{"id":130466,"date":"2024-03-06T19:42:48","date_gmt":"2024-03-06T18:42:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=130466"},"modified":"2024-03-07T07:21:58","modified_gmt":"2024-03-07T06:21:58","slug":"mostre-a-ferrara-il-cinquecento-a-ferrara-mazzolino-ortolano-garofalo-dosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=130466","title":{"rendered":"Mostre a Ferrara &#8211; Il Cinquecento a Ferrara &#8211; Mazzolino &#8211; Ortolano &#8211; Garofalo &#8211;  Dosso\u00a0"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"francois-one editor-title\">IL CINQUECENTO A FERRARA. MAZZOLINO, ORTOLANO, GAROFALO, DOSSO<\/h1>\n<div class=\"mostra-cnt\">\n<div class=\"content\">\n<div class=\"carousel\">\n<div class=\"cont_img_art cont_img_art_news\"><img decoding=\"async\" title=\"Ludovico Mazzolino, Adorazione dei Magi, Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani-Rocca\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/600x450\/4f\/146161-Ludovico-Mazzolino-Adorazione-dei-Magi-Mamiano-di-Traversetolo-Fondazione-Magnani-Rocca.jpg\" alt=\"Ludovico Mazzolino, Adorazione dei Magi, Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani-Rocca\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"content_black\">\n<div class=\"caption\"><span class=\"didascalia\">Ludovico Mazzolino, Adorazione dei Magi, Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani-Rocca<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"line-separate-layout\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 12 Ottobre 2024 al 16 Febbraio 2025<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>FERRARA\u00a0 <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Palazzo dei Diamanti\u00a0 <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Corso Ercole I d&#8217;Este 21<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Curatore:<\/span>\u00a0Vittorio Sgarbi e Michele Danieli<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Tel. :<\/span>\u00a0+39 0532 244949<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"mailto:diamanti@comune.fe.it?subject=Richiesta%20informazioni.\">diamanti@comune.fe.it<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.palazzodiamanti.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.palazzodiamanti.it<\/a><\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>La mostra<strong>\u00a0Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso<\/strong>\u00a0costituisce la seconda tappa di una pi\u00f9 ampia e ambiziosa indagine del tessuto culturale e artistico intitolata Rinascimento a Ferrara. 1471-1598 da Borso ad Alfonso II d\u2019Este, vale a dire la stagione compresa tra l\u2019elevazione della citt\u00e0 a ducato (1471) e il suo passaggio dalla dinastia estense al diretto controllo dello Stato Pontificio (1598).<\/p>\n<p>Gli altri momenti del percorso, idealmente inaugurato dalla mostra Cosm\u00e8 Tura e Francesco del Cossa. L\u2019arte a Ferrara nell\u2019et\u00e0 di Borso d\u2019Este (Palazzo dei Diamanti, 23 settembre 2007 \u2013 6 gennaio 2008) e proseguito con quella <strong>intitolata Rinascimento a Ferrara.<\/strong> Ercole de\u2019 Roberti e Lorenzo Costa (Palazzo dei Diamanti, 18 febbraio \u2013 19 giugno 2023)<strong>, saranno dedicati ad artisti come Girolamo da Carpi, Bastarolo, Bastianino e Scarsellino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questa seconda tappa del progetto<\/strong> racconta le vicende della pittura del p<strong>rimo Cinquecento a Ferrara, dagli anni del passaggio di consegne da Ercole I d\u2019Este al figlio Alfonso (1505)<\/strong>, fino alla scomparsa di quest\u2019ultimo (1534), <strong>committente raffinato e di grandi ambizioni,<\/strong> capace di rinnovare gli spazi privati della corte come quelli pubblici della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il <strong>tramonto della generazione di Cosm\u00e8 Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de\u2019 Roberti lascia a Ferrara la difficile eredit\u00e0 di un ricambio artistico di alto livello.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 1496 la scelta di ingaggiare a corte Boccaccio Boccaccino indica la volont\u00e0 di adottare un linguaggio pi\u00f9 moderno, addolcito e morbido<\/strong>. All\u2019inizio del nuovo secolo si sviluppa una nuova scuola, meno endemica e pi\u00f9 aperta agli scambi con altri centri, che ha come <strong>protagonisti Ludovico Mazzolino, Giovan Battista Benvenuti detto l\u2019Ortolano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo e Giovanni Luteri detto il Dosso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I nomi di Garofalo e Dosso sono i pi\u00f9 noti al pubblico<\/strong>, e il loro percorso \u00e8 stato approfondito in maniera organica in diverse occasioni (anche nella stessa Ferrara nelle mostre Garofalo pittore della Ferrara estense del 2008 e Dosso Dossi.<\/p>\n<p><strong>Pittore di corte a Ferrara nel Rinascimento del 1998). Per Mazzolino e Ortolano<\/strong> si tratta invece di un debutto assoluto, necessario per illustrare compiutamente e comprendere meglio il variegato panorama della pittura ferrarese dei primi decenni del XVI secolo.<\/p>\n<p><strong>Nati a Ferrara negli stessi anni, i due maestri percorrono strade piuttosto diverse: Ludovico Mazzolino (c. 1480 \u2013 c. 1528), formatosi sui modelli di Ercole de\u2019 Roberti e del primo Lorenzo Costa<\/strong>, orienta il suo linguaggio in senso anticlassico, guardando alla pittura tedesca, da Albrecht D\u00fcrer a Martin Schongauer.<\/p>\n<p><strong>Nonostante dimostri di conoscere Boccaccino e la pittura veneziana, nonch\u00e9 Raffaello e la cultura antica, la sua arte \u00e8 sempre animata da accenti visionari e da una vitalit\u00e0 rumorosa che lo pone a buon diritto tra gli \u201ceccentrici\u201d attivi nell\u2019Italia settentrionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Si specializza in <strong>quadri di piccolo formato d\u2019impeccabile fattura<\/strong> \u2013 destinati al collezionismo privato e a personaggi gravitanti attorno alla corte \u2013 raffiguranti scene gremite di personaggi dai tratti fisionomici caricati, quasi grotteschi, del tutto insofferenti agli ideali di grazia ed equilibrio predicati da Perugino e dai suoi seguaci.<\/p>\n<p><strong>L\u2019estro bizzarro di Mazzolino<\/strong> nel contesto artistico ferrarese d\u2019inizio Cinquecento spicca con evidenza ancora maggiore quando <strong>lo si confronta con l\u2019atteggiamento di Giovan Battista Benvenuti detto l\u2019Ortolano (1480\/85 \u2013 c. 1530), sempre caratterizzato invece da un naturalismo convinto e sincero.<\/strong> <strong>Dopo l\u2019esordio influenzato dai modi dolci di Boccaccino, Costa e Francia, Ortolano si orienta dapprima verso la cultura veneziana di Giorgione per poi avvicinarsi alle novit\u00e0 proposte da Raffaello.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Veri e propri capolavori, connotati da \u00abclassicismo [\u2026] naturalizzato per via del lume illusionistico\u00bb (Longhi),<\/strong> sono le grandi pale eseguite nel corso del terzo decennio: le due Deposizioni del Museo di Capodimonte e della <strong>Galleria Borghese, il San Sebastiano tra i santi Rocco e Demetrio della National Gallery, la Nativit\u00e0 della Galleria Doria Pamphilj<\/strong>. Contestualmente produce numerosi quadri destinati alla devozione privata, dove l\u2019ispirazione raffaellesca si accende di suggestioni venete, evidenti soprattutto nella resa del paesaggio. <strong>Impossibile non rimanere incantati dalla spontaneit\u00e0 con cui l\u2019artista si approccia alla realt\u00e0. Una luce chiara isola i personaggi<\/strong> e indugia silenziosa sugli oggetti; nella (apparente) semplicit\u00e0 delle composizioni si avverte il senso dell\u2019arcano.<\/p>\n<p>Tra i riferimenti dell\u2019Ortolano figura certamente <strong>Benvenuto Tisi detto il Garofalo (1481 \u2013 1559). Formatosi presso Domenico Panetti e Boccaccino, dimostra fin da giovane una grande intelligenza figurativa,<\/strong> che gli consente di misurarsi tempestivamente con tutte le novit\u00e0 che andavano affiorando nei maggiori centri della penisola. <strong>Durante il primo decennio del Cinquecento si accosta alla pittura veneziana e a Giorgione, per poi spostare il baricentro dei propri interessi verso l\u2019Italia centrale.<\/strong> Nel corso della sua lunga carriera, Garofalo \u00e8 il<strong> principale interprete e divulgatore ferrarese dello stile di Raffaello,<\/strong> di cui comprende perfettamente la portata e di cui segue lo svolgimento con attenta diligenza. Le sue pale d\u2019altare, dalla maniera pacata ed elegante, popolano le chiese cittadine, mentre i preziosi dipinti da cavalletto sono presenti in gran numero nelle collezioni private.<\/p>\n<p><strong>Parallelamente a Garofalo si muove Giovanni Luteri, detto il Dosso (c. 1486 \u2013 1542), uno degli artisti di punta della corte di Ferrara sotto i governi di Alfonso I e di Ercole II d\u2019Este.<\/strong><\/p>\n<p>Nato nel piccolo ducato di Mirandola, <strong>esordisce a Mantova e nel 1513 si trasferisce a Ferrara dove lavora (proprio accanto a Garofalo) al celebre polittico<\/strong> <strong>Costabili nella chiesa di Sant\u2019Andrea (oggi alla Pinacoteca Nazionale). Durante la giovinezza la sua pittura risente dell\u2019influenza di Giorgione e Tiziano,<\/strong> dai quali trae una <strong>magnifica profondit\u00e0 di colore e una luce tutta veneziana.<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019epoca della sua prima opera sicuramente datata, <strong>la splendida Madonna col Bambino in gloria e santi per il duomo di Modena (1521), \u00e8 gi\u00e0 avvenuto un contatto con Michelangelo e la cultura romana:<\/strong> da qui in poi Dosso sviluppa uno stile personale, colto e divertito, grazie anche a una particolare sintonia con Alfonso d\u2019Este. Se Garofalo monopolizza le commissioni ecclesiastiche, Dosso \u00e8 padrone del campo delle commissioni ducali, in cui affronta temi allegorici e mitologici, desunti spesso dall\u2019Ariosto.<\/p>\n<p>La scena della pittura cittadina non sarebbe infine completa senza artisti come<strong> il compunto Domenico Panetti, o il soave e misterioso Maestro dell\u2019elevazione della Maddalena, o ancora il misurato Nicol\u00f2 Pisano.<\/strong> Grazie al contributo di questi <strong>pittori, anch\u2019essi presenti nel percorso espositivo, che comprender\u00e0 anche importanti opere esposte stabilmente nelle sale della Pinacoteca Nazionale<\/strong> al piano nobile di Palazzo dei Diamanti, la mostra accompagner\u00e0 il visitatore attraverso una stagione incredibilmente ricca, dove l\u2019antico e il moderno, il sacro e il profano, la storia e la fiaba si fondono in un mondo figurativo che pu\u00f2 definirsi, in una parola, ferrarese.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL CINQUECENTO A FERRARA. 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