{"id":127383,"date":"2023-12-07T19:58:37","date_gmt":"2023-12-07T18:58:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=127383"},"modified":"2023-12-08T09:24:06","modified_gmt":"2023-12-08T08:24:06","slug":"lo-dice-la-fao-pesca-eccessiva-nel-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=127383","title":{"rendered":"Lo dice la FAO &#8211; pesca eccessiva nel Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Ll&#8217;intensit\u00e0 della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero continua a essere doppia rispetto al livello considerato sostenibile &#8211; nonostante il drastico calo dello sfruttamento eccessivo degli stock ittici.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Ricevo questo comunicato dalla FAO<\/strong><\/p>\n<p>FAO-GFCM &#8211; Nuovo Rapporto (SoMFi): La pesca eccessiva nel Mediterraneo e nel Mar Nero \u00e8 ai minimi livelli registrati nell&#8217;ultimo decennio<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MMM-12-hn.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-127384\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MMM-12-hn-300x188.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MMM-12-hn-300x188.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MMM-12-hn-478x300.gif 478w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo rapporto FAO-CGPM tiene conto, per la prima volta, <strong>anche dei dati sul settore dell&#8217;acquacoltura marina della regione.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fatti e le cifre principali dell&#8217;ITALIA sono disponibili alla fine di questo articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pesca e l&#8217;acquacoltura marina generano<strong> introiti per oltre 20 miliardi di USD<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La CGPM \u00e8 un&#8217;organizzazione regionale per la gestione della pesca che si occupa sia della pesca di cattura selvatica, sia dell&#8217;acquacoltura marina e salmastra nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Come si evince dal SoMFi 2023, nel 2021, <strong>la pesca e l&#8217;acquacoltura hanno prodotto, insieme, quasi 2 milioni di tonnellate di pesce e frutti di mare, <\/strong>generando<strong> introiti per oltre 20 miliardi di USD e sostenendo 700 000 posti di lavoro lungo tutta la catena del valore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesta edizione speciale del SoMFi traccia un quadro completo di <strong>questo settore vitale, mettendo in risalto quanto esso sia importante per i mezzi di sostentamento, la sicurezza alimentare e la nutrizione nella nostra regione,\u201d<\/strong> ha dichiarato il Segretario esecutivo della CGPM, Miguel Bernal.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Tendenze positive nella pesca, ma il settore rimane sotto pressione<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dispetto del drastico calo dello sfruttamento eccessivo degli stock ittici,<strong> l&#8217;intensit\u00e0 della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero continua a essere doppia rispetto al livello considerato sostenibile.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli stock di nasello europeo nel Mediterraneo, rombo chiodato nel Mar Nero e sogliola comune nel Mare Adriatico, che sono oggetto di piani di gestione dedicati, sono interessati da una netta riduzione della pesca eccessiva<\/strong>, al punto che alcune di queste specie mostrano <strong>gi\u00e0 segni di ricostituzione della biomassa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Degni di nota <strong>sono un calo del 77 percento della pressione di pesca sugli stock di sogliola comune nel Mare Adriatico, di cui ora sono stati raggiunti tassi di sfruttamento sostenibili,<\/strong> e una riduzione del 73 percento della pressione sul rombo chiodato nel Mar Nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guidata dalla sua Strategia 2030 e tenendo conto della visione della FAO per una Trasformazione blu, la CGPM attua 10 piani di gestione pluriennali che c<strong>oinvolgono quasi 7 000 imbarcazioni e tutela le specie sensibili e gli ecosistemi marini vulnerabili, tra cui i coralli di acque profonde, nonch\u00e9 gli habitat ittici essenziali come i siti di deposizione delle uova e di riproduzione<\/strong>, grazie a dieci zone di restrizione della pesca, che si estendono per oltre 1,75 milioni di chilometri quadrati nel Mediterraneo e nel Mar Nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In tutta la regione, le catture continuano a interessare piccoli pesci pelagici, in prevalenza acciughe e sardine.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Mediterraneo,<strong> il 90 percento delle catture \u00e8 rappresentato da 55 specie, mentre nel Mar Nero, la stessa proporzione \u00e8 costituita da cinque sole specie.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel complesso, i<strong> livelli di produzione della pesca di cattura sono rimasti stabili negli ultimi anni,<\/strong> con il maggior numero di sbarchi registrato in Turchia, seguita da Italia e Tunisia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La stragrande maggioranza della flotta peschereccia consta di piccole imbarcazioni,<\/strong> a cui si deve pi\u00f9 della met\u00e0 dell&#8217;occupazione totale. Pur essendo responsabili soltanto del 15 percento circa delle catture, questi pescherecci concorrono per quasi il 30 percento al fatturato complessivo del settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;acquacoltura \u00e8 un settore in rapida crescita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il rapporto SoMFi, il settore dell&#8217;acquacoltura marina della regione, a differenza della pesca di cattura, risulta in netta crescita. N<strong>ell&#8217;ultimo decennio, il tasso di produttivit\u00e0 dell&#8217;acquacoltura marina e salmastra \u00e8 quasi raddoppiato,<\/strong> con un aumento fino al 91,3 percento e un incremento altrettanto eccezionale (fino al 74,5 percento) del fatturato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tre principali metodi di produzione impiegati nella regione sono le gabbie marine, i bacini artificiali e la coltura in sospensione, mentre le specie ittiche pi\u00f9 comunemente allevate sono l&#8217;orata, la spigola e la cozza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Turchia, Egitto e Grecia sono, nell&#8217;ordine, i tre pi\u00f9 importanti produttori della regione, a cui si deve il 71 percento del volume di produzione totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Italia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Mediterraneo, l&#8217;Italia \u00e8 il maggior produttore in termini di sbarchi (18,4 percento del totale, pari a 122 110 tonnellate, media del 2020\u20132021), in calo del 28 percento circa rispetto al precedente biennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, <strong>l&#8217;Italia \u00e8 il pi\u00f9 importante produttore nel Mare Adriatico (50,9 percento) e il terzo produttore nel Mediterraneo centrale (11,6 percento) e occidentale (15,1 percento<\/strong>). Il fatturato complessivo del settore della pesca italiano rappresenta il 29 percento del totale della regione, con entrate pari a circa 866 milioni di USD (approssimativamente, 792 milioni di EUR).<br \/>\nL&#8217;Italia vanta la pi\u00f9 grande flotta operativa (32,2 percento) di pescherecci da traino e a sfogliara del Mar Mediterraneo ed \u00e8 l&#8217;unico membro della CGPM ad avere flotte attive in tutte le regioni secondarie del Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paese partecipa attivamente ai piani di gestione e ai programmi di ricerca della CGPM, compreso il programma di ricerca sull&#8217;anguilla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Italia collabora, inoltre, a molte delle misure di gestione della CGPM, anche con riferimento alla pesca demersale e alla piccola pesca pelagica nel Mare Adriatico, alla gestione della pesca al traino del nasello europeo e del gambero rosa mediterraneo nello Stretto di Sicilia e alla gestione della pesca al traino del gambero rosso e del gambero viola nello Stretto di Sicilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondamentale \u00e8 stato, inoltre, <strong>il contributo fornito dall&#8217;Italia per l&#8217;introduzione di una zona di restrizione della pesca (FRA) nella Fossa di Pomo\/Jabuka, in collaborazione con la Croazia, e nel Canyon di Bari.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2021, la produzione dell&#8217;acquacoltura marina e salmastra del paese, che comprende maggiormente<strong> i mitili mediterranei (61 percento), la vongola verace (23 percento) e l&#8217;orata (8 percento), ha raggiunto un volume di 102 000 tonnellate, per un valore di 522 milioni di USD.<\/strong> Le strutture di coltivazione pi\u00f9 diffuse sono la coltura in sospensione (61 percento), la coltura su fondale (23 percento) e la coltura in gabbie (10 percento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La CGPM \u00e8 un\u2019organizzazione regionale per la gestione della pesca che opera nell\u2019ambito della FAO e la cui competenza si estende a tutte le acque marittime del Mediterraneo e del mar Nero. Il suo obiettivo principale \u00e8 g<strong>arantire la conservazione e l\u2019uso sostenibile delle risorse biologiche marine,<\/strong> nonch\u00e9 lo sviluppo sostenibile dell\u2019acquacoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I membri della CGPM comprendono 23 parti contraenti<\/strong> (Albania, Algeria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Libano, Libia, Malta, Marocco, Monaco, Montenegro,Romania, Slovenia, Spagna, Siria, Tunisia, Turchia, Unione europea) e cinque parti non contraenti cooperanti (Bosnia-Erzegovina, Georgia, Giordania, Moldova, Ucraina).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ll&#8217;intensit\u00e0 della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero continua a essere doppia rispetto al livello considerato sostenibile &#8211; nonostante il drastico calo dello sfruttamento<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":127385,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9411],"tags":[28708],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127383"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=127383"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":127389,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127383\/revisions\/127389"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/127385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=127383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=127383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=127383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}