{"id":123764,"date":"2023-11-13T23:04:48","date_gmt":"2023-11-13T22:04:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=123764"},"modified":"2023-11-14T19:28:27","modified_gmt":"2023-11-14T18:28:27","slug":"mostre-a-reggio-emilia-marionette-e-avanguardia-dal-17-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=123764","title":{"rendered":"Mostre a Reggio Emilia anche per bambini e ragazzi &#8211; MARIONETTE E AVANGUARDIA &#8211; dal 17 novembre"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mostra-spettacolo assolutamente originale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un ricco programma di micro-spettacoli\/performance, interpretati da professionisti del \u201cteatro di figura\u201d, animer\u00e0 i fine settimana per tutta la durata della mostra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soggetto sono quegli artisti \u2013 protagonisti del mondo dell\u2019Arte e del Teatro di figura \u2013 che, <strong>piuttosto che liquidare le marionette e i burattini (in inglese si usa per entrambi il termine puppets) come semplici giochi per bambini,<\/strong> hanno preso sul serio il loro entusiasmo e anzi,<strong> hanno guardato al \u201cgioco creativo\u201d come a una fonte di ispirazione estetica<\/strong> per cercare <strong>nuove modalit\u00e0 di espressione visiva.<\/strong><\/p>\n<p><strong>MARIONETTE E AVANGUARDIA.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PICASSO \u00a0\u00a0DEPERO\u00a0\u00a0 KLEE\u00a0\u00a0 SARZI<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_123768\" aria-describedby=\"caption-attachment-123768\" style=\"width: 211px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marionette-e-12-avanguardie.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-123768\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marionette-e-12-avanguardie-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marionette-e-12-avanguardie-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marionette-e-12-avanguardie.jpg 567w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-123768\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p>Reggio Emilia, Palazzo Magnani<\/p>\n<p><strong>17 novembre 2023 \u2013 17 marzo 2023<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella proposta dalla Fondazione Palazzo Magnani a Reggio Emilia, dal 17 novembre 2023 al 17 marzo 2024, \u00e8 una <strong>mostra-spettacolo assolutamente originale<\/strong>, nel senso che una mostra cos\u00ec in Italia non si \u00e8 mai vista. E nemmeno all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad andare in scena sar\u00e0 \u201cMarionette e Avanguardia. Picasso \u00b7 Depero \u00b7 Klee \u00b7 Sarzi\u201d<strong>, coordinata da James Bradburne<\/strong>, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione si sviluppa attorno al concetto di \u201cquarta parete\u201d, ovvero<strong> la capacit\u00e0 di coinvolgimento emotivo che fa di uno spettacolo ben riuscito una realt\u00e0 capace di immergere lo spettatore nella storia messa in scena.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando una marionetta o un burattino rompe la quarta parete, conquista la fiducia del pubblico<\/strong>, dando allo spettacolo il potere di sfumare la divisione tra palcoscenico e mondo, tra arte e vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A capirlo bene sono stati quegli artisti \u2013 protagonisti del mondo dell\u2019Arte e del Teatro di figura \u2013 che, piuttosto che liquidare le marionette e i burattini (in inglese si usa per entrambi il termine puppets) come semplici giochi per bambini, hanno preso sul serio il loro entusiasmo e anzi, hanno guardato al \u201cgioco creativo\u201d come a una fonte di ispirazione estetica per cercare nuove modalit\u00e0 di espressione visiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra anche un modo di pensare del secolo scorso <strong>il Novecento, quando l&#8217;ottimismo aveva un senso in alcuni\u00a0 paesi che sarebbero poi migliorati anche economicamente come avvenne per l&#8217;Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale; un periodo che forse non si ripeter\u00e0 mai pi\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nozione stessa di \u201cbambino\u201d come distinto dall\u2019adulto si \u00e8 manifestata in vari modi nel corso del Novecento e ha stimolato alcuni artisti a sfruttare il potenziale educativo del \u201cteatro di figura\u201d, spesso apparentemente legato ai bambini, <strong>per creare un mondo migliore e migliorare i cittadini in un momento cruciale del loro sviluppo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mentre alcuni artisti vedevano il potenziale delle marionette e dei burattini per immaginare un mondo migliore, i satirici usavano spettacoli trasgressivi e pungenti per attaccare l\u2019establishment politico. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivolgendosi a un pubblico adulto e attingendo a una solida tradizione di satira politica del \u201cteatro di figura\u201d, i burattini, in particolare, sono stati usati anche per criticare le condizioni politiche e sociali. La miniatura di un burattino, infatti, lo rende un portavoce sicuro per una protesta a voce alta, perch\u00e9 la sua mordacit\u00e0 \u00e8 mitigata dalla carineria. Chi potrebbe essere infastidito da un puppet? I burattini dicono la verit\u00e0 al potere in un modo in cui gli attori teatrali tradizionali non possono mai farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Palazzo Magnani ad accogliere i visitatori saranno i costumi a grandezza naturale disegnati da Pablo Picasso per Parade, balletto coreografico che i Ballets russes di Sergej Djaghilev portarono in scena a Parigi nel 1917.<br \/>\nPoi una folla di puppets: le marionette (manipolate dall\u2019alto) e i burattini (manipolati dal basso), dagli esemplari pi\u00f9 antichi, come i Pulcinella o gli Arlecchino della Commedia dell\u2019Arte, a quelli di Otello Sarzi, reggiano di adozione, realizzati con materiali sperimentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Due palcoscenici (a simulare una baracca e un castelet) allestiti nelle sale a piano terra, consentiranno a tutti i visitatori di cimentarsi con il \u201cteatro di figura\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla collaborazione con la Compagnia marionettistica Carlo Colla di Milano e l\u2019Associazione 5T di Reggio Emilia, <strong>un ricco programma di micro-spettacoli\/performance, interpretati da professionisti del \u201cteatro di figura\u201d, animer\u00e0 i fine settimana per tutta la durata della mostra<\/strong>. Vedendoli all\u2019opera c\u2019\u00e8 da chiedersi: \u201cLe marionette e i burattini vanno in paradiso quando muoiono?\u201d, domanda del tutto naturale, collocandosi i puppets in una zona grigia, tra creature viventi e oggetti inanimati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni protagonisti dell\u2019Arte si sono \u201cappropriati\u201d e cimentati in questa forma d\u2019arte per la loro qualit\u00e0 di incantesimo e ambiguit\u00e0. <strong>I registi come mezzo per sostituire gli attori. Il sogno di dare vita agli oggetti e le conseguenze della loro autonomia hanno affascinato scrittori e artisti da Collodi a Capek, ma anche tanti artisti italiani come i futuristi Enrico Prampolini e Fortunato Depero: le marionette esprimevano un\u2019estetica macchinica, erano astratte e, dopo la devastazione della Prima guerra mondiale, catturavano la triste realt\u00e0 dei soldati<\/strong> di ritorno amputati e mutilati, come illustrato da Sironi, Carr\u00e0 e De Chirico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fino alla fine degli anni Venti, Vienna<\/strong> era una delle capitali culturali europee e, insieme a Berlino, una fucina di creativit\u00e0 nell\u2019arte, nel teatro, nella musica, nella filosofia e nelle scienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del XIX secolo, sull\u2019onda dell\u2019orientalismo, le classiche marionette giavanesi cominciarono ad apparire sulle scene europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019artista e illustratore austriaco Richard Teschner, in particolare, svilupp\u00f2 l\u2019arte della marionetta a bastone fino a raggiungere un punto culminante, che influenz\u00f2 artisti da Parigi a Mosc<\/strong>a. A raccontarlo in mostra la sezione \u201cSogni dell\u2019Estremo Oriente \u2013 Espressionismo viennese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla riscoperta da parte di Oskar Schlemmer del classico di Kleist Sul teatro delle marionette (1810), le marionette<strong>, i giocattoli e i giochi per bambini divennero un elemento centrale della pratica del Bauhaus nella Weimar degli anni Venti: Paul Klee, Andor Weininger, Lothar Schreyer, Sophie T\u00e4uber Arp e Oskar Schlemmer.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019indagine si sposta quindi sull\u2019avanguardia russa con \u201cLe marionette e la Rivoluzione\u201d.<\/strong> Quando Lenin e la moglie Natalia Krupskaya <strong>decisero di combattere l\u2019analfabetismo e di formare il nuovo cittadino sovietico, capirono che l\u2019uso delle marionette era l\u2019ideale<\/strong> e, lavorando con artisti, architetti e scrittori di primo piano, figure come Natalia Sats, Samuil Marshak, El Lissitzky, Aleksandra Ekster, Nina Efimova, hanno sperimentato <strong>nuove forme di teatro per bambini.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esposizione si completa con un omaggio a Otello Sarzi (Vigasio, VR<\/strong> 1922 \u2013 Reggio Emilia 2001) grazie alla stretta collaborazione con la Fondazione Famiglia Sarzi. Nato da una tradizione di burattinai che durava da generazioni, <strong>Otello fu un giovane aiutante della compagnia itinerante di famiglia che, nel tempo, entr\u00f2 in contatto con alcuni dei protagonisti della scena artistica, teatrale e cinematografica italiana dell\u2019epoca.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1957, a Roma, Otello inizia la sua opera creativa e innovativa con il \u201cT.S.B.M.\u201d Teatro sperimentale burattini e marionette, intrattenendo importanti collaborazioni, mettendo in scena testi di Brecht (Un uomo \u00e8 un uomo), Garcia Lorca (Il teatrino di Don Cristobal) e Arrabal (Pic-nic) e realizzando, con tecniche innovative, anche figure molto grandi. Ne \u00e8 un esempio la figura gigante di carta realizzata da Otello Sarzi per lo spettacolo Mavra di Igor Stravinskij rappresentato al Festival \u201cDue Mondi\u201d di Spoleto nel 1984.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La compagnia intraprende tourn\u00e9e anche all\u2019estero e, nel 1969, si stabilisce presso Reggio Emilia, alternando presenze nazionali, europee e internazionali. Frequenti sono le collaborazioni con la televisione italiana. Numerosi i suoi spettacoli di rilievo, spesso anche tecnicamente molto complessi, ambiziosi e sempre caratterizzati da un forte impegno culturale e un\u2019esplicita consapevolezza politica. Otello Sarzi rappresenta, in Italia, uno dei momenti pi\u00f9 alti e importanti del \u201cteatro di figura\u201d nel secondo dopoguerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cRitengo che l\u2019obiettivo principale della mostra sia quello di aprire uno spazio dell\u2019immaginazione in cui un bastone possa tornare a essere un cavallo, un drago o un flauto<\/strong>\u201d, chiosa James Bradburne, che della mostra \u00e8 il coordinatore scientifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesta proposta assolutamente originale rappresenta un altro bel traguardo raggiunto da Palazzo Magnani nel segno non soltanto della qualit\u00e0 artistica, ma anche di una grande attenzione a due tratti distintivi della nostra comunit\u00e0: l\u2019estro, il genio e la fantasia del nostro territorio, qui testimoniati dalle opere di Otello Sarzi, e il sistema educativo, un\u2019altra nostra eccellenza, pure protagonista di questo progetto\u201d, dice il Presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUna mostra davvero unica \u2013 aggiunge l\u2019Assessora alla cultura e al marketing territoriale del Comune di Reggio Emilia, Annalisa Rabitti \u2013 che parla di marionette e burattini come un mondo artistico, scoprendolo nel percorso dei grandi nomi dell\u2019arte del Novecento come Picasso, Depero, Klee e mette in relazione questi grandissimi con Otello Sarzi, una figura poetica che ha segnato la storia artistica ed educativa di Reggio Emilia. Questa, infatti, diventa un\u2019occasione per valorizzare il nostro patrimonio cittadino e metterlo in connessione con il patrimonio internazionale del \u201cteatro di figura\u201d. Una mostra sognante, Marionette e Avanguardia parler\u00e0 un linguaggio trasversale, tanto ai bambini quanto al mondo degli adulti, che anche grazie a laboratori e incontri collaterali alla mostra, sar\u00e0 l\u2019occasione per far riemergere la parte pi\u00f9 bella di noi adulti, la meraviglia tutta infantile che le marionette e i burattini sanno evocare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rossella Cantoni, la Presidente della Fondazione Famiglia Sarzi, racconta: \u201cNel 2022, anno del centenario della nascita di Otello Sarzi, avevamo proposto alla Fondazione Palazzo Magnani una mostra che rendesse omaggio alla portata innovativa del lavoro dell\u2019artista burattinaio. Successivamente la scelta compiuta dalla Fondazione Magnani e da James Bradburne, ha allargato molto gli orizzonti e gli obiettivi, accogliendo il nome di Otello Sarzi accanto ai prestigiosi Picasso, Depero, Klee, Teschner. Questa scelta ci rende pieni d\u2019orgoglio per il riconoscimento alla grande creativit\u00e0, alla tecnica rappresentativa e all\u2019impegno sociale espressi da Otello Sarzi nei tanti decenni di vita e di lavoro espressi nella nostra Reggio Emilia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDopo il lavoro svolto con le mostre \u201cWhat a Wonderful World\u201d e \u201cL\u2019arte inquieta. L\u2019urgenza della creazione\u201d, con questo progetto espositivo \u2013 dice Davide Zanichelli, Direttore della Fondazione Palazzo Magnani \u2013 la Fondazione prosegue nel suo progetto di valorizzazione del patrimonio locale, ponendolo in dialogo con i grandi movimenti artistici europei. La mostra sar\u00e0 anche l\u2019occasione per riscoprire una parte importante della vocazione educativa della nostra citt\u00e0, quando personaggi straordinari si trovarono a lavorare fianco a fianco, sperimentando e innovando.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arricchiranno la mostra una serie di attivit\u00e0 collaterali \u2013 visite guidate, conferenze, attivit\u00e0 formative e didattiche per scuole di ogni ordine e grado, corsi di aggiornamento per insegnanti \u2013 progettati e realizzati dal Dipartimento didattico della Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con Fondazione Reggio Children e Fondazione Famiglia Sarzi; eventi esclusivi per aziende nonch\u00e9 progetti speciali per soggetti con fragilit\u00e0 in collaborazione con FCR \u2013 Farmacie Comunali Riunite (progetto Reggio Emilia Citt\u00e0 senza Barriere), ASP Reggio Emilia Citt\u00e0 delle persone, Consorzio Oscar Romero (progetto Strade), AUSL di Reggio Emilia, con l\u2019obiettivo di parlare a diversi pubblici, nella consapevolezza che l\u2019arte, fruita e praticata, sia la strada maestra per coniugare sviluppo individuale e coesione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra sar\u00e0, inoltre, l\u2019occasione per stimolare riflessioni attraverso una serie di incontri pubblici su tematiche storico-artistiche ma anche di stretta attualit\u00e0.<br \/>\nSe da un lato verr\u00e0 approfondito il contesto storico dei movimenti e dei protagonisti della mostra, cos\u00ec cole la dimensione pedagogica del burattino in alcune delle grandi tradizioni europee, fino alle sperimentazioni degli anni Settanta e Ottanta del Novecento che hanno fatto di Reggio Emilia una delle capitali mondiali della ricerca in ambito educativo, dall\u2019altro l\u2019attenzione sar\u00e0 portata su alcuni aspetti meno noti del teatro di figura: il tema dell\u2019embodiment e del doppio, da un punto di vista filosofico, psicologico e sanitario, fino agli automi, agli avatar digitali e all\u2019intelligenza artificiale. Valeria Bizzari, Piero Corbella, Fulvio De Nigris, Emilio Ferrario, Martina Mazzotta, Nicoletta Misler, Valentina Parisi, Moreno Pigoni, Mauro Sarzi sono solo alcuni dei nomi di rilievo che ci accompagneranno in questo viaggio meraviglioso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra-spettacolo assolutamente originale. 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