{"id":123670,"date":"2023-09-06T20:55:28","date_gmt":"2023-09-06T18:55:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=123670"},"modified":"2023-09-07T20:20:38","modified_gmt":"2023-09-07T18:20:38","slug":"archeologia-reperti-romani-scoperti-in-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=123670","title":{"rendered":"Archeologia &#8211; Reperti romani scoperti in Israele"},"content":{"rendered":"<p>Straordinari reperti<\/p>\n<p>di <strong>periodo romano<\/strong><\/p>\n<p>rinvenuti in Israele<\/p>\n<figure id=\"attachment_123673\" aria-describedby=\"caption-attachment-123673\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-deserto-p.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-123673\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-deserto-p-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-deserto-p-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-deserto-p-449x300.jpg 449w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-deserto-p.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-123673\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle &#8211; <strong>Oasi di Ein Gedi<\/strong>. Crediti Manu Grinspan.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quattro spade in ottimo stato<\/strong> di conservazione e la testa di un giavellotto portate alla luce a Seliq, nell&#8217;area di Ein Gedi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Gerusalemme, \u00e8 stata presentata ufficialmente la straordinaria scoperta di <strong>quattro spade romane e della una testa di un giavellotto, rinvenuti in perfetto stato di conservazione a Seliq, all\u2019interno di una grotta nella riserva naturale di Ein Gedi,<\/strong> e <strong>risalenti a circa 1.900 anni fa.<\/strong> Il ritrovamento \u00e8 ancora pi\u00f9 sorprendente poich\u00e9<strong> fortuito e frutto di un giro di routine effettuato da un gruppo di ricercatori<\/strong> che si erano recati sul luogo per alcune rilevazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contesto del ritrovamento <strong>sembra suggerire che si tratti di un bottino di guerra sottratto all\u2019esercito romano da parte di un gruppo di ribelli ebrei che erano soliti utilizzare le grotte della zona per nascondersi.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_123675\" aria-describedby=\"caption-attachment-123675\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-spada-archeo-1aw.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-123675\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-spada-archeo-1aw-300x167.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-spada-archeo-1aw-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-spada-archeo-1aw.jpg 465w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-123675\" class=\"wp-caption-text\">Scoperta del &#8220;tesoro&#8221; romano. Crediti IAA &#8211; particolare<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una scoperta tanto fortuita quanto emozionante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella stessa grotta, circa 50 anni fa, furono scoperti i resti di un&#8217;iscrizione ebraica su una stalattite<\/strong>, realizzata con dell<strong>\u2019inchiostro utilizzando l\u2019antica forma di scrittura del periodo del Primo Tempio<\/strong>. \u00c8 situata a nord di Ein Gedi, all\u2019interno della riserva, in un\u2019area rocciosa isolata e di difficile accesso e l\u2019eccezionale scoperta delle spade ha dell\u2019incredibile anche perch\u00e9 \u00e8 legata proprio al ritrovamento di queste iscrizione: il dottor Assaf Gayer del Dipartimento di Archeologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Ariel, il geologo Boaz Langford dell&#8217;Istituto di Scienze della Terra e del Centro per la ricerca sulle caverne dell&#8217;Universit\u00e0 Ebraica di Gerusalemme e Shai Halevi, un fotografo della IAA, il dipartimento delle antichit\u00e0, si erano infatti recati nella grotta con l&#8217;obiettivo di fotografarla, impiegando la fotografia multispettrale per decifrare alcune parti non visibili a occhio nudo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_123674\" aria-describedby=\"caption-attachment-123674\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-reperti-archeologia-spade-1bn.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-123674\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-reperti-archeologia-spade-1bn-300x148.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-reperti-archeologia-spade-1bn-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Israele-50-reperti-archeologia-spade-1bn.jpg 595w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-123674\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle &#8211; Le spade ritrovate ad Ein Gedi. Crediti IAA<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso di questa operazione, mentre si trovava nella parte superiore della grotta, il dottor Geyer ha rinvenuto in un\u2019area stretta e profonda <strong>la testa del giavellotto in uno stato di conservazione straordinario e in una fessura poco lontana ha trovato anche alcuni pezzi di legno lavorato che si sono rivelati parte dei foderi delle spade.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito al ritrovamento, i ricercatori hanno comunicato la scoperta al gruppo di ricerca della IAA preposto su questo specifico soggetto che si \u00e8 recato nella grotta insieme al dottor Geyer e a Langford per un&#8217;attenta analisi di tutti gli anfratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso di questa seconda esplorazione, in una fessura stretta e profonda situata tra due stalattiti, i ricercatori hanno scoperto ben quattro spade di periodo romano, occultate anticamente e ottimamente conservate: tre di esse sono state ritrovate addirittura all\u2019interno dei <strong>rispettivi foderi, realizzati in legno e cuoio e con alcune parti in metallo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla base dell\u2019incredibile stato di conservazione, le condizioni di temperatura e di ridotta umidit\u00e0 garantite dalla grotta che hanno bloccato il deterioramento delle parti non in metallo,<\/strong> permettendo di trovare molto ben conservate anche le parti lignee delle impugnature delle spade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La lunghezza della lama di tre spade \u00e8 di circa 60-65 cm,<\/strong> dato che permette di classificarle come <strong>\u201cSpatha Romana\u201d<\/strong>. <strong>La quarta lama misura, invece, 45 centimetri, lunghezza che la rende ascrivibile alla tipologia delle spade con pomello ad anello<\/strong>. Complessivamente, l\u2019analisi accurata dei reperti dopo il loro assemblaggio ha permesso di comprendere che<strong> le armi ritrovate sono spade standard utilizzate dai soldati dell&#8217;esercito di stanza nella Terra d&#8217;Israele durante il periodo romano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;L\u2019occultamento delle spade e della testa del giavellotto all\u2019interno di profonde fessure di una grotta isolata a nord di Ein Gedi<strong> suggerisce che le armi furono sottratte come bottino ai soldati romani o portate via dal campo di battaglia e che furono deliberatamente nascoste dai ribelli ebrei per poter essere riutilizzate.<\/strong> \u00c8 probabile che i ribelli non volessero essere sorpresi con le armi addosso nell\u2019evenienza di uno scontro con le autorit\u00e0 romane.<strong> Siamo solo all&#8217;inizio del percorso di ricerca relativo a questa grotta e al set di armi rinvenute al suo interno,<\/strong> e il nostro obiettivo \u00e8 cercare di scoprire a chi appartenessero le spade, dove vennero realizzate, quando e da chi. Cercheremo di capire quale sia l&#8217;evento storico che port\u00f2 alla rimozione delle armi dalla grotta, e se possa essere connesso alla ribellione di Bar Kochba, avvenuta tra il 132-135 d.C. Questa scoperta che tocca un momento storico \u00e8 agghiacciante ed emozionante.<strong> Non tutti sanno che a causa delle condizioni climatiche secche, nel deserto si conservano reperti che non sono sopravvissuti in altre parti del Paese. Si tratta di una capsula del tempo davvero unica<\/strong>\u201d, ha commentato il dottor Eitan Klein, direttore del Judean Desert Survey Project.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/new.goisrael.com\/it\/\">https:\/\/new.goisrael.com\/it\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">https:\/\/www.facebook.com\/VisitateIsrael\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">#israeletiaspetta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">https:\/\/www.instagram.com\/visit_israel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Straordinari reperti di periodo romano rinvenuti in Israele Quattro spade in ottimo stato di conservazione e la testa di un giavellotto portate alla luce a<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[131,1916,14,9411,2730],"tags":[27915],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/123670"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=123670"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/123670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":123677,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/123670\/revisions\/123677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=123670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=123670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=123670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}