{"id":117272,"date":"2023-04-13T19:43:32","date_gmt":"2023-04-13T17:43:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=117272"},"modified":"2023-04-13T19:43:32","modified_gmt":"2023-04-13T17:43:32","slug":"18a-mostra-internazionale-di-architettura-la-biennale-di-venezia-il-laboratorio-del-futuro-dal-20-maggio-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=117272","title":{"rendered":"18a Mostra Internazionale di Architettura &#8211; La Biennale di Venezia &#8211; Il Laboratorio del Futuro dal 20 maggio 2023"},"content":{"rendered":"<p><strong>San Marino alla 18a Mostra Internazionale di Architettura &#8211; La Biennale di Venezia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Progetto Ospite Ospitante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che tipo di ospiti dobbiamo essere e quale tipo di <strong>ospitalit\u00e0 dobbiamo offrire per produrre il futuro che desideriamo?<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_117278\" aria-describedby=\"caption-attachment-117278\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Biennale-architettura-1200-23-San-Marino.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-117278\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Biennale-architettura-1200-23-San-Marino-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Biennale-architettura-1200-23-San-Marino-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Biennale-architettura-1200-23-San-Marino-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Biennale-architettura-1200-23-San-Marino-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Biennale-architettura-1200-23-San-Marino.jpg 840w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-117278\" class=\"wp-caption-text\">cliccare per ingrandire<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono le<strong> linee distintive tra ospite e ospitante<\/strong>, se visti attraverso diverse lenti scalari, temporali o politiche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In linea con il tema proposto dalla 18. Mostra Internazionale di Architettura &#8211; La Biennale di Venezia, Il <strong>Laboratorio del Futuro<\/strong>, la <strong>partecipazione nazionale sammarinese, con il progetto Ospite Ospitante,<\/strong> si configura come <strong>un vero e proprio laboratorio di co-progettazione su tematiche legate all\u2019ospitalit\u00e0,<\/strong> parte di un progetto di ricerca internazionale e pluriennale, fondato su<strong> luoghi e bisogni reali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Padiglione della Repubblica d<strong>i San Marino avr\u00e0 sede, dal 20 maggio al 26 novembre 2023, all\u2019interno della Fucina del Futuro (Castello, 5063b) e negli spazi aperti di Calle e Campo San Lorenzo, nel cuore del Sestiere di Castello.<\/strong> A rappresentare la Repubblica pi\u00f9 antica del mondo, sar\u00e0 l\u2019artista Vittorio Corsini, affiancato da un gruppo di ricerca composto da Studenti, Designer e Ricercatori delle Universit\u00e0 sammarinesi, veneziane e internazionali con le comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto Ospite Ospitante si articoler\u00e0 in <strong>due sale, distinte ma connesse<\/strong>, concepite come due organismi tra loro in tensione. Il primo spazio, dedicato alle opere di Vittorio Corsini,<strong> avr\u00e0 la funzione di decompressione, sospensione dal caos esterno, favorendo una dimensione contemplativa, di rigenerazione del pensiero sui temi e i valori essenziali dell\u2019essere oggi. Il secondo spazio consentir\u00e0, invece, di trasformare il pensiero in azione, attraverso workshop progettuali di co-design con la partecipazione di studenti, designer, cittadini, scultori, sociologi, agricoltori, artigiani e visitatori di passaggio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partecipazione della Repubblica di San Marino alla Biennale Architettura 2023 \u00e8 stata fortemente voluta dalla Segreteria di Stato per l\u2019Istruzione e la Cultura e dalle Segreterie di Stato con delega al Territorio e al Turismo, supportate dal commissario Riccardo Varini, dal vice commissario Paolo Rondelli, dai curatori Michael Kaethler e Marco Pierini, dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di San Marino e da FR Art Events, azienda sammarinese che si conferma nel ruolo di organizzatore dopo l\u2019esperienza maturata con la Biennale Arte 2022.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abIl Padiglione di San Marino, situato nella splendida cornice di Sestiere di Castello<\/strong> &#8211; dichiara il Segretario di Stato per l\u2019Istruzione e la Cultura Andrea Belluzzi &#8211; <strong>\u00e8 stato allestito grazie a un lavoro corale portato avanti da FR Art Events, dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Repubblica di San Marino<\/strong>, dal Commissario Riccardo Varini, dai curatori Michael Kaethler e Marco Pierini e dalla Project Manager Anna Guerra, sotto la supervisione del Comitato Scientifico. A tutti loro rivolgo, anche a nome dei colleghi Segretari di Stato, un sentito ringraziamento. <strong>Nella sua storia San Marino \u00e8 sempre stata una terra ospitale e il tema scelto da San Marino per questa Biennale \u00e8 proprio l\u2019ospitalit\u00e0.<\/strong> Il Padiglione \u00e8 costruito come <strong>un libero dialogo tra due mostre in due stanz<\/strong>e. <strong>La prima mostra \u00e8 un\u2019installazione interattiva<\/strong> di Vittorio Corsini, artista di chiara fama, che porta il pubblico nel cuore dell\u2019esperienza dell\u2019ospitalit\u00e0. La <strong>seconda mostra, ispirata alla prima e posta accanto ad essa, \u00e8 un &#8220;Laboratorio di ricerca esplorativo&#8221; che coinvolger\u00e0 vari artisti, designer, filosofi, sociologi e antropologi per riflettere sul tema della ospitalit\u00e0.<\/strong> La Biennale di Venezia costituisce indubbiamente un\u2019occasione unica per promuovere il Paese. Nell\u2019intento del governo sammarinese, per\u00f2, l\u2019esposizione dovr\u00e0 servire anche a valorizzare l\u2019offerta culturale della Repubblica e ad instaurare nuove relazioni con professionisti del settore, scuole di alta formazione, enti e fondazioni culturali di tutto il mondo. <strong>San Marino vuole presentarsi sullo scenario internazionale come un territorio ricco di fermento culturale, amico degli artisti e sostenitore delle diverse forme d\u2019arte<\/strong>. Dopo gli anni dell\u2019emergenza sanitaria, \u00e8 tempo di ridare spazio alla creativit\u00e0 e alla bellezza. La Repubblica di San Marino \u00e8 pronta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abSiamo tutti ospiti su questa Terra<\/strong> &#8211; sostengono i curatori Michael Kaethler e Marco Pierini &#8211; eppure siamo anche tutti ospitanti, nel modo in cui possiamo, o non possiamo, proteggere, sostenere e nutrire gli altri esseri (umani e non), presenti negli spazi in cui viviamo, attraverso le nostre azioni e le nostre scelte. Il Padiglione della Repubblica di San Marino vuole esplorare il tema dell\u2019ospitalit\u00e0, dall\u2019immateriale al materiale, e dall\u2019umano all\u2019oltreumano, spostando l\u2019attenzione dalla dimensione dell\u2019individuo a quella collettiva, per indagare le opportunit\u00e0 che le architetture sanno offrire in termini di relazioni sinergiche tra organismi, luoghi e ambiente. Architetture della natura o dell\u2019uomo capaci di ospitare ed esaltare forme spaziali virtuose di co-progettazione, produzione e interazione, coinvolgendo gesti, oggetti e azioni. Accoglienti, inclusive, empatiche ed espansive\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partecipazione sammarinese alla Biennale Architettura 2023 vuole proporre un approccio non solo espositivo, ma soprattutto esplorativo ed esperienziale. Il contesto teorico ed applicativo prende forma all\u2019interno di un contesto di ricerca dal carattere internazionale e multidisciplinare. <strong>Comunit\u00e0, alimentazione, interspecie e religione<\/strong> sono le quattro categorie d\u2019indagine che definiscono linee e dimensioni della ricerca, in base alle relazioni che gli esseri viventi sono in grado di instaurare con l\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abIl Padiglione ha sede all\u2019interno di un\u2019insula che rappresenta una tipica microcomunit\u00e0 di Venezia,<\/strong> &#8211; dichiara il commissario Riccardo Varini &#8211; con il Campo e la Chiesa di San Lorenzo, la biblioteca di quartiere, una sede della municipalit\u00e0 e una casa di riposo per anziani. La posizione del complesso \u00e8, quindi, particolarmente indicata per attuare progetti di co-design con le comunit\u00e0 del luogo, ascoltando i loro bisogni per mettere in atto un piano strategico pluriennale, sociale, economico e ambientale, di riattivazione sinergica dell\u2019ospitalit\u00e0 nel luogo, all\u2019interno di una concezione ecosistemica del fare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abFra i temi presenti nel lavoro di Vittorio Corsini &#8211; spiegano i curatori Michael Kaethler e Marco Pierini &#8211; quelli della cura, dell\u2019abitare, della casa, delle relazioni interpersonali e del rapporto dell\u2019uomo con l\u2019ambiente dove la vita si svolge, appaiono ricorrere con maggiore costanza lungo trent\u2019anni di attivit\u00e0, contribuendo a rendere omogenee opere e pratiche diverse per materia, dimensione, occasione, destinazione. La scultura non \u00e8 mai stata per Corsini elemento da contemplare bens\u00ec un dispositivo, uno strumento per vivere e agire lo spazio, un mezzo per mettere in relazione persone\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il Padiglione della Repubblica di San Marino, Vittorio Corsini ha realizzato <strong>tre nuove opere, tenendo presente non soltanto il tema portante dell\u2019ospitalit\u00e0, ma anche la natura, la storia e la morfologia dello spazio nel quale dovranno essere collocate.<\/strong> La prima (Esercizio 2, 2023), costituita da un cubo in plexiglas (cm 200x200x200), sar\u00e0 posta al centro della stanza e consentir\u00e0<strong> l\u2019ingresso al proprio interno a una persona alla volta; attraverso la simultanea azione di circa 2.000 led bianchi, l\u2019opera reagir\u00e0 alla presenza umana con una sorta di alito luminoso esemplato sul respiro umano<\/strong> <strong>durante la meditazione,<\/strong> pulsazione capace di creare una condizione totalmente immersiva e intima, pur percepibile anche da chi rimanga all\u2019esterno. <strong>Una dimensione altra condivisa da tre giovanissimi protagonisti di altrettanti video (Here everyday, 2023), intenti a ballare la &#8220;loro&#8221; musica, che rimane per\u00f2 negata allo spettatore.<\/strong> Ciascuno di essi verr\u00e0 infatti ripreso in uno spazio assolutamente bianco, dominato soltanto dal ritmo e dall\u2019energia del corpo in movimento. Primo video mai realizzato da Corsini, Here everyday interagir\u00e0 con lo spazio esterno, e in particolare con il vento, che determiner\u00e0 la velocit\u00e0 del movimento. <strong>Il silenzio che avvolger\u00e0 lo spazio interno potr\u00e0 sciogliersi, invece, grazie alla terza opera (Welcome chairs, 2023), collocata sulla via, a fianco della porta d\u2019ingresso. Una coppia di sedie in bronzo, invito alla sosta e alla conversazione, al dialogo,<\/strong> alla partecipazione del visitatore del Padiglione cos\u00ec come dell\u2019abitante del quartiere e del passante casuale, persino quello che non sappia &#8211; o non si accorga &#8211; di essere sulla soglia di uno spazio espositivo. Una scultura in cui la narrazione diventa fatto architettonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella seconda sala sar\u00e0 allestito un vero e proprio laboratorio di progetto, denominato Hospitality Lab, che agir\u00e0<\/strong> in base ad una precedente fase di mappatura delle necessit\u00e0 della popolazione locale. Lungo i sette mesi della durata della Biennal<strong>e, saranno organizzate attivit\u00e0 di co-design tra studenti, docenti di diverse universit\u00e0 sammarinesi, italiane e straniere ed esponenti delle comunit\u00e0 artigianali, commerciali, degli anziani residenti nella vicina casa di risposo e delle comunit\u00e0 di bambini della zona di San Lorenzo.<\/strong> Verranno organizzati <strong>numerosi workshop progettuali tematici<\/strong> <strong>della durata di una settimana<\/strong>, che affronteranno progetti distinti, in base alle necessit\u00e0 emerse dalla prima fase di mappatura. Man mano che i progetti si chiuderanno, gli studenti universitari si occuperanno di allestire una stratificazione di mostre che arricchiranno gli spazi di idee e visioni. Parallelamente si intendono realizzare alcune di queste idee attraverso la<strong> produzione di manufatti, quali arredi mobili per usi futuri della Fucina del Futuro, prodotti relazionanti per gli anziani, giochi per bambini, micro architetture effimere<\/strong> per il Campo e gli spazi aperti limitrofi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019ospitalit\u00e0 \u00e8 un atto, un gesto e un\u2019intenzione verso l\u2019altro. L\u2019ospitalit\u00e0 determina quanto permettiamo a questo &#8220;altro&#8221; di entrare nei nostri spazi e zone di comfort, quanto gli permettiamo di influenzare chi siamo e come viviamo\u00bb, conclude Michael Kaethler.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maggiori informazioni relative alla partecipazione nazionale sammarinese alla Biennale Architettura 2023, organizzata da FR Art Events e Universit\u00e0 degli Studi della Repubblica di San Marino, sono disponibili all\u2019indirizzo www.biennaleveneziasanmarino.com, Facebook @biennaleveneziasanmarino, Instagram @biennalevenezia_sanmarino. Hashtag ufficiali: #biennaleveneziasanmarino &#8211; #ospiteospitante &#8211; #vittoriocorsini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Marino alla 18a Mostra Internazionale di Architettura &#8211; La Biennale di Venezia Progetto Ospite Ospitante Che tipo di ospiti dobbiamo essere e quale tipo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":117277,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/117272"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=117272"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/117272\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":117279,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/117272\/revisions\/117279"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/117277"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=117272"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=117272"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=117272"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}