{"id":129823,"date":"2024-02-12T16:27:10","date_gmt":"2024-02-12T15:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=129823"},"modified":"2024-02-12T19:34:50","modified_gmt":"2024-02-12T18:34:50","slug":"evento-collaterale-biennale-di-venezia-2024-robert-indiana-the-sweet-mystery-alle-procuratie-vecchie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=129823","title":{"rendered":"Evento collaterale Biennale di Venezia 2024 &#8211; Robert Indiana: The Sweet Mystery alle Procuratie Vecchie"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_129826\" aria-describedby=\"caption-attachment-129826\" style=\"width: 257px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c967a5c9-7a56-49b7-b721-e2182b0be836.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-129826\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c967a5c9-7a56-49b7-b721-e2182b0be836-257x300.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c967a5c9-7a56-49b7-b721-e2182b0be836-257x300.jpg 257w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c967a5c9-7a56-49b7-b721-e2182b0be836-878x1024.jpg 878w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c967a5c9-7a56-49b7-b721-e2182b0be836-768x896.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c967a5c9-7a56-49b7-b721-e2182b0be836.jpg 993w\" sizes=\"(max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-129826\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>ROBERT INDIANA: THE SWEET MYSTERY<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evento collaterale della 60. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte &#8211; La Biennale di Venezia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venezia, Procuratie Vecchie in Piazza San Marco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17 aprile &#8211; 24 novembre 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Image<br \/>\nRobert Indiana: The Sweet Mystery, 1960-62, Oil on canvas, 72 x 60 inches (182.9 x 152.4 cm)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Photo: Courtesy of Tom Powel Imaging, New York; Artwork: \u00a9 2024 Morgan Art Foundation Ltd.\/ Artists Rights Society (ARS), Courtesy The Robert Indiana Legacy Initiative<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Una nuova prospettiva su uno degli artisti pi\u00f9 iconici al mondo<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 visitabile dal 17 aprile al 24 novembre<strong> presso le Procuratie Vecchie in Piazza San Marco.<\/strong><br \/>\n<strong>Presentata da Yorkshire Sculpture Park e curata da Matthew Lyons<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Yorkshire Sculpture Park presenta Robert Indiana: The Sweet Mystery, <strong>evento collaterale ufficiale della 60. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte &#8211; La Biennale di Venezia, allestito presso lo storico complesso delle Procuratie Vecchie, recentemente restaurato dall&#8217;architetto David Chipperfield,<\/strong> vincitore del premio Pritzker. La mostra, sviluppata con The Robert Indiana Legacy Initiative, offre una prospettiva rivelatrice sull&#8217;opera di Indiana, incentrata sui temi fondamentali della spiritualit\u00e0, dell&#8217;identit\u00e0 e della condizione umana, essenziali per comprendere l\u2019evoluzione creativa dell\u2019artista. Le opere in mostra ripercorrono sei decenni della carriera di Indiana e comprendono opere giovanili significative, alcune delle quali raramente esposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Simon Salama-Caro, fondatore e direttore di The Robert Indiana Legacy Initiative<\/strong>, ha dichiarato: \u201cCon il passare degli anni \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente come Bob Indiana sia stato uno dei pi\u00f9 grandi artisti della nostra epoca. Aveva la straordinaria capacit\u00e0 di immergersi profondamente nello spirito del suo tempo, realizzando opere complesse, innovative, stratificate e di grande intensit\u00e0 emotiva. \u00c8 meraviglioso constatare come l&#8217;eredit\u00e0 artistica di Bob sia ora riconosciuta alla Biennale di Venezia, dove le sue opere possono essere apprezzate sotto una nuova prospettiva accademica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Figura preminente dell&#8217;arte americana, Robert Indiana (1928-2018) \u00e8 celebre per la serie iconica LOVE. Leader influente del Pop<\/strong>, si \u00e8 distinto per aver affrontato rilevanti questioni sociali e politiche, inserendo nelle sue opere profondi riferimenti storici, letterari e biografici. Il titolo della mostra, The Sweet Mystery, \u00e8 tratto da uno dei primi dipinti in cui Indiana ha inserito le parole, una pratica che caratterizzer\u00e0 la sua carriera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra \u00e8 ospitata al secondo piano delle Procuratie Vecchie<\/strong>, mentre il <strong>terzo piano \u00e8 stato dedicato da Generali alla Home of The Human Safety Net e alla mostra interattiva \u201cA World of Potential\u201d<\/strong>, un hub aperto alla comunit\u00e0 internazionale che tratta i temi dell&#8217;inclusione sociale, dell&#8217;innovazione e della sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il catalogo della mostra sar\u00e0 completamente illustrato e includer\u00e0 nuovi studi sull&#8217;opera dell&#8217;artista, con contributi di Clare Lilley, Allan Schwartzman e Matthew Lyons.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Robert Indiana<br \/>\nDopo un&#8217;infanzia itinerante nel Midwest americano e una formazione artistica a Chicago e in Europa, <strong>Robert Indiana giunge a New York nel 1954<\/strong> utilizzando ancora il suo nome di battesimo, Robert Clark. Due anni dopo, un<strong> incontro fortuito con Ellsworth Kelly modifica il corso personale e professionale della sua giovane esistenza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si ritrova ben presto a vivere in un loft a Coenties Slip,<\/strong> un\u2019area decadente di Lower Manhattan, dove i resti di un vivace passato marittimo si confondono con il fiorente settore finanziario. A<strong>vendo scarsi mezzi per il materiale artistico, Indiana crea assemblaggi usando i residui dell&#8217;attivit\u00e0 portuale circostante, sviluppando parallelamente un linguaggio pittorico bidimensionale, in dialogo con l\u2019affiatata comunit\u00e0 di vicini, tra cui artisti d&#8217;avanguardia come Kelly, Agnes Martin, James Rosenquist, Cy Twombly e Jack Youngerman.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante questo periodo di fervore, in un atto di reinvenzione e rinascita si ribattezza con il nome del suo stato natale, l&#8217;Indiana. <strong>All&#8217;inizio degli anni Sessanta, realizza tele audaci, caratterizzate da geometrie pure, testi e numeri in toni non modulati, in risposta alla cultura visiva di un consumismo sempre pi\u00f9 pervasivo. Le sue opere, ricche di reminiscenze personali e dettagli biografici, esplorano interrogativi universali sulla condizione umana e sulla fede in epoche turbolente<\/strong>, affrontando contemporaneamente temi legati all&#8217;identit\u00e0 queer e al s\u00e9. La sua peculiare forma di Pop art rappresenta un&#8217;estensione del radicalismo americano, attingendo alle radici dei trascendentalisti del XIX secolo e alla sperimentazione formale dei primi modernisti. Attraverso una selezione mirata che abbraccia oltre cinquant&#8217;anni di produzione artistica, comprese molte opere giovanili raramente esposte, Robert Indiana: The Sweet Mystery presenta Indiana a un nuovo pubblico, invitandolo a riflettere su questioni metafisiche di fronte alle sfide del XXI secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Yorkshire Sculpture Park<br \/>\n<strong>Fondato nel 1977, YSP \u00e8 un centro internazionale unico di scultura moderna e contemporanea. \u00c8 un ente benevolo e un museo, situato nella tenuta di Bretton Hall, una propriet\u00e0 del XVIII secolo che si estende su oltre 200 ettari nel West e South Yorkshire.<\/strong> Con un programma culturale straordinario, mostre itineranti e sculture permanenti e temporanee integrate nel paesaggio, nel corso della sua storia YSP <strong>ha collaborato con pi\u00f9 di 1.000 artisti provenienti da oltre 40 Paesi.<\/strong> Tra questi Ai Weiwei, Fiona Banner, Tony Cragg, Leonardo Drew, Barbara Hepworth, Damien Hirst, Robert Indiana, KAWS, Lindsey Mendick, Henry Moore, Annie Morris, David Nash, Sean Scully, Chiharu Shiota, Yinka Shonibare CBE, David Smith, James Turrell, Joana Vasconcelos, Bill Viola ed Erwin Wurm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The Robert Indiana Legacy Initiative<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fondata nel 2022, The Robert Indiana Legacy Initiative si impegna a diffondere la conoscenza e l&#8217;apprezzamento per la vastit\u00e0 e la profondit\u00e0 dell&#8217;opera di Robert Indiana.<\/strong> Rivolta a curatori, studiosi, collezionisti, professionisti del mercato dell&#8217;arte e al grande pubblico, The Robert Indiana Legacy Initiative gestisce una collezione e un archivio delle opere dell\u2019artista, promuove e sostiene mostre e installazioni pubbliche, assiste e promuove la ricerca accademica su Indiana e la sua carriera artistica; gestisce il sito web ww.robertindiana.com e pubblica una newsletter.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Procuratie Vecchie<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Procuratie Vecchie sono state aperte al pubblico per la prima volta in 500 anni di storia nel 2022, dopo un\u2019importante opera di restauro a cura di David Chipperfield, commissionata da Generali e diretta da Generali Real Estate. <strong>Il terzo piano ospita la sede di The Human Safety Net, fondazione attiva in 26 Paesi per liberare il potenziale di chi vive in condizioni di vulnerabilit\u00e0.<\/strong> La mostra permanente \u201cA World of Potential\u201d e l\u2019Art Studio sono concepiti come un&#8217;esperienza che guida i visitatori alla scoperta della combinazione unica dei punti di forza caratteriali individuali, consentendo loro di riconoscere le migliori qualit\u00e0 nelle persone che li circondano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Clare Lilley, direttrice dello Yorkshire Sculpture Park e curatrice di Robert Indiana: Sculpture 1958-2018 (YSP 2022-23), ha dichiarato: \u201cLa reazione del pubblico all&#8217;opera di Robert Indiana testimonia la continua importanza di questo straordinario artista per nuove generazioni di persone diverse. Indiana ha risposto al mondo materiale reinventando e assemblando oggetti e immagini in un linguaggio nuovo, che amplifica le preoccupazioni politiche e social<\/strong>i e promuove l&#8217;unit\u00e0, l&#8217;accettazione e l&#8217;amore. La genialit\u00e0 di Indiana risiede nell&#8217;abilit\u00e0 di plasmare una poesia raffinata e decisa in forme materiali meticolosamente realizzate. \u00c8 entusiasmante osservare come la sua opera interagir\u00e0 con l&#8217;architettura delle Procuratie Vecchie e con un pubblico nuovo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Robert Indiana: The Sweet Mystery, curata da Matthew Lyons, rappresenta la pi\u00f9 significativa esposizione dell&#8217;opera dell\u2019artista in Italia. La mostra presenta oltre 40 opere, tra dipinti e sculture, che esplorano la condizione umana e la fede in tempi tumultuosi. Tra le opere principali esposte figurano The Sweet Mystery, EAT\/DIE, Love is God e The Melville Triptych.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matthew Lyons ha commentato: \u201cQuesta mostra esplora con meticolosa maestria l&#8217;uso che Indiana fa dell&#8217;autoreferenzialit\u00e0 per indagare profonde questioni metafisiche sulla natura della vita. Integrando nelle sue opere dettagli biografici intricati, Indiana crea non solo una narrazione personale ma sottolinea anche i legami duraturi con i movimenti artistici radicali del passato in America. Attraverso una selezione tematica di opere, la mostra funge da portale che introduce una nuova generazione di spettatori alla prospettiva Pop peculiare e trascendentale di Indiana, mentre affrontano i loro pressanti dilemmi esistenziali in questo secolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Visita della mostra<\/strong><br \/>\nLa mostra \u00e8 allestita al secondo piano delle Procuratie Vecchie, in Piazza San Marco n.105.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>IL POP AMERICANO<\/h3>\n<p><strong>Il pop americano a Venezia sbarc\u00f2 per la prima volta con la prima Biennale dopo la Seconda Guerra Mondiale, fu un successo in pompa magna;<\/strong> tanto da oscurare, ancora oggi, la maggioranza dell&#8217;arte contemporanea italiana ed europea; questa \u00e8 un&#8217;affermazione che coincide con quello che allora disse il\u00a0 \u00a0grande critico d&#8217;arte Daverio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;\u00a0 FOTO- COPERTINA\u00a0<\/strong> Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved \u2013 Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta \u00e8 vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROBERT INDIANA: THE SWEET MYSTERY Evento collaterale della 60. 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