{"id":132679,"date":"2024-05-09T20:47:31","date_gmt":"2024-05-09T18:47:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=132679"},"modified":"2024-05-09T21:12:49","modified_gmt":"2024-05-09T19:12:49","slug":"venezia-mostre-via-della-seta-diventa-via-della-scrittura-museo-correr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=132679","title":{"rendered":"Venezia mostre &#8211; Via della Seta diventa via della Scrittura &#8211; Museo Correr"},"content":{"rendered":"<p>LA VIA DELLA SCRITTURA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Settecento anni di arte calligrafica tra Oriente e Occidente<\/p>\n<figure id=\"attachment_132681\" aria-describedby=\"caption-attachment-132681\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-corso-calligrafia-ph.-irene-fanizza-25.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-132681\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-corso-calligrafia-ph.-irene-fanizza-25-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-corso-calligrafia-ph.-irene-fanizza-25-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-corso-calligrafia-ph.-irene-fanizza-25-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-corso-calligrafia-ph.-irene-fanizza-25-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-corso-calligrafia-ph.-irene-fanizza-25-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-corso-calligrafia-ph.-irene-fanizza-25.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-132681\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venezia, Museo Correr, Galleria dell&#8217;Ala Napoleonica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">24 aprile &#8211; 15 ottobre 2024<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Monica Viero e Monica Dengo<\/p>\n<figure id=\"attachment_132682\" aria-describedby=\"caption-attachment-132682\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-TibetanExercises.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-132682\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-TibetanExercises-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-TibetanExercises-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-TibetanExercises-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-TibetanExercises-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Venezia-24-TibetanExercises.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-132682\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sei artisti contemporanei da Armenia, Iran, Iraq, Cina, e Italia, in dialogo con documenti e manoscritti antichi,<\/strong> esemplari <strong>conservati dalla Biblioteca del Museo Correr ed eccezionalmente esposti al pubblico: un percorso in cui la Via della Seta diventa la Via della Scrittura,<\/strong> per indagare le diverse declinazioni artistiche, storiche e culturali della calligrafia. \u00c8 questo il nuovo appuntamento di Fondazione Musei Civici pensato per promuovere la conoscenza e la pratica della scrittura a mano; quest\u2019anno dedicato in modo particolare alle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Marco Polo e alle culture calligrafiche che il mercante ha incontrato nel suo viaggio, nella rotta verso Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli autori in mostra Gayane Yerkanyan e Sarko Meen\u00e9, Golnaz Fathi, Hassan Massoudy, Mingjun Luo, Monica Dengo,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>differenti per provenienza geografica, cultura, et\u00e0, eredit\u00e0 espressiva e materiale, sono uniti dalla particolare relazione con la calligrafia e la scrittura a mano del proprio paese di origine,<\/strong> dall\u2019indagine di ci\u00f2 che le forme veicolano in quanto simboli, forme nello spazio, o segni e mantenendo una relazione di identificazione culturale con le proprie origini. Il dialogo con i documenti antichi intende mettere in risalto la relazione classica con la scrittura, in cui la forma \u00e8 principalmente a servizio del contenuto.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Tra gli esempi, <strong>due preziosi manoscritti del Corano del XVII e XVIII secolo miniati a foglia d&#8217;oro, un volume per il catechismo dei missionari domenicani in cinese, passaporti, &#8220;lasciapassare sanitari&#8221; e<\/strong> lettere di fede con caratteri islamici in turco e arabo, attestazioni commerciali per il commercio di pietre preziose in armeno, fino a un raro esemplare di brani del Tripitaka con caratteri birmani su foglie di palma.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto,<strong> fioriscono le interpretazioni, letture e riletture contemporanee,<\/strong> in cui gli artisti sviluppano il potere comunicativo delle forme di scrittura in se stesse. A volte, anche rifiutando o rinunciando del tutto al contenuto semantico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di Gayane Yerkanyan (Yerevan, Armenia, 1989) consiste nel <strong>decontestualizzare delle lettere armene per offrire nuovi significati visivi e simbolici.<\/strong> Nelle sue opere non ci sono parole, il significato sono le lettere stesse. In quanto simboli del patrimonio culturale armeno, esse diventano rappresentazioni visive di una cultura, combinate in giochi astratti di forme e spazio. Le opere dell\u2019artista in mostra, in particolare, hanno un approccio pi\u00f9 vicino al disegno geometrico che al segno diretto e spontaneo proprio della scrittura a mano. Il suo \u00e8 un segno quasi privo di gestualit\u00e0 eppure carico di quelle imprecisioni che sono proprie di un lavoro manuale diretto, che non intende nascondere la propria umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle sue opere Sarko Meen\u00e9, nome d\u2019arte di Armine Sarkavagyan (Yerevan, Armenia, 1984) riflette sull\u2019<strong>esplorazione dei significati legati alla memoria, alla scrittura a mano e alle lettere armene attraverso i manoscritti di suo nonno,<\/strong> lo scrittore e poeta Karpis Surenyan, in particolare attraverso suo libro Il Mistero di essere Armeno. Affascinata dalle pagine pesantemente modificate e barrate, sovrappone al testo scritto del nonno una rete metallica creando profondit\u00e0 e permettendo alla luce di penetrare attraverso gli strati della materia. Simbolicamente, la rete di acciaio inossidabile rappresenta la protezione. L\u2019apparenza ingannevole della rete metallica, inizialmente simile alla seta, sottolinea temi di femminilit\u00e0 e forza, i vari aspetti della vita come il riflesso della continuit\u00e0 tra passato, presente e futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Golnaz Fathi (Teheran, Iran, 1972) <strong>combina la calligrafia tradizionale con l\u2019espressione artistica contemporanea estendendo i confini del concetto stesso di calligrafia<\/strong>: pur mantenendo l\u2019essenza visiva della parola scritta, Fathi scrive ci\u00f2 che lei chiama non-scritture, ossia scritture prive di valore semantico e destinate ad essere interpretate non con gli occhi, ma attraverso il cuore. L\u2019ispirazione per i rotoli presenti in questa mostra deriva dalla poesia di Jalal al-Din Rumi (1207-1273). Ciascun rotolo ricorda una litania, una ripetizione ossessiva di forme che vorremmo leggere, ma non possiamo cos\u00ec come non pu\u00f2 leggerle l\u2019artista, diventando cos\u00ec opere che sembrano essere una negazione del linguaggio codificato, l\u2019immagine paradossale del tentativo impossibile di una reale comunicazione dell\u2019essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hassan Massoudy (Najaf, Iraq, 1944) <strong>fonde le essenze del contemporaneo e dello storico intrecciando elementi delle tradizioni artistiche orientali e occidentali<\/strong>. Mentre mantiene il retaggio della tradizione, si distacca contemporaneamente dai suoi confini, promuovendo un\u2019evoluzione delle forme di scrittura. Le ispirazioni per le sue composizioni sono tratte da una vasta gamma di fonti, che vanno dai versi dei poeti alla prosa di scrittori provenienti da diverse culture, alla saggezza eterna dei detti popolari. Ogni tratto del suo lavoro riflette il suo impegno incrollabile nell\u2019esplorare le sfumature dell\u2019esperienza umana attraverso l\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Divisa tra la cultura cinese e quella svizzera<\/strong>, Mingjun Luo (Nanchong, Cina, 1963) <strong>concepisce il suo lavoro come uno \u201cspazio terzo\u201d, un terreno ibrido e fertile dove sviluppa il proprio linguaggio, in un continuo movimento tra Asia e Occidente<\/strong>. La sua serie in mostra <strong>Break the Character contraddice la tradizione cinese presentando ideogrammi frammentati ed esplosi fino all\u2019astrazione.<\/strong> La decostruzione dei caratteri cinesi e la loro <strong>perdita di valore semantico li fa diventare astratti<\/strong>, pur mantenendo l\u2019essenza della calligrafia tradizionale a inchiostro. In questo modo, tutti gli osservatori sono su un piano di parit\u00e0 di fronte all\u2019opera d\u2019arte, e le due tradizioni e identit\u00e0 culturali possono trovare un punto di incontro e dialogo. Nell\u2019opera circolare Traces of Writing, che contiene gli ideogrammi del Daodejing, testo fondamentale del taoismo attribuito al filosofo cinese Laozi, l\u2019artista scrive caratteri che sembrano sparire in una nebbia, sciogliendosi nell\u2019oblio. Il testo, dice, \u00e8 la sua risposta alle tracce della storia che vanno e vengono, false e reali, imprevedibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera Meravigliarsi di Monica Dengo (Camposampiero, Padova, Italia, 1966) \u00e8 un modo per andare oltre i confini, esplorando il concetto di \u201cscrittura sconfinata\u201d, espresso con la perdita di definizione dei bordi delle lettere, che si dissolvono nello spazio della tela. Osservando i tratti si possono intuire i gesti della mano che ha dato vita a quei segni, percepire i cambiamenti di velocit\u00e0 e pressione, nonch\u00e9 il momento in cui il pennello carico d\u2019inchiostro tocca la superficie, generando tratti pi\u00f9 densi e profondi. Da lontano l\u2019opera circolare sembra un fiore, come se sconfinando oltre i bordi, le lettere diventassero un\u2019unica forma. Alcune lettere si possono ancora leggere, arrivando a comporre la parola MERAVIGLIARSI. Vista da vicino per\u00f2 i segni neri diventano pi\u00f9 foschi e la parola, perdendo definizione, si dissolve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra al Museo Correr fa parte della rassegna di calligrafia La via della scrittura, a cura di Monica Viero, che <strong>prevede due workshop di quattro giorni ciascuno in programma per ottobre 2024, nella Scuola del Vetro Abate Zanetti di Murano, in collaborazione con MUVE Academy<\/strong>. I corsi prevedono la presenza di un insegnante di calligrafia occidentale e di docenti delle culture calligrafiche araba, cinese, tibetana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA VIA DELLA SCRITTURA Settecento anni di arte calligrafica tra Oriente e Occidente Venezia, Museo Correr, Galleria dell&#8217;Ala Napoleonica 24 aprile &#8211; 15 ottobre 2024<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":132685,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[29926,29927],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/132679"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=132679"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/132679\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":132687,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/132679\/revisions\/132687"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/132685"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=132679"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=132679"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=132679"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}