{"id":126729,"date":"2023-11-24T19:28:25","date_gmt":"2023-11-24T18:28:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=126729"},"modified":"2023-11-25T18:49:50","modified_gmt":"2023-11-25T17:49:50","slug":"mostre-a-torino-dal-16-dicembre-rivoli-museo-darte-contemporanea-esperimenti-nella-verifica-del-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=126729","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; dal 16 dicembre Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea &#8211; Esperimenti nella verifica del Male"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Incredulit\u00e0 di fronte al perseverare del male nel mondo nonostante l\u2019apparente progresso della modernit\u00e0&#8230;\u00a0<\/strong><\/em><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Analizzare il modo in cui cinema e televisione <\/strong>[oggi diremmo social e Ai],<strong> diventano parte della vita quotidiana, modificando l\u2019esperienza della memoria e l\u2019idea di finzione &#8230;<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_126733\" aria-describedby=\"caption-attachment-126733\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Mostre-12-rivoli-dic-23.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-126733\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Mostre-12-rivoli-dic-23-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Mostre-12-rivoli-dic-23-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Mostre-12-rivoli-dic-23-1024x677.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Mostre-12-rivoli-dic-23-768x508.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Mostre-12-rivoli-dic-23-454x300.jpg 454w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Mostre-12-rivoli-dic-23.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-126733\" class=\"wp-caption-text\">Fabio Mauri, The End, 1959 &#8211; Collage, inchiostro<span style=\"font-size: 1.0625rem;\"> lettere trasferibili e olio su carta, 32 x 23 cm <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Courtesy Studio Fabio Mauri e Hauser &amp; Wirth<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Fabio Mauri<br \/>\n<strong>Esperimenti nella verifica del Male<\/strong><br \/>\nA cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Sara Codutti e Marianna Vecellio<br \/>\nIn collaborazione con Studio Fabio Mauri<br \/>\n<strong>16 dicembre 2023 \u2013 24 marzo 2024<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cNon so ancora bene se a Dio interessi l\u2019arte, non l\u2019ho mai capito,<\/strong> tanto meno la mia, che sottolinea il male, per cui ho un certo occhio\u201d.<br \/>\nF. Mauri, Un utile esperimento negativo, 2002<\/p>\n<p>In occasione della donazione al Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea della grande <strong>installazione I numeri malefici,<\/strong> 1978, realizzata da Fabio Mauri (Roma, 1926\u20132009) <strong>per la XXXVIII Biennale di Venezia, il Museo<\/strong> presenta la mostra Fabio Mauri. Esperimenti nella verifica del Male.<\/p>\n<p><strong>Artista e intellettuale, Fabio Mauri nasce a Roma nel 192<\/strong>6 e inizia a pubblicare i suoi primi disegni e articoli quando aveva solo <strong>sedici anni sulla rivista \u201cIl Setaccio\u201d<\/strong> che aveva fondato insieme a Pier <strong>Paolo Pasolini a Bologna nel 1942.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben presto <strong>il secondo conflitto mondiale investe violentemente la vita di Mauri: un trauma che lo porta successivamente a creare forme d\u2019arte che attraversano la performance, l\u2019installazione, il disegno, la scrittura, il tutto riferendosi alla pittura come simbolo dell\u2019arte in generale.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cMauri fa dell\u2019artista un intellettuale o dell\u2019intellettuale un artista\u201d, afferma Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli e curatore della mostra insieme a Sara Codutti e Marianna Vecellio. <strong>\u201cMolti conoscono le famose performance di Mauri quali Ebrea (1971) o Che cosa \u00e8 la filosofia. Heidegger e la questione tedesca (1989)<\/strong> che ho voluto ripresentare a Documenta a Kassel nel 2012\u201d prosegue Christov-Bakargiev \u201cma pochi avranno visto prima di questa mostra gli incredibili disegni religiosi realizzati nell\u2019immediato dopoguerra a partire dal 1947. Questa mostra, <strong>principalmente di opere su carta, permette di approfondire le origini della sua opera che si manifesta come incredulit\u00e0 di fronte al perseverare del male nel mondo nonostante l\u2019apparente progresso della modernit\u00e0\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>La pratica artistica \u00e8 per Mauri fin dall\u2019inizio un campo di sperimentazione entro cui verificare diversi pensieri e teorie: nei suoi c<strong>ollage a fumetti, negli schermi, nelle proiezioni e performance, usando grafite, pigmenti, carte, oggetti, pellicole, corpi e suoni,<\/strong> l\u2019artista ha costantemente cercato di comprendere la natura cifrata del mondo restituendola in precipitati di senso in forma di opere d\u2019arte.<br \/>\nAttraverso oltre cento opere su carta e una collezione inedita di diari e libri provenienti dall\u2019archivio dell\u2019artista, questa mostra vuole mettere in luce alcuni tratti salienti del suo grande \u201cEsperimento del mondo\u201d.<\/p>\n<p>Cresciuto in un\u2019Italia <strong>segnata dalla Seconda guerra mondiale, Mauri, che ha vissuto in ambienti intellettuali in dialogo con autori tra cui Umberto Eco, Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini,<\/strong> ha un\u2019intuizione: lo schermo \u00e8 diventato la principale \u201cforma simbolica\u201d del mondo, il segno della nuova civilt\u00e0 mediatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1957-58 con la serie degli Schermi inizia quindi ad <strong>analizzare il modo in cui cinema e televisione diventano parte della vita quotidiana, modificando l\u2019esperienza della memoria e l\u2019idea di finzione.<\/strong> Attraverso l\u2019investigazione dello Schermo, Mauri esplora il tema del Male che sembra contraddire ogni logica di un cosmo ordinato dell\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a presentare alcune immagini storiche dell\u2019artista tra le quali, <strong>Ebrea, 1971, Vomitare sulla Grecia, 1972, Linguaggio \u00e8 Guerra, 1975, e opere pi\u00f9 recenti come Convincimi della mort<\/strong>e degli altri capisco solo la mia, 2005, la mostra si focalizza su un<strong>\u2019ampia selezione di quaderni e opere su carta.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra, allestita al terzo piano del Museo, \u00e8 dedicata ad Achille Mauri (Rimini, 1934 &#8211; Rosario, 2023) gi\u00e0 Presidente dello Studio Fabio Mauri Associazione per l\u2019Arte L\u2019Esperimento del Mondo, che l\u2019ha fortemente voluta.<\/p>\n<p>Si ringrazia lo Studio Fabio Mauri Associazione per l\u2019Arte L\u2019Esperimento del Mondo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 del Castello Rivoli sono primariamente rese possibili grazie alla Regione Piemonte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ringrazia l\u2019Amico Benefattore Santiago Mauri<\/p>\n<p>Biografia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabio Mauri Fabio Mauri. Foto Claudio Martinez<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato a Roma il primo aprile del 1926, Fabio Mauri muove i primi passi nel mondo dell\u2019arte all\u2019inizio degli anni cinquanta esordendo nel 1954 con una mostra alla Galleria del Cavallino di Venezia seguita, nell\u2019anno successivo, da una personale all\u2019Aureliana di Roma. Mauri espone disegni su carta e dipinti a olio che si distinguono per un colorismo di matrice espressionista e fauves: \u00abC\u2019\u00e8 in Mauri la volont\u00e0 di far aggettare la materia. C\u2019\u00e8 l\u2019idea che dove c\u2019\u00e8 un oggetto che esce dal quadro c\u2019\u00e8 espressionismo\u00bb scrive Pier Paolo Pasolini nel testo introduttivo alla mostra. Nel 1957 l\u2019artista realizza il suo primo Schermo, opera germinale su cui si innesta tutta la successiva ricerca artistica. Tracciando una cornice nera intorno a un foglio bianco o tendendo la carta o la stoffa su di un telaio in legno che richiama la forma di un televisore, Mauri individua un campo di proiezione, superficie potenzialmente in grado di accogliere qualsiasi immagine, passata e futura, che trascende la rappresentazione pittorica introducendo un nuovo medium. Trasferitosi da Milano a Roma, Mauri affianca l\u2019impegno nelle arti visive a quello di regista teatrale e lavora nella casa editrice dello zio Valentino Bompiani occupandosi specialmente della direzione artistica dell\u2019Almanacco Letterario, della rivista \u201cSipario\u201d e della consulenza per libri e copertine. Frequenta artisti e intellettuali dell\u2019ambiente romano intorno a Piazza del Popolo, collabora a programmi televisivi, scrive canzoni per l\u2019artista Laura Betti, \u00e8 vicino ai poeti del Gruppo 63 con alcuni dei quali fonda la rivista \u201cQuindici\u201d e \u201cLa Citt\u00e0 di Riga\u201d. Negli anni sessanta Mauri espone le sue opere nelle gallerie La Salita di Gian Tomaso Liverani, La Tartaruga di Plinio De Martiis, l\u2019Arco D\u2019Alibert di Mara Coccia, il Mana Art Market di Nancy Marotta. Scrivono di lui Emilio Villa, Pierre Restany, Gillo Dorfles, Tommaso Trini, Cesare Vivaldi, Maurizio Calvesi, Achille Bonito Oliva. Nel 1960 Mauri fonda il gruppo Crack con Pietro Cascella, Piero Dorazio, Gino Marotta, Gastone Novelli, Achille Perilli, Mimmo Rotella, Giulio Turcato e il critico Cesare Vivaldi. Nel 1964 mette in scena L\u2019Isola, commedia di teatro Pop concepita come un collage di letteratura, teatro e fumetti. L\u2019attenzione verso i mass media e l\u2019uso diretto delle immagini della societ\u00e0 dei consumi porter\u00e0 Mauri ad essere spesso incluso tra gli artisti della Scuola di Piazza del Popolo con cui condivide una personale ricerca in bilico tra Nouveau R\u00e9alisme e Pop Art americana. Ma proprio quando quest\u2019ultima viene consacrata alla Biennale di Venezia del 1964, Mauri vi prende le distanze spostando sempre di pi\u00f9 l\u2019asse del suo lavoro verso una ricerca di segno ideologico. La prima opera a trattare questo tema \u00e8 la performance Che cosa \u00e8 il fascismo del 1971, seguita a pochi mesi di distanza dall\u2019installazione con performance Ebrea in cui Mauri porta alla luce il grande rimosso dal boom economico, ovvero gli orrori prodotti dall\u2019ideologia nazifascista. La giovinezza di Mauri era stata segnata da un grave trauma psicologico causato dalla presa di coscienza delle violenze che il regime andava perpetrando: una lunga crisi mistica e personale iniziata durante l\u2019ultimo anno di guerra e protrattasi fino ai primi anni cinquanta, che porta il giovane artista ad essere ricoverato all\u2019ospedale manicomiale Ville Turro di Milano, in un reparto destinato militarmente all\u2019elettroshock, e in una clinica svizzera a Prangins, vicino a Ginevra. \u00abLo shock elettrico interrompeva il circuito ossessivo del pensiero che si presentava inossidabile, una sequenza levigata, senza fessure d\u2019uscita. Circolava netto e intransigente, sempre uguale. Occupava il mio capo. Non potevo farne a meno, una catena logica, stretta, e feroce non dura, potevo alla cieca farne parte. L\u2019io aggredito veniva dilaniato a vista\u00bb ricorda l\u2019artista che alternava, alle cure psichiatriche, periodi di ritiro e silenzio entro monasteri ed altri istituti: \u00abCredo fermamente di essere stato un malato grave e insieme, gravemente, un mistico. Le due cose manifestano analogie\u00bb. Negli anni settanta videro la luce alcune delle opere pi\u00f9 significative dell\u2019artista come la performance Ideologia e Natura (1973), la mostra-installazione Warum eine Gedanke einen Raum verpestet? (1972), i libri d\u2019artista Manipolazione di Cultura (1975) e Linguaggio \u00e8 Guerra (1975), il multiplo Vomitare sulla Grecia (1972), le azioni Dramophone (1976) e Oscuramento (1975), l\u2019installazione I numeri malefici (1978) esposta alla Biennale di Venezia del 1978, Insonnia per due forme contrarie di universo (1978) nata in seno alla sua collaborazione con l\u2019Ufficio per l\u2019immaginazione preventiva e il Muro d\u2019Europa (1979) esposto alla galleria De Appel di Amsterdam. Dopo un primo breve matrimonio con l\u2019attrice Adriana Asti, Mauri si lega sentimentalmente alla fotografa Elisabetta Catalano con la quale lavora fianco a fianco alla costruzione di immagini che diventeranno vere e proprie icone delle sue performance pi\u00f9 importanti. Dopo la storica performance Intellettuale (1975), in cui Mauri proietta Il Vangelo Secondo Matteo sul petto di Pier Paolo Pasolini, l\u2019artista realizza una serie di installazioni con proiezioni di opere cinematografiche su corpi e oggetti: tutto il mondo \u00e8 schermo e il raggio di luce, che trasmette forme proprie di pensiero su superfici non neutre che ne intercettano il segnale, modifica il senso dell\u2019oggetto dando vita a nuovi significati. Gli anni ottanta coincidono con l\u2019inizio della ventennale docenza presso l\u2019Accademia di Belle Arti de L\u2019Aquila: insegnante appassionato, Mauri vi tiene il corso di Estetica della Sperimentazione affiancando le lezioni teoriche con un intenso lavoro laboratoriale durante il quale l\u2019artista d\u00e0 vita, insieme ai suoi studenti, alle performance Gran Serata Futurista 1909-1930 (1980) e Che cosa \u00e8 la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Concerto da tavolo (1989) e al re-enactment di Che cosa \u00e8 il fascismo. In questi stessi anni Mauri \u00e8 pioniere della pratica delle conferenze-performance, lezioni frontali che introducono nel discorso parlato momenti performativi come atti linguistici che concorrono alla produzione del significato. Nel 1993, invitato a ripresentare l\u2019installazione con performance Ebrea alla LV Biennale di Venezia, Mauri costruisce Il Muro Occidentale o del Pianto, opera monumentale composta da borse e vecchie valigie, emblema della divisione del mondo, dell\u2019esilio e della fuga forzata di tutte quelle vite \u00abcostrette a espatriare, a trovare o portare con s\u00e9 identit\u00e0 incenerite o divelte\u00bb. Nel 1994 la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma, sotto la sovrintendenza di Augusta Monferini, dedica a Mauri una grande mostra retrospettiva curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Cossu. Nel 1996 Mauri smette di insegnare non senza aver radunato intorno a s\u00e9 un gruppo di studenti che continuarono a lavorare come suoi assistenti nella costruzione di opere e allestimenti. Nel 2000 fonda lo Studio Fabio Mauri \u2013 Associazione per l\u2019Arte L\u2019Esperimento del Mondo finalizzata alla produzione e alla conservazione delle opere e dell\u2019archivio dell\u2019artista. Fabio Mauri ha lavorato con i suoi assistenti fino agli ultimi giorni di vita, sostenuto dalla compagna Piera Leonetti, dalle ex-compagne Marina Patriarca, Elisabetta Catalano e il fratello Achille, finch\u00e9 un tumore non se lo porta via il 19 maggio 2009, a pochi giorni dall\u2019inaugurazione della mostra Etc. alla Galleria Michela Rizzo di Venezia. Le sue opere sono state negli anni esposte in prestigiose sedi internazionali come il PS1 di New York, il Walker Art Center di Minneapolis, il Moca di Los Angeles, il Philadelphia Civic Center Museum, il Centre Pompidou, Jeu de Paume e Le Bal di Parigi, \u201cLa Caixa\u201d di Barcellona, le Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, il Mamac di Nizza, la Fundaci\u00f3n PROA di Buenos Aires. A partire dal 1994 gli sono state dedicate importanti retrospettive alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma, alla Kunsthalle di Klagenfurt, al Museo Le Fresnoy di Lille, al Palazzo Reale di Milano, al Museo Madre di Napoli, l\u2019Heart Museum di Herning, al Museo del Novecento di Firenze e importanti sale alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Bologna, al Museo Punta della Dogana a Venezia, Palazzo Vecchio a Firenze, al Mamco di Ginevra, al Castello di Rivoli nonch\u00e9 a dOCUMENTA(13) di Kassel, alla 14ma Biennale di Istanbul e a sei Biennali di Venezia.<br \/>\n_________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Castello di Rivoli<\/strong><br \/>\n<strong>Piazza Mafalda di Savoi<\/strong>a<br \/>\n10098 Rivoli &#8211; Torino<br \/>\nInfo: +39 0119565222<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incredulit\u00e0 di fronte al perseverare del male nel mondo nonostante l\u2019apparente progresso della modernit\u00e0&#8230;\u00a0 Analizzare il modo in cui cinema e televisione [oggi diremmo social<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[28556,28555],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126729"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=126729"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126729\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":126734,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126729\/revisions\/126734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=126729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=126729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=126729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}