{"id":130685,"date":"2024-03-12T20:08:14","date_gmt":"2024-03-12T19:08:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=130685"},"modified":"2024-03-14T18:40:28","modified_gmt":"2024-03-14T17:40:28","slug":"mostre-a-torino-inaugura-20-aprile-titolo-primo-ho-sognato-clara-e-altre-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=130685","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; Inaugura 20 aprile Titolo Primo &#8211; Ho sognato &#8211; Clara e altre storie"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_130690\" aria-describedby=\"caption-attachment-130690\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-34.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-130690\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-34-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-34-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-34-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-34-768x1087.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-34.jpg 848w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-130690\" class=\"wp-caption-text\"><strong>cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> &#8211;\u00a0 <span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Rossella Biscotti<\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">The Journey, 2021 (dettaglio) <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Foto Alexandra Pace<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Titolo Primo, Ho sognato, Clara e altre storie<\/strong><br \/>\n<strong>Rossella Biscotti<\/strong><\/p>\n<p>A cura di Marianna Vecellio<br \/>\n<strong>21 aprile \u2013 25 novembre 2024<\/strong><br \/>\nCastello, Terzo piano<br \/>\n<strong>Inaugurazione: sabato 20 aprile 2024, ore 18.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Castello di Rivoli \u00e8 lieto di annunciare T<strong>itolo Primo, Ho sognato, Clara e altre storie, la prima mostra antologica istituzionale di Rossella Biscotti (Molfetta, 1978), artista italiana di base in Olanda e Belgio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esponente di punta di una <strong>generazione di artisti italiani che si \u00e8 dedicata alla storia del nostro paese portandone alla luce nodi stratificati ed irrisolti,<\/strong> Biscotti ha fatto della ricerca e dell\u2019analisi finalizzate a porre domande di interesse collettivo il centro del suo lavoro. Se all\u2019inizio della sua carriera Biscotti si \u00e8 concentrata sull\u2019amnesia strutturale che segna la storia recente, i suoi ultimi lavori guardano alle risorse, al processo e alla circolazione delle materie prime e a come la politica della natura, l\u2019economia e il genere si intersecano in narrazioni complesse.<strong> Biscotti combina la ricerca con la potente azione delle forme scultoree e della materia vibrante per creare opere dal potere suggestivo<\/strong> e <strong>dalla precisione forense.<\/strong><\/p>\n<p>Le opere di Biscotti sono spesso <strong>frutto di collaborazioni con altre discipline tra cui l\u2019archeologia, l\u2019antropologia, la geopolitica e le scienze ambientali.<\/strong> Utilizzando una <strong>vasta gamma di linguaggi tra cui l\u2019installazione, la scultura, la performance, il suono e il film,<\/strong> esse si fondano sul rapporto con la storia intesa come ecosistema di relazioni attive. Le sue opere sono oggetto di lunghi periodi di indagine e studio volti a svelare le complesse strutture di potere che condizionano le dimensioni irrisolte del nostro presente.<\/p>\n<p>Nelle sale al terzo piano della Residenza sabauda \u00e8 <strong>allestito un gruppo di opere che illustrano i processi di ricerca condotti dall\u2019artista nella sua carriera ventennale attorno a tematiche e soggetti quali gli sconfinamenti tra le dimensioni privata e pubblica; il rapporto tra il passato e il presente, tra il monumento e il documento.<\/strong> Le opere esposte mostrano come, sin dagli esordi, Biscotti abbia impostato la sua pratica sulla forza del gesto e della parola, sul processo di svelamento e scavo, attraverso <strong>un linguaggio multivocale in cui \u00e8 preponderante l\u2019uso del suono.<\/strong> L\u2019allestimento della mostra delinea una <strong>narrazione polifonica composta da storie minori e indagini su tematiche ecologiche, politiche e di genere<\/strong>, mettendo in luce le analogie e le motivazioni che animano usi diversi delle tecniche speculari di estrazione e archiviazione.<\/p>\n<p>La mostra presenta alcuni dei <strong>primi lavori realizzati dall\u2019artista negli anni duemila che esplorano il rapporto tra storia e memorie individuali per arrivare a indagini recenti sulla nozione di energia intesa come strumento di lettura della contemporaneit\u00e0<\/strong>. Il percorso espositivo include opere chiave come The Trial (Il processo), 2010-2016, un\u2019<strong>installazione sul famigerato processo in cui alcuni militanti e intellettuali, gi\u00e0 membri di Potere Operaio e Autonomia Operaia, furono processati in tutta Italia con l\u2019accusa di terrorismo<\/strong>. L\u2019installazione multimediale di <strong>Biscotti si riferisce ai procedimenti che si svolsero tra il 1982 e il 1984 nell\u2019aula bunker del Foro Italico, di epoca fascista, e comprende calchi di dettagli architettonici dell\u2019aula, suoni e serigrafie che portano alla luce questa storia stratificata.<\/strong><\/p>\n<p>Inoltre, attraverso<strong> l\u2019indagine del corpo femminile e la sua oggettificazione, ulteriori opere esplorano le differenti forme di sfruttamento, reclusione e confino.<\/strong> Nel percorso \u00e8 presente Trees on land (Alberi sulla terra), 2021, dalla collezione del Castello di Rivoli. <strong>L\u2019opera traccia l\u2019impatto del batterio xylella fastidiosa che ha recentemente devastato intere piantagioni di ulivi in Puglia,<\/strong> portando gli agricoltori alla combustione di migliaia di alberi per contenerne la diffusione. Biscotti ha mescolato le ceneri rimaste con argilla per creare vasi simbolicamente vuoti, sculture che mappano e visualizzano questa tragedia ecologica ed economica.<\/p>\n<p>La mostra include una <strong>nuova produzione appositamente concepita dall\u2019artista per il Museo. La nuova opera \u00e8 una riflessione sulle relazioni, storiche e attuali, tra estrazione, paesaggio e sottosuolo tramite la metafora della circolazione di materie prime ed energia.<\/strong> Protagonisti dell\u2019installazione sono <strong>tubi in acciaio disposti come un oleodotto in scala reale che invade lo spazio espositivo in forme diffuse e tentacolari.<\/strong> La nuova produzione <strong>affronta il tema del sottosuolo che da bacino estrattivo \u00e8 riletto dall\u2019artista come spazio creativo e di rigenerazione.<\/strong> Come una creatura viva e in divenire, l\u2019opera prender\u00e0 vita cambiando forma nel corso della mostra.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 accompagnato da un catalogo bilingue, in italiano e inglese. La pubblicazione \u00e8 la prima monografia esaustiva sull\u2019artista italiana residente in Olanda e offre una estesa analisi della sua pratica espressiva ventennale includendo saggi della curatrice, di Carolyn Christov-Bakargiev e dell\u2019antropologo australiano Michael Taussig.<\/p>\n<p>Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli, dichiara \u201c<strong>Rossella Biscotti \u00e8 un\u2019esponente chiave della generazione di artiste e artisti italiani emersa negli ultimi 10-15 anni che pone le vicende italiane sulla scena internazionale e viceversa. Il suo lavoro tocca aspetti irrisolti della recente storia del nostro paese,<\/strong> cos\u00ec come urgenze globali quali il cambiamento climatico, i flussi migratori e le questioni di genere. L\u2019attenzione e la cura che dedica alla trasformazione di narrazioni e materiali storici in interrogativi sociali, culturali e poetici, continua una specificit\u00e0 della produzione artistica italiana inaugurata dall\u2019Arte povera e che gioca un ruolo fondamentale nella generazione di artisti attiva oggi in Italia\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cRossella Biscotti \u00e8 tra le voci pi\u00f9 interessanti della scena contemporanea.<\/strong> La mostra al Castello di Rivoli\u201d, afferma Marianna Vecellio, curatore dell\u2019esposizione, \u201csi sofferma sulle potenzialit\u00e0 politiche, ecologiche e speculative della circolazione dell\u2019energia intesa, nelle sue varie forme, come strumento di interpretazione e lettura della contemporaneit\u00e0. Le pratiche di immersione ed \u201cestrazione\u201d, di sprofondamento e dissotterramento, di immaterialit\u00e0 e solidificazione presenti nel lavoro dell\u2019artista diventano strategie di resistenza e liberazione. Dalla prospettiva del sottosuolo, tra archeologia, industria e fantascienza, l\u2019artista d\u00e0 voce e corpo a ci\u00f2 che non \u00e8 visibile, generando nuovi e possibili linguaggi di interpretazione del presente e mostrando il potenziale di resistenza attiva degli esseri umani nel mondo di oggi\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-bbb-35.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-130691\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-bbb-35-298x300.jpg\" alt=\"Paolo Pellion di Persano\" width=\"298\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-bbb-35-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-bbb-35-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-bbb-35-768x773.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/unnamed-bbb-35.jpg 1018w\" sizes=\"(max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autoritratto di Paolo Pellion di Persano, Torino, 1978<br \/>\nCastello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli-Torino<br \/>\nCRRI \u2013 Centro di Ricerca Castello di Rivoli<br \/>\nDonazione eredi Paolo Pellion<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Paolo Pellion di Persano<\/strong><br \/>\n<strong>La semplice storia di un fotografo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Marcella Beccaria e Andrea Viliani<br \/>\n21 aprile \u2013 8 settembre 2024<br \/>\nSecondo piano, Sala 18<br \/>\nInaugurazione: sabato 20 aprile 2024, ore 18.30<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra Paolo Pellion di Persano. <strong>La semplice storia di un fotografo, a cura di Marcella Beccaria e Andrea Viliani, valorizza la generosa e articolata donazione avvenuta nel 2023 da parte degli eredi dell\u2019Archivio del fotografo, inclusivo di oltre 44.000 negativi, al CRRI \u2013 Centro di Ricerca del Castello di Rivoli.<\/strong> Per la prima volta, <strong>la mostra presenta un gruppo significativo di fotografie dell\u2019autore, comprendente molti inediti, e restituisce uno straordinario racconto nel quale l\u2019energia artistica e intellettuale di Torino e del suo territorio \u00e8 protagonista, insieme alla storia stessa del Museo<\/strong>. La mostra avviene in collaborazione con il nuovo Festival della fotografia EXPOSED, di cui \u00e8 parte della programmazione ufficiale. Paolo Pellion di Persano. La semplice storia di un fotografo \u00e8 sostenuta da Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura.<\/p>\n<p><strong>Allestita nella Sala 18 del Castello di Rivoli, la mostra prende in esame l\u2019attivit\u00e0 di Paolo Pellion di Persano (Castagneto Po, Torino, 1947-2017) a partire dagli esordi negli anni settanta,<\/strong> individuando nuclei tematici che scandiscono il suo operato:<strong> i viaggi, i fermenti sociali del periodo, gli sviluppi dell\u2019Arte povera, il lavoro per altri settori creativi e l\u2019interesse nei confronti del teatro<\/strong>. Indagine sulla precisione dello sguardo e sul ruolo della produzione dell\u2019immagine fotografica nel processo artistico, la mostra si propone come <strong>un\u2019occasione unica per ridefinire il ruolo della fotografia nell\u2019evoluzione artistica nel contesto della vita culturale torinese.<\/strong><\/p>\n<p>Una sezione della mostra \u00e8 dedicata alla <strong>lunga relazione tra Pellion e il Castello di Rivoli, istituzione di cui documenta l\u2019inaugurazione nel 1984 e che segue con continuit\u00e0 fino al 2012<\/strong> e oltre, arrivando a produrre una narrazione lucida ed emotivamente coinvolgente che restituisce la ricca stratigrafia storica, collezionistica ed espositiva presente in ogni sala del Museo. Oltre alle stampe originali, prodotte dall\u2019autore, la mostra comprende infine anche materiale documentario, tra cui oggetti personali e strumenti di lavoro conservati nel suo laboratorio a Castagneto Po.<\/p>\n<p>In occasione della mostra, il Castello di Rivoli pubblica inoltre un libro bilingue (italiano\/inglese), a cura di Raffaella Perna, dedicato al lavoro di Pellion.<\/p>\n<p>\u201cAttraverso le sue fotografie, si pu\u00f2 affermare che<strong> Paolo Pellion sia stato il primo biografo della storia del Museo d\u2019Arte Contemporanea al Castello di Rivoli.<\/strong> La mostra riconosce quindi a Pellion tale ruolo, e accade proprio nel 2024, anno nel quale si celebra il quarantesimo anniversario del Museo\u201d, affermano i curatori della mostra Marcella Beccaria, Vice Direttore del Castello di Rivoli e Responsabile del CRRI, e Andrea Viliani, Direttore del Museo delle Civilt\u00e0 di Roma e gi\u00e0 Responsabile del CRRI nel biennio 2020-2022.<\/p>\n<p><strong>Biografia \u2013 Paolo Pellion di Persano (Castagneto Po, Torino, 11 febbraio 1947 \u2013 16 ottobre 2017) studia Scienze Politiche a Torino<\/strong> e scatta le <strong>sue prime fotografie negli anni \u201870 ritraendo luoghi e persone nei suoi lunghi viaggi in oriente e documentando i fermenti sociali in Italia. Nello stesso periodo inizia a collaborare con pi\u00f9 artisti dell\u2019Arte povera: li ritrae, ne documenta le opere, contribuisce alla realizzazione delle loro opere. Dal 1975 al 1986 per il regista Carlo Quartucci fotografa scenografie create da artisti quali Paolini, Kounellis, Weiner, Kirkeby, Buren, Merz, Fabro, Nitsch. Nel 1984-85 fotografa Ouverture, prima mostra del Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, del quale documenter\u00e0 da allora l\u2019attivit\u00e0 fino al 2012 e oltre<\/strong>. Parallelamente all\u2019arte, dai primi anni \u201880 e per i successivi trent\u2019anni, realizza in Italia e all\u2019estero centinaia di campagne pubblicitarie per noti marchi di abbigliamento. Persona curiosa e inventiva, ha intrapreso svariate attivit\u00e0, legate non solo alla fotografia, e ha brevettato sedie, culle, lettini e sdraio prodotti e venduti nel mondo e una camera oscura portatile contenuta in una valigia. Molto legato alla sua casa di famiglia nella campagna piemontese a Castagneto Po, ha prodotto miele, coltivato lavanda e piante micorrizate per la produzione di tartufi. Negli ultimi anni di vita si \u00e8 dedicato al riordino del suo archivio e alla produzione di alcune stampe fotografiche tratte dai suoi scatti pi\u00f9 significativi legati all\u2019arte.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 sostenuto da Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Castello di Rivoli<\/strong><br \/>\n<strong>Piazza Mafalda di Savoia<\/strong><br \/>\n<strong>10098 Rivoli &#8211; Torino<\/strong><br \/>\nInfo: +39 0119565222<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo Primo, Ho sognato, Clara e altre storie Rossella Biscotti A cura di Marianna Vecellio 21 aprile \u2013 25 novembre 2024 Castello, Terzo piano Inaugurazione:<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":130687,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[29494,29493],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/130685"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=130685"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/130685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":130692,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/130685\/revisions\/130692"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/130687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=130685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=130685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=130685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}