{"id":131198,"date":"2024-03-28T19:42:13","date_gmt":"2024-03-28T18:42:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=131198"},"modified":"2024-03-29T15:45:52","modified_gmt":"2024-03-29T14:45:52","slug":"weekend-per-buongustai-in-friuli-venezia-giulia-per-una-zucca-e-un-olio-ora-presidio-slow-food","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=131198","title":{"rendered":"Weekend per buongustai in Friuli Venezia Giulia per una zucca e un olio ora presidio Slow Food"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adattamento naturale ha fatto s\u00ec che la <strong>pianta dell\u2019oliva Bianchera sviluppasse polifenoli per proteggersi e sostenersi &#8230;<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/SF0332009-L.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-131201\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/SF0332009-L-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/SF0332009-L-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/SF0332009-L-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/SF0332009-L-449x300.jpg 449w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/SF0332009-L.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla scoperta di quest\u2019angolo d&#8217;Italia a due passi dalla Slovenia e alla cultivar originaria della zona di San Dorligo della Valle e di Muggia.<\/p>\n<p><strong>Nella zona di Trieste e del Carso, cinquanta chilometri pi\u00f9 a nord di Trieste &#8230; da qui arriva il malon, una zucca a pasta bianca.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/SF0332149-L.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-131202\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/SF0332149-L-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>malon \u00e8 una zucca utilizzata sia in cucina sia per l\u2019alimentazione degli animali, e la Bianchera, la cultivar di olivo regina del litorale triestino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si allarga la famiglia dei Pres\u00ecdi Slow Food in Friuli-Venezia Giulia: con l\u2019oliva Bianchera,<strong> nella zona di Trieste e del Carso<\/strong>, e il malon, una zucca a pasta bianca da lungo tempo coltivata nelle valli del Natisone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuochi d\u2019artificio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>L\u2019olio di Bianchera io lo definisco pirotecnico,<\/strong> nel senso che in bocca restituisce una sensazione piccante e amara molto importante. <strong>Un olio acceso, che scalda il cuore<\/strong>\u00bb. Con queste parole Stelio Smotlak, referente Slow Food del neonato Presidio dell\u2019oliva Bianchera, ci introduce alla scoperta di quest\u2019angolo d&#8217;Italia a due passi dalla Slovenia e alla cultivar originaria della zona di San Dorligo della Valle e di Muggia. \u00abSi tratta di una <strong>pianta rustica e vigorosa \u2013 spiega Smotlak \u2013 perfettamente adattata al clima rigido <\/strong>e ai <strong>terreni calcarei e maroso-arenaici<\/strong>. Una zona sferzata dal vento di bora, caratterizzata da una forte escursione termica e da inverni freddi. L\u2019adattamento naturale ha fatto s\u00ec che la <strong>pianta sviluppasse polifenoli per proteggersi e sostenersi:<\/strong> sostanze che, per noi che godiamo dei suoi frutti, rendono l\u2019olio estremamente interessante\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli olivi di variet\u00e0 Bianchera sono caratterizzati da lunghi rami fruttiferi, con foglie di media grandezza, strette, lunghe e lanceolate. \u00abE il peduncolo \u00e8 veramente robusto \u2013 prosegue Smotlak \u2013 tanto che la raccolta, fatta a mano, richiede una certa forza\u00bb. In tutta la regione Friuli-Venezia Giulia, la superficie destinata all\u2019olivicoltura si aggira intorno ai 300 ettari, di cui circa 45 nella provincia di Trieste. Numeri ridotti, oltre che per le dimensioni contenute del territorio, anche a causa di due annate particolarmente rigide, il 1929 e il 1985, nelle quali le gelate danneggiarono molte piante. \u00ab<strong>Abbiamo piccoli appezzamenti, che amo definire veri e propri orti di famiglia \u2013<\/strong> conclude il referente Slow Food del Presidio \u2013, perch\u00e9 vengono curati e coccolati proprio come fossero degli orti. Ho amici che vanno nel proprio oliveto ogni giorno e conoscono ogni pianta: qualcosa che, in aziende da cento ettari, naturalmente non si potrebbe fare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cucina, la Bianchera si abbina bene ai piatti tipici della tradizione gastronomica locale:<strong> dalla carne al pesce, fino ai piatti a base di funghi e le zuppe<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica accortezza \u00e8 <strong>usarlo con parsimonia sulle pietanze dal sapore particolarmente delicato,<\/strong> per evitare che la forza dell\u2019olio ne sovrasti il gusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Storie contadine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cinquanta chilometri pi\u00f9 a nord di Trieste<\/strong> \u00e8 tutto un altro mondo: <strong>le valli del Natisone, che da Cividale del Friuli<\/strong> si sviluppano a ventaglio in direzione nord-est, sono un assaggio delle Alpi. \u00c8 <strong>da qui che arriva il malon, una zucca a pasta bianca<\/strong> dalla forma cilindrica-tondeggiante e la buccia liscia, pu\u00f2 raggiungere una lunghezza di circa 40-50 centimetri e un diametro di 30-40. Un alimento che, da queste parti, \u00e8 da sempre una risorsa per tutti, non solo gli esseri umani: <strong>\u00abStoricamente il malon veniva coltivato prevalentemente per l\u2019alimentazione degli animali\u00bb<\/strong> racconta Caterina Dugaro, referente dei produttori del Presidio Slow Food. \u00abVeniva data da mangiare ai maiali e ai bovini, oppure tagliata in pezzi e lasciata a disposizione delle galline e delle anatre affinch\u00e9 la beccassero\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il malon sa rivelarsi prezioso anche in cucina: <strong>\u00abPer l&#8217;alimentazione umana, il frutto si utilizza quando la buccia \u00e8 ancora verde e la polpa tenera\u00bb<\/strong> aggiunge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricette della <strong>tradizione vedono il malon utilizzato in una minestra chiamata briza o zupa malonova,<\/strong> nella quale la polpa viene grattugiata e messa a macerare nella batuda (cio\u00e8 il latticello, il latte vaccino appena munto lasciato inacidire) con l\u2019aggiunta di fagioli e, a seconda delle varianti, patate e farina di mais abbrustolita nello strutto o nel burro. Lo si pu\u00f2 trovare anche <strong>grattuggiato e stufato in un tegame con aglio, alloro e una base grassa, per accompagnare la carne, oppure come ingrediente dello stakanje, un pestato a base di verdure e patate.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un ingrediente povero ma versatile<\/strong>, il malon, ma con una lunga storia contadina alle spalle. \u00abUn tempo era di uso comune: ricordo bene che, a casa mia, la nonna e la mamma lo usavano abitualmente\u00bb aggiunge Gianfranco Topatigh, referente Slow Food del Presidio del malon. \u00abAi tempi non c\u2019era niente di eroico nell&#8217;usare il malon in cucina. Poi, lo spopolamento e il depauperamento del tessuto sociale di questa zona, come \u00e8 successo in molte altre aree interne del nostro Paese, hanno fatto s\u00ec che la coltivazione andasse perdendosi. La logica di avviare un Presidio Slow Food \u00e8 quella di <strong>ridare dignit\u00e0 a qualcosa che stava scomparendo<\/strong>, ma non come puro e semplice ricordo dei bei tempi andati: significa riconoscerne le <strong>potenzialit\u00e0 economiche, bench\u00e9 piccole, ad esempio nella filiera della ristorazione\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una potenzialit\u00e0 concreta, conferma <strong>Dugaro: \u00abNella cucina del nostro agriturismo, in una stagione utilizziamo quasi una ventina di maloni.<\/strong> Siamo molto contenti della nascita del Presidio Slow Food e di contribuire a stimolare la ristorazione a non dimenticarsi di prodotti che rappresentano un valore aggiunto: quello di portare in tavola pietanze che altrove non si possono gustare. E, da quando abbiamo cominciato a parlare di Presidio, abbiamo gi\u00e0 notato pi\u00f9 interesse\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Pres\u00ecdi Slow Food dell&#8217;oliva Bianchera e del malon sono sostenuti dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA MIA ESPERIENZA IN FRIULI VENEZIA GIULIA:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"snDcJ8oeN3\"><p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=1993\">FRIULI VENEZIA GIULIA &#8211; natura e gastronomia con arte<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;FRIULI VENEZIA GIULIA &#8211; natura e gastronomia con arte&#8221; &#8212; DonneCultura\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=1993&#038;embed=true#?secret=nVgDHXGI8J#?secret=snDcJ8oeN3\" data-secret=\"snDcJ8oeN3\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019adattamento naturale ha fatto s\u00ec che la pianta dell\u2019oliva Bianchera sviluppasse polifenoli per proteggersi e sostenersi &#8230; Alla scoperta di quest\u2019angolo d&#8217;Italia a due passi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54,53],"tags":[29617,29616],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131198"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=131198"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":131204,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131198\/revisions\/131204"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=131198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=131198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=131198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}