{"id":127579,"date":"2023-12-11T16:41:59","date_gmt":"2023-12-11T15:41:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=127579"},"modified":"2023-12-12T08:42:21","modified_gmt":"2023-12-12T07:42:21","slug":"carne-coltivata-si-o-no-slow-food-italia-non-ridurre-a-battaglia-ideologica-un-tema-complesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=127579","title":{"rendered":"Carne coltivata si o no ? Slow Food Italia: \u00abNon ridurre a battaglia ideologica un tema complesso\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I finanziatori della ricerca sulla carne coltivata: da Bill Gates a Sergey Brin di Amazon a Richard Branson della Virgin Group. Ma anche JBS, Cargill e Tyson Foods, sono le medesime multinazionali che controllano la filiera della carne.<\/strong><\/p>\n<p>Carne coltivata. Nappini, Slow Food Italia: \u00abNon ridurre a battaglia ideologica un tema complesso\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In nome di una popolazione in crescita da sfamare &#8230;\u00a0 nascondendo la verit\u00e0 di un cibo prodotto per essere in buona parte sprecato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non servono provvedimenti che vietino la produzione e la vendita di alimenti prodotti da colture cellulari o tessuti di animali &#8211; ma informazioni corrette, che consentano a tutti di scegliere.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Il <strong>problema di un\u2019eccessiva produzione di carne non si risolve passando dagli allevamenti intensivi ai laboratori,<\/strong> ma si affronta analizzando e<strong> modificando il modello che ha originato questa distorsione.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Un modello che <strong>ha trasformato l\u2019agricoltura in industria e l\u2019ha consegnata alla finanza, spezzando il suo legame con la terra e la natura &#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oggi, una manciata di multinazionali controlla quasi tutto: <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la produzione di semi, fertilizzanti chimici, pesticidi, mangimi, prodotti farmaceutici; la genetica animale, l\u2019allevamento, la macellazione, la distribuzione; perfino le compagnie nautiche che trasportano mangimi e farine attraverso il globo<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Carne coltivata. Nappini, Slow Food Italia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon ridurre a battaglia ideologica<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un tema complesso, che ha a che fare con il sistema alimentare, il suolo, il paesaggio, la cultura del cibo e la sovranit\u00e0 alimentare<\/strong>\u00bb<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl divieto alla produzione e vendita della carne coltivata secondo Slow Food non chiude la discussione: la apre\u00bb afferma Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia commentando il disegno di legge proposto dal governo e appena firmato dal presidente della Repubblica. \u00abNon possiamo ridurre a battaglia ideologica un tema complesso, che <strong>ha a che fare con il sistema alimentare, il suolo, il paesaggio, la cultura del cibo e la sovranit\u00e0 alimentare.<\/strong> <strong>Non servono provvedimenti che vietino la produzione e la vendita di alimenti prodotti da colture cellulari o tessuti di animali<\/strong> come quello appena divenuto ufficialmente legge, <strong>ma informazioni corrette, che consentano a tutti di scegliere<\/strong>. Proibire \u00e8 una scorciatoia. Serve un\u2019analisi onesta, capace di accogliere la complessit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il cibo non \u00e8 un carburante per far funzionare l\u2019organismo<\/strong>, somma algebrica di proteine, grassi e carboidrati. Il cibo \u00e8 prima di tutto espressione culturale, linguaggio. <strong>\u00c8 parte integrante dell\u2019identit\u00e0 dei popoli, frutto di saperi, tradizioni, innovazioni, scambi di conoscenza<\/strong>. Secondo Slow Food,<strong> il problema di un\u2019eccessiva produzione di carne non si risolve passando dagli allevamenti intensivi ai laboratori, ma si affronta analizzando e modificando il modello che ha originato questa distorsione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un modello che <strong>ha trasformato l\u2019agricoltura in industria e l\u2019ha consegnata alla finanza, spezzando il suo legame con la terra e la natura,<\/strong> <strong>trasformando un\u2019attivit\u00e0 circolare (dove nulla era scarto) in un settore che produce pi\u00f9 del 30% delle emissioni di CO2, inquina la terra e l\u2019acqua, compromette la nostra salute.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E fa tutto questo<strong> in nome di una popolazione in crescita da sfamare, nascondendo la verit\u00e0 di un cibo prodotto per essere in buona parte sprecato<\/strong>. \u00abOggi <strong>una manciata di multinazionali controlla quasi tutto: la produzione di semi, fertilizzanti chimici, pesticidi, mangimi, prodotti farmaceutici; la genetica animale, l\u2019allevamento, la macellazione, la distribuzione; perfino le compagnie nautiche che trasportano mangimi e farine attraverso il globo<\/strong>\u00bb continua Nappini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 sufficiente dare un\u2019occhiata all\u2019elenco dei<strong> finanziatori della ricerca sulla carne coltivata per capire quale sia la direzione: da Bill Gates a Sergey Brin di Amazon a Richard Branson della Virgin Group. Ma anche JBS, Cargill e Tyson Foods, ovvero le stesse multinazionali che controllano la filiera della carne.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di fatto, proprio chi \u00e8 fra i principali responsabili della deriva attuale dell\u2019allevamento<\/strong> &#8211; e ne detiene il controllo a livello globale -, <strong>ora che il settore inizia a intravedere minacce all&#8217;orizzonte<\/strong> investe sulla carne coltivata usando gli stessi strumenti e gli stessi schemi: brevetti e monopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019invito che lancia oggi Slow Food Italia \u00e8 proprio su questo: \u00ab<strong>Vogliamo aprire una riflessione su un modello diverso di allevamento<\/strong>, che si ponga onestamente delle domande sull\u2019accesso alle risorse naturali e sul diritto alla sovranit\u00e0 alimentare\u00bb conclude Nappini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello su cui Slow Food lavora da anni attraverso i propri progetti: <strong>un modello che si ricolleghi al suolo, al foraggio dei prati stabili e dei pascoli, che tenga in considerazione l\u2019etologia degli animali e la rispetti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su regimi alimentari pi\u00f9 equilibrati, che prevedano una riduzione del consumo di carne e un incremento dell\u2019apporto proteico vegetale, tramite i preziosi legumi, che arricchiscono il suolo e richiedono poca acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su un <strong>sistema alimentare che produca un\u2019economia diffusa, salute, benessere; che generi bellezza e non deturpi il paesaggio; che tuteli la biodiversit\u00e0; che contrasti lo spopolamento delle aree interne<\/strong> (il 70% del territorio italiano) <strong>sostenendo le piccole aziende<\/strong> che presidiano le terre alte e le preservano dal dissesto idrogeologico (<strong>aziende che continuano a chiudere a favore di stabilimenti di pianura sempre pi\u00f9 grandi).<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I finanziatori della ricerca sulla carne coltivata: da Bill Gates a Sergey Brin di Amazon a Richard Branson della Virgin Group. Ma anche JBS, Cargill<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54,14,19071,61,67,9411,53,327],"tags":[28746,28747],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127579"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=127579"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127579\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":127582,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127579\/revisions\/127582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=127579"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=127579"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=127579"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}