{"id":132600,"date":"2024-05-07T18:52:34","date_gmt":"2024-05-07T16:52:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=132600"},"modified":"2024-05-09T21:10:59","modified_gmt":"2024-05-09T19:10:59","slug":"mostre-a-perugia-natura-utopia-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=132600","title":{"rendered":"Mostre a Perugia &#8211; \u00a0NATURA\/UTOPIA &#8211; l\u2019arte tra ecologia &#8211; riuso e futuro"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"francois-one editor-title\">NATURA\/UTOPIA: L\u2019ARTE TRA ECOLOGIA, RIUSO E FUTURO<\/h1>\n<figure id=\"attachment_132611\" aria-describedby=\"caption-attachment-132611\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Mostre-12-NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-unnamed6.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-132611\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Mostre-12-NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-unnamed6-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Mostre-12-NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-unnamed6-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Mostre-12-NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-unnamed6-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Mostre-12-NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-unnamed6.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-132611\" class=\"wp-caption-text\"><strong>cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"date_default\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 23 Aprile 2024 al 03 Novembre 2024<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>PERUGIA &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Palazzo Baldeschi &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Corso Pietro Vannucci 66<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Curatore:<\/span>\u00a0Marco Tonelli<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il pianeta azzurro   di Franco Piavoli   1981\" width=\"780\" height=\"585\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ST8BcFMg5s0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Fondazione Perugia presenta la mostra\u00a0<strong><em>NATURA\/UTOPIA: l\u2019arte tra ecologia, riuso e futuro<\/em>\u00a0<\/strong>a cura di\u00a0<strong>Marco Tonelli<\/strong>, che <strong>fino al 3 novembre animer\u00e0 le sale di Palazzo Baldeschi<\/strong> con un percorso e un allestimento che intende raccontare le quanto mai attuali tematiche del rapporto dell\u2019uomo con la natura e il suo futuro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-nnn-.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-132613\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-nnn--213x300.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-nnn--213x300.jpg 213w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-nnn--726x1024.jpg 726w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-nnn--768x1083.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/NATURAUTOPIA-larte-tra-ecologia-riuso-e-futuro-Palazzo-Baldeschi-Perugia-nnn-.jpg 851w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019ispirazione intorno cui ruota questa ricerca \u00e8 la <strong>leggendaria repubblica di\u00a0<em>Utopia <\/em>immaginata nel XVI secolo dall\u2019umanista inglese\u00a0Thomas More\u00a0nel suo omonimo racconto,<\/strong> dove la protagonista \u00e8 <strong>una terra connessa al reale ma anche indipendente, non un miraggio ma un mondo possibile<\/strong>.<\/p>\n<p>Allo stesso modo <strong>l\u2019arte contemporanea \u00e8 una sorta di isola felice, dove tutto \u00e8 sostenibile<\/strong> perch\u00e9 aumenta la ricchezza del mondo, sia a livello di forme che di pensiero ?<\/p>\n<p><strong>L&#8217;abuso della plastica anche in grandissime dimensioni,<\/strong> non fa certo onore ad una certa applauditissima arte contemporanea.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019arte,\u00a0 <strong>sarebbe<\/strong> quello di\u00a0 di <strong>rappresentare i problemi a proprio modo,<\/strong> re-immhttps:\/\/youtu.be\/ST8BcFMg5s0aginandoli in un ambito specifico, <strong>dove tutto \u00e8 possibile, secondo le regole del linguaggio delle forme, del pensiero estetico, del concetto<\/strong> della creativit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p>Cos\u00ec nella mostra\u00a0<em>NATURA\/UTOPIA: l\u2019arte tra ecologia, riuso e futuro\u00a0<\/em><strong>l\u2019arte serve a far riflettere su questioni legate all\u2019ecologia, al rapporto tra uomo e natura, alla sostenibilit\u00e0, al riuso dei materiali,<\/strong> alla riprogettazione dello spazio di vita degli esseri umani in rapporto all\u2019ambiente naturale. Per farlo sono stati scelti<strong>\u00a013 artisti<\/strong>\u00a0protagonisti della<strong> scena culturale italiana ed europea, statunitense e provenienti da contesti extraeuropei, come il Camerun e il Mozambico,<\/strong> artisti che hanno fatto del concetto di <strong>utopia, riuso, progetto e natura la loro poetica di base fin dagli anni &#8217;60,<\/strong> ognuno con le proprie caratteristiche specifiche come dimostrano le opere scelte per il percorso espositivo realizzate con materiali tradizionali ma anche inaspettati e innovativi.<\/p>\n<ul>\n<li>Nel percorso espositivo non poteva mancare uno spazio dedicato a un <strong>celebre film considerato dalla critica un vero e proprio film ecologista<em>: Il pianeta azzurro<\/em>\u00a0<\/strong>\u00e8 l\u2019opera del regista\u00a0<strong>Franco Piavoli<\/strong>, premiato al Festival Internazionale del<strong> Cinema di Venezia nel 1982 e definito dal grande regista russo Andrej Tarkovskij un &#8220;<\/strong><em><strong>poema, viaggio, concerto sulla natura, l\u2019universo, la vita. Un\u2019immagine diversa da quella sempre vista. Vero e proprio anti-Disney&#8221;.<\/strong>\u00a0<\/em>L\u2019opera video, della <strong>durata totale di 1 ora e 20 minuti<\/strong> e che in mostra si potr\u00e0 fruire anche in <strong>una sintesi di cinque minuti, \u00e8 un poema in immagini dedicato alla vita, al nostro ecosistema, al pianeta terra, al nostro unico e fragile habitat naturale;<\/strong> si apre con una citazione dal <strong>De Rerum Natura di Lucrezio,<\/strong> e racconta, pur senza uso di parole e trama, <strong>il ciclo della natura che si intreccia con quello umano,<\/strong> in un susseguirsi di <strong>immagini e suoni ripresi dal vivo e di grande suggestione poetica, bellezza e malinconia.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Si incontrano quindi autori ormai storicizzati come\u00a0<strong>Gianfranco Baruchello<\/strong>, che tra gli anni \u201970 e \u201980 con la creazione di Agricola Cornelia S.p.A. <strong>aveva lavorato la terra come fosse un\u2019opera d\u2019arte<\/strong>,\u00a0<strong>Ugo la Pietra<\/strong>, che ha da sempre usato l\u2019architettura per riflettere sulle contraddizioni e le relazioni tra natura e citt\u00e0, e\u00a0<strong>Piero Gilardi<\/strong>\u00a0che ha fatto dell\u2019ecologia uno dei temi portanti del proprio lavoro e che con i suoi<strong>\u00a0<em>tappeti<\/em>\u00a0<em>natura<\/em>\u00a0<\/strong>ha trasformato in quadri delle sezioni di natura stessa.<br \/>\n<strong>Giuseppe Penone<\/strong>\u00a0\u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti artisti italiani dagli anni \u201960 ad oggi che ha da sempre lavorato sulla e attorno alla natura ed in mostra \u00e8 rappresentato da\u00a0<em>Struttura del tempo<\/em>, dove <strong>il bronzo della struttura testimonia il profondo legame che esiste tra la fusione e la crescita vegetale;<\/strong> anche\u00a0<strong>Davide Benati<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Nicola Toffolini<\/strong>\u00a0utilizzano media tradizionali per i loro studi, uno prediligendo la pittura che sublima le iconografie della natura e uno il disegno con cui <strong>realizza paesaggi di mondi utopici dove tutto sembra riportarci a una condizione futuribile<\/strong>;\u00a0<strong>Paolo Canevari<\/strong>\u00a0ha fatto del riuso dei materiali un tratto distintivo del suo lavoro come testimoniato dalla serie in mostra,\u00a0<em>Black Pages<\/em>, dove <strong>antiche cornici dorate custodiscono come reliquie fogli di giornale ricoperti di olio di motore combusto;<\/strong>\u00a0<strong>Loris Cecchini<\/strong>\u00a0indaga tematiche legate all\u2019ambiente inteso come <strong>spazio di (ri)adattamento tra bisogni umani e nuovi materiali creando sculture con materiali insoliti<\/strong> dove emerge la sperimentazione tecnica nella realizzazione, mentre\u00a0<strong>Giuliana Cun\u00e9az<\/strong>\u00a0crea ambienti di grande coinvolgimento attraverso <strong>l\u2019uso di opere digitali e interattive con videoproiezioni e\u00a0<em>screen paintings<\/em>, modellazione 3D e Intelligenza Artificiale.<\/strong><\/p>\n<p>Il continente africano \u00e8 presente in mostra con le opere di\u00a0<strong>Gon\u00e7alo Mabunda<\/strong>, artista del Mozambico, le cui maschere realizzate con <strong>proiettili, granate, fucili, bossoli come materiali di riuso<\/strong> da una parte <strong>evocano feticci, totem e copricapi rituali,<\/strong> dall\u2019altra sembrano <strong>caricature di volti antropomorfi<\/strong> e meccanizzati che <strong>richiamano la sanguinosa guerra civile<\/strong> che devast\u00f2 il suo paese; originario del Camerun \u00e8\u00a0<strong>Pascale Marthine Tayou<\/strong>\u00a0che crea installazioni ambientali utilizzando <strong>buste di plastica colorate, non riciclate ma nuove (!),<\/strong> come se il loro consumo e degrado fosse stato evitato e congelato in opera d\u2019arte.<br \/>\n<strong>Kaarina Kaikkonen<\/strong>\u00a0\u00e8 la pi\u00f9 importante e riconosciuta artista finlandese contemporanea e lavora <strong>esclusivamente con abiti di riuso e di recupero, in prevalenza camicie maschili:<\/strong> opere che sono una riproduzione virtuale di corpi assenti,<strong> abiti vuoti che conservano la memoria del corpo che li ha indossati<\/strong> portando su di loro ancora le storie e i vissuti di persone che probabilmente non ci sono pi\u00f9. Infine\u00a0<strong>peter campus<\/strong>,<strong>\u00a0pioniere della video art,<\/strong> che porta in mostra due video che rappresentano un momento molto particolare nella ricerca dell\u2019artista all\u2019interno di s\u00e9, cercando nella natura la guarigione dalla psiche ferita.<\/p>\n<p><strong>Riuso, utopia, progetto, natura e futuro\u00a0<\/strong>sono le parole attorno a cui ruota la ricerca di tutti questi artisti, in momenti storici e luoghi del mondo diversi, ma accomunati da una lettura ecosofica ed ecoestetica del mondo.<br \/>\n\u201c<em>La mostra, lontana dal voler testimoniare contenuti ideologici, esprime la necessit\u00e0 di render centrale l\u2019opera e la poetica degli artisti prima ancora che le ricadute a livello sociale e politico, pur avendo tutte le opere esposte relazioni con contesti storici attuali se non addirittura legati a ci\u00f2 che potrebbe riservarci il futuro, con le sue incertezze e inquietudini, promesse e opportunit\u00e0<\/em>\u00a0\u2013 afferma il curatore Marco Tonelli &#8211;\u00a0<em>L\u2019unica risposta possibile alle ansie della nostra epoca \u00e8 l\u2019opera d\u2019arte non come soluzione o risarcimento, ma pratica autonoma immaginifica, separata ma non indifferente dal reale, proprio come l\u2019isola di Utopia, un paradiso utopico distaccato dal resto del mondo ma allo stesso tempo una proiezione di ci\u00f2 che esso potrebbe essere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>Le mostre d&#8217;arte possono essere un potente strumento di sensibilizzazione e interpretazione del presente<\/em>\u00a0\u2013 afferma Cristina Colaiacovo, Presidente di Fondazione Perugia &#8211;\u00a0<em>Posti di fronte alle infinite strade della creativit\u00e0, i visitatori esplorano nuove prospettive, visioni e soluzioni, \u00e8 ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero rispetto al tema dell\u2019ambiente e del futuro dell\u2019umanit\u00e0. Siamo grati al curatore e ai tanti artisti che hanno contribuito con le loro opere a un progetto espositivo innovativo, affascinante e straordinariamente attuale. Questa mostra \u00e8 un tributo alla natura e alla sua bellezza, un messaggio tangibile del nostro costante impegno per un avvenire realmente sostenibile<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>A corredo della mostra \u00e8 presente il catalogo curato da Marco Tonelli, edito da Fabrizio Fabbri Editore e realizzato in carta riciclata.<\/p>\n<p>Il progetto di allestimento, realizzato per l\u201980 per cento con materiali di recupero, \u00e8 a cura di Giuseppe Trivellini.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NATURA\/UTOPIA: L\u2019ARTE TRA ECOLOGIA, RIUSO E FUTURO Dal 23 Aprile 2024 al 03 Novembre 2024 PERUGIA &#8211; Palazzo Baldeschi &#8211; Corso Pietro Vannucci 66 Curatore:\u00a0Marco<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":132612,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,61,15,9411,358,15896,17619],"tags":[29907,29908],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/132600"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=132600"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/132600\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":132614,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/132600\/revisions\/132614"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/132612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=132600"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=132600"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=132600"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}