZIONE DELLA CULTURA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E DELLO SPORT<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<b>PINACOTECA CANTONALE GIOVANNI Z\u00dcST<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>CH &#8211; 6862 Rancate (Mendrisio, Svizzera)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Tel.: +41 (0)91 816.47.91\/ Fax 816.47.99<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>e-mail:\u00a0<\/b> HYPERLINK &#8220;mailto:decs-pinacoteca.zuest@ti.ch&#8221;decs-pinacoteca.zuest@ti.ch<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0HYPERLINK &#8220;http:\/\/www.ti.ch\/zuest&#8221;www.ti.ch\/zuest<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rosetta Leins (1905-1966);\u00a0pittrice ticinese. 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