{"id":119749,"date":"2023-06-05T19:51:19","date_gmt":"2023-06-05T17:51:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=119749"},"modified":"2023-06-06T19:35:35","modified_gmt":"2023-06-06T17:35:35","slug":"mostre-a-milano-diego-giacometti-fondazione-luigi-rovati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=119749","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; Diego Giacometti &#8211; Fondazione Luigi Rovati"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"francois-one editor-title\">DIEGO, L&#8217;ALTRO GIACOMETTI<\/h1>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 15 Marzo 2023 al 18 Giugno 2023<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>MILANO &#8211;<\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\"> Fondazione Luigi Rovati &#8211;<\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">\u00a0Corso Venezia 52<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_119753\" aria-describedby=\"caption-attachment-119753\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mOSTRE-1200-dIEGO-gIACOMETTI-tESTA-DI-LEONE.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-119753\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mOSTRE-1200-dIEGO-gIACOMETTI-tESTA-DI-LEONE-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mOSTRE-1200-dIEGO-gIACOMETTI-tESTA-DI-LEONE-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mOSTRE-1200-dIEGO-gIACOMETTI-tESTA-DI-LEONE-1024x767.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mOSTRE-1200-dIEGO-gIACOMETTI-tESTA-DI-LEONE-768x575.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mOSTRE-1200-dIEGO-gIACOMETTI-tESTA-DI-LEONE-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mOSTRE-1200-dIEGO-gIACOMETTI-tESTA-DI-LEONE.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-119753\" class=\"wp-caption-text\">Diego Giacometti Testa di leone 1934 e grande candelabro con navigatore 1965<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0da mercoled\u00ec a domenica, dalle ore 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">CuratoreI:<\/span>\u00a0Casimiro Di Crescenzo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Mostrte-1200-Diego-Giacometti-Testa-di-leone-mostra-23-Fondaz-ROVATI-MI.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-119757\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Mostrte-1200-Diego-Giacometti-Testa-di-leone-mostra-23-Fondaz-ROVATI-MI-300x202.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Mostrte-1200-Diego-Giacometti-Testa-di-leone-mostra-23-Fondaz-ROVATI-MI-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Mostrte-1200-Diego-Giacometti-Testa-di-leone-mostra-23-Fondaz-ROVATI-MI-1024x688.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Mostrte-1200-Diego-Giacometti-Testa-di-leone-mostra-23-Fondaz-ROVATI-MI-768x516.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Mostrte-1200-Diego-Giacometti-Testa-di-leone-mostra-23-Fondaz-ROVATI-MI-447x300.jpg 447w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Mostrte-1200-Diego-Giacometti-Testa-di-leone-mostra-23-Fondaz-ROVATI-MI.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span class=\"lato\">Biglietto:<\/span>\u00a0L&#8217;esposizione \u00e8 inclusa nel biglietto d&#8217;ingresso al Museo.<\/strong> Visita guidata alla mostra: ogni mercoled\u00ec alle ore 11 Costo: 20 \u20ac ( include il biglietto di ingresso all\u2019esposizione e al Museo) prenotazioni@fondazioniluigirovati.org<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fondazioneluigirovati.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.fondazioneluigirovati.org<\/a><\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 15\u00a0marzo\u00a0al 18 giugno 2023 Fondazione Luigi Rovati ospita la mostra &#8220;Diego<\/strong><em><strong>, l\u2019altro\u00a0<\/strong><\/em><strong>Giacometti&#8221;.<br \/>\nCurata da Casimiro Di Crescenzo,<\/strong> la mostra \u00e8 organizzata in collaborazione con PLVR Zurigo. Oltre sessanta opere tra <strong>sculture, arredi, piccoli animali e maquettes rappresentano le declinazioni del lavoro scultoreo e di design di Diego Giacometti<\/strong> e si inseriscono nell\u2019allestimento permanente del Museo d\u2019arte,<strong> nella prospettiva di un dialogo con l\u2019arte etrusca.<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prima mostra in Italia interamente dedicata all\u2019artista svizzero<\/strong>, accoglie<strong> opere provenienti dagli eredi di Diego Giacometti, dalla Fondation Giacometti di Parigi<\/strong>, dall\u2019Alberto Giacometti Stiftung &#8211; conservata presso la Kunsthaus di Zurigo -, dal Mus\u00e9e Picasso-Paris di Parigi e da collezioni private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Considerato da molti\u00a0<em>l\u2019altro<\/em> Giacometti, Diego (1902-1985) era fortemente legato ad Alberto (1901-1966).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0I\u00a0due fratelli vivono in un rapporto simbiotico nei quaranta anni passati insieme a Parigi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le assonanze formali tra le loro opere, <strong>Diego sviluppa uno stile artistico originale,<\/strong> caratterizzato dall&#8217;<strong>amore per la natura e gli animali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quella di Diego \u00e8 una produzione dallo stile immediatamente riconoscibile,<\/strong> che <strong>prende ispirazione dall\u2019archeologia e\u00a0dalla mitologia, combinate con elementi naturalistici e, anche, surreali.<\/strong> Gli oggetti prendono vita e acquistano una propria personalit\u00e0. Le opere esaltano l\u2019essenzialit\u00e0 della forma, le proporzioni perfette e il sottile gioco di equilibrio tra le diverse componenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019opera di Diego \u00e8 espressione dell&#8217;arte del XX secolo<\/strong>, in cui l&#8217;estetica e la funzionalit\u00e0 si fondono in modo armonioso. <strong>Le sue sculture in bronzo sono capolavori di elaborazione creativa e tecnica, in cui ogni dettaglio \u00e8 curato con estrema precisione<\/strong>; i suoi mobili sono progettati per essere utilizzati come sedute o come tavolini, ma allo stesso tempo sono opere d&#8217;arte uniche e ricercate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si sviluppa in <strong>quattro temi<\/strong>, approfonditi nel catalogo<strong>:<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\nTra scultura e design<\/strong>. Si evidenziano propensione, vocazione e talento di Diego per la tecnica scultorea, che apprende lavorando con Alberto influenzato dal clima artistico della Parigi degli anni &#8217;20 e &#8217;30. Insieme collaborano con il celebre designer francese Jean-Michel Frank, che inaugura la propria boutique nel 1935 in rue Faubourg Saint-Honor\u00e9: di quella inaugurazione resta una foto in cui con Frank compaiono Diego e Alberto. Si delinea in questo periodo quella propensione creativa che porter\u00e0 alla realizzazione di sculture e degli oggetti decorativi dei mobili in bronzo.<br \/>\n<strong><br \/>\nMobili e oggetti.\u00a0<\/strong>Sono il fulcro della sua originale e raffinata produzione di design. Il suo lavoro si esprime nella capacit\u00e0 di integrare arte e funzionalit\u00e0, creando opere che sono anche oggetti d\u2019uso. La tecnica di Diego Giacometti \u00e8 molto complessa: dallo schizzo su carta realizza una versione dell\u2019oggetto in cera o in gesso, cos\u00ec come in gesso esegue i suoi elementi compositivi, prima del passaggio alla forma definitiva in bronzo, realizzata attraverso il processo di fusione. Provvede personalmente a montaggio, saldatura e fissaggio, per poi terminare con la tecnica di cui \u00e8 maestro: la patinatura.<br \/>\n<strong><br \/>\nBestiario<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong>Gli animali sono per l\u2019artista non solo soggetti da rappresentare, ma amici e compagni di vita; non solo creature vive, ma un vero e proprio mondo fantastico di cui si \u00e8 sempre interessato sin da bambino nei boschi dei Grigioni, cos\u00ec come da adulto a Parigi: dal cucciolo Rigolo, al ragno che tesseva la tela nel suo studio, alla volpe Misrose, alla gatta Fofa. Insieme a Rembrandt Bugatti, Diego Giacometti \u00e8 uno tra i maggiori interpreti della rappresentazione artistica degli animali, un importante filone di ispirazione per molti scultori nella Parigi degli anni &#8217;30.<br \/>\n<strong><br \/>\nDiego come modello<\/strong>. Lo Spazio Bianco raccoglie una serie di ritratti di Diego:\u00a0<em>Diego, nourrisson,\u00a0<\/em>dipinto dal padre Giovanni nel 1902,\u00a0<em>T\u00eate d\u2019homme (III). Diego<\/em>\u00a0eseguito nel 1965 dal fratello Alberto<em>.\u00a0<\/em>La\u00a0<em>T\u00eate de Diego<\/em>\u00a0del 1914-15, in gesso, \u00e8 la prima scultura realizzata da Alberto ed \u00e8 contrapposta al bronzo\u00a0<em>T\u00eate de Diego<\/em>\u00a0del 1937.\u00a0<em>Buste mince sur socle (Am\u00e9nhofis)<\/em>,\u00a0del 1954, \u00e8 tra le prime opere in cui Alberto, attraverso la forte compressione della larghezza del volto di Diego, presenta allo spettatore due diverse e opposte visioni del modello, lati che non sono visibili nello stesso momento e che portano quindi ad una visione pluridimensionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra le opere pi\u00f9 significative in mostra:\u00a0<em>Lionne<\/em>\u00a0del 1931<\/strong>, prima scultura di Diego;\u00a0<em>Testa di leone<\/em>\u00a0del 1934, possente lavoro in pietra, che per anni fu visibile all\u2019ingresso della casa di famiglia a Maloja, prestito dall\u2019Alberto Giacometti-Stiftung;\u00a0<em>Table basse \u201cCarcasse\u201d mod\u00e8le \u00e0 la chauve-souris<\/em>\u00a0del 1975 e\u00a0<em>Console \u201cLa promenade des amis\u201d<\/em>\u00a0del 1976, tra le opere pi\u00f9 rappresentative del lavoro artistico di Diego;\u00a0<em>Torch\u00e8re, maquette demi-grandeur<\/em>\u00a0del 1983-84, un modello utilizzato per il Mus\u00e9e Picasso-Paris di Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nell\u2019ingresso del piano nobile\u00a0<em>Lanterne \u00e0 quatre lumi\u00e8res<\/em>\u00a0del 1983,<\/strong> creata per la filantropa e collezionista americana Rachel (Bunny) Lambert Mellon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infine, per la prima volta vengono esposti i tre\u00a0<em>Oiseaux<\/em>\u00a0creati nel 1942<\/strong> per il salotto dell&#8217;appartamento di Francis Gruber,\u00a0lo\u00a0<em>Specchio<\/em>\u00a0del 1942, nato da una fantasia barocca, la\u00a0<em>Mano<\/em>\u00a0del 1942-1944, e l\u2019<em>Applique aux panth\u00e8res<\/em>, un tempo collocata nella casa dell\u2019artista in rue du Moulin-Vert a Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Casimiro Di Crescenzo<\/strong>, curatore della mostra, racconta: <strong>q<\/strong><em><strong>uesta mostra \u00e8 stata l\u2019occasione per approfondire l\u2019opera di Diego e la sua relazione personale ed artistica con il fratello Alberto<\/strong> attraverso lo studio della corrispondenza con la famiglia. Il parallelismo biografico tra Diego ed Alberto consente di comprendere la genesi e l\u2019evoluzione artistica di Diego e ne conferma l\u2019assoluto talento<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sottolinea<strong>\u00a0Giovanna Forlanelli<\/strong>,\u00a0Presidente della Fondazione Luigi Rovati:\u00a0<em>La scelta di ospitare per la prima volta in Italia Diego Giacometti nel museo della Fondazione Luigi Rovati \u00e8 motivata dalla forte ispirazione che l\u2019artista trae dall\u2019arte etrusca. Dal piano ipogeo al piano nobile, le opere di Diego si inseriscono nel percorso\u00a0<\/em><em>permanente, nel dialogo continuo fra antico e contemporaneo, dimensione identitaria del nostro Museo d\u2019arte.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 accompagnata dal catalogo \u201cDiego, l\u2019<em>altro<\/em>\u00a0Giacometti\u201d a cura di Casimiro Di Crescenzo e pubblicato da Fondazione Luigi Rovati,\u00a0disponibile allo shop del Museo e online\u00a0(<a href=\"http:\/\/museo.fondazioneluigirovati.org\/it\/shop\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/museo.fondazioneluigirovati.org\/it\/shop&amp;source=gmail&amp;ust=1678895584496000&amp;usg=AOvVaw2pZ3mw2FTuQvyakE8xepE_\">museo.fondazioneluigirovati.org\/it\/shop<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I PODCAST<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In collaborazione con doppiozero, \u00e8 disponibile una nuova serie di podcast che prendono spunto dal lavoro dell&#8217;artista. I testi sono di Tiziano Scarpa, Silvia Ballestra e, prossimamente, Luigi Grazioli. I podcast sono gratuiti e disponibili su Apple Podcasts, Google Podcasts, Spotify e Spreaker.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I LABORATORI PER BAMBINI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sabato sono previsti laboratori<\/strong> per avvicinare i pi\u00f9 piccoli alla scultura di Diego Giacometti.<br \/>\n<strong><br \/>\nLa scultura tra forma e materia<\/strong><br \/>\n<em>Laboratorio bambini tra i 6 e gli 11 anni<\/em><br \/>\nTerracotta, gesso e bronzo sono alcuni dei materiali con i quali Diego Giacometti dava forma alle sue creazioni e plasmava le sue sculture: dopo la visita alla mostra, immaginiamo di entrare nel suo atelier per capire come lavorava e realizziamo una scultura traendo ispirazione dal mondo vegetale che tanto amava.<br \/>\n<strong><br \/>\nSabato 1\/4 29\/4 e 27\/05, ore 16<br \/>\nDurata 90 minuti<\/strong><br \/>\nCosto 20 euro: con il biglietto per il laboratorio \u00e8 incluso l&#8217;ingresso per un adulto<br \/>\nIl laboratorio si effettua con minimo 4 partecipanti; in caso di annullamento per mancato raggiungimento del numero minimo il biglietto \u00e8 automaticamente valido per una data successiva a scelta.<br \/>\nI biglietti saranno sempre non rimborsabili, i cambi sono possibili contattando l&#8217;Ufficio Prenotazioni (<a href=\"mailto:prenotazioni@fondazioneluigirovati.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">prenotazioni@fondazioneluigirovati.org<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nell\u2019atelier di Giacometti, animali d\u2019artista<\/strong><br \/>\n<em>Laboratorio bambini tra i 6 e gli 11 anni<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cani, gatti, uccelli, topi popolano le creazioni di Diego Giacometti, che amava osservare gli animali sia dal vero sia su libri illustrati. Dopo la visita alla mostra, con matite, colori, carte colorate e di diverse consistenze, i bambini progettano un oggetto nel quale gli animali sono i protagonisti.<br \/>\n<strong><br \/>\nSabato 18\/3 15\/4 e 13\/5, ore 16<br \/>\nDurata 90 minuti<\/strong><br \/>\n<strong>Costo 20 euro:<\/strong> con il biglietto per il laboratorio \u00e8 incluso l&#8217;ingresso per un adulto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DIEGO, L&#8217;ALTRO GIACOMETTI Dal 15 Marzo 2023 al 18 Giugno 2023 MILANO &#8211; Fondazione Luigi Rovati &#8211;\u00a0Corso Venezia 52 Orario:\u00a0da mercoled\u00ec a domenica, dalle ore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":119752,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[27280,27281],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/119749"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=119749"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/119749\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":119759,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/119749\/revisions\/119759"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/119752"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=119749"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=119749"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=119749"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}