{"id":131708,"date":"2024-04-09T22:43:45","date_gmt":"2024-04-09T20:43:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=131708"},"modified":"2024-04-11T19:57:07","modified_gmt":"2024-04-11T17:57:07","slug":"salute-e-pesticidi-in-europa-contrasto-ai-pesticidi-vietati-in-ue-evento-di-coldiretti-al-brennero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=131708","title":{"rendered":"Salute e pesticidi in Europa &#8211; contrasto ai pesticidi vietati in Ue &#8211; evento di Coldiretti al Brennero"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Contrastare l&#8217;importazione di prodotti che vengono venduti come italiani<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Prodotti trattati con sostanze e metodi vietati in Europa<\/strong><\/p>\n<p><strong>Concorrenza sleale che danneggia gli agricoltori europei<\/strong><\/p>\n<p>Ultima <strong>trasformazione del Codice doganale dell\u2019Unione europea e del luogo di provenienza<\/strong><\/p>\n<p><strong>Contrastare in maniera decisa le frodi al nostro agroalimentare. Dobbiamo evitare che i consumatori siano ingannati<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vendere come italiano<\/strong>, magari anche camuffandone il nome, come un prosciutto fatto con cosce di maiale provenienti dall\u2019estero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lotta alle agromafie, reciprocit\u00e0 degli standard di qualit\u00e0 e <strong>contrasto ai pesticidi vietati in Ue<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FederBio, Legambiente e Slow Food Italia portano il loro <strong>impegno a tutela del cibo Made in Italy all\u2019evento di Coldiretti al Brennero<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si recuperi e approvi in tempi rapidi il ddl contro le agromafie e l\u2019agropirateria<\/strong><\/p>\n<p><strong>La criminalit\u00e0 organizzata &#8211; ha affondato le sue radici anche nella filiera agro-alimentare, dal campo alla tavola.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da decenni ormai le politiche agricole nazionali e internazionali sono miopi e confinano la produzione alimentare a un insalubre assistenzialismo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli alimenti bio importati dovranno rispettare le medesime regole cui sono sottoposti gli agricoltori bio europei<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FederBio, Legambiente e Slow Food Italia hanno scelto di p<strong>artecipare insieme alla manifestazione, organizzata da Coldiretti al valico del Brennero per sensibilizzare le istituzioni sul tema dell&#8217;obbligo dell&#8217;origine in etichetta per le produzioni agroalimentari e contrastare l&#8217;importazione di prodotti che vengono venduti come italiani<\/strong>, senza per\u00f2 rispettare regole e standard richiesti per i prodotti nazionali, generando cos\u00ec condizioni di concorrenza sleale per i produttori italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza congiunta delle tre organizzazioni vuole essere una manifestazione di <strong>sostegno agli agricoltori, logorati da sfide economiche e climatiche<\/strong> che non riescono pi\u00f9 a gestire, e ha l\u2019obiettivo di condividere alcune proposte costruttive per tutelare le produzioni agroalimentari italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra tutte quella della revisione del criterio dell\u2019ultima trasformazione del Codice doganale dell\u2019Unione europea e del luogo di provenienza: \u00abFondamentale superare le attuali regole sul codice doganale \u2013 spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti \u2013 per <strong>contrastare in maniera decisa le frodi al nostro agroalimentare. Dobbiamo evitare che i consumatori siano ingannati<\/strong> e bloccare tutto quello che permette di <strong>vendere come italiano, magari anche camuffandone il nome, come un prosciutto fatto con cosce di maiale provenienti dall\u2019estero<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serve poi insistere sul principio di reciprocit\u00e0 \u2013 aggiunge Prandini &#8211; in una situazione che vede l\u2019ingresso dalle frontiere di <strong>prodotti trattati con sostanze e metodi vietati in Europa<\/strong> che non rispettano le stesse normative comunitarie in fatto di sicurezza alimentare, tutela dell\u2019ambiente e del lavoro. Una <strong>concorrenza sleale che danneggia gli agricoltori europei<\/strong> peraltro sottoposti a regolamenti e vincoli spesso fuori dalla realt\u00e0. Per questo \u2013 conclude Prandini \u2013 abbiamo lanciato anche una raccolta firme con la proposta di iniziativa popolare per mettere in trasparenza la filiera agroalimentare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FederBio, Legambiente e Slow Food Italia, al fianco di Coldiretti tra<strong> gli agricoltori saliti al Brennero in 10mila nei due giorni di mobilitazioni, hanno presentato alcune istanze<\/strong> che ritengono prioritarie per rilanciare l\u2019intera agricoltura nazionale, basate sulla <strong>transizione agroecologica, vera risposta alla crisi dei sistemi alimentari.<\/strong> Il metodo biologico propone un modo di produrre nel rispetto della fertilit\u00e0 del suolo, della salute dei cittadini e degli ecosistemi ambientali, che pu\u00f2 diventare un punto di riferimento per l\u2019intero comparto agricolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>Si recuperi e approvi in tempi rapidi il ddl contro le agromafie e l\u2019agropirateria<\/strong> che ad oggi \u00e8 <strong>inspiegabilmente in stallo alla Camera dei deputati<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Governo e Parlamento chiediamo un atto di responsabilit\u00e0 affinch\u00e9 si sblocchi questa situazione\u00bb. \u00c8 quanto chiede Stefano Ciafani, presidente di Legambiente che oggi dal Brennero lancia un messaggio forte e chiaro a tutte le forze politiche, denunciando lo stallo in cui si trova il ddl contro le agromafie e l\u2019agropirateria. \u00ab<strong>Un vuoto normativo da colmare al pi\u00f9 presto e che permetterebbe, con l\u2019introduzione nel codice penale dei nuovi delitti contro il patrimonio agroalimentare<\/strong> e un inasprimento delle pene, di contrastare la <strong>criminalit\u00e0 organizzata che ha affondato le sue radici anche nella filiera agro-alimentare, dal campo alla tavola.<\/strong> Parliamo di norme previste dal disegno di legge elaborato dopo un lungo e approfondito lavoro dall\u2019Osservatorio sulle agromafie promosso dalla Coldiretti e presieduto da Giancarlo Caselli per fermare la concorrenza sleale e che condividiamo in pieno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl disagio profondo del settore primario che abbiamo visto sfociare nelle piazze in questi mesi \u00e8 il frutto della tempesta perfetta che ha travolto l&#8217;agricoltura europea. <strong>Gli eventi climatici estremi sempre pi\u00f9 frequenti e sempre meno prevedibili<\/strong> hanno ridotto le rese. I prezzi pagati ai produttori sono sempre pi\u00f9 bassi e le aziende non coprono i costi. <strong>Da decenni ormai le politiche agricole nazionali e internazionali sono miopi e confinano la produzione alimentare a un insalubre assistenzialismo.<\/strong> A ci\u00f2 si \u00e8 aggiunta la <strong>concorrenza &#8211; sleale di fatto, legale nella forma &#8211; da parte di Paesi che non sono tenuti a rispettare le regole valide in Italia,<\/strong> in termini ambientali per l\u2019uso di fitofarmaci, e in termini etici per i diritti di lavoratori e consumatori\u00bb sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. \u00abRiteniamo dunque urgente istituire clausole specchio nelle relazioni commerciali dell\u2019Unione con i Paesi terzi: un sistema in grado di regolamentare la concorrenza fra prodotti locali e di importazione, garantire ai consumatori trasparenza su alimenti importati e limitare al contempo gli impatti negativi su salute, societ\u00e0 e ambiente negli stessi Paesi esportatori. Introdurre clausole specchio consentirebbe di attuare gli obiettivi del Green Deal, premiando &#8211; ovunque &#8211; <strong>le aziende che producono cibi sani nel rispetto della fertilit\u00e0 del suolo e degli ecosistemi, sostenendo affinch\u00e9 possano modificare il proprio modello produttivo, passando da monocolture intensive a pratiche agroecologiche per un&#8217;agricoltura che non comprometta il futuro,<\/strong> ma lo garantisca\u00bb conclude Nappini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abFederBio considera prioritaria per i <strong>prodotti biologici la questione del \u201cgiusto prezzo\u201d, elemento chiave per difendere il reddito degli agricoltori<\/strong> e garantire la trasparenza di tutta la filiera nei confronti dei cittadini. Per questo dobbiamo evitare situazioni di concorrenza sleale ed \u00e8 fondamentale che, per i prodotti agroalimentari importati, siano rispettate le stesse norme che valgono per i produttori italiani ed europei. Questo \u00e8 un punto chiave anche per il biologico, per il quale condividiamo l\u2019iniziativa di Coldiretti\u00bb sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. \u00abIl Regolamento europeo sul bio prevede, per le importazioni dei prodotti biologici, il passaggio dal principio di equivalenza a quello di conformit\u00e0 a partire dal 2025. <strong>Questo significa che gli alimenti bio importati dovranno rispettare le medesime regole cui sono sottoposti gli agricoltori bio europei<\/strong>. Riteniamo che lo stesso principio debba essere applicato all\u2019agricoltura convenzionale. Si tratta di una differenza sostanziale perch\u00e9 impone a chi esporta in Europa di seguire le medesime regole e standard imposti agli agricoltori Ue anche per quanto riguarda l\u2019uso dei fitofarmaci. L\u2019introduzione del principio di conformit\u00e0 a tutta l\u2019agricoltura eviterebbe che ingenti quantitativi di principi attivi vietati in Ue, siano scaricati dalle multinazionali nei Paesi in via di sviluppo, rientrando poi in Italia e in Europa sotto forma di frutta e altri alimenti. Bloccare questi agrofarmaci \u00e8 fondamentale per tutelare la salute, la fertilit\u00e0 del suolo e gli ecosistemi, ma anche per contribuire a superare situazioni di concorrenza sleale per gli agricoltori\u00bb conclude Mammuccini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contrastare l&#8217;importazione di prodotti che vengono venduti come italiani Prodotti trattati con sostanze e metodi vietati in Europa Concorrenza sleale che danneggia gli agricoltori europei<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[27,54,14,19071,61,9411,53,26,327],"tags":[29714,29713],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131708"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=131708"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131708\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":131716,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131708\/revisions\/131716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=131708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=131708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=131708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}