{"id":118944,"date":"2023-05-16T19:35:56","date_gmt":"2023-05-16T17:35:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=118944"},"modified":"2023-05-16T19:35:56","modified_gmt":"2023-05-16T17:35:56","slug":"salute-farmaci-generici-a-rischio-sparizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=118944","title":{"rendered":"Salute &#8211; Farmaci generici a rischio sparizione ?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Rischio irreversibile di carenze per farmaci generici<\/strong><\/p>\n<p><strong>I cittadini italiani hanno speso ancora una volta poco pi\u00f9 di un miliardo di euro di tasca propria per ritirare il medicinale non generico e pi\u00f9 costoso<\/strong>\u00a0<strong>&#8211; invece che il generico-equivalente, interamente rimborsato dal SSN.<\/strong><\/p>\n<p><strong>EGUALIA<\/strong> (gi\u00e0 Assogenerici) \u00e8 l<strong>\u2019organo ufficiale di rappresentanza dell\u2019industria dei farmaci generici<\/strong> <strong>equivalenti, biosimilari<\/strong> e value added medicines in Italia<\/p>\n<p><strong>Report Egualia<\/strong> \/ <strong>Pianeta generici: stagnazione fa rima con \u201csparizione\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati dei rapporti annuali sul <strong>mercato italiano dei generici e dei biosimilari. L\u2019allarme della filiera europea su rischio irreversibile di carenze.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u2013 Ancora un <strong>anno sospeso tra stagnazione e depressione per il mercato italiano dei farmaci generici-equivalenti<\/strong> che nel 2022, al bancone della farmacia, <strong>hanno assorbito il 22% del totale del mercato a confezioni e appena il 14,81% del mercato<\/strong> a valori, con una crescita in valore assoluto del numero delle confezioni vendute (1,8mld contro 1,7 del 2021),<strong> ma una flessione in termini di incidenza percentuale (- 0,6%) causato dalla crescita maggiore del segmento branded<\/strong> ( ovvero il segmento del farmaco non generico e pi\u00f9 costoso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mentre i cittadini hanno speso ancora una volta poco pi\u00f9 di un miliardo di euro di tasca propria per ritirare il brand off patent &#8211; pi\u00f9 costoso (si tratta del farmaco non generico)<\/strong> <strong>&#8211; invece che il generico-equivalente, interamente rimborsato dal SSN.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tracciare il bilancio \u2013 proprio nei giorni in cui in Europa \u00e8 stato lanciato l\u2019allarme per la progressiva sparizione dei medicinali generici dai mercati nazionali dell\u2019Unione &#8211; \u00e8 il Rapporto annuale del Centro studi Egualia sul mercato italiano dei farmaci generici, che assegna agli equivalenti il 29% del mercato complessivo dei farmaci fuori brevetto contro il 71% detenuto dai brand a brevetto scaduto. A valori il mercato dei generici-equivalenti quota 1,6 miliardi di euro di cui quasi l\u201982% in Classe A, totalmente rimborsabile dal SSN,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello regionale, <strong>il ricorso alle cure equivalenti continua ad essere privilegiato al Nord (38,8% a unit\u00e0 e 31,5% a valori), rispetto al Centro (28,2% a unit\u00e0 e 24,7% a valori) e al Sud<\/strong> (23% a unit\u00e0 e 20,2% a valori), a fronte di una media Italia del 31,1% a confezioni e del 26,4% a valori.<strong> L\u2019incidenza maggiore dei consumi di generici equivalenti si registra nella P.A. di Trento (43,8%), , in Friuli Venezia Giulia (40,9%) e in Piemonte (39%).<\/strong> In coda per consumi di generici-equivalenti Calabria (21,3%),Campania (21,4%) e Sicilia (22%),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Trend analogo per la spesa in corsia,<\/strong> che registra la <strong>predominanza assoluta dei prodotti in esclusiva, titolari dell\u201986,2% del giro d\u2019affari nel canale ospedaliero contro il 7,8% dei brand a brevetto scaduto e il 6,1% dei generici-equivalenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Generici: rischio desertificazione industriale in UE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019andamento del mercato nazionale rispecchia tutti i fenomeni reiteratamente denunciati dal comparto dei produttori europei del settore:<strong> l\u2019intera filiera dei farmaci generici \u00e8 sotto forte pressione, con prezzi spinti al limite della loro sostenibilit\u00e0<\/strong> e sta sperimentando, rispetto al passato, un un\u2019ancor pi\u00f9 rapido consolidamento &#8211; non solo a livello di produzione di principi attivi ma anche di prodotti finiti &#8211; che rischia di <strong>creare ulteriori carenze oltre a quelle gi\u00e0 sperimentate nel corso degli ultimi mesi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo lo studio presentato pochi giorni fa dall\u2019associazione europea del settore, Medicines for Europe di <strong>tutti generici disponibili 10 anni fa, il 26% di questi \u00e8 scomparso dai mercati europei ed in particolare il 33% degli antibiotici e il 40% dei farmaci antitumorali<\/strong> (The case of Europe\u2019s disappearing medicine cabinet). I<strong>noltre, pi\u00f9 di due terzi (69%) dei farmaci generici ancora sul mercato europeo possono contare attualmente solo su uno o due fornitori:<\/strong> una condizione che rende difficile far fronte ad eventuali nuovi fenomeni di carenza. Ultimo dato &#8211; altrettanto drammatico &#8211;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>20 anni fa l&#8217;Europa produceva circa la met\u00e0 degli ingredienti necessari per produrre i suoi medicinali, mentre ora \u00e8 scesa a circa un quinto.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>In tutti i Paesi Ue gli scaffali sono sempre pi\u00f9 vuoti,<\/strong> con una variet\u00e0 limitata di medicinali essenziali forniti da un solo produttore. Questo perch\u00e9<strong> le leggi nazionali tendono a premiare i fornitori di farmaci solo in base al prezzo pi\u00f9 basso e ignorano il tema della sostenibilit\u00e0,<\/strong> che porta rapidamente ad un\u2019industria meno resiliente e catene di approvvigionamento meno solide\u00bb, spiega Philippe Drechsle (presidente del comitato di produzione e membro del comitato esecutivo di Medicines for Europe). \u00abLe politiche di determinazione dei prezzi a livello nazionale devono prevedere regole di mercato dinamiche, appalti multi-criterio e multi-vincitore, meccanismi di <strong>adeguamento dei prezzi legati all\u2019inflazione.<\/strong> L\u2019Europa deve invece puntare su un quadro politico semplificato <strong>prevedendo disposizioni sulla sicurezza dell\u2019approvvigionamento e la salvaguardia ambientale industrialmente compatibili, nonch\u00e9 politiche industriali che introducano meccanismi di finanziamento efficienti e competitivi a sostegno della produzione di medicinali in Europa<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Biosimilari: Italia avanti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A distinguere l\u2019Italia dagli altri mercati farmaceutici europei \u00e8 invece <strong>la performance dei biosimilari: secondo i dati contenuti nell\u2019ultimo Rapporto del Centro studi Egualia sul mercato italiano dei farmaci biosimilari 2022 le 15 molecole in commercio in versione biosimilare, hanno fatto registrare una crescita del 5% rispetto all\u2019anno precedente, assorbendo il 48% dei consumi nazionali (43% nel 2021)<\/strong> contro il 52% (57% nel 2021) detenuto dai corrispondenti originatori. Di queste, ben 11 sono protagoniste sul mercato nazionale del sorpasso nelle vendite di biosimilare rispetto al biologico originatore, arrivando ad assorbire oltre il 50% del mercato della molecola. <strong>Primo in classifica Filgrastim biosimilare (farmaco essenziale per i pazienti in chemioterapia citotossica), i cui biosimilari in commercio hanno assorbito il 97,23% del mercato della molecola a volumi,<\/strong> contro un residuale 2,77% ancora detenuto dal biologico originatore. Seguono a stretto giro gli anticorpi monoclonali Rituximab (95,36% del mercato a volumi) e Infliximab (94,89%), le Epoetine (93,12% del mercato) e Bevacizumab (92,08%). L\u2019analisi del consumo di biosimilari per tutte le molecole con biosimilare in commercio conferma <strong>cinque mercati in testa alla classifica. Primi Valle d\u2019Aosta e Piemonte, con una quota di biosimilari pari al 73,6%<\/strong> rispetto al mercato delle molecole di riferimento. Seguono Marche (68,8%), Liguria (61,2%), Sicilia (59%) e Toscana (58,1%). Fanalini di coda Lombardia (25,3%), Sardegna (32,6%) e Calabria (36,4%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>www.egualia.it<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">__________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>EGUALIA (gi\u00e0 Assogenerici) \u00e8 l\u2019organo ufficiale di rappresentanza dell\u2019industria dei farmaci generici equivalenti, biosimilari e value added medicines in Italia<\/strong>. L\u2019associazione, fondata nel 1993, rappresenta oggi pi\u00f9 di cinquanta tra imprese multinazionali e aziende italiane dislocate su tutto il territorio nazionale, per un totale di 10mila occupati e quasi 40 siti produttivi. In ambito europeo, EGUALIA \u00e8 membro di Medicines for Europe (gi\u00e0 EGA), la voce delle industrie produttrici di farmaci generici equivalenti, biosimilari e value added medicines in Europa che rappresenta 350 siti produttivi e di ricerca con un totale di 160mila addetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rischio irreversibile di carenze per farmaci generici I cittadini italiani hanno speso ancora una volta poco pi\u00f9 di un miliardo di euro di tasca propria<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[27,14,19071,9411,48,29,26],"tags":[27133],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/118944"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=118944"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/118944\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":118948,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/118944\/revisions\/118948"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=118944"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=118944"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=118944"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}