{"id":130508,"date":"2024-03-07T07:12:45","date_gmt":"2024-03-07T06:12:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=130508"},"modified":"2024-03-07T19:40:12","modified_gmt":"2024-03-07T18:40:12","slug":"mostre-a-milano-fondazione-prada-pino-pascali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=130508","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; Fondazione Prada &#8211; Pino Pascali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come tutte le mostre nel prestigioso Palazzo Prada a Milano<\/strong>, anche l&#8217;ambiente \u00e8 parte del &#8220;vivere la mostra&#8221;. Una ristrutturazione geniale attrae il visitatore e lo aiuta ad <strong>apprezzare l&#8217;esperienza.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FONDAZIONE PRADA PRESENTA \u201cPINO PASCALI\u201d A MILANO DAL 28 MARZO AL 23 SETTEMBRE 2024<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/pRADA672-Ph-Alessandro-Saletta-e-Agnese-Bedini.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-98940\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/pRADA672-Ph-Alessandro-Saletta-e-Agnese-Bedini-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/pRADA672-Ph-Alessandro-Saletta-e-Agnese-Bedini-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/pRADA672-Ph-Alessandro-Saletta-e-Agnese-Bedini-542x300.jpg 542w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/pRADA672-Ph-Alessandro-Saletta-e-Agnese-Bedini.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u2013 Fondazione Prada presenta u<strong>n\u2019ampia retrospettiva dedicata all\u2019artista italiano Pino Pascali<\/strong> che si terr\u00e0 a Milano <strong>dal 28 marzo al 23 settembre 2024<\/strong> (anteprima stampa 27 marzo 2024).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A cura di Mark Godfrey,<\/strong> la mostra si divide in quattro sezioni, ciascuna delle quali propone una precisa prospettiva sulla produzione di Pascali, e <strong>si sviluppa in tre edifici della sede di Milano: il Podium, la galleria Nord e la galleria Sud<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_130512\" aria-describedby=\"caption-attachment-130512\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-130512\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-1-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-1-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-1-1024x677.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-1-768x508.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-1-454x300.jpg 454w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-130512\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle Pino Pascali<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concepito da 2&#215;4, il <strong>percorso allestitivo include quarantanove opere di Pino Pascali provenienti da musei italiani e internazionali e da prestigiose collezioni private;<\/strong> <strong>nove lavori di artisti del secondo dopoguerra; una selezione di fotografie e un video che ritraggono l\u2019artista con le sue opere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato a Bari nel 1935, Pino Pascali<\/strong> si trasferisce a Roma nel 1955 per studiare scenografia presso l\u2019Accademia di Belle Arti. Lavora come aiuto scenografo in diverse produzioni televisive Rai e collabora come designer e scenografo per il cinema e per alcune agenzie pubblicitarie. Nel 1965 tiene la sua <strong>prima mostra personale alla Galleria La Tartaruga di Roma<\/strong>. Nel 1968 muore tragicamente in un incidente in moto all\u2019et\u00e0 di trentadue anni, nello stesso anno della sua presentazione monografica alla Biennale d\u2019Arte di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la breve carriera, Pino Pascali <strong>ha contribuito in modo significativo agli sviluppi della scena artistica italiana e internazionale del secondo dopoguerra<\/strong>. L\u2019intento di questa mostra \u00e8 approfondire il carattere innovativo della sua opera, specialmente in relazione alla produzione scultorea, che negli ultimi cinquant\u2019anni ha avuto un impatto fondamentale su diverse generazioni di artisti e critici e continua ad attirare l\u2019attenzione del pubblico internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive Mark Godfrey nel testo pubblicato in catalogo, \u201c<strong>Pascali ha esplorato il rapporto tra scultura ed elementi di scena e ha contrapposto scultura e oggetti d\u2019uso. Ha creato opere che da lontano sembrano dei ready-made, ma che a uno sguardo ravvicinato si rivelano essere realizzate con materiali di recupero.<\/strong> Si interrogava sulle potenzialit\u00e0 di una scultura \u2018finta\u2019 o \u2018simulata\u2019. Intitolava <strong>le opere come fossero corpi solidi, strizzando l\u2019occhio al suo pubblico, a sua volta consapevole che si trattava di volumi vuoti.<\/strong> <strong>Usava elementi naturali come la terra e l\u2019acqua insieme a materiali da costruzione come l\u2019eternit, e divideva i suoi mari e campi in unit\u00e0 modulari.<\/strong> Portava in studio nuovi prodotti di consumo e tessuti sintetici per creare animali, trappole e ponti. E se la complessit\u00e0 del suo approccio alla scultura \u00e8 indiscutibile, il fattore che rende la sua pratica artistica cos\u00ec geniale e originale \u00e8 un altro. Pascali \u00e8 <strong>un artista sempre attuale perch\u00e9 era un \u2018esibizionista\u2019. [\u2026] Pascali comprendeva che gli artisti del dopoguerra dovevano dedicare altrettante energie all\u2019attivit\u00e0 espositiva quante quelle dedicate a rifinire le opere in studio\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essere un esibizionista significava <strong>\u201cinnanzitutto creare con le proprie opere ambienti coinvolgenti seppur temporanei, ambienti che fossero pi\u00f9 della somma delle loro parti\u201d.<\/strong> In secondo luogo, <strong>\u201cl\u2019esibizionista doveva procurarsi quante pi\u00f9 occasioni espositive possibili e poi assumerne il controllo\u201d<\/strong>. Terzo, <strong>\u201cl\u2019esibizionista riconosceva l\u2019importanza di avere immagini della mostra prima e dopo l\u2019allestimento\u201d.<\/strong> Quarto, <strong>\u201cl\u2019esibizionista doveva infondere nuova linfa alla sua opera per ogni mostra, e soprattutto doveva cambiare radicalmente l\u2019approccio<\/strong> alla realizzazione di ogni progetto espositivo\u201d. Tutti questi elementi sono rintracciabili nella folgorante carriera di Pascali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il progetto espositivo \u00e8 composto da quattro sezioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima analizza l\u2019approccio con il quale Pascali ha realizzato le sue mostre dal 1965 al 1968, creando ambienti originali piuttosto che semplici selezioni di opere dal suo studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda parte esplora i suoi pi\u00f9 significativi interventi in importanti mostre collettive di quegli anni e include i lavori degli artisti che hanno esposto insieme a lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza sezione esamina l\u2019interazione di Pascali con le sue sculture nelle fotografie scattate da Claudio Abate, Andrea Taverna e Ugo Mulas e come queste immagini suggeriscono fantasiose modalit\u00e0 di approccio al suo lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quarta sezione indaga l\u2019utilizzo da parte di Pascali di materiali naturali e industriali, studiando la loro provenienza, il loro impiego in ambito commerciale, quali altri artisti ne hanno fatto uso e il loro sviluppo nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">fondazioneprada.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come tutte le mostre nel prestigioso Palazzo Prada a Milano, anche l&#8217;ambiente \u00e8 parte del &#8220;vivere la mostra&#8221;. 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