{"id":126735,"date":"2023-11-25T00:31:05","date_gmt":"2023-11-24T23:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=126735"},"modified":"2023-11-25T18:49:56","modified_gmt":"2023-11-25T17:49:56","slug":"mostre-a-prato-inaugura-2-dicembre-galleria-open-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=126735","title":{"rendered":"Mostre a Prato &#8211; inaugura 2 dicembre Galleria Open Art"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un artista che ben rappresenta la <strong>pittura anni Ottanta &#8211; <\/strong>forse l&#8217;ultimo rigurgito di un &#8220;capitalismo per tutti&#8221;;\u00a0<strong> quando la piccola borgesia non aveva ancora iniziato a capire che i tempi del &#8220;benessere per tutti&#8221;, per una parte dell&#8217;Europa, stavano finendo.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La cifra di questo artista \u00e8 soprattutto l&#8217;ironia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_126738\" aria-describedby=\"caption-attachment-126738\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Roberto_12-Barni_Cariatide_1986_acciaio_su_tela_127_x_91_cm.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-126738\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Roberto_12-Barni_Cariatide_1986_acciaio_su_tela_127_x_91_cm-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Roberto_12-Barni_Cariatide_1986_acciaio_su_tela_127_x_91_cm-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Roberto_12-Barni_Cariatide_1986_acciaio_su_tela_127_x_91_cm-752x1024.jpg 752w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Roberto_12-Barni_Cariatide_1986_acciaio_su_tela_127_x_91_cm-768x1046.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Roberto_12-Barni_Cariatide_1986_acciaio_su_tela_127_x_91_cm.jpg 881w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-126738\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle Barni_Cariatide_1986_acciaio_su_tela<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli anni ottanta e l&#8217;arrivo di <strong>un egocentrismo roboante; come l&#8217;arrivo di un tornado.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stava gi\u00e0 imponendosi un modello di vita per pochi<strong> &#8211;\u00a0 un mondo egocentrico, dove predomina il culto dell&#8217;io, dove:<\/strong> <strong>&#8220;tutto \u00e8 irreale e prodotto da associazioni spesso giocose dove l&#8217;umano \u00e8 al centro delle sue preoccupazioni&#8221;, <\/strong>come sostiene il grande critico d&#8217;arte e uomo di grande cultura <strong>G\u00e9rard-Georges Lemaire.<\/strong><\/p>\n<p>ROBERTO BARNI. Opere 1978-1990<br \/>\n<strong>Testo critico di G\u00e9rard-Georges Lemaire<\/strong><br \/>\nGalleria Open Art, Prato<br \/>\n2 dicembre 2023 &#8211; 11 febbraio 2024<br \/>\n<strong>Inaugurazione: sabato 2 dicembre, ore 17.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Galleria Open Art di Prato presenta, <strong>dal 2 dicembre<\/strong> 2023 all&#8217;11 febbraio 2024, &#8220;Opere 1978-1990&#8221; di Roberto Barni (Pistoia, 1939), artista che ha fatto parte di una generazione di pittori e scultori che hanno avuto l&#8217;audacia di seguire un percorso che \u00e8, prima di tutto,<strong> l&#8217;invenzione di una nuova forma di figurazione,<\/strong> in grado di valorizzare soprattutto la loro indipendenza di pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, che sar\u00e0 <strong>inaugurata sabato 2 dicembre alle ore 17.30<\/strong>, \u00e8 accompagnata da una monografia curata da Mauro Stefanini con un testo di <strong>G\u00e9rard-Georges Lemaire<\/strong>, che ricostruisce l&#8217;intera vicenda critica di Roberto Barni,<strong> dalla formazione agli anni Ottanta<\/strong>, anche attraverso la partecipazione ad importanti esposizioni nazionali e internazionali, premi, collezioni e opere d&#8217;arte installate negli spazi pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra ripercorre la produzione pittorica di Roberto Barni che, <strong>dopo le esperienze pop e concettuali, approda a un &#8220;Rinascimento sognato&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta della <strong>pittura anni Ottanta<\/strong>, dove le composizioni presentano, come indicato dal <strong>critico Lemaire, un ambiente dove \u00abtutto \u00e8 irreale e prodotto da associazioni spesso giocose dove l&#8217;umano \u00e8 al centro delle sue preoccupazioni\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo si manifesta nelle composizioni di Barni tramite diversi personaggi, che traggono riferimento dalla mitologia e dalla letteratura cavalleresca, tutti rappresentati in uno stato di lotta continua, a simboleggiare <strong>la perenne condizione di contrasto con le vicissitudini che attanagliano la societ\u00e0. Da Sisifo ai pastori addormentati, passando per l&#8217;uomo bendato, concludendo con i cavalieri. Le armature pesanti, un tempo utilizzate per battagliare, divengono elemento di protezione e controffensiva verso le brutture che pervadono il mondo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> \u00c8 un&#8217;ironia fredda quella di Barni, \u00abl&#8217;eroe si \u00e8 armato per dar da mangiare alle oche, non \u00e8 l\u00ec per evocare guerre sanguinose o terribili assedi, ma piuttosto rappresentare l&#8217;unica vera forma di audacia\u00bb<\/strong>, ovvero la salvaguardia dell&#8217;intima quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo comprende oltre trenta opere di diverso formato, tra cui una delle prime sculture: &#8220;Cariatide&#8221; del 1982. La Galleria Open Art promuove il lavoro di Roberto Barni dal 2001, anno di inizio della propria attivit\u00e0, attraverso esposizioni collettive, fiere d&#8217;arte e pubblicazioni dedicate all&#8217;arte contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 visitabile da luned\u00ec a venerd\u00ec con orario 15.00-19.30, sabato ore 10.30-12.30 e 15.00-19.30, chiuso domenica e festivi. Ingresso libero. Catalogo Edizioni Masso delle Fate, Firenze, 2023, con ampia antologia critica e apparato iconografico. Per informazioni: Tel. +39 0547 538003, galleria@openart.it, www.openart.it.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roberto Barni \u00e8 nato il 30 settembre 1939 a Pistoia. Attualmente vive e lavora a Firenze. Dopo gli esordi nel 1960 con pitture di materia rossa, passer\u00e0 poi alle provocazioni del &#8220;necrologio&#8221; e della &#8220;resurrezione&#8221;, ma anche dalle topografie e i paesaggi delle scene di vita urbana. Nel 1963 ottiene la Borsa di Studio del Comune di Firenze. Nel 1965 sar\u00e0 invitato a &#8220;Revolt 1 reportage e rivoluzione&#8221;, prima mostra dedicata alle ultime tendenze dell&#8217;arte contemporanea europea. Gli anni Settanta e Ottanta sono anni in cui il suo lavoro ottiene una sempre maggiore attenzione e viene esposto nelle principali e storiche gallerie italiane quali La Salita e le gallerie Pio Monti e Cleto Polcina, ma anche L&#8217;Ariete di Milano. Partecipa nel 1982 al &#8220;Festival dei Due Mondi&#8221; di Spoleto e nel 1984 e 1988 alla Biennale di Venezia. Del 1985 \u00e8 la sua grande mostra alla Sala D&#8217;Arme di Palazzo Vecchio a Firenze. In seguito esporr\u00e0 alla galleria Eolia e alla galleria Maeght di Parigi e con Gerard Georges Lemaire in anni successivi ci saranno le mostre al Centre Pompidou di Parigi, le mostre sui caff\u00e8 letterari a Caen e la mostra personale al Museo di Besancon. Questi sono anche gli anni americani: nel 1985 espone a New York da Debora Scharpe e poi da Marisa Del Re e Di Laurenti. Il 1985 \u00e8 anche l&#8217;anno della mostra sull&#8217;arte italiana all&#8217;Hirshhorn di Washington D.C. e all&#8217;Akron Museum nell&#8217;Ohio. Nell&#8217;86-87 avr\u00e0 uno studio a New York e la sua personale al Queens Museum. Nel 1987 partecipa alla mostra &#8220;Avangarde in the Eighties&#8221; al County Museum di Los Angeles. Degli anni Novanta sono le mostre personali ai Musei di Belle Arti di Budapest e di Reims, al Museo Marino Marini di Firenze e al Palazzo Fabroni di Pistoia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un artista che ben rappresenta la pittura anni Ottanta &#8211; forse l&#8217;ultimo rigurgito di un &#8220;capitalismo per tutti&#8221;;\u00a0 quando la piccola borgesia non aveva ancora<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":126739,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[28557],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126735"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=126735"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126735\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":126740,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126735\/revisions\/126740"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/126739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=126735"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=126735"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=126735"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}