{"id":129505,"date":"2024-01-30T16:47:10","date_gmt":"2024-01-30T15:47:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=129505"},"modified":"2024-01-30T21:10:04","modified_gmt":"2024-01-30T20:10:04","slug":"mostre-a-torino-programma-2024-castello-di-rivoli-e-nuovo-direttore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=129505","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; Programma 2024 Castello di Rivoli e nuovo direttore"},"content":{"rendered":"<p><strong>Programma espositivo 2024<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/unnamed-35.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-129510\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/unnamed-35-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/unnamed-35-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/unnamed-35-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/unnamed-35-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/unnamed-35-451x300.jpg 451w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/unnamed-35.jpg 1535w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova stagione espositiva del Castello di Rivoli <strong>prender\u00e0 avvio il 20 aprile con l\u2019inaugurazione della prima retrospettiva in un\u2019istituzione museale italiana dedicata a Rossella Biscotti (Molfetta, 1978),<\/strong> le cui opere <strong>investigano le nozioni oggi sempre pi\u00f9 cruciali di memoria, identit\u00e0 e il ruolo del documento e del gesto performato nella definizione di cultura, storia e societ\u00e0.<\/strong> Costruite intorno a stratificazioni di materiali e significati, le opere nascono da lunghi periodi di indagine volti a far emergere le delicate strutture di potere che condizionano le libert\u00e0 dell\u2019individuo. <strong>La mostra, a cura di Marianna Vecellio,<\/strong> comprender\u00e0 un corpus di opere che illustrano i passaggi tra dimensione privata e pubblica, passato e presente, storia minore e documento, societ\u00e0 e ambiente. Concepita come una vera e propria mostra vivente, il progetto culminer\u00e0 con una nuova produzione che prender\u00e0 vita nel corso della mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Organizzata dal Centro di Ricerca Castello di Rivoli, la mostra Paolo Pellion di Persano. La semplice storia di un fotografo, a cura di Marcella Beccaria e Andrea Viliani,<\/strong> valorizza la donazione avvenuta nel 2023 al CRRI da parte degli eredi dell\u2019Archivio del fotografo, inclusivo di <strong>oltre 44.000 fotogrammi.<\/strong> Per la prima volta, la mostra riunisce un grande corpus di fotografie dell\u2019autore, inclusi molti inediti, restituendo uno straordinario racconto nel quale la <strong>vitalit\u00e0 artistica di Torino e del suo territorio \u00e8 protagonista. Il progetto \u00e8 vincitore del Bando Strategia Fotografia 2023, della Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura.<\/strong> La mostra avviene in sinergia con il nuovo <strong>Festival della<\/strong> f<strong>otografia EXPOSED, di cui \u00e8 parte della programmazione ufficiale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro progetto che avviene nella cornice di <strong>EXPOSED \u00e8 quello che parte dalla Collezione della Fondazione per l\u2019Arte Moderna e Contemporanea CRT, fulcro di un\u2019offerta espositiva che osserva la fotografia da tre angolature speciali: la prima \u00e8 rappresentata al Castello di Rivoli con la mostra Expanded With a cura di Marcella Beccaria; la seconda ha sede in OGR Torino con Expanded Without,<\/strong> frutto di una collaborazione tra Castello di Rivoli,<strong> GAM Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Torino e OGR Torino; infine il terzo elemento vedr\u00e0 alla GAM Expanded<\/strong> &#8211; I <strong>Paesaggi dell&#8217;arte<\/strong> a cura di<strong> Elena Volpato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nei mesi di febbraio e marzo prender\u00e0 vita Nature vibranti.<\/strong> Sul residuo e la rinascita,<strong> un programma trans-disciplinare sviluppato da Almanac Inn, Castello di Rivoli e Orti Generali, a cura di Marianna Vecellio e Guido Santandrea<\/strong> con il sostegno di Compagnia di San Paolo. Nature vibranti promuove l\u2019incontro tra approcci e prospettive differenti all\u2019insegna dell\u2019inclusione di tutte le specie e forme di vita tramite un programma di laboratori, passeggiate, performance, talk, reading poetici e installazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019autunno sar\u00e0 caratterizzato da vari progetti intorno ai 40 anni del Museo pensati per rimanere una sorpresa, incluso un nuovo allestimento della collezione del Museo.<\/strong> Inoltre, per la prima volta verr\u00e0 presentata nella Sala 18 del Castello,<strong> a cura di Marcella Beccaria, la monumentale installazione Shade Between Rings of Air (Ombra tra anelli d\u2019aria), 2003, di Gabriel Orozco (Xalapa, Messico, 1962). Inizialmente realizzata in occasione della Biennale di Venezia del 2003<\/strong> e ispirata al lavoro del noto architetto <strong>Carlo Scarpa<\/strong>, l\u2019opera entra a far parte delle Collezioni del Castello di Rivoli grazie a una generosa donazione dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Debutter\u00e0 a fine ottobre, in concomitanza con l\u2019inaugurazione di Artissima, il primo grande progetto espositivo curato da Francesco Manacorda, Mutual Aid \u2013 Arte in collaborazione con la natura.<\/strong> La mostra coinvolge artisti che sin dagli anni sessanta hanno lavorato sulla <strong>questione ecologica<\/strong> e sul nostro rapporto con l\u2019ambiente, per giungere alla crisi climatica attuale e agli sviluppi teorici intorno all\u2019antropocene. L\u2019elemento centrale del progetto mette in luce il rapporto di vera e propria collaborazione creativa con il non-umano da parte di artisti, a cominciare da Giuseppe Penone, di generazioni e culture diverse. Il tema della mostra invita a riconsiderare la falsa divisione tra natura e cultura attraverso una ricerca che coinvolge anche scienziati, biologi, designer e architetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Castello di Rivoli<\/strong><br \/>\n<strong>Piazza Mafalda di Savoia<\/strong><br \/>\n10098 Rivoli &#8211; Torino<br \/>\nInfo: +39 0119565222<\/p>\n<h2><strong>IL NUOVO DIRETTORE\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo Direttore del Castello di Rivoli <strong>Francesco Manacorda, che ha assunto l\u2019incarico a inizio anno, ha incontrato la stampa oggi, marted\u00ec 30 gennaio 2024<\/strong>, per presentare le linee guida del suo mandato e il Programma espositivo 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesca Lavazza, Presidente del Museo, nel dare il benvenuto al nuovo Direttore,<\/strong> ha affermato \u201cCon l\u2019ingresso del nuovo Direttore Francesco Manacorda, il Castello di Rivoli riconferma la propria identit\u00e0 e prospettiva nel contesto artistico internazionale. Da quarant\u2019anni, il Museo ha sviluppato una cultura dinamica che ha consolidato la propria posizione di spicco nell\u2019ambito dell\u2019arte contemporanea e dei suoi linguaggi. Questa istituzione ha contribuito a esplorare la complessit\u00e0 della nostra epoca, partendo dai movimenti creativi che qui si sono generati, e che da qui si sono diffusi. Il Castello di Rivoli \u00e8 un punto di riferimento per un pubblico sempre pi\u00f9 ampio, grazie all\u2019apertura verso nuove iniziative progettuali, che sono certa Francesco Manacorda porter\u00e0 avanti con entusiasmo, lungimiranza e competenza. Fin dalla sua fondazione nel 1984, il Museo ha anticipato tendenze e sperimentazioni, che hanno permesso di comprendere e interpretare il mondo in continua evoluzione. Voglio augurare un buon lavoro al nuovo Direttore, e a tutta la squadra del Castello, per la realizzazione di un programma ambizioso quanto innovativo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa missione principale di un museo di arte contemporanea \u00e8 quella di \u2018incastonare\u2019 l\u2019arte nella societ\u00e0 civile, rendendola visibile, rilevante e significativa.\u201d \u2013 afferma Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea \u2013 \u201cIn questo processo, il Museo deve costruirsi attorno una crescente comunit\u00e0 di persone che comprendano, interpretino e partecipino alle innovazioni artistiche. Il punto centrale di questa vocazione civica risiede nella modalit\u00e0 in cui il museo valida, ovvero d\u00e0 forza e valore all\u2019arte contemporanea, e nel suo dovere di abilitare il pubblico all\u2019esperienza intellettuale ed emotiva di tale validazione. Il Museo ha chiari doveri verso il pubblico, gli artisti e la cultura di cui \u00e8 strumento. Per il pubblico, il Museo deve essere una piattaforma in cui, attraverso la cultura, mette i suoi partecipanti in condizione di decodificare il mondo che li circonda. Nei confronti degli artisti, deve amplificare la loro voce e permettere loro di rappresentare i temi per loro pi\u00f9 urgenti. In relazione alla cultura, il Museo ha il compito di far dialogare civilt\u00e0 lontane e continuare ad arricchire il patrimonio artistico della sua comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I cinque principi della missione sopra descritta sono:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Il valore dell\u2019arte<br \/>\nRivoli \u00e8 un museo costruito a partire dall\u2019Arte Povera e in quanto tale ha il compito di narrare le storie dell\u2019arte usando tale punto di partenza, tracciando le sue eredit\u00e0 e gli sviluppi del discorso artistico che tale movimento ha agevolati. Ci\u00f2 nonostante, il Museo ha anche il dovere di inserire l\u2019arte italiana nel discorso internazionale e viceversa, promuovendo dialogo, scambio e confronto, mantenendo un importantissimo equilibrio di genere e incorporando prospettive non occidentali per dare conto degli ineludibili processi culturali di cambiamento in atto oggi. Al fine di rendere l\u2019arte pi\u00f9 contemporanea accessibile al grande pubblico, saranno messi in primo piano temi di interesse generale che sconfinano il territorio dell\u2019arte quali l\u2019ecologia e il non-umano, la portata della spiritualit\u00e0 o gli impatti delle tecnologie digitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei punti di forza del Castello di Rivoli \u00e8 il contrasto tra contenitore antico e contenuto contemporaneo che instaura la condizione unica di \u201cfuturo nel passato\u201d: un posizionamento interculturale e \u201cintertemporale\u201d che \u00e8 forse il pi\u00f9 urgente per il Museo oggi. Per converso, un importante punto di forza di tutti i musei di arte contemporanea corrisponde alla dimensione del futuro implicata nella loro attivit\u00e0: gli artisti contemporanei anticipano il futuro e il museo, seguendoli, deve diventare un luogo dove il futuro viene immaginato e portato alla luce. \u00c8 dunque necessario lavorare a un programma espositivo ed educativo diversificato adatto al XXI secolo. Il Museo deve aiutare il suo pubblico a navigare il futuro: il valore pi\u00f9 grande dell\u2019esperienza artistica \u00e8 quello in cui l\u2019arte ci porta per mano in territori, situazioni e percezioni sconosciuti e inattesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. La vocazione sociale del Museo<br \/>\nSolo met\u00e0 del Museo \u00e8 definita dalle sue attivit\u00e0 culturali, l\u2019altra met\u00e0 della sua identit\u00e0 \u00e8 il suo pubblico. La necessit\u00e0 del Castello di Rivoli di costruire rilevanza per un pubblico pi\u00f9 vasto non va solo \u2013 pur abbracciandola \u2013 nella direzione dei numeri, ma ambisce a farsi carico di mettere il Museo nel cuore della popolazione. Il pubblico \u00e8 moralmente il proprietario del Castello e del suo patrimonio, con la collezione in primis: si tratta di trasformare tale propriet\u00e0 civica in propriet\u00e0 affettiva. Se quindi l\u2019obiettivo primario \u00e8 l\u2019incremento graduale dei visitatori, l\u2019effetto secondario deve includere la dissoluzione nel pubblico della percezione del Museo come luogo elitario, incomprensibile e lontano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rendere il Castello di Rivoli un patrimonio affettivo condiviso e una destinazione abituale e ricorrente, si rende necessario fare in modo che esso sia uno spazio sociale per pubblici diversi. A tal fine bisogna trovare un luogo di incontro anche tra campi diversi, attraverso la creazione di un \u201cpolo del contemporaneo\u201d intorno al Museo in modo da connettere territori e discipline diverse, al di l\u00e0 della disciplina delle arti visive in senso stretto, tutte per\u00f2 incastonate nel presente e proiettate nel futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Il suo compito internazionale<br \/>\nConnettere le culture attraverso lo spazio e il tempo non si esaurisce in un compito accademico, ma comprende una vera e propria attivit\u00e0 di diplomazia culturale e di tessitura sociale. Il museo \u00e8 simile a un intellettuale pubblico, che aspira a stimolare dibattiti e riflessioni rilevanti sul nostro tempo, condividendo strumenti per pensare facilmente utilizzabili, che permettano di promuovere scambi e crescita per la comunit\u00e0 e la sua produzione culturale. Quale spazio di confronto, scontro e incontro, il museo diventa un luogo dove mettere alla prova la complessit\u00e0 del reale e incorporare approcci, epistemologie e tradizioni differenti e, a volte, addirittura in contrasto. In tal senso, di enorme urgenza \u00e8 l\u2019apertura del canone artistico a sistemi conoscitivi e artistici non-occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. L\u2019imperativo educativo<br \/>\nLa pratica educativa, intesa nel doppio senso etimologico da un lato di \u2018trarre fuori\u2019 e dall\u2019altro di condurre in territori nuovi, rimane punto cardinale di ogni istituzione artistica. Il museo \u00e8 una macchina per l\u2019allenamento della mente e del cuore non solo per i non-adulti: esso deve offrire a tutti nuovi strumenti per pensare e sentire. L\u2019arte contemporanea ha il vantaggio di poter essere \u2018usata\u2019 come base per allenare all\u2019imprevedibilit\u00e0, all\u2019apertura intrinseca dell\u2019opera e ai suoi significati multipli. Immergersi nelle sue spire permette da un lato di sviluppare la capacit\u00e0 critica, di andare alla ricerca di domande pi\u00f9 che di risposte, e dall\u2019altro quello di affinare l\u2019abilit\u00e0 a filtrare la rilevanza di qualsiasi informazione o prodotto culturale. Tale prospetto pedagogico, cos\u00ec necessario nell\u2019era digitale che viviamo, non anima solo il Dipartimento Educazione del Museo, ma tutto il suo operato, per accompagnare i visitatori a esplorare territori sconosciuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. La centralit\u00e0 del patrimonio pubblico<br \/>\nLa collezione \u00e8 la conditio sine qua non di ogni museo, la parte senza la quale l\u2019edificio istituzionale crolla. Si tratta di ci\u00f2 che viene lasciato in eredit\u00e0 alle generazioni future quale memoria culturale e capitale intellettuale. In base a questo principio, \u00e8 necessario ridare forza, visibilit\u00e0 e rilevanza alle sale dedicate alle collezioni, rendendo visibile ed esperibile allo spettatore il lavoro storico artistico che il Museo fa in un moto perpetuo. La costruzione del patrimonio comune deve divenire un atto pubblico comprensibile ai visitatori e aperto alla loro fruizione e partecipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per finire, una breve questione di metodo: se il sistema dell\u2019arte pu\u00f2 essere paragonato al modello di ecosistema caratterizzato dall\u2019interdipendenza degli attori che partecipano al suo funzionamento, \u00e8 fondamentale che il Museo si dia come strumenti e modi operandi principali quello della collaborazione radicale e del rinnovamento ininterrotto; uniche modalit\u00e0 con cui combattere il rischio di perdita di rilevanza, resilienza ed efficacia nel mondo di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Manacorda \u00e8 stato nominato Direttore del Castello di Rivoli il 26 settembre 2023, al termine di una manifestazione d\u2019interesse pubblica da una commissione giudicatrice presieduta da Francesca Lavazza, Presidente del Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, e composta da Richard Armstrong, che \u00e8 stato Direttore The Solomon R. Guggenheim Foundation dal 2008 fino a luglio 2023; Andrea Ruben Levi, collezionista, Amico Benefattore del Castello di Rivoli, membro del Board of Trustees del New Museum di New York; Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista, Presidente dell\u2019omonima fondazione, Presidente della Fondazione per l\u2019Arte Moderna e Contemporanea CRT; Sir Nicholas Serota, Presidente Arts Council England, gi\u00e0 Direttore Tate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note biografiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco Manacorda \u00e8 stato Direttore Artistico della V-A-C Foundation (2017-22); Direttore Artistico di Tate Liverpool (2012-17), Direttore di Artissima (2010-12) e Curatore presso la Barbican Art Gallery (2007-09). Dal 2006 al 2011 \u00e8 stato Docente presso il dipartimento di Curating Contemporary Art del Royal College of Art, Londra. Ha co-curato nel 2016 la Biennale di Liverpool e nel 2018 l\u2019undicesima edizione della Biennale di Taipei.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Programma espositivo 2024 La nuova stagione espositiva del Castello di Rivoli prender\u00e0 avvio il 20 aprile con l\u2019inaugurazione della prima retrospettiva in un\u2019istituzione museale italiana<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":129052,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[29212],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/129505"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=129505"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/129505\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":129511,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/129505\/revisions\/129511"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/129052"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=129505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=129505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=129505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}