{"id":131277,"date":"2024-03-29T17:31:40","date_gmt":"2024-03-29T16:31:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=131277"},"modified":"2024-03-29T21:26:09","modified_gmt":"2024-03-29T20:26:09","slug":"mostre-a-milano-fondazione-prada-pino-pasquali-retrospettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=131277","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; Fondazione Prada &#8211; Pino Pasquali retrospettiva"},"content":{"rendered":"<div class=\"info-top hidden-xs\">28 Mar \u2013 23 Set 2024<\/div>\n<div>\n<figure id=\"attachment_131284\" aria-describedby=\"caption-attachment-131284\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Pino-Pasquali-1b.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-131284\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Pino-Pasquali-1b-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-131284\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"info-top\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">Fondazione Prada presenta un\u2019ampia <\/span><strong style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">retrospettiva dedicata all\u2019artista italiano Pino Pascali (1935-1968).<\/strong><span style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\"> Il progetto approfondisce il <\/span><strong style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">carattere innovativo della sua opera<\/strong><span style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">, specialmente in relazione alla produzione scultorea, che negli ultimi cinquant\u2019anni ha avuto un impatto fondamentale su diverse generazioni di artisti e critici e continua ad attirare l\u2019attenzione del pubblico internazionale.<\/span><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure id=\"attachment_131283\" aria-describedby=\"caption-attachment-131283\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Pino-Pasquali-1a.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-131283\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Pino-Pasquali-1a-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-131283\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A cura di Mark Godfrey,<\/strong> la mostra si divide in quattro sezioni, ciascuna delle quali propone una precisa prospettiva sulla produzione di Pascali, e si sviluppa in<strong> tre edifici della sede di Milano: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>il Podium, la galleria Nord e la galleria Sud.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_131285\" aria-describedby=\"caption-attachment-131285\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Pino-Pasquali-1c.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-131285\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Pino-Pasquali-1c-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-131285\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concepito da 2\u00d74, il percorso allestitivo include <strong>quarantanove opere di Pino Pascali provenienti da musei italiani e internazionali e da prestigiose collezioni private;<\/strong> <strong>nove lavori di artisti del secondo dopoguerra; una selezione di fotografie e un video che ritraggono l\u2019artista con le sue opere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato a Bari nel 1935, Pino Pascali si trasferisce a Roma nel 1955<\/strong> per studiare scenografia presso l\u2019Accademia di Belle Arti. <strong>Lavora come aiuto scenografo<\/strong> in diverse produzioni televisive Rai e collabora come designer e scenografo per il cinema e per alcune agenzie pubblicitarie. Nel 1965 tiene la sua <strong>prima mostra personale alla Galleria La Tartaruga di Roma. Nel 1968 muore tragicamente in un incidente in moto all\u2019et\u00e0 di trentadue anni,<\/strong> nello stesso anno della sua <strong>presentazione monografica alla Biennale d\u2019Arte di Venezia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive Mark Godfrey nel testo pubblicato in catalogo, \u201cPascali ha esplorato il rapporto tra scultura ed elementi di scena e ha contrapposto scultura e oggetti d\u2019uso. <strong>Ha creato opere che da lontano sembrano dei ready-made, ma che a uno sguardo ravvicinato si rivelano essere realizzate con materiali di recupero.<\/strong> Si interrogava sulle <strong>potenzialit\u00e0 di una scultura \u2018finta\u2019 o \u2018simulata\u2019.<\/strong> Intitolava le opere come fossero corpi solidi, <strong>strizzando l\u2019occhio al suo pubblico, a sua volta consapevole che si trattava di volumi vuoti.<\/strong> <strong>Usava elementi naturali come la terra e l\u2019acqua insieme a materiali da costruzione come l\u2019eternit, e divideva i suoi mari e campi in unit\u00e0 modulari<\/strong>. Portava in studio nuovi prodotti di consumo e tessuti sintetici per creare animali, trappole e ponti. E se la complessit\u00e0 del suo approccio alla scultura \u00e8 indiscutibile, il fattore che rende la sua pratica artistica cos\u00ec geniale e originale \u00e8 un altro. Pascali \u00e8 un artista sempre attuale perch\u00e9 era un \u2018esibizionista\u2019. [\u2026] Pascali comprendeva che gli artisti del dopoguerra <strong>dovevano dedicare altrettante energie all\u2019attivit\u00e0 espositiva<\/strong> quante quelle dedicate a rifinire le opere in studio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto espositivo \u00e8 composto da quattro sezioni. La prima analizza l\u2019approccio con il quale Pascali ha realizzato le sue <strong>mostre dal 1965 al 1968, creando ambienti originali<\/strong> piuttosto che semplici selezioni di opere dal suo studio. La <strong>seconda parte esplora i suoi pi\u00f9 significativi interventi in importanti mostre collettive<\/strong> di quegli anni e include i lavori degli artisti che hanno esposto insieme a lui. La <strong>terza sezione esamina l\u2019interazione di Pascali con le sue sculture nelle fotografie scattate da Claudio Abate, Andrea Taverna e Ugo Mulas<\/strong> e come queste immagini suggeriscono fantasiose modalit\u00e0 di approccio al suo lavoro. <strong>La quarta sezione indaga l\u2019utilizzo da parte di Pascali di materiali naturali e industriali,<\/strong> studiando la loro provenienza, il loro impiego in ambito commerciale, quali altri artisti ne hanno fatto uso e il loro sviluppo nel tempo.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/fondazioneprada.us20.list-manage.com\/track\/click?u=1c2c4b5d50bbd2f3ce94103d1&amp;id=b6f4d59a35&amp;e=b794d758f6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/fondazioneprada.us20.list-manage.com\/track\/click?u%3D1c2c4b5d50bbd2f3ce94103d1%26id%3Db6f4d59a35%26e%3Db794d758f6&amp;source=gmail&amp;ust=1711806611017000&amp;usg=AOvVaw088nJUCJPzZWfRTMk4S0SS\">fondazioneprada.org<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>28 Mar \u2013 23 Set 2024 Fondazione Prada presenta un\u2019ampia retrospettiva dedicata all\u2019artista italiano Pino Pascali (1935-1968). Il progetto approfondisce il carattere innovativo della sua<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[29634,29633],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131277"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=131277"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131277\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":131287,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131277\/revisions\/131287"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=131277"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=131277"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=131277"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}