{"id":126155,"date":"2023-11-10T18:27:29","date_gmt":"2023-11-10T17:27:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=126155"},"modified":"2023-11-12T07:46:21","modified_gmt":"2023-11-12T06:46:21","slug":"evento-d-arte-a-torino-castello-di-rivoli-dal-25-novembre-claude-monet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=126155","title":{"rendered":"Evento d&#8217; arte a Torino &#8211; Castello di Rivoli dal 25 novembre Claude Monet"},"content":{"rendered":"<p><strong>Grandi capolavori provenienti da importanti collezioni d\u2019arte pubbliche e private a Torino<\/strong><\/p>\n<p><strong>Opere in viaggio<\/strong><br \/>\nUn dipinto di <strong>Claude Monet<\/strong> alla Collezione Cerruti<\/p>\n<figure id=\"attachment_126157\" aria-describedby=\"caption-attachment-126157\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monet-12-scoglkiera-Normand.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-126157\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monet-12-scoglkiera-Normand-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monet-12-scoglkiera-Normand-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monet-12-scoglkiera-Normand-1024x818.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monet-12-scoglkiera-Normand-768x614.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monet-12-scoglkiera-Normand-375x300.jpg 375w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monet-12-scoglkiera-Normand.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-126157\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Fabio Cafagna<br \/>\n<strong>Il dipinto del Museum Barberini di Potsdam,<\/strong> sede della Collezione di Hasso Plattner, <strong>sar\u00e0 ospitato dal 25 novembre 2023 al 18 agosto 2024 nella villa di Rivoli<\/strong> che fu di Francesco Federico Cerruti<\/p>\n<p>Con l<strong>\u2019esposizione di La Falaise et la Porte d\u2019Aval, 1885, di Claude Monet (Parigi, 1840 \u2013 Giverny, 1926),<\/strong> <strong>inaugura un nuovo programma di scambi culturali<\/strong> che, oltre a valorizzare le opere della Collezione attraverso la loro partecipazione a mostre nazionali e internazionali di alto valore scientifico,<strong> intende promuovere anche la casa-museo di Rivoli come luogo che offra al pubblico torinese la possibilit\u00e0 di vedere dal vivo grandi capolavori provenienti da importanti collezioni d\u2019arte pubbliche e private.<\/strong><\/p>\n<p>La prima collaborazione del programma Opere in viaggio coinvolge il Museum Barberini di Potsdam che, insieme alla Staatsgalerie Stuttgart, ha richiesto il prestito del dipinto di Amedeo Modigliani, Jeune femme \u00e0 la robe jaune (Ren\u00e9e Modot), 1918, olio su tela, 92 x 60 cm, in occasione della mostra Modigliani: Modern Gazes, a cura di Ortrud Westheider e Christiane Lange con Nathalie Frensch, che si terr\u00e0 dal 24 novembre 2023 al 17 marzo 2024 alla Staatsgalerie Stuttgart e dal 26 aprile al 18 agosto 2024 al Museum Barberini di Potsdam.<\/p>\n<p><strong>Il Museum Barberini, inaugurato nel 2017 nel centro storico di Potsdam<\/strong> per volont\u00e0 dell\u2019imprenditore, collezionista e mecenate Hasso Plattner, fondatore di una delle pi\u00f9 grandi societ\u00e0 di software, la tedesca SAP, o<strong>spita una collezione straordinaria, che comprende sculture antiche, dipinti barocchi e impressionisti, oltre a opere di Rembrandt van Rijn, Vincent van Gogh, Pablo Picasso e Gerhard Richter<\/strong>, mostrando, in linea con la Collezione Cerruti, un\u2019idea di collezionismo che attraversa epoche e stili diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla partenza dell\u2019opera di Amedeo Modigliani corrisponde <strong>l\u2019arrivo nelle sale di Villa Cerruti del dipinto di Claude Monet, La Falaise et la Porte d\u2019Aval, 1885, olio su tela, 65 x 81 cm, del Museum Barberin<\/strong>i. La presenza a Villa Cerruti di un\u2019importante opera di Monet, artista mai acquistato da Cerruti, integra l\u2019interesse dimostrato dal collezionista per il <strong>movimento impressionista, che negli anni si \u00e8 manifestato con l\u2019acquisizione di opere di Alfred Sisley, Pierre-Auguste Renoir, Paul C\u00e9zanne e dell\u2019italiano Federico Zandomeneghi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Claude Monet \u00e8 annoverato tra i pi\u00f9 grandi protagonisti della rivoluzione impressionista<\/strong> francese, di cui fu probabilmente lo spirito pi\u00f9 risoluto, prolifico e coerente. <strong>Per tutta la vita rimase fedele agli innovativi principi del movimento, per esempio dipingendo sempre en plein air \u2013 all\u2019aria aperta<\/strong> \u2013 e praticando una pittura di paesaggio fatta di piccoli tocchi di colore e di rapide pennellate che, evitando una rappresentazione dettagliata del reale, <strong>era in grado, invece, di cogliere a pieno i mobili riflessi della luce del sole sull\u2019acqua e di trasformare la solidit\u00e0 di una scogliera in una massa fluida<\/strong> d\u2019impressioni vibranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infaticabile, Monet viaggiava armato di pennelli per catturare le variazioni atmosferiche<\/strong>, il mutare dei cieli e delle nuvole, lavorando sul motivo in serie divenute celebri, dalla cattedrale di Rouen ai covoni, ai pioppi, fino a questa scogliera.<\/p>\n<figure id=\"attachment_14552\" aria-describedby=\"caption-attachment-14552\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Francia-672-Giverny-varioPIC_0090.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-14552\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Francia-672-Giverny-varioPIC_0090-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Francia-672-Giverny-varioPIC_0090-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Francia-672-Giverny-varioPIC_0090-477x300.jpg 477w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Francia-672-Giverny-varioPIC_0090.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14552\" class=\"wp-caption-text\">Il giardino di Monet &#8211; oto di Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved \u2013<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La casa di Giverny in Normandia, nella quale si trasfer\u00ec nel 1883, si trasform\u00f2 negli anni della vecchiaia in un paradiso privato,<\/strong> un <strong>esclusivo giardino d\u2019acqua con ninfee e un ponte giapponese<\/strong> pensato per i suoi occhi stanchi, ormai minacciati dalla cecit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5760\" aria-describedby=\"caption-attachment-5760\" style=\"width: 227px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Monet-ff-450images.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5760\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Monet-ff-450images.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"222\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5760\" class=\"wp-caption-text\">Monet giardino di Giverny<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dipinto La Falaise et la Porte d\u2019Aval di Monet, scelto per la casa-museo di Rivoli, \u00e8 stato<strong> realizzato alla met\u00e0 degli anni ottanta dell\u2019Ottocento, periodo in cui l\u2019artista viaggi\u00f2 intensamente visitando pi\u00f9 volte le coste settentrionali della Francia e, in particolare, la localit\u00e0 di \u00c9tretat, in Normandia, famosa per le sue spettacolari scogliere e il caratteristico arco in pietra naturale della Porte d\u2019Aval.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tutte le regioni visitate in quel periodo,<strong> la costa normanna, con le sue localit\u00e0 balneari, fu senza dubbio quella che affascin\u00f2 maggiormente l\u2019artista.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu durante un\u2019escursione <strong>a \u00c9tretat al principio del 1883 che, di fronte alle drammatiche formazioni rocciose della Porte d\u2019Aval, Monet inizi\u00f2 a interessarsi al motivo della falesia,<\/strong> t<strong>raendo ispirazione, inoltre, dal precedente di Gustave Courbet (Ornans, 1819 \u2013 La Tour-de-Peilz, 1877) La Falaise d\u2019\u00c9tretat apr\u00e8s l\u2019orage, 1870, opera ben accolta dalla critica al Salon di Parigi del 1870 e oggi conservata al Mus\u00e9e d\u2019Orsay di Parig<\/strong>i.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monet scriveva, infatti, alla futura moglie Alice Hosched\u00e9: <strong>\u00abVoglio dipingere un grande quadro delle scogliere di \u00c9tretat, anche se \u00e8 piuttosto audace da parte mia farlo dopo Courbet<\/strong>, che lo ha fatto in modo cos\u00ec mirabile; ma cercher\u00f2 di farlo in modo diverso\u00bb. Monet dedic\u00f2 alla falesia di \u00c9tretat svariati dipinti, tutti realizzati tra il 1883 e il 1885, nei quali scelse di variare metodicamente non solo l\u2019ora del giorno e le condizioni meteorologiche della ripresa, ma anche il punto di osservazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c9tretat fu anche il luogo in cui Monet conobbe lo scrittore Guy de Maupassant<\/strong> (Tourville-sur-Arques, 1850 \u2013 Parigi, 1893), che in seguito <strong>tracci\u00f2 un folgorante ritratto dell\u2019artista: \u00abHo seguito spesso Monet alla ricerca di \u201cimpressioni\u201d, ma in verit\u00e0, egli non era ormai pi\u00f9 un pittore, ma un cacciatore.<\/strong> Camminava, seguito da alcuni bambini che portavano le sue tele [\u2026]. Le prendeva o le lasciava, seguendo ogni mutamento del cielo e aspettava, spiava il sole e le ombre, catturava con qualche colpo di pennello il raggio a perpendicolo o la nube vagante e, eliminato ogni indugio, li trasferiva rapidamente sulla tela. <strong>L\u2019ho visto cogliere cos\u00ec una cascata scintillante di luce sulla scogliera bianca e fissarla con un profluvio di toni gialli che rendevano in modo strano l\u2019effetto sorprendente e fugace<\/strong> di quel riverbero inafferrabile e accecante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra volta p<strong>rese a piene mani un temporale abbattutosi sul mare e lo gett\u00f2 sulla tela. Ed era davvero la pioggia che aveva dipinto, nient\u2019altro che la pioggia<\/strong> che penetrava le onde, le rocce e il cielo appena individuabili sotto quel diluvio\u00bb.<\/p>\n<p>In La Falaise et la Porte d\u2019Aval del Museum Barberini, lo sguardo dell\u2019osservatore si muove, lungo una traiettoria a forma di arco, dalle scogliere illuminate dal sole in primo piano a sinistra verso il centro della composizione. Una materica pennellata di rosa intenso segna la breccia nella scogliera e crea un suggestivo accento cromatico, sottilmente echeggiato dai riflessi che si propagano sulla superficie dell\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come nella maggior parte delle tele dedicate alla costa atlantica, anche in questo caso il pittore ha scelto una scena deserta, priva di esseri umani,<\/strong> in modo da evocare un sentimento assoluto di contemplativa osservazione della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nel dipinto di Courbet gli elementi erano chiaramente tracciati e resi figurativamente nel dettaglio, la t<strong>ela di Monet si caratterizza per la pennellata sciolta e la resa degli effetti luminosi cangianti tipiche della sua produzione impressionista degli anni ottanta del XIX secolo.<\/strong> Questo movimento verso una<strong> sempre maggiore libert\u00e0 espressiva, accompagnato da un progressivo distacco dal figurativo,<\/strong> si compir\u00e0 in pieno nelle ultime tele del pittore, quelle che ormai anziano, nei primi decenni del Novecento, dedicher\u00e0 alle ninfee del giardino di Giverny.<\/p>\n<p><strong>Il dipinto \u00e8 appartenuto al cantante lirico parigino Jean-Baptiste Faure (Moulins, 1830 \u2013 Parigi, 1914), tra i pi\u00f9 importanti e primi sostenitori degli impressionisti,<\/strong> che lo acquist\u00f2 nel 1886 direttamente dall\u2019artista, per poi passare, agli inizi del nuovo secolo, alla galleria Durand-Ruel di Parigi. Dopo essere transitato in alcune collezioni parigine, negli anni settanta del Novecento fu acquisito da una raccolta privata statunitense. L\u2019ingresso nella collezione di Hasso Plattner avvenne nel 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Castello di Rivoli<\/strong><br \/>\n<strong>Piazza Mafalda di Savoia<\/strong><br \/>\n10098 Rivoli &#8211; Torino<br \/>\nInfo: +39 0119565222<br \/>\ncome arrivare<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grandi capolavori provenienti da importanti collezioni d\u2019arte pubbliche e private a Torino Opere in viaggio Un dipinto di Claude Monet alla Collezione Cerruti A cura<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":126158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[28414,28413],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126155"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=126155"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126155\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":126159,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126155\/revisions\/126159"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/126158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=126155"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=126155"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=126155"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}