{"id":128115,"date":"2023-12-26T18:09:22","date_gmt":"2023-12-26T17:09:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=128115"},"modified":"2023-12-27T10:26:12","modified_gmt":"2023-12-27T09:26:12","slug":"mostre-al-femminile-a-brescia-finche-non-saremo-libere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=128115","title":{"rendered":"Mostre al femminile a Brescia &#8211; Finch\u00e9 non saremo libere"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"francois-one editor-title\">FINCH\u00c9 NON SAREMO LIBERE<\/h1>\n<figure id=\"attachment_128120\" aria-describedby=\"caption-attachment-128120\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRE-12-Asonia-balassanian_the-flock.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-128120\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRE-12-Asonia-balassanian_the-flock-300x264.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRE-12-Asonia-balassanian_the-flock-300x264.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRE-12-Asonia-balassanian_the-flock-1024x900.gif 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRE-12-Asonia-balassanian_the-flock-768x675.gif 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRE-12-Asonia-balassanian_the-flock-341x300.gif 341w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-128120\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> Asonia-balassanian_the-flock.<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Sino al 28 Gennaio 2024<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>BRESCIA &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Museo di Santa Giulia &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Via dei Musei 81<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0Da marted\u00ec a domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.15) <strong>Chiuso il luned\u00ec<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span>\u00a0<strong>\u20ac 7<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">TEel.:<\/span>\u00a0+39 030 297 7833<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.bresciamusei.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.bresciamusei.com\/<\/a><\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<figure id=\"attachment_128118\" aria-describedby=\"caption-attachment-128118\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRA-12-Sonia_balassanian_Untitled_Self_Portrait_04.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-128118\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRA-12-Sonia_balassanian_Untitled_Self_Portrait_04-300x225.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRA-12-Sonia_balassanian_Untitled_Self_Portrait_04-300x225.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mOSTRA-12-Sonia_balassanian_Untitled_Self_Portrait_04-400x300.gif 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-128118\" class=\"wp-caption-text\">Sonia_balassanian_Untitled_Self_Portrait<\/figcaption><\/figure>\n<p>Finch\u00e9 non saremo libere<strong> declina al femminile il titolo del libro Finch\u00e9 non saremo liberi. IRAN la mia lotta per i diritti umani di Shirin Ebadi, avvocatessa e pacifista iraniana esule dal 2009,<\/strong> prima donna musulmana Premio Nobel per la pace (2003) per i suoi sforzi per la democrazia e i diritti umani, in particolare delle donne, dei bambini e dei rifugiati.<\/p>\n<p><strong>LA MOSTRA<\/strong><\/p>\n<p>Finch\u00e9 non saremo libere proietta Fondazione Brescia Musei verso un nuovo trattamento per le esposizioni del <strong>ciclo \u201carte e diritti\u201d<\/strong> rispetto a quanto proposto nell&#8217;ultimo triennio. Non pi\u00f9 una monografica &#8220;verticale&#8221; dedicata ad artisti dissidenti ma una collettiva inedita con portfolio originali per l&#8217;Italia, di altissimo spessore, di artiste mai esposte nel nostro paese. Un progetto di alto impianto curatoriale, con un importante supporto editoriale nella forma del catalogo e delle tantissime iniziative collaterali, utili ad approfondire un tema che partendo dalle sale espositive riverbera nella nostra quotidianit\u00e0 attraverso performance artistiche e dibattiti. La mia gratitudine all\u2019artista Zoya Shokoohi per aver accolto il nostro invito, confermando la fervida tradizione delle residenze artistiche di Brescia Musei. Stefano Karadjov, Direttore Fondazione Brescia Musei<\/p>\n<p>Ad aprire il percorso espositivo di Finch\u00e9 non saremo libere sar\u00e0 la video installazione Becoming (2015) dell\u2019iraniano Morteza Ahmadvand, che con questa opera riflette sulla possibile convivenza tra culture e sulla necessita\u0300 di abolire distinzioni e gerarchie tra popoli e individui. Tre video proiettati su altrettanti schermi, a ciascuno dei quali corrisponde uno dei simboli delle tre principali religioni abramitiche: la croce cristiana, una stella di David e un cubo raffigurante la Kaaba islamica, qui idealmente uniti in una sfera che rimanda alla Terra, proposta come spazio in cui non ci sono differenze ma spazio uguale per tutti e tutte. Becoming, come l\u2019intera mostra a Brescia, promuove la convivenza tra esseri umani e il raggiungimento di un\u2019unit\u00e0 pacifica nel tumulto socio-politico e culturale attuale. L\u2019opera dell\u2019unico artista uomo esposto in mostra cede immediatamente il passo a una esposizione interamente dedicata ad artiste donne, divisa in tre sezioni.<\/p>\n<p>La prima sezione presenta un importante nucleo di opere di <strong>artiste donne provenienti da varie aree geografiche del pianeta.<\/strong> Queste opere sono prestiti dalla collezione d\u2019arte contemporanea dell\u2019Associazione Genesi e approfondiscono nell\u2019insieme sei complesse e spesso drammatiche questioni culturali, ambientali, sociali e politiche dei nostri tempi.<\/p>\n<p>Il primo tema, affrontato dalle opere di Leila Alaoui \u2013 artista franco-marocchina precocemente scomparsa per le gravi ferite riportate durante gli attacchi terroristici a Ouagadougou mentre lavorava per una commissione di Amnesty International \u2013, di Hangama Amiri \u2013 artista originaria del Pakistan -, Zhanna Kadyrova \u2013 artista ucraina \u2013, Iva Lulashi \u2013 artista di origini albanesi \u2013 \u00e8 il diritto alla memoria e all\u2019identit\u00e0 di ogni popolo e come le tradizioni e la storia di ogni comunit\u00e0 siano da considerarsi memoria collettiva da preservare, proteggere, custodire, tramandare.<\/p>\n<p>La seconda questione di attualit\u00e0, affrontata da Mequitta Ahuja \u2013 pittrice figurativa con radici afro-americane e indiane, dalla brasiliana Sonia Gomes e da Otobong Nkanga \u2013 artista nigeriana che vive e lavora in Europa \u2013, \u00e8 l\u2019identit\u00e0 multiculturale e l\u2019importanza del dialogo, dell\u2019interscambio e del rispetto reciproco tra culture.<\/p>\n<p>La violenza del Potere, i soprusi perpetrati e a volte anche tollerati in alcune aree e Paesi del mondo, le guerre, i genocidi, lo sfruttamento sono i temi del terzo sviluppo tematico, sottesi nei lavori di Leila Alaoui, dell\u2019artista sino-americana Hung Liu, che ha vissuto da giovane e in prima persona gli orrori della Rivoluzione culturale di Mao, dell\u2019indiana Shilpa Gupta e di Toyin Ojih Odutola, artista americana di origini nigeriane.<\/p>\n<p>La questione ambientale, l\u2019autodistruzione da parte dell\u2019essere umano del nostro pianeta \u00e8 testimoniata nell\u2019opera dell\u2019artista franco-americana Anne de Carbuccia, mentre l\u2019artista nigeriana Marcellina Akpojotor, Zehra Do\u011fan \u2013 artista e giornalista curda con cittadinanza turca, protagonista della prima edizione del ciclo di esposizioni di Fondazione Brescia Musei dedicate all\u2019arte e ai diritti umani, nota per essere stata arrestata e condannata per aver pubblicato sui social media un suo dipinto in cui raffigura la distruzione di Nusaybin dopo gli scontri tra le forze di sicurezza e gli insorti curdi \u2013, Zanele Muholi \u2013 fotografa sudafricana che con la sua arte indaga instancabilmente temi come razzismo, eurocentrismo, femminismo e politiche sessuali \u2013 e Billie Zangewa \u2013 artista nata in Malawi e poi trasferitasi in Sudafrica \u2013 ci parlano pi\u00f9 specificatamente della condizione femminile all\u2019interno di contesti, privati o pubblici, in cui la supremazia maschile \u00e8 ancora molto radicata. La riflessione sulla questione di genere termina con le opere di due affermate artiste iraniane, in qualche modo collegate tra loro. Si tratta di Soudeh Davoud e Shirin Neshat, proposte da Finch\u00e9 non saremo libere come tramite per la seconda e la terza sezione della mostra.<\/p>\n<p>La seconda sezione di mostra presenta due omaggi dedicati a due artiste storiche iraniane che, seppur molto note a livello internazionale, non sono mai state protagoniste di mostre personali in Italia: Sonia Balassanian e Farideh Lashai, entrambe nate negli anni Quaranta, e dunque formatesi prima della Rivoluzione Islamica del 1979.<\/p>\n<p>Sonia Balassanian, nata nel 1942 ad Arak, oggi vive e lavora tra New York e l\u2019Armenia. Ha iniziato come pittrice astratta, ma la sua ricerca ha avuto una svolta dopo il 1979 quando, in Iran, diventa attivista, concentrando il suo lavoro sulle urgenze sociali e politiche legate alle atrocit\u00e0 di quella drammatica situazione, tra cui i diritti umani e l\u2019emancipazione femminile. Le sue opere, esposte in prestigiosi spazi espositivi internazionali tra cui il MoMA di New York e il Padiglione Armeno della Biennale di Venezia del 2007, sottendono spesso una catena infinita di sofferenza, resistenza, trauma. In mostra a Brescia sono presenti tre cicli di opere su carta degli anni Ottanta e un\u2019installazione degli anni Duemila. Nata a Rasht nel 1944, Farideh Lashai ha tenuto mostre personali in importanti musei nel mondo, come il British Museum a Londra, il Prado Museum a Madrid, la Sharjah Art Foundation a Sharjah. Le sue opere sono state esposte in rassegne internazionali, come l\u20198th Biennale of Sydney, e ad oggi molte fanno parte di prestigiose collezioni d\u2019arte contemporanea tra cui quelle del Centre Georges Pompidou a Parigi e della Sharjah Art Foundation. Come Balassanian, \u00e8 stata un\u2019attivista: nei primi anni Settanta fu imprigionata a causa della sua politica di sinistra e del suo coinvolgimento nel movimento studentesco negli anni precedenti la rivoluzione islamica. Scomparsa a Teheran nel 2013, per tutta la sua attivit\u00e0 ha riflettuto sulla storia e le condizioni socio-politiche dell\u2019Iran. Esposto a Brescia \u00e8 il suo pi\u00f9 importante ciclo di opere: Rabbit in Wonderland, ispirato in parte ad Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll e composto da sette opere. Il percorso espositivo si conclude con due coinvolgenti interventi site-specific \u2013 Verbum e Respiro \u2013realizzati dalla giovane artista iraniana, Zoya Shokoohi nel corso di una residenza a Brescia avviata dalla Fondazione Brescia Musei come parte della mostra stessa e come ideale apertura verso le future generazioni.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non saremo libere non desidera soltanto approfondire la drammatica condizione femminile in Iran, ma porre anche l\u2019accento sull\u2019importanza delle ricerche di alcune artiste iraniane, selezionandole in base alle loro qualit\u00e0 che hanno permesso loro di imporsi all\u2019interno del sistema artistico internazionale e di oltrepassare la drammatica situazione in cui verte il loro Paese. La mostra promuove cos\u00ec un messaggio di speranza universale e di empowerment per tutte le artiste donne, non solo iraniane.<\/p>\n<p>L\u2019arte ha il compito di partecipare alle vicende dell\u2019umanit\u00e0, riflettendovi e spesso anticipandone gli sviluppi. L\u2019umanit\u00e0 oggi e\u0300 a un punto di non ritorno, in quanto sono purtroppo continue le violazioni dei diritti umani. La mostra Finch\u00e9 non saremo libere sceglie di affrontare uno dei drammi pi\u00f9 inaccettabili del nostro tempo: la violenza e la mancanza di libert\u00e0 subite dalle donne, in particolare in Iran. Il percorso espositivo associa opere di artiste iraniane con opere di artiste provenienti da altri paesi del mondo e di differenti generazioni per rivendicare in primo luogo la libert\u00e0 di espressione femminile come diritto inalienabile. Ilaria Bernardi, curatrice<\/p>\n<p>L\u2019ampio spettro di testimonianze proposte dall\u2019esposizione trova piena sintonia con la sede, il Museo di Santa Giulia di Brescia, e con gli obiettivi di inclusione della Fondazione Brescia Musei, che con il ciclo di esposizioni dedicate al tema arte e diritti umani si \u00e8 consolidata a livello nazionale e internazionale, allo stesso tempo lanciando grandi artisti che sino all\u2019ospitalit\u00e0 nelle sale del museo bresciano non avevano ottenuto attenzione da parte di istituzioni note per l\u2019impianto curatoriale e scientifico delle proprie proposte.<\/p>\n<p>Un&#8217;esposizione con un significato ancora pi\u00f9 importante <strong>dopo la proclamazione del Premio Nobel per la Pace 2023, che il prossimo dicembre verr\u00e0 conferito a Narges Mohammadi \u2013 attivista iraniana, vice-presidente del Centro per la difesa dei Diritti Umani, imprigionata<\/strong> dalle autorit\u00e0 iraniane nel maggio 2016 e ancora in carcere \u2013 &#8220;per la sua battaglia contro l&#8217;oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libert\u00e0 per tutti&#8221; e l&#8217;assegnazione del Premio Sacharov 2023 per la libert\u00e0 di pensiero a Jina Mahsa Amini e al movimento di protesta iraniano &#8220;Donne Vita Libert\u00e0&#8221; annunciato lo scorso 19 ottobre a Strasburgo dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.<\/p>\n<p>La mostra Finch\u00e9 non saremo libere prosegue ed <strong>espande un filone di ricerca e approfondimento promosso dal 2019 da Fondazione Brescia Musei, che ha scelto di indagare contesti geo-politici di stringente attualit\u00e0 attraverso la prospettiva e la produzione di artisti contemporanei.<\/strong> Capitoli precedenti di questo filone sono state le mostre dedicate al rapporto tra arte e diritti che hanno visto protagonisti<strong> l\u2019artista e attivista turca Zehra Do\u011fan (Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche, 2019), che proprio grazie a questa sua esposizione personale fu inserita da The Art Newspaper tra le 100 persone pi\u00f9 influenti nel mondo dell\u2019arte contemporanea; l\u2019artista e attivista cinese Badiucao (La Cina non \u00e8 vicina, 2021) \u2013 protagonista nel 2022,<\/strong> grazie al successo della mostra bresciana, di una travelling exhibition al <strong>Dox Center for Contemporary Art di Praga, MADe IN CHINA &#8211; e l\u2019artista e attivista russa Victoria Lomasko (The Last Soviet Artist, 2022).<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 davvero una grande emozione per il quarto anno consecutivo consacrare i nostri importanti spazi del Museo di Santa Giulia, da sempre ospitale nei confronti dei progetti scientifico culturali di rottura, questa importantissima <strong>mostra dedicata a tutte le donne iraniane che combattono per i loro diritti.<\/strong> Il progetto costruito insieme all\u2019associazione Genesi ci vede impegnati su uno dei temi di massima attualit\u00e0 nell\u2019agenda sociale politica culturale globale di questi mesi di cui il recente Nobel e il recente Sacharov sono l\u2019evidente prova bench\u00e9 il progetto fosse partito un apio di anni fa secondo un\u2019intuizione vincente: identificare palinsesti artistico narrativi da contesti geopolitici in cui i diritti sono violati e affondare su di essi con delle esposizioni dedicate all\u2019arte contemporanea. Anche quest\u2019anno il pubblico non rimarr\u00e0 deluso per la qualit\u00e0 della proposta costruita e i tantissimi rivoli di riflessione che essa genera, vero obiettivo di una completa Istituzione culturale legata all\u2019antico, ma arroccata all\u2019attualit\u00e0. Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei<\/p>\n<p>La mostra Finch\u00e9 non saremo libere prosegue ed espande anche la ricerca sull\u2019educazione ai diritti umani promossa dal 2021 dall\u2019Associazione Genesi con Progetto Genesi, a cura di Ilaria Bernardi, nel quale questa mostra si inserisce.<\/p>\n<p>Sono particolarmente grata alla Fondazione Brescia Musei per aver condiviso con l\u2019Associazione Genesi la grande sfida di concepire una mostra che, per l\u2019attualit\u00e0 della tematica trattata, per l\u2019originale impostazione e per le importanti artiste presenti, svolger\u00e0 senz\u2019altro un ruolo di prim\u2019ordine nella diffusione in Italia dei principi che informano la lotta delle donne per i loro diritti e in particolare di quelle iraniane. Letizia Moratti, Presidente Associazione Genesi<\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno la mostra che Fondazione Brescia Musei dedica al rapporto tra arte contemporanea e diritti umani rappresenta un momento particolarmente significativo del palinsesto del Festival della Pace \u2013 per tutto il periodo della manifestazione cittadina Finch\u00e9 saremo libere sar\u00e0 ad accesso gratuito per tutti i visitatori \u2013 che per il sesto anno viene organizzato a Brescia, e che soprattutto nell\u2019edizione 2023 non solo pone l\u2019attenzione su come la pace e i diritti umani costituiscano un binomio indissolubile, ma si concentra proprio sui diritti (negati) delle donne, facendo luce su come la guerra abbia un impatto violento su di esse e come, proprio le donne, abbiano un ruolo positivo nella risoluzione dei conflitti.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non saremo libere rappresenta una tappa importante del percorso che il Festival della Pace ha intrapreso, a partire dal 2019, con le mostre dedicate a Zehra Do\u011fan, Badiucao e Victoria Lomasko. L\u2019esposizione, infatti, grazie alla presenza di opere di artiste provenienti da differenti luoghi del globo \u2013 e in particolare delle artiste iraniane Sonia Balassanian, Farideh Lashai, Shirin Neshat, Soudeh Davoud e Zoya Shokoohi \u2013 ci offre ancora una volta l\u2019occasione per riflettere sulla condizione femminile nel mondo, mostrando situazioni in cui i diritti umani vengono calpestati.<\/p>\n<p>\u00c8 per me estremamente importante che l\u2019Amministrazione comunale, in particolare in questo periodo cos\u00ec problematico e delicato sul piano internazionale, ribadisca il proprio impegno nel sostenere la lotta contro ogni discriminazione. L\u2019arte, a questo proposito, si rivela davvero uno strumento straordinario che ci aiuta a tracciare la rotta verso una societ\u00e0 migliore. Laura Castelletti, Sindaca di Brescia<\/p>\n<p>Costruire la pace significa impegnarsi a fondo per contrastare discriminazioni e violazioni dei diritti: per questo la mostra Finch\u00e9 non saremo libere occupa un posto davvero importante all\u2019interno del palinsesto del Festival della Pace di quest\u2019anno. Le opere e le installazioni esposte, attraverso linguaggi e stili differenti, offrono una quantit\u00e0 notevole di spunti di riflessione e di occasioni di approfondimento riguardo alla condizione femminile nel mondo. Una grande opportunit\u00e0 non soltanto per conoscere e per riflettere, a vari livelli, sulla realt\u00e0 che caratterizza diversi luoghi del pianeta, ma anche un\u2019occasione per impegnarci a costruire un mondo diverso, a partire dalla nostra realt\u00e0 quotidiana. Del resto, \u00e8 proprio questo l\u2019obiettivo che il Festival organizzato a Brescia persegue, con coraggio e determinazione, da sei anni a questa parte. Roberto Rossini, Presidente del Consiglio comunale di Brescia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei con Alleanza Cultura, in collaborazione con l\u2019Associazione Genesi e il Festival della Pace, presentano oggi la mostra Finch\u00e9 non saremo libere a cura di <strong>Ilaria Bernardi,<\/strong> che dall\u201911 novembre si articoler\u00e0 all\u2019interno delle sale del Museo di Santa Giulia, a Brescia: un&#8217;esposizione dedicata al tema drammaticamente attuale della condizione femminile nel mondo, con un particolare focus sull\u2019Iran.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FINCH\u00c9 NON SAREMO LIBERE Sino al 28 Gennaio 2024 BRESCIA &#8211; Museo di Santa Giulia &#8211; Via dei Musei 81 Orario:\u00a0Da marted\u00ec a domenica dalle<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":128119,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[28902],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/128115"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=128115"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/128115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":128121,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/128115\/revisions\/128121"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/128119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=128115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=128115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=128115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}