{"id":116567,"date":"2023-03-28T19:10:17","date_gmt":"2023-03-28T17:10:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=116567"},"modified":"2023-03-29T20:46:44","modified_gmt":"2023-03-29T18:46:44","slug":"mostre-in-canton-ticino-rancate-filippo-boldini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=116567","title":{"rendered":"Mostre in Canton Ticino Rancate &#8211; Filippo Boldini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Filippo Boldini (1900-1989)<\/strong><br \/>\n<strong>nelle collezioni pubbliche luganesi con bozzetti inediti da una collezione privata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 02.04.2023 al 03.09.2023<br \/>\n<strong>A cura di Alessandra Brambilla<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_116573\" aria-describedby=\"caption-attachment-116573\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Boldini-1200-Filippo-mostra-Ch.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-116573\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Boldini-1200-Filippo-mostra-Ch-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Boldini-1200-Filippo-mostra-Ch-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Boldini-1200-Filippo-mostra-Ch-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Boldini-1200-Filippo-mostra-Ch-768x1087.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Boldini-1200-Filippo-mostra-Ch.jpg 848w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-116573\" class=\"wp-caption-text\">cliccare per ingrandire<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Filippo Boldini (Paradiso 1900 &#8211; Lugano 1989)<\/strong> \u00e8 un <strong>artista molto amato e collezionato alle nostre latitudini e a lui sono state dedicate mostre e pubblicazioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna ripercorre<strong> l\u2019intero percorso di Boldini, toccando tutti i temi da lui amati: fiori, nature morte, figure, temi religiosi, paesaggi, dalle opere degli anni Trenta, ancora di stampo naturalistico, alla fase \u201cnovecentista\u201d e quindi a quella cubisteggiante, fino alle atmosfere soffuse e sfaldate degli anni Ottanta<\/strong>. I <strong>punti di riferimento a lui cari sono il Quattrocento toscano, C\u00e9zanne, Braque, ma anche Giorgio Morandi, il Novecento italiano e Carlo Carr\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la scelta delle opere si \u00e8 deciso di <strong>effettuare una selezione dai ricchi fondi donati dal pittore alle collezioni pubbliche luganesi: circa duecento dipinti e disegni al Comune di Paradiso, una ventina alla Citt\u00e0 di Lugano e allo Stato, con l\u2019integrazione di alcuni acquisti effettuati da questi ultimi.<\/strong> Nel catalogo pubblicato a corredo della mostra si presenta per la prima volta l\u2019inventario completo e illustrato di questi lasciti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si presentano <strong>inoltre sedici bozzetti da una collezione privata \u2013 quasi tutti inediti \u2013 da lui realizzati fra gli anni Trenta e i primi anni Sessanta del Novecento<\/strong> che permettono di documentare un aspetto poco noto del suo lavoro, come la partecipazione a concorsi per la decorazione murale di edifici pubblici. Un\u2019attivit\u00e0 parallela alla pittura di cavalletto che, insieme ad altre occupazioni, quali la realizzazione di mosaici e rilievi, anche per monumenti funerari, o il restauro, ha contraddistinto buona parte del percorso artistico di molti artisti in decenni segnati da una difficile situazione congiunturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Boldini conduce una vita appartata e tranquilla, lontano dalla mondanit\u00e0, circondato dagli affetti familiari e dagli amici pi\u00f9 fidati.<\/strong> Nel 1927 dall\u2019unione con la moglia Marily nasce una figlia, Anna, detta familiarmente Annaly. La piccola viene ritratta a pi\u00f9 riprese dal padre e a lei si \u00e8 voluta dedicare in mostra un\u2019intera sezione. <strong>Nel 1945 Annaly comincia a presentare i segni di quella malattia degenerativa che la porter\u00e0 alla paralisi e alla morte ad appena ventisei anni, nel 1953, lasciando un segno indelebile nell\u2019animo dell\u2019affettuoso padre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Schivo, riservato, solitario, ma non isolato e, anzi, amante delle conversazioni con gli amici<\/strong>, Boldini costruisce nel corso della lunga vita<strong> una rete di solidi rapporti con critici, intellettuali, scrittori, pittori, scultori che apprezzano le sue qualit\u00e0 di uomo e di artista<\/strong>. Si \u00e8 quindi voluto dedicare spazio alla ricostruzione di questo ambiente fatto di <strong>stima e condivisione rintracciando opere donate in segno di affetto a personaggi come Virgilio Gilardoni, Piero Bianconi, Adriano Soldini, Mario Agliati, Remo Beretta, Giorgio Orelli, Eros Bellinelli, Mario Barzaghini, Angelo e Pierre Cas\u00e8, Giovanni Genucchi, solo per citarne alcuni. In molti casi sono presentate per la prima volta al pubblico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Filippo Boldini (1900-1989) nelle collezioni pubbliche luganesi con bozzetti inediti da una collezione privata Dal 02.04.2023 al 03.09.2023 A cura di Alessandra Brambilla Filippo Boldini<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":116575,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[26727],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/116567"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=116567"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/116567\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":116574,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/116567\/revisions\/116574"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/116575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=116567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=116567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=116567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}