{"id":130713,"date":"2024-03-14T18:37:42","date_gmt":"2024-03-14T17:37:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=130713"},"modified":"2024-03-15T18:07:56","modified_gmt":"2024-03-15T17:07:56","slug":"brescia-foto-festival-2024-programma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=130713","title":{"rendered":"Brescia Foto Festival 2024 &#8211; programma"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_130717\" aria-describedby=\"caption-attachment-130717\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-130717\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-130717\" class=\"wp-caption-text\"><strong>cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong><br \/>Francesco Cito, Afghanistan, 1980<\/figcaption><\/figure>\n<p>PROGRAMMA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BRESCIA PHOTO FESTIVAL 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VII EDIZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sedi:\u00a0 Museo di Santa Giulia &#8211; Mo.Ca. \u2013 Centro delle nuove culture &#8211; Comune di Marone &#8211; Vittoriale degli Italiani &#8211; Spazio Fondazione Negri<\/p>\n<figure id=\"attachment_130716\" aria-describedby=\"caption-attachment-130716\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Francecso-Cito-Guerra-del-Golfo-Arabia-Saudita-1991.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-130716\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Francecso-Cito-Guerra-del-Golfo-Arabia-Saudita-1991-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Francecso-Cito-Guerra-del-Golfo-Arabia-Saudita-1991-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Francecso-Cito-Guerra-del-Golfo-Arabia-Saudita-1991-1024x668.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Francecso-Cito-Guerra-del-Golfo-Arabia-Saudita-1991-768x501.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Francecso-Cito-Guerra-del-Golfo-Arabia-Saudita-1991-460x300.jpg 460w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Francecso-Cito-Guerra-del-Golfo-Arabia-Saudita-1991.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-130716\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle Francecso-Cito-Guerra-del-Golfo-Arabia-Saudita-1991<\/figcaption><\/figure>\n<p>____<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Museo di Santa Giulia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mostra a cura di Studio Franco Fontana<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 08 marzo al 28 luglio 2024<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, curata da Studio Franco Fontana e prodotta da Fondazione Brescia Musei in co-produzione con Skira, all\u2019interno di Testimoni, VII edizione del Brescia Photo Festival, propone 122 immagini realizzate tra il 1961 e il 2017 dal fotografo Franco Fontana. Il percorso espositivo si divide in quattro sezioni, seguendo i diversi temi indagate da Fontana, come paesaggi, presenza assenza, autostrade, asfalti, frammenti. Lo strumento d\u2019elezione del fotografo di fama internazionale per immortalare la realt\u00e0 \u00e8 il colore, attraverso il quale si definiscono spazi, architetture e storie. Al centro della mostra vi sono i paesaggi urbani e naturali, Fontana infatti viene attratto dalle superfici, dalle porzioni urbane, dagli strati di storia e dai dettagli di vita quotidiana. Lo studio dello scatto e del colore \u00e8 frutto della volont\u00e0 di restituire una composizione pulita, scandita \u201csolamente\u201d dal colore.<\/p>\n<p>_____<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maurizio Galimberti. Brescia, Piazza Loggia 1974<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Museo di Santa Giulia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mostra a cura di Renato Corsini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 08 marzo al 28 luglio 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Museo di Santa Giulia, in collaborazione con Ma.Co.f \u2013 Centro della Fotografia italiana, accoglie una mostra che <strong>commemora la strage di Piazza Loggia del 28 maggio 1974, che cont\u00f2 numerosi feriti e 8 morti.<\/strong> In occasione del cinquantesimo anniversario della strage e partendo da alcune fotografie del portfolio di Renato Corsini e da un\u2019idea di Paolo Ludovici, Maurizio Galimberti realizza una grande installazioni con 40 composizioni e una serie di Polaroid 50&#215;60 cm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso queste opere si attua una scomposizione e risemantizzazione di quelle immagini di reportage d\u2019epoca, insieme a manifesti, articoli di giornale e disegni, consentendo cos\u00ec al pubblico di riflettere, attraverso le fotografie, sulla portata e drammatici\u00e0 del tragico evento che \u00e8 stato la strage di Piazza Loggia.<\/p>\n<p>_____<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Federico Garolla. Saper leggere il tempo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mo.Ca. \u2013 Centro delle nuove Culture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra a cura di <strong>Margherita Magnino e Carolina Zani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 16 marzo al 12 maggio 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mo.Ca. \u2013 Centro per le Nuove Culture ospita una retrospettiva dedicata a Federico Garolla (1925-2012), che documenta uno stile che, tra gli anni \u201950 e \u201960, ha illuminato il percorso di molti fotografi. La mostra, Saper leggere il tempo, \u00e8 corredata da una serie di fotografie, tra cui una decina di inediti provenienti dall\u2019Archivio Federico Garolla. Negli scatti grandi attori teatrali, stelle nascenti della televisione, modelle, artisti nonch\u00e9 persone comuni prendono parte, come attori sul palcoscenico, del set di uno studio cinematografico. Garolla \u00e8 stato tra i primi a portare gli abiti degli atelier pi\u00f9 prestigiosi nelle strade al mattino presto, nelle periferie urbane ancora libere dal traffico automobilistico, sulle scalinate di una Roma deserta, e in contesti inaspettati. La mostra Saper leggere il tempo offre uno sguardo unico sul suo straordinario lavoro.<\/p>\n<p>____<\/p>\n<p><strong>DONNE E LA FOTOGRAFIA\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiara Samugeo. Dentro il cinema<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mo.Ca. \u2013 Centro delle nuove Culture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra a cura di<strong> Mauro Raffini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 16 marzo al 12 maggio 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mo.Ca. \u2013 Centro per le Nuove Culture accoglie Dentro il cinema, la personale di Chiara Samugheo (1935-2022), <strong>prima donna fotografa del nostro Paese<\/strong>. L\u2019esposizione dimostra come Chiara Samugheo abbia rivoluzionato la fotografia legata al mondo delle celebrit\u00e0 attraverso un approccio concentrato esclusivamente suiprotagonisti che contribuirono a rendere il cinema una delle forme espressive pi\u00f9 amate. <strong>Lo sguardo femminile delle sue fotografie inoltre ha contribuito al movimento di liberazione che caratterizz\u00f2 gli anni \u201960.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua fama divenne rapidamente globale, tanto da essere chiamata a collaborare con le principali riviste di cinema, moda e costume, tra cui Cinema Nuovo, Le Ore, Epoca, Stern, Vogue, Paris Match, Life, Vanity Fair. Henri Cartier-Bresson la incontr\u00f2 per chiederle di entrare a far parte dell\u2019Agenzia Magnum, ma la Samugheo rifiut\u00f2: aveva ormai raggiunto la fama desiderata nonch\u00e8 firmato copertine entrate a far parte della storia dell&#8217;editoria e del costume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">______<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Comune di Marone<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lorenzo Antonio Predali. Percorsi. La fotografia sul lago.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Comune di Marone BS) \u2013 mostra diffusa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra a cura di<strong> Renato Corsini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 20 aprile al 30 settembre 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comune di Marone, in collaborazione con la Proloco e il Ma.Co.f &#8211; Centro della Fotografia Italiana, presenta Percorsi. La fotografia sul lago. Si tratta di una mostra diffusa per le vie del paese, interamente dedicata al lavoro del fotografo Antonio Lorenzo Predali. Nativo di Marone, attivo come fotografo dai primi anni del \u2018900, Predali vanta un archivio di circa 15.000 immagini che gli eredi hanno voluto donare al Comune di Marone. \u201cTestimone\u201d dell&#8217;evoluzione di una societ\u00e0 che ha attraversato il dramma della guerra, l&#8217;autore dimostra di saperne interpretare i momenti pi\u00f9 significativi negli ambiti del lavoro, del tempo libero, delle cerimonie e della trasformazione edilizia. Percorsi. La fotografia sul lago vuole essere l&#8217;anticipazione della realizzazione dell&#8217;ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO PREDALI, un museo interamente dedicato alla fotografia che verr\u00e0 organizzato dall\u2019amministrazione culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">______<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gabriele Micalizzi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Museo di Santa Giulia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 23 aprile al 01 settembre <\/strong>2024<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presso il Museo di Santa Giulia, si svolge la mostra dedicata a<strong> Gabriele Micalizzi, fotografo di reportage di guerra, ma anche di fotografie di stampo umanitario, sociale e artistico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019arte di Micalizzi emerge <strong>l\u2019aspetto materico e la concretezza dell\u2019immagine creata attraverso la luce.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dal suo lavoro di <strong>reporter e da uno specifico impiego editoriale, il fotografo espone una selezione di fotografie scattate durante eventi e avvenimenti della contemporaneit\u00e0,<\/strong> analizzando l\u2019evoluzione del supporto e del linguaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_____<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PercORSI. Le forme del ritratto nelle fotografie di Carlo Orsi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mo.Ca. \u2013 Centro delle nuove Culture<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra a cura di <strong>Silvana Beretta e Margherita Magnino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 18 maggio al 21 luglio 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mo.Ca. \u2013 Centro per le Nuove Culture accoglie la mostra PercORSI, rendendo omaggio a un grande maestro della fotografia italiana: Carlo Orsi (1941-2021), autore capace di spaziare dalla moda al reportage, dal ritratto alla ricerca e dal glamour alla sperimentazione, mantenendo iconico e immediatamente riconoscibile il suo stile. PercORSI indaga i ritratti che l&#8217;artista ha realizzato nel mondo dell&#8217;arte, del cinema, dello sport, della musica, della moda e della cultura. La mostra presenta una selezione di immagini dall\u2019Archivio Carlo Orsi che abbracciano una vasta gamma di contesti e ambientazioni. Circa 90 immagini capaci di raccontare l&#8217;evolversi di una societ\u00e0 attraverso gli sguardi e pose dei suoi interpreti: oltre al personaggio l&#8217;autore dello scatto \u00e8 sempre presente con il suo inconfondibile modo di fotografare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">____<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco Cito. ARCHIVE IN PROGRESS \u2013 Editi e Inediti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mo.Ca. \u2013 Centro delle nuove Culture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra a cura di <strong>Renato Corsini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 18 maggio al 30 settembre 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra ARCHIVE IN PROGRESS &#8211; Editi e Inediti nell\u2019ambito della VII edizione del Brescia Photo Festival, Testimoni, d\u00e0 il privilegio di osservare dall&#8217;interno la cifra del pensiero creativo di Francesco Cito, offrendo ai visitatori la straordinaria opportunit\u00e0 di scoprirne l&#8217;evolversi. Fedele al tema di questo Brescia Photo Festival 2024<strong>, dai reportage di guerra, dai fatti di mafia e camorra, passando attraverso il palio di Siena e i matrimoni napoletani, Francesco Cito<\/strong> dimostra di saper affrontare i temi sociali con la lucida consapevolezza di essere \u201ctestimone\u201d di frammenti di storia. Testate come Epoca, l&#8217;Europeo, Panorama, l&#8217;Espresso, Stern, Die Zet Magazin, Sunday Times Magazine, Paris Match, Figaro e Life o luoghi come l&#8217;Afghanistan occupato dai sovietici nel 1980, il fronte libanese nel 1983, la Palestina, la Cisgiordania e la striscia di Gaza nel 1987, raccontano chi \u00e8 Francesco Cito, ma probabilmente non bastano per farci immaginare il suo archivio, quella straordinaria cassaforte di emozioni, di esperienze, di incontri e di storie raccontate.<\/p>\n<p>____<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mauro Raffini. Masn\u00e0. Vite sospese tra centro e periferia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mo.Ca. \u2013 Centro delle nuove Culture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra a cura di <strong>Sandra Raffini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 18 maggio al 19 giugno 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inevitabile \u00e8 il riferimento, guardando le fotografie presenti in Masn\u00e0. <strong>Vite sospese tra centro e periferia, al film I bambini ci guardano di Vittorio De Sica (1943) con la sceneggiatura di Cesare Zavattini<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ricordi di un cinema d\u2019altri tempi. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fotografie esposte in mostra ci riportano agli anni che vanno dal 1969 al 1979: cruciali e densi di entusiasmo rivoluzionario, di conquiste di diritti fondamentali, della \u2018strategia della tensione\u2019 e della tragica stagione del terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mauro Raffini ha attraversato quel periodo come <strong>giovane fotografo, sensibile tanto alle manifestazioni quanto alle condizioni di vita di una nuova classe operaia<\/strong>. Dentro questo processo l\u2019inevitabile, e a volte struggente<strong>, presenza dei bambini: vite difficili e quasi sempre ai margini,<\/strong> cresciuti nelle periferiedell\u2019edilizia popolare di Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">____<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vittoriale &#8211; Il Golfo segreto &#8211; Il Vittoriale dellle italiane<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vittoriale degli Italiani \u2013 Gardone (BS)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria Vittoria Backhaus, Silvia &#8211; Camporesi, Ramona Zordini, Mariagrazia Beruffi, Luisa Menazzi, Giusy Calia, Antonella Monzoni, Caterina Matricardi,Alessandra Chemollo, Patrizia Bonanzinga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mostra a cura di Renato Corsini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 25 maggio al 30 settembre 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, dimora di Gabriele d\u2019Annunzio, \u00e8 tra le case museo pi\u00f9 visitate al mondo. Il presidente Giordano Bruno Guerri si fa regista di un film di cui diventa interprete e allo stesso tempo spettatore: mettere a disposizione il Vittoriale per omaggiare la fotografia e consolidare il legame con Fondazione Brescia Musei, lavoro che ha portato a Il Vittoriale delle Italiane.Il Vittoriale delle italiane, mostra da realizzare ne Il Golfo Segreto, spazio inaugurato appositamente per l\u2019occasione, intende coniugare la fotografia al femminile con il mito del Vate. Dieci fotografe italiane, talentuose e affermate, sono state invitate a realizzare un lavoro site specific all&#8217;interno e all&#8217;esterno della struttura museale di Gardone, con lo scopo di interpretare con il proprio stile le tematiche che si possono incontrare. Alcune delle opere in mostra resteranno in dono al Vittoriale, cos\u00ec da arricchire il grande museo a cielo aperto dedicato all\u2019arte contemporanea italiana che \u00e8 ormai diventato il suo Parco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gianni Pezzani. Inclassificabile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spazio Fondazione Negri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra a cura di <strong>Margherita Magnino e Carolina Zani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 29 giugno al 31 agosto 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra Inclassificabile del fotografo Gianni Pezzani si inserisce nella programmazione del Brescia Photo Festival 2024 che vede come titolo scelto per la settima edizione<strong>Testimoni.Gianni Pezzani inizia la sua ricerca a partire dalla fine degli anni Settanta<\/strong>, momento vivace per la fotografia italiana che cercava di<strong> distaccarsi dall\u2019immaginario neorealista.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra sar\u00e0 presente<strong> la serie Viaggio senza ritorno, un progetto che si focalizza sul paesaggio italiano, in particolare sulla citt\u00e0 di Parma<\/strong>, luogo d\u2019origine del fotografo. Pezzani restituisce una pianura in cui <strong>la presenza dell\u2019auto diventa il simbolo di un errare disordinato<\/strong>, ma necessario. <strong>Il colore diventa lo strumento con cui l\u2019autore si distanzia dall\u2019immagine\/documento per assecondare una narrazione onirica.<\/strong> Il lavoro fa parte di un progetto pi\u00f9 esteso, iniziato nel 2008, che vede la restituzione di alcune citt\u00e0 italiane e internazionali durante le ore notturne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_____<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Massimo Sestini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Museo di Santa Giulia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 13 settembre 2024 al 12 gennaio 2025<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presso il Museo di Santa Giulia, la mostra di Massimo Sestini racconta, attraverso una trentina di grandi immagini, la trasformazione del nostro paese. Le straordinarie immagini aeree che hanno reso riconoscibile il fotografo nel mondo rappresentano un\u2019installazione site specific esposta a bandiera sulle catene degli archi dei loggiati inferiori e superiori del Museo di Santa Giulia, ricordandoci il valore identitario della cultura longobarda, prima grande vera unificatrice d\u2019Italia dopo la caduta dell\u2019Impero roman<strong>o. Un percorso storico attraverso quarant\u2019anni di lavoro dell\u2019artista.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROGRAMMA &nbsp; BRESCIA PHOTO FESTIVAL 2024 VII EDIZIONE Sedi:\u00a0 Museo di Santa Giulia &#8211; Mo.Ca. \u2013 Centro delle nuove culture &#8211; Comune di Marone &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":130719,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896,17619],"tags":[29504,29505],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/130713"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=130713"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/130713\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":130718,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/130713\/revisions\/130718"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/130719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=130713"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=130713"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=130713"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}