{"id":117221,"date":"2023-04-12T20:47:07","date_gmt":"2023-04-12T18:47:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=117221"},"modified":"2023-04-13T19:16:02","modified_gmt":"2023-04-13T17:16:02","slug":"mostre-a-ravenna-da-ottobre-burriravennaoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=117221","title":{"rendered":"Mostre a Ravenna &#8211; da Ottobre BURRIRAVENNAORO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il MAR &#8211; <strong>Museo d\u2019Arte della Citt\u00e0 di Ravenna,<\/strong> nell\u2019ambito dell<strong>\u2019VIII Biennale di Mosaico Contemporaneo,<\/strong> presenta BURRIRAVENNAORO, un\u2019importante mostra dedicata ad Alberto Burri, a cura di Bruno Cor\u00e0, ospitata nelle sale del primo e del secondo piano del museo, <strong>dal 14 ottobre 2023 al 14 gennaio 2024<\/strong> (<strong>inaugurazione venerd\u00ec 13 ottobre alle ore 18.00<\/strong> ).<\/p>\n<figure id=\"attachment_117224\" aria-describedby=\"caption-attachment-117224\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Burri-1200-april-23-mar.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-117224\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Burri-1200-april-23-mar-300x235.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Burri-1200-april-23-mar-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Burri-1200-april-23-mar-1024x801.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Burri-1200-april-23-mar-768x601.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Burri-1200-april-23-mar-383x300.jpg 383w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Burri-1200-april-23-mar.jpg 1140w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-117224\" class=\"wp-caption-text\">cliccare per ingrandire<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra ripercorre la <strong>storia dell\u2019intenso rapporto che Burri, dalla fine degli anni Ottanta, ha intrattenuto con Ravenna.<\/strong> Concependo diversi cicli di opere ispirate alla storia e alla cultura artistica della citt\u00e0,<strong> Burri, in una delle sue ultime serie, incarna e trasfigura nel contrasto di nero e oro, buio e luce, il dialogo con il mosaico storico ravennate<\/strong>, in equilibrio tra spiritualit\u00e0 e materialit\u00e0, nell\u2019attualit\u00e0 di una citt\u00e0 in cui le vestigia del passato si sono progressivamente intrecciate agli sviluppi produttivi e industriali del presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto della Biennale di Mosaico Contemporaneo, <strong>le opere di Burri sono una preziosa occasione per esplorare le molteplici suggestioni estetiche e<\/strong> di significato che <strong>le testimonianze monumentali e musive di epoca paleocristiana e bizantina di Ravenna hanno offerto e continuano ad offrire,<\/strong> entro i confini delle tecniche tradizionali o al di fuori, reinventando i codici del mosaico. La mostra BURRIRAVENNAORO delinea cos\u00ec l\u2019orizzonte tematico con cui inquadrare la Biennale 2023 nella sua interezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A partire dal 1988 a Ravenna,<\/strong> in risposta ad una committenza espressa dal Gruppo Ferruzzi,<strong> Burri avvia una collaborazione che lo porta alla realizzazione di alcuni cicli significativi che egli elabora e denomina in differenti modi e in stretta relazione con la storia artistica della citt\u00e0<\/strong>. Con il ciclo S. Vitale realizza grandi cellotex dipinti ad acrilico e di color nero. A quella serie di grandi opere affianca la produzione di opere grafiche di pari intensit\u00e0 e forza cromatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mancata realizzazione della committenza Gardini non gli impedisce di appassionarsi ad una pittura rievocativa della grande stagione pittorica dell\u2019arte bizantina,<\/strong> copiosamente presente in citt\u00e0, nelle chiese e negli edifici storici decorati a mosaico. Nascono i dipinti il Nero e l\u2019Oro (1993) che si ispirano alla cultura musiva di alta decorazione fiorita a Bisanzio e sviluppatasi nella citt\u00e0 di Ravenna con numerosi ammirevoli capolavori dell\u2019arte bizantino-ravennate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mostra BURRIRAVENNAORO <strong>queste opere, insieme ad altre appartenenti ai cicli pittorici precedenti e ad alcune serie scelte di creazioni grafiche<\/strong>, figureranno negli ambienti dei due piani del MAR in un repertorio mai prima d\u2019ora cos\u00ec vistosamente esibito, circa cento opere, con esemplari che hanno meritato a Burri il <strong>Premio Nazionale dei Lincei per l\u2019opera Grafica (1973<\/strong>). In tal senso, i due ambiti della sua pittura e della produzione calcografica, integrati con la presenza della grande scultura rossa, Grande Ferro R (1990), presso il Palazzo delle Arti e dello Sport \u201cMauro De Andr\u00e9\u201d, delineano i confini di un ritorno di grande rilevanza del maestro tifernate nella citt\u00e0 di Ravenna, da lui amata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019area multimediale inerente alla biografia di Burri ed alcuni filmati che documentano l\u2019artista al lavoro, insieme al catalogo della mostra con saggi critici e documenti delle opere esposte al MAR, si offrono per la circostanza come strumenti di informazioni e studi dell\u2019opera intera di Burri, consentendo una pi\u00f9 ampia conoscenza di uno dei massimi artisti europei della seconda met\u00e0 del XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Biografia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alberto Burri (1915-1995) nato in Umbria a Citt\u00e0 di Castello,<\/strong> dopo la laurea in medicina, conseguita a Perugia nel 1940, a seguito degli eventi bellici, fatto prigioniero in Africa dalle truppe inglesi e consegnato agli alleati statunitensi, trascorre tre anni in un campo di prigionia in Texas, durante i quali decide<strong> l\u2019abbandono della professione medica e di dedicarsi totalmente alla pittura. Tornato in Italia dopo la guerra, nel 1946, dopo un breve soggiorno nella citt\u00e0 natale si reca a Roma dove avvia il suo noviziato professionale nella pittura.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella capitale, ospite presso un cugino materno, esibisce una iniziale pittura di figurazione di cui si fanno garanti critici i poeti Leonardo Sinisgalli e Libero De Libero che, per due anni consecutivi, lo invitano nella galleria La Margherita, sede romana di due mostre personali a lui dedicate in quella temperie di stimolanti proposte artistiche all\u2019indomani del secondo conflitto mondiale. D<strong>opo un viaggio compiuto nel 1948 a Parigi, Burri inizia a configurare un proprio linguaggio<\/strong> rivolgendo un interesse particolare ai <strong>materiali ritenuti extra-pittorici come il catrame, la pietra pomice, le colle ed altri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019introduzione di tali materiali nella sua pittura dischiude all\u2019artista una straordinaria libert\u00e0 operativa, spingendolo a concepire una differente dimensione del colore, recuperato nelle valenze cromatiche gi\u00e0 esistenti nella realt\u00e0 di quei materiali<strong>; il nero del catrame, il grigio della pietra pomice, l\u2019ocra delle colle e dei primi tessuti come la juta e i sacchi riciclati,<\/strong> rammendati e consunti da un \u2018vissuto\u2019 che, nella creazione del dipinto, ne aumenta in modo esponenziale la pregnanza e la \u2018presenza\u2019 fisica reale. Ben presto la pittura di Burri conquista la scena artistica nazionale e internazionale per la forte carica evocativa e drammatica del suo linguaggio pittorico<strong>, designandolo come l\u2019artista della materia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nascono cos\u00ec, dopo i Catrami (1948-49), i Sacchi (1949-50), i Gobbi (1950), le Combustioni di carte (1953), ma anche di legni e Plastiche (1957), i Ferri (1958), i Legni (1958), le Combustioni di plastiche trasparenti (1962), i Cretti acrovinilici (1973) e i Cellotex (1952-53), composti lignei dipinti ad acrilico (dal 1973 al 1993).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mostra: BURRIRAVENNAORO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sede: MAR &#8211; Museo d\u2019Arte della citt\u00e0 di Ravenna<br \/>\nEnti organizzatori: Comune di Ravenna &#8211; Assessorato alla Cultura, MAR &#8211; Museo d\u2019Arte della citt\u00e0 di Ravenna, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri<br \/>\nA cura di: Bruno Cor\u00e0<br \/>\nPeriodo: 14 ottobre 2023 &#8211; 14 gennaio 2024<br \/>\n<strong>Inaugurazione: 13 ottobre 2023, ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VIII Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna<\/strong><br \/>\n<strong>14 ottobre 2023 \u2013 14 gennaio 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il MAR &#8211; Museo d\u2019Arte della Citt\u00e0 di Ravenna, nell\u2019ambito dell\u2019VIII Biennale di Mosaico Contemporaneo, presenta BURRIRAVENNAORO, un\u2019importante mostra dedicata ad Alberto Burri, a cura<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":117225,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[26862,26861],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/117221"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=117221"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/117221\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":117226,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/117221\/revisions\/117226"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/117225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=117221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=117221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=117221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}