{"id":127089,"date":"2023-12-01T21:50:12","date_gmt":"2023-12-01T20:50:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=127089"},"modified":"2023-12-01T22:01:47","modified_gmt":"2023-12-01T21:01:47","slug":"storie-di-donne-una-principessa-nata-nel-1800-e-condannata-a-morte-perche-incinta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=127089","title":{"rendered":"Storie di donne &#8211; una principessa nata nel 1800 e condannata a morte perch\u00e9 incinta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una condanna a morte per lapidazione da parte di suo fratello Majid &#8211;<\/strong>\u00a0<strong>perch\u00e9\u00a0 rimase incinta &#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita delle monarchie di Zanzibar e Oman, in un periodo storico a cavallo tra i due secoli XIX e XX, <strong>la lettura consentita alle donne era limitata al Corano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Emily Ruete, conosciuta anche come Salme<\/b> (Zanzibar, 30 agosto 1844 \u2013 Jena, 29 febbraio 1924), era la figlia del sultano di Zanzibar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci ha lasciato un libro autobiografico dal titolo <strong><em>Memorie di una principessa araba<\/em><\/strong>, questo testo \u00e8 il racconto storico di <strong>come si viveva a palazzo nel lontano oriente<\/strong>; un vero trattato di storia che ci parla di una donna che si ribell\u00f2 alle regole e <strong>visse anche una vita avventurosa in Occidente<\/strong>.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Il palazzo dove visse la pricipessa era l\u2019edificio omanita pi\u00f9 antico dell\u2019isola di Zanzibar;<\/strong>\u00a0oggi semplicemente un rudere.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Salme era figlia di Sayyid Said (1804-1856), sultano di Zanzibar e dell\u2019Oman.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Il sultano si era impadronito del palazzo confiscandolo al suo proprietario, nel 1828, il Monsieur bin Haramil Al-Abry.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Al-Abry, era un mercante originario dell\u2019Oman<\/strong> che aveva osato violare il <i>Trattato di Moresby<\/i> (1822), sottoscritto dal sultano e da Fairfax Moresby, alto ufficiale delle Mauritius per conto della Gran Bretagna, e che decretava l\u2019abolizione della tratta degli schiavi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Insieme al figlio maggiore Sayyid Khalid (1819-1855), <strong>il sultano fece ampliare la residenza trasformando il complesso a rango di corte regale.<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Dopo un\u2019infanzia trascorsa nel palazzo in cui era nata, la pricipessa <b>Emily Ruete \/ Salme <\/b>si trasfer\u00ec con la madre a a Beit el Watoro, nella residenza di suo fratello e futuro sultano Majid ben Said.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Per frequenti conflitti con la cognata, nel 1863 madre e figlia si trasferiranno a Beit el Tani; un\u2019altra dimora del sultano.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Nel 1856 alla morte del sultano, Salme eredita un palazzo e una piantagione di chiodi di garofano. A\u00a0 breve muore anche la madre e cos\u00ec la pricipessa eredita altri terreni.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Intanto, <strong>\u00a0due dei\u00a0 fratelli di Salme diventano uno sultano dell\u2019Oman, l&#8217;altro Majid, diventa sultano di Zanzibar.<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">La famiglia \u00e8 divisa da questioni di potere e la nostra pricipessa, nel 1866, cambia ancora residenza e va a\u00a0 a Mji Mkongwe, l\u2019attuale Stone Town.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">A\u00a0 Mji Mkongwe, <b>Emily Ruete \/ Salme\u00a0 <\/b>incontra Rudolph Heinrich Ruete; <strong>uomo d\u2019affari tedesco con cui ha una relazione che le costa una condanna a morte per lapidazione da parte di suo fratello Majid,<\/strong> <strong>perch\u00e9 rimane incinta<\/strong>.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Per salvarsi la vita <strong>fu costretta a scappare con l\u2019uomo che diventer\u00e0 suo marito.<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">La coppia nel 1868 raggiunge Amburgo, nel 1870 Rudolph muore.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Il sultano intanto aveva confiscato\u00a0 tutti i beni di Salme; provocando una serie di\u00a0 anni difficili per la pricipessa e\u00a0 la sua famiglia,<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Salme non dimentic\u00f2 mail Zanzibar..<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><strong> Nel 1885, grazie ad Otto von Bismarck<\/strong>, <b>Emily Ruete \/ Salme <\/b>pot\u00e8 rivedere Zanzibar con i suoi figli.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Fu accolta dall\u2019affetto degli abitanti del posto, il che caus\u00f2 rabbia la sultano.<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Dopo pochi mesi, Emily e i suoi figli tornarono in Germania dove nel 1886\u00a0 lei pubblico\u2019 la sua autobiografia.<\/p>\n<p id=\"title\" class=\"a-spacing-none a-text-normal\"><span id=\"productTitle\" class=\"a-size-extra-large celwidget\" data-csa-c-id=\"dptlpg-v24alf-crcxeg-4623qf\" data-cel-widget=\"productTitle\">Memorie di una principessa araba di Zanzibar, <b>Emily Ruete, Amazon 199 euro; libro da collezione.\u00a0<\/b><\/span><\/p>\n<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;\u00a0 FOTO COPERTINA<\/strong> 1975 &#8211; Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved \u2013 Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta \u00e8 vietata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una condanna a morte per lapidazione da parte di suo fratello Majid &#8211;\u00a0perch\u00e9\u00a0 rimase incinta &#8230; La vita delle monarchie di Zanzibar e Oman, in<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,2120,24,1918],"tags":[28648,28647],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127089"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=127089"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127089\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":127101,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127089\/revisions\/127101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=127089"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=127089"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=127089"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}