{"id":129838,"date":"2024-02-13T19:04:12","date_gmt":"2024-02-13T18:04:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=129838"},"modified":"2024-02-14T21:36:22","modified_gmt":"2024-02-14T20:36:22","slug":"scoperta-in-italia-una-delle-piu-rare-meteoriti-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=129838","title":{"rendered":"Scoperta in Italia una delle pi\u00f9 rare meteoriti del mondo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Si tratta del terzo caso al mondo di materiale extraterrestre contenente leghe metalliche di questo tipo.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_129902\" aria-describedby=\"caption-attachment-129902\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/foto-FB-A1-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-129902\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/foto-FB-A1-2-300x282.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/foto-FB-A1-2-300x282.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/foto-FB-A1-2-320x300.jpg 320w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/foto-FB-A1-2.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-129902\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Un\u2019 incredibile scoperta: la sferula era extraterrestre.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un elemento mai trovato in natura:<\/strong> un nuovo e rarissimo quasicristallo presente nella meteorite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una delle pi\u00f9 rare meteoriti al mondo caduta in Italia meridionale e contenente materiale \u201cimpossibile\u201d ovvero rarissime leghe metalliche<\/strong> di alluminio e rame e che presenta al suo interno materiali con una simmetria proibita, i \u201cquasicristalli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La scoperta \u00e8 descritta in un articolo pubblicato oggi dalla rivista Communications Earth &amp; Environmen<\/strong>t appartenente al gruppo editoriale di Nature-Portfolio. A studiarla sono stati un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bari (Giovanna Agros\u00ec, Daniela Mele, Gioacchino Tempesta e Floriana Rizzo del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali), in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Firenze (Luca Bindi e Tiziano Catelani del Dipartimento di Scienze della Terra) e l\u2019Agenzia Spaziale Italiana (Paola Manzari).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra Cosmo e microcosmo: \u00e8 tutta italiana la scoperta di una delle pi\u00f9 rare meteoriti al mondo caduta in Italia meridionale&#8230; e contiene un materiale \u201cimpossibile\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Potrebbe fornire nuovi elementi per comprendere i meccanismi di formazione del Sistema Solare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Una nuova e importante scoperta nell\u2019ambito delle scienze planetarie \u00e8 stata messa a segno da un gruppo di ricerca tutto italiano. Si tratta del <strong>rinvenimento di una meteorite estremamente rara<\/strong>, in quanto contiene <strong>rarissime leghe metalliche di alluminio e rame<\/strong> e che presenta al suo interno materiali con una simmetria proibita, i \u201cquasicristalli\u201d. La scoperta \u00e8 descritta in un articolo pubblicato oggi dalla rivista <em>Communications Earth &amp; Environment <\/em>appartenente al gruppo editoriale di Nature-Portfolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritrovamento si \u00e8 rivelato immediatamente eccezionale: <strong>si tratta del terzo caso al mondo di materiale extraterrestre contenente leghe metalliche di questo tipo<\/strong> e il secondo rinvenimento di una micrometeorite contenente un quasicristallo di origine naturale, dopo il ritrovamento della meteorite di Khatyrka, avvenuto nel 2011, grazie ad una costosissima e avventurosa spedizione internazionale che si era spinta fino ai confini dell\u2019estremo Oriente russo, in Chukotka, luogo del ritrovamento della meteorite che le ha dato il nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La scoperta fatta rappresenta un tipico caso di <em>Citizen Science<\/em>;<\/strong> infatti, la micrometeorite, avente la forma di una piccola sferula, \u00e8 stata trovata sul Monte Gariglione in Calabria da un collezionista che, notando una strana e inusuale lucentezza metallica, ha deciso di spedirla agli studiosi dell\u2019Universit\u00e0 di Bari per indagare sulla natura di questo oggetto apparentemente inspiegabile. Le analisi effettuate hanno prontamente messo in luce <strong>un\u2019incredibile scoperta: la sferula era extraterrestre.<\/strong> La sua <strong>singolare lucentezza metallica,<\/strong> dovuta alla presenza di una lega metallica di rame e alluminio, conta rarissimi ritrovamenti precedenti. Gli studiosi sono rimasti impressionati nel constatare di avere tra le mani<strong> un elemento mai trovato in natura:<\/strong> un nuovo e rarissimo quasicristallo presente nella meteorite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cI quasicristalli sono materiali in cui gli atomi sono disposti come in un mosaico, in modelli regolari ma che non si ripetono mai nello stesso modo, diversamente da quello che succede nei cristalli ordinari <\/em>\u2013 racconta Luca Bindi, ordinario di Mineralogia e Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell\u2019Ateneo fiorentino &#8211; <em>Fu Dan Shechtman, poi premiato nel 2011 con un Nobel per le sue scoperte, a studiarne negli anni \u201980 la struttura, che li rende preziosi anche per applicazioni in vari settori industriali. Quindici anni fa, fui proprio io a scoprire che tale materiale esisteva anche in natura, grazie all\u2019individuazione del primo quasicristallo in un campione appartenente alla meteorite Khatyrka, conservato nel Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta \u00e8 decisamente eccezionale per il fatto che si tratta del secondo rinvenimento di una micrometeorite contenete quasicristalli, ma anche per il fatto che la piccola sferula \u00e8 stata scoperta in Italia meridionale a migliaia di chilometri dal primo ritrovamento ed \u00e8 stata studiata da un gruppo di ricerca interamente italiano con capofila l\u2019Universit\u00e0 di Bari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Lo sviluppo delle Scienze Planetarie in Italia meridionale \u00e8 un punto su cui abbiamo sempre creduto e <strong>questa scoperta dimostra come il contributo degli studi geologico-mineralogici siano essenziali per il progresso delle conoscenze sul nostro Sistema Solare<\/strong><\/em><strong>\u201d<\/strong> afferma Giovanna Agros\u00ec, docente di Mineralogia dell\u2019Universit\u00e0 di Bari e coordinatrice dello studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>I risultati di questa ricerca<\/em> \u2013 commenta Paola Manzari dell\u2019Unit\u00e0 di Coordinamento Ricerca e Alta Formazione (UCR) del Centro Spaziale di Matera dell\u2019ASI &#8211; <em><strong>mostrano che esiste un universo ancora ignoto di fasi mineralogiche alla nanoscala nei materiali di origine extraterrestre, che riesce ancora a sorprenderci.<\/strong> La scoperta di questa lega anomala in una matrice condritica insieme alla presenza dei quasicristalli, apre nuovi scenari sulle origini del materiale originario da cui si \u00e8 staccato il frammentino e fornisce nuovi elementi per comprendere i meccanismi di formazione del Sistema Solare<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La preziosissima micrometeorite \u00e8 attualmente custodita nel Museo di Scienze della Terra dell\u2019Universit\u00e0 di Bari,<\/strong> luogo nel quale si \u00e8 in procinto di allestire una sezione dedicata a campioni extraterrestri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>La scoperta<\/em> &#8211; conclude Giuseppe Mastronuzzi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell\u2019Universit\u00e0 di Bari- <em>\u00e8 importantissima non solo per le scienze mineralogiche e planetarie ma anche per la fisica e la chimica dello stato solido; essa dimostra ancora una volta che i quasicristalli possono formarsi spontaneamente in natura e, soprattutto, rimanere stabili per tempi geologici<\/em>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ulteriori informazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s43247-024-01233-w | <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/commsenv\">www.nature.com\/commsenv<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si tratta del terzo caso al mondo di materiale extraterrestre contenente leghe metalliche di questo tipo. 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