{"id":117238,"date":"2023-04-13T18:02:43","date_gmt":"2023-04-13T16:02:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=117238"},"modified":"2023-04-14T19:55:15","modified_gmt":"2023-04-14T17:55:15","slug":"mostre-a-bellagio-co-ingresso-libero-betto-lotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=117238","title":{"rendered":"Mostre a Bellagio (Co) &#8211; ingresso libero &#8211; Betto Lotti"},"content":{"rendered":"<p>TORRE DELLE ARTI BELLAGIO<br \/>\nSalita Plinio, 25 Bellagio &#8211; Como<\/p>\n<p><strong>BETTO LOTTI (1894 \u2013 1977)<\/strong><br \/>\n<strong>DI ARTE E DI VITA<\/strong><br \/>\na cura di <strong>Luigi Cavadini<\/strong><\/p>\n<p><strong>29 aprile \u2013 21 maggio 2023<\/strong><br \/>\n<strong>inaugurazione sabato 29 aprile, ore 17<\/strong><br \/>\nEvento dedicato al Primo Maggio, Festa dei Lavoratori<\/p>\n<figure id=\"attachment_117240\" aria-describedby=\"caption-attachment-117240\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/betto_lotti_1200-le_mondine_olio_su_tela_1952-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-117240\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/betto_lotti_1200-le_mondine_olio_su_tela_1952-1-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/betto_lotti_1200-le_mondine_olio_su_tela_1952-1-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/betto_lotti_1200-le_mondine_olio_su_tela_1952-1-1024x795.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/betto_lotti_1200-le_mondine_olio_su_tela_1952-1-768x596.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/betto_lotti_1200-le_mondine_olio_su_tela_1952-1-386x300.jpg 386w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/betto_lotti_1200-le_mondine_olio_su_tela_1952-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-117240\" class=\"wp-caption-text\">cliccare per ingrandire -betto_lotti_le_mondine_olio_su_tela_1952<\/figcaption><\/figure>\n<p>La Torre delle Arti di Bellagio ospita dal 29 aprile al 21 maggio 2023 la mostra<strong> \u201cBetto Lotti (1894 \u2013 1977). Di arte e di vita\u201d a cura di Luigi Cavadini<\/strong>. Attraverso una selezione di <strong>40 opere, l\u2019esposizione approfondisce alcuni temi e tecniche<\/strong> che hanno caratterizzato la produzione artistica di Betto Lotti, strettamente legata al<strong> rapporto tra l\u2019arte e la vita quotidiana; in particolare il tema del lavoro<\/strong> viene raccontato da diversi punti di vista nelle tre sezioni che danno vita alla mostra.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inaugurazione di sabato 29 aprile alle ore 17<\/strong> mette al centro la tematica del lavoro con un evento dedicato al Primo Maggio, Festa dei Lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna, realizzata da LottiArt di Daniele Lotti e Lauretta Scicchitano, con il patrocino del Comune di Bellagio, in collaborazione con L\u2019Associazione culturale Torre delle Arti, si apre con l\u2019Arte e i mestieri del \u2018900.<strong> Grandi spazi aperti sono descritti da Lotti con pennellate morbide e sfumate che creano atmosfere dal sapore sospeso in cui il lavoro scandisce i ritmi delle giornate come in Chioggia, acquerello del 1950<\/strong> dove si riconosce un <strong>gruppo di pescatori al lavoro sul molo, oppure Contadini, 1940 o la preziosa china del 1952, Le Mondine,<\/strong> dove le figure, rese con pochi tratti sapienti, narrano la gestualit\u00e0 naturale e la semplicit\u00e0 che caratterizzano la vita rurale del tempo.<br \/>\nNella descrizione degli<strong> spazi interni come l\u2019osteria, il laboratorio di sartoria e lo studio d\u2019artista L<\/strong>otti d\u00e0 vita ad opere che vanno oltre la semplice rappresentazione di ambienti e, grazie alla magistrale gestione di luce e colore oltre alla padronanza di <strong>numerose tecniche come l\u2019acquerello, la china e l\u2019olio, ricrea situazioni legate a un passato recente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nello spazio intermedio della torre sono ospitate Storie di fatica e bellezza in cui l\u2019universo del lavoro femminile viene raccontato con sensibilit\u00e0 e rispetto.<\/strong> In queste opere di grande espressivit\u00e0 e semplicit\u00e0 di esecuzione emergono, grazie a pochi segni grafici, i corpi<strong> impegnati nel duro lavoro quotidiano come quello de La Pescivendola, sanguigna del 1927 o delle Donne al Pozzo, china acquerellata del 1944;<\/strong> le storie del lavoro quotidiano sono delineate da Lotti con la stessa maestria e attenzione dedicate all\u2019abbraccio tra una madre e il suo bambino, Madre del 1966, e con la stessa leggerezza espressiva di Dame dans le vent del 1925 in cui linee sinuose, le ombre nette e le campiture piatte descrivono, in una strada dal gusto metafisico, una figura femminile sospinta dal vento.<br \/>\n<strong>Con questa sezione dedicata alle donne LottiArt sostiene Telefono Donna Como<\/strong>, associazione di volontariato che opera sul territorio della provincia di Como dal 1991 come luogo di ascolto, incontro e protezione per tutte le donne italiane e straniere che subiscono violenze e maltrattamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esposizione si conclude con la sala dedicata ai Grandi cantieri di inizio secolo<\/strong>; disegni e acqueforti di grandi dimensioni come I costruttori del 1914, Disarmo e Nel cantiere entrambi del 1916 raccontano la <strong>vivacit\u00e0 e il dinamismo che hanno caratterizzato i primi anni del Novecento. \u201cSiamo alla met\u00e0 del secondo decennio del \u2018900. Lotti ha vent\u2019anni<\/strong> o poco pi\u00f9 e le sue qualit\u00e0 grafiche si rivelano gi\u00e0 particolarmente mature \u2013<strong> afferma il curatore Luigi Cavadini &#8211; Il segno e il disegno non sono pi\u00f9 unicamente prodotti d\u2019Accademia, ma hanno acquisito freschezza e una capacit\u00e0 descrittiva che trova nel bianco e nero della matita<\/strong> (e delle incisioni<strong> all\u2019acquaforte) un ancoraggio sicuro per andare oltre la semplice rappresentazione<\/strong>. A guardar bene questi lavori vi si ritrova<strong> un certo spirito tipico del futurismo,<\/strong> da riconoscersi a fronte di cantieri complessi negli <strong>intriganti dinamismi degli operai al lavoro\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cenni biografici. Betto Lotti (1894 &#8211; 1977) nasce a Taggia (Imperia),<\/strong> frequenta <strong>il Liceo Artistico a<\/strong> <strong>Venezia e si iscrive all\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze<\/strong> dove stringe amicizia con Ottone Rosai. Ultimati gli studi, prosegue l\u2019attivit\u00e0 artistica<strong>: carboncino, pittura a olio, acquerello e incisione<\/strong> sono le tecniche che predilige. <strong>Frequenta artisti come Carr\u00e0, Soffici, Papini, Campana<\/strong> con i quali condivide anni di grande fervore culturale ed artistico. Lotti gi\u00e0 dalle prime collettive di acqueforti mostra una precoce inclinazione naturale a questa tecnica e ottiene importanti riconoscimenti; nel 1913 a Firenze, in occasione della prima mostra personale con Rosai, i due artisti ricevono grandi apprezzamenti da parte di Marinetti, Boccioni, Carr\u00e0, Papini e Soffici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Durante la Prima Guerra Mondiale viene internato in un campo di concentramento<\/strong> in Austria dove continua a dipingere. Nel 1918 torna a Firenze e frequenta il vivace ambiente artistico dello storico caff\u00e8 delle Giubbe Rosse. I<strong>n questi anni Lotti avvia una proficua attivit\u00e0 di giornalista, illustratore e cartellonista in Italia e all\u2019estero.<\/strong> Nel<strong> 1936 vince la cattedra di disegno a Como<\/strong> dove si trasferisce con la famiglia. <strong>Durante i suoi quasi 40 anni di vita vissuta a Como, Lotti conosce gli astrattisti comaschi consolidando il legame con Mario Radice, Manlio Rho, Aldo Galli, Carla Badiali, esponenti dello storico \u201cGruppo Como\u201d<\/strong>. Egli <strong>non aderisce per\u00f2 alle teorie degli amici astrattisti,<\/strong> ma indubbiamente risente della loro influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua pittura si fa pi\u00f9 asciutta, pi\u00f9 attenta alle forme.<strong> Si spegne improvvisamente a Como il 13 aprile del 1977.<\/strong> Partecipa a mostre collettive e personali in sedi istituzionali e private ed \u00e8 considerato una personalit\u00e0 di rilievo nel panorama artistico.<br \/>\nNella sua carriera ottiene riconoscimenti e premi, le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, come la Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli del Comune di Milano, la Pinacoteca Civica di Como e il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Su di lui sono stati pubblicati numerosi articoli, cataloghi e testi critici, fra cui si ricordano quelli di Luciano Caramel, Raffaele De Grada e Elena Pontiggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Coordinate mostra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolo Betto Lotti (1894 \u2013 1977). Di arte e di vita<br \/>\n<strong>A cura di Luigi Cavadini<\/strong><br \/>\nSede Torre delle Arti Bellagio, salita Plinio, 25 Bellagio &#8211; Como<br \/>\nDate 29 aprile &#8211; 21 maggio 2023<br \/>\nInaugurazione sabato 29 aprile, ore 17<br \/>\nOrari da luned\u00ec a venerd\u00ec ore 10.30 &#8211; 13.30 \/ 14.30 &#8211; 17.30 | sabato &#8211; domenica 11.00 &#8211; 18.00<br \/>\n<strong>Ingresso libero<\/strong><br \/>\nInfo al pubblico info@lottiart.it &#8211;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TORRE DELLE ARTI BELLAGIO Salita Plinio, 25 Bellagio &#8211; Como BETTO LOTTI (1894 \u2013 1977) DI ARTE E DI VITA a cura di Luigi Cavadini<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":117244,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[26866,26865],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/117238"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=117238"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/117238\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":117243,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/117238\/revisions\/117243"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/117244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=117238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=117238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=117238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}