{"id":129249,"date":"2024-01-22T17:36:26","date_gmt":"2024-01-22T16:36:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=129249"},"modified":"2024-01-22T21:45:36","modified_gmt":"2024-01-22T20:45:36","slug":"arte-a-milano-per-chi-soffre-mapp-museo-darte-paolo-pini-kirsten-reynolds","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=129249","title":{"rendered":"Arte a Milano per chi soffre &#8211; MAPP Museo d\u2019Arte Paolo Pini &#8211; Kirsten Reynolds"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Libert\u00e0 e immaginazione, libert\u00e0 e memoria, libert\u00e0 e comunicazione, libert\u00e0 e viaggio i temi espressi e affrontati.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_129253\" aria-describedby=\"caption-attachment-129253\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/image_123650291.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-129253\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/image_123650291-300x209.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/image_123650291-300x209.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/image_123650291-1024x714.gif 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/image_123650291-768x536.gif 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/image_123650291-430x300.gif 430w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-129253\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terza tappa dell&#8217;iniziativa culturale milanese, per fare dell&#8217;arte strumento e veicolo di libert\u00e0,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>portando opere in luoghi di isolamento e disagio privati del bello e dei suoi significati pi\u00f9 forti e profondi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marted\u00ec 23 gennaio 2023, alle ore 14.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>al MAPP Museo d\u2019Arte Paolo Pini <\/strong><strong>via Ippocrate 45<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">l&#8217;Associazione Culturale Corte Sconta espone opere di Kirsten Reynolds<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">nell\u2019ambito di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ALMA- Arte Libera Musei Aperti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marted\u00ec 23 gennaio alle ore 14:30 nelle sale espositive del MAPP \u2013 Museo d\u2019Arte Paolo Pini di Milano in via Ippocrate 45<\/strong> verranno presentate cinque opere di Kirsten Reynolds, <strong>terza tappa del progetto museografico ALMA realizzato da Corte Sconta,<\/strong> realizzato con il contributo di Fondazione di Comunit\u00e0 Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo gli appuntamenti alla casa di reclusione di Opera e alla RSA Golgi Redaelli, <strong>saranno gli ambienti dell\u2019ex ospedale psichiatrico Paolo Pini ad ospitare la prosecuzione di questa iniziativa, che mira a rendere accessibili le opere d\u2019arte,<\/strong> dopo i limiti imposti dalla pandemia e da altre costrizioni, avvicinando all\u2019interesse artistico individui esclusi da eventi pubblici per motivazioni sanitarie, fisico-psichiche o penali, rendendoli partecipi dell&#8217;arte come via per la Libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere dell\u2019artista Reynolds protagoniste di questa terza tappa sono: Double negative I, stampa fotografica, cm 60&#215;80, 2017; The evolution of Democracy II IV, stampa, 50&#215;50, 2017; The evolution of Democracy II III, stampa su carta, 50&#215;50, 2011; The evolution of Democracy IV III, stampa su carta, 50&#215;50; Craving silence I, stampa su carta, 57&#215;81,5, 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Libert\u00e0 e immaginazione, libert\u00e0 e memoria, libert\u00e0 e comunicazione, libert\u00e0 e viaggio i temi espressi e affrontati.<\/strong> A seguito di ogni evento si terr\u00e0 un Talk in presenza o digitale animato da personalit\u00e0 dell&#8217;arte, della cultura e dell&#8217;iniziativa sociale. <strong>Ogni opera verr\u00e0 digitalizzata e monitorata con le pi\u00f9 avanzate tecniche oggi a disposizione.<\/strong> Il progetto gode del patrocinio di ICAMT International Committee for Architecture and Museum Techniques &#8211; ICOM International Council of Museum. L&#8217;iniziativa si concluder\u00e0 in autunno, con la riunione di tutte le opere esposte alla Fabbrica del Vapore, presso la sede di Corte Sconta, per raccogliere i risultati del progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cALMA mira a rivalutare luoghi costretti ai margini della vita sociale<\/strong> \u2013 dichiara il portavoce del progetto, Andrea Vento &#8211; e al contempo riportare alla vita pubblica importanti e significative opere, altrimenti riservate a pochi o dimenticate nei depositi. Riduzione delle disuguaglianze, parit\u00e0 di genere, accessibilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 sociale sono le parole chiave che guidano il progetto, ideato per creare la consuetudine alla diffusione dell\u2019arte e all\u2019avvicinamento ai pubblici fragili. L&#8217;esposizione e la condivisione partecipata di opere d&#8217;arte provenienti da collezioni private sono tutte espressione e veicolo di declinazione del concetto di LIBERTA&#8217;, cos\u00ec importante da recuperare e rivivere&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019artista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nata in Virginia (USA), Kirsten Reynolds<\/strong> ha svolto i suoi <strong>studi universitari alla Syracuse University e ha conseguito il Master in Maine Collage of Art.<\/strong> Pur preferendo la scultura, il video sembrava essere la soluzione migliore per il suo futuro. Dopo un anno di lavoro in video commerciali si \u00e8 trasferita sulla costa con suo marito a met\u00e0 degli anni &#8217;90, ha iniziato a concentrarsi sulle belle arti. Ha aperto un piccolo negozio e <strong>ha iniziato a esplorare la pittura e il disegno.<\/strong> La direzione cambi\u00f2 quando suo marito, Peter Lankford, designer e modellista, port\u00f2 a casa il poliuretano ad alta densit\u00e0, un materiale industriale usato per scolpire. Da l\u00ec una serie di passaggi hanno portato la Reynolds al suo lavoro attuale. Kirsten crea ambienti scultorei che potrebbero essere descritti come architettura decostruttiva per divertimento. L\u2019arte di Kirsten Reynolds \u00e8 una rivelazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attraverso il disegno, la scultura, le installazioni, la pittura, la stampa, la fotografia e il suono, reinterpreta radicalmente temi classici e tradizionali, spesso ispirata da idee storiche, scientifiche e filosofiche riguardanti il mondo naturale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo le orme di dadaisti e futuristi, Reynolds utilizza insolite combinazioni di tecniche e materiali antichi e moderni per creare opere intuitive e unicamente personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo aver lavorato in alcuni dei pi\u00f9 magnifici parchi e giardini botanici del mondo durante gli spettacoli della Power Plant del 2005-2010,<\/strong> Reynolds ha iniziato <strong>una serie di fotografie notturne espressive che disegnavano luce nella natura,<\/strong> letteralmente dipingendo con la luce, attraverso un\u2019esposizione prolungata. Le immagini visceralmente dinamiche che ne derivano alludono alle antiche lezioni mitologiche, religiose e popolari che circondano il significato culturale degli alberi, in particolare i loro spiriti, poteri e ruolo simbolico come collegamento tra cielo, terra e mondo sotterraneo. Queste idee rimandano alla credenza che forze invisibili e inspiegabili sia naturali che artificiali ci circondano costantemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Museo d\u2019Arte Paolo Pini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il MAPP \u00e8 un museo d&#8217;arte contemporanea situato nell&#8217;ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano, ideato nel 1993 da Teresa Melorio e Enza Baccei (Fondatrici dell&#8217;Associazione ARCA Onlus) e realizzato con la collaborazione del Dipartimento di Salute Mentale dell&#8217;Ospedale Niguarda, la direzione artistica di Marco Meneguzzo e l&#8217;adesione di alcune note gallerie e istituzioni d&#8217;arte milanesi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo del progetto era trasformare l&#8217;ospedale psichiatrico in un luogo di incontro dove il &#8220;fare arte&#8221; fosse un&#8217;occasione di scambio di idee e linguaggi tra artisti professionisti e persone con disagio psichico e dove la condivisione di esperienze culturali e artistiche tra i cosiddetti &#8220;sani&#8221; e &#8220;malati&#8221; contribuisse concretamente alla cura e alla trasformazione di un luogo che \u00e8 stato per anni l&#8217;emblema dell&#8217;incomunicabilit\u00e0.<br \/>\nLe opere realizzate direttamente sui muri dell&#8217;ex manicomio sono espressione del valore intrinseco che racchiude ogni persona anche quando \u00e8 gravemente malata nel corpo o nella mente; il MAPP testimonia che una vera trasformazione del modo di curare si realizza anche attraverso una specifica qualit\u00e0 estetica dello spazio che esprime la ricchezza di valori simbolici dell&#8217;essere umano in tutto il suo spessore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intervento inizi\u00f2 alla fine del 1993, allestendo le prime Botteghe d&#8217;Arte (pittura, musica, teatro, poesia, decoro, design) nell&#8217;Ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, invitando docenti dell&#8217;Accademia di Brera e artisti professionisti (tra cui Gianni Spadari, Stefano Pizzi, Davide Antolini, Pino Deodato, Enrico baj, Emilio Tadini) a creare insieme con i pazienti e gli operatori del Pini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la fine del 1994 e il 1995 circa 40 artisti italiani e stranieri, di fama nazionale e internazionale (oltre ai sopracitati, altri come Paolo Canevari, Fernando De Filippi, Riccardo Gusmaroli, Gunter Brus, Martin Disler, Bernd Zimmer) furono invitati a realizzare un&#8217;opera al Paolo Pini. Gli artisti lavorarono gratis per giorni, coinvolgendo molti dei 135 pazienti nella realizzazione dei loro lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Museo d&#8217;Arte Paolo Pini fu inaugurato il 25 maggio 1995.<\/strong> Le opere si trovavano, e si trovano tutt&#8217;ora, nel parco, sulle pareti dei padiglioni 1, 5, 7, 9, spazi che l&#8217;ex azienda sanitaria locale (USSL 37) aveva messo a disposizione di ARCA, insieme ad altri locali interni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel tempo si \u00e8 formata una vera e propria collezione di livello internazionale che accoglie i lavori di oltre 140 artisti<\/strong> e si arricchisce ogni anno di nuove opere. Il Museo oggi \u00e8 costituito da una collezione permanente che comprende murales, installazioni e sculture dislocate nel parco del Paolo Pini, all&#8217;esterno e all&#8217;interno dei padiglioni (oggi gestiti da diversi enti), e da una raccolta di opere realizzate &#8220;a quattro mani&#8221; da artisti e i frequentatori delle &#8220;Botteghe d&#8217;Arte&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il coordinamento organizzativo \u00e8 gestito da Stefania Bleve.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Libert\u00e0 e immaginazione, libert\u00e0 e memoria, libert\u00e0 e comunicazione, libert\u00e0 e viaggio i temi espressi e affrontati. 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